Dunque, ora vogliono impiccare Tareq Aziz per crimini contro l’umanità. Lo dico subito: è uno schiaffo al buon senso. E bene hanno fatto il governo italiano e il Vaticano a protestare. Tareq Aziz non era Saddam Hussein, ma un suo sottoposto e, per quanto gli era possibile, una delle voci più moderate del regime baathista. Certo, non ha le mani pulitssime, ma il carcere è una pena più che proprozionata per i crimini che gli vengono attribuiti. La pena di morte, per di più per impiccagione è una atto di barbarie pretestuoso, alimentato dalla sete di vendetta degli sciiti.

Una barbarie che non è certo cessata dopo la cattura di Saddam. Da Wikileaks abbiamo appreso che le nuove autorità irachene hanno governato sovente usando gli stessi metodi del Raìs, ovvero torturando e massacrando come ha scritto un osservatore insospettabile quale Guido Olimpio. Il bilancio complessivo è raggelante: 66mila vittime civili. Saranno condannati a morte anche i responsabili di questi crimini di guerra? Ne dubito.

Proprio la pubblicazione dei nuovi files di Wikileaks imporrebbe una riflessione su tutta la vicenda irachena: come osservai a suo tempo sul Giornale, è stata una delle guerra voluta dagli usa che dimostrarono una straordinaria, sconcertante imperizia progettuale.  Il Pentagono preparò i piani per far cadere il regime, senza preoccuparsi del dopo, che fu lasciato, di fatto, al caso; con i risultati che sono noti.

E con un probabile beneficiario ultimo per i più inaspettato: l’Iran, che iniziò la stagione delle autobombe e che oggi esercita un potere d’influenza enorme sul Paese, condizionandolo nelle sue scelte politiche e gestionali. Strategicamente, un altro errore colossale da parte degli Usa, che però non sembrano rendersene ancora conto. Insomma, se la situazione non cambia rischiano di essere proprio loro a subire i contraccolpi strategici più pesanti di quella guerra decisa con leggerezza.

Anche per questo l’accanimento contro Aziz – ovvero contro un semplice comprimario del regime saddamita –  appare  inopportuno e fuorviante.

O sbaglio?

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