Quando parlo di tradimenti all’interno del Pdl non mi riferisco a quello di Fini, noto da tempo, ma a quelli che potrebbero maturare nelle prossime ore. Mi spiego.

Riepiloghiamo quanto successo negli ultimi mesi.

Fini ha perseguito una strategia del logoramento con lo scopo, non dichiarato ma palese, di erodere l’influenza di Berlusconi operando all’interno del Pdl. Quando, la scorsa primavera, i sondaggi hanno svelato un calo di popolarità del premier, costui ha optato per un chiarimento robusto con Fini, sfociato nella fuoriuscita di quest’ultimo e nella creazione di Futuro e Libertà. Berlusconi pensava – mal consigliato dai suoi – che i transfughi sarebbero stati non più di dieci. E invece furono molti di più, tanti da privarlo, potenzialmente, della maggioranza.

A questo punto Berlusconi ha tentato da un lato di ridimensionare Fini, dall’altro di indurre i parlamentari passati a Futuro e Libertà a tornare nel Pdl. La vicenda dell’appartamento di Montecarlo sembrava aver messo il presidente della Camera alle corde, ma, politicamente, è mancato il colpo del ko. E in tutta l’estate nemmeno un deputato di F&L è tornato all’ovile.

Fini è sopravvissuto e oggi appare ringalluzzito. Elettoralmente, se corresse da solo, rischierebbe di non entrare nemmeno in Parlamento, ma mi sembra evidente che miri ad arrivare a un governo di tecnico o di unità nazionale. E i ruoli si sono improvvisamente ribaltati: è il Cavaliere a essere in difficoltà, il quale per di più ha dovuto incassare il passaggio di altri due parlamentari in Futuro e Libertà.

Ora siamo alla resa dei conti finale. In teoria Pdl e Lega dovrebbero compattarsi dietro a Berlusconi, ma ho l’impressione che certi ambienti del centrodestra siano convinti – pur non dichiarandolo pubblicamente – che il futuro politico del Cav sia alquanto aleatorio. Insomma, che non sia più un cavallo vincente. E questo secondo me rischia di condurre a un altro scenario.

I segnali sono tanti: le liti nei Consigli dei ministri, i silenzi sulle ultime vicende mediatiche, gli ammiccamenti con certi ambienti istituzionali. Insomma, tira una brutta aria…

Da qui due possibilità: il Cavaliere sorprende ancora una volta tutti, dà prova di grande leadership, ricompatta la coalizione e riesce ad andare alle elezioni anticipate in una posizione di forza oppure resta in balìa degli attacchi, inizia ad essere percepito come un leader indebolito, dunque non più affidabile il che spalancherebbe le porte a un’ipotesi che fino a poche settimane fa sembrava inimmaginabile: quella di un tradimento di alcuni fedelissimi, disposti a prolungare la legislatura pur di salvare il posto in Parlamento, magari in cambio di un posto di prestigio in un nuovo governo, solo in apparenza tecnico o super partes.

Questa classe politica ci sorprenderà ancora….

O sbaglio?

Tag: , , , , , ,