Non ho mai capito chi siano davvero i black bloc, so solo che nulla hanno a che fare con i pacifisiti o comunque con le proteste tradizionali. Sbucano dal nulla e rispondono a logiche proprie, imperscrutabili, misteriose.

Li ho visti in azione diverse volte tra la fine degli anni Novanta e il 2001, durante i vertici europei o al G7. Camminavo tra i manifestanti, poi, improvvisamente, da un angolo sbucavano dieci-venti teppisti, con il volto coperto che inziavano a sfasciar vetrine, ad attaccare la polizia, a lanciare molotov. E scoppiava il caos.
Poco fa un amico al telefono mi ha detto: “Mia figlia liceale è andata alla manifestazione contro la riforma Gelmini, ma ha capito che oggi la protesta era diversa, che c’era qualcosa che non andava. Ed era tornata a casa”. Testimonianza interessante, che rafforza i miei sospetti.

Non pensate che sia esploso il disagio sociale, la frustrazione dei giovani o la rabbia per la fiducia a Berlusconi. Queste non sono, a mio giudizio, ragioni del tutto esaustive.

La protesta di queste ore non é casuale. E’ voluta.

Da chi e perché? Chi sono i mandanti? Quali le logiche?
Perché ogni volta pochi black bloc vengono arrestati e molti di loro rilasciati dopo solo poche ore?
Perché non si indaga mai a fondo?
Perché non vengono comminate pene esemplari a chi viene colto sul fatto?

Troppo semplice essere coraggiosi sapendo che si rischia poco e con un casco nero in testa…

O sbaglio?

DAL BLOG AL GIORNALE. Ancora una volta il blog é fonte di ispirazione anche sul Giornale. Ho segnalato il commento che un poliziotto, Corrado, aveva scritto su questo blog, commentando i fatti di Roma, e la direzione del Giornale ha deciso di ripubblicarlo sia sulla versione cartacea che su quella online. Una volta di più, grazie a Corrado per la sua testimonianza e a tutti voi per i vostri contributi.