Sul Giornale ho scritto un articolo sulle accuse a Yunus, il banchiere dei poveri, sospettato di aver dirottato alcune decine di milioni di euro destinati ai poveri. Ho sempre provato molta simpatia per Yunus e mi auguro di cuore che le accuse si rivelino infondate.

La vicenda offre lo spunto per una riflessione più ampia sul microcredito, che da tempo viene presentato come una straordinaria chance di riscatto per i più poveri tra i poveri. Alcuni economisti, controcorrente, pochi per la verità, sostengono che i tassi applicati non siano così favorevoli e che gli effetti alla lunga non siano affatto benefici. Studi a cui pochi hanno prestato attenzione e a cui anch’io non ho dato molto peso.

Mi ha colpito, però, una frase del giornalista che ha firmato il reportage della tv norvegese che accusa Yunus:«A Jobra abbiamo incontrato la figlia della prima che ottenne un microcredito, Sufiya Begun. Siamo poi stati nell’Hillary Village, dove la ex first lady americana dichiarò appoggio a Yunus e alla sua Banca. E abbiamo visto solo povera agente che dal microcredito non ha guadagnato nulla, se non altri debiti».

Da qui alcuni dubbi: ma il microcredito é davvero un toccasana? O si tratta dell’ennesima illusione?
E perché così tanti politici e manager lo sostengono e lo diffondono? Tutti disinteressati o il loro apparente altruismo cela altri fini?

Dubbi, solo dubbi, ma su cui vale la pena perlomeno di riflettere…

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