Battisti: tra la Bruni e D’Elia che brutta Italia…
Innanzitutto, buon anno e ben ritrovati a tutti. Mi ero ripromesso di non scrivere nulla sul caso Battisti, anche perché già ampiamente comentato. però aprendo il Riformista ho letto un’intervista di Tommaso Labate a Sergio D’Elia.
Sono un liberale e non appartengo alla schiera dei moralisti sempre pronti a rivangare nel passato per rinfacciare a chi li ha commessi, errori ideologici. Solo chi è ottuso non cambia mai opinione e tra le persone che stimo ce ne sono diverse che sono state filofasciste o filocomuniste, nonché amici di qualunque estrazione politica.
Però c’è un limite che non andrebbe mai superato. Sergio D’Elia in gioventù è stato terrorista di Prima Linea. Contrariamente a Battisti ha scontato 12 anni di carcere. E poi si è rifatto la vita. E’ stato deputato radicale e oggi è il leader di Nessuno Tocchi Caino,
Ma proprio in queste ore sembra di sentire il D’Elia degli anni di Piombo. Il D’Elia che difende il compagno Battisti. Nell’intervista definisce lo Stato italiano “un delinquente abituale” che “non ha l’autorità politica nazionale e internazionale per protestare con chicchessia“. La sua tesi è che siccome la situazione delle carceri italiane è disastrosa “l’Italia non ha titoli per chiedere al Brasile la consegna di Battisti”, per questo “è meglio Battisti libero in Brasile che Battisti in una prigione italiana”. E avanti così.
Libero di pensarla come crede, però se è giusto non rivangare nel passato di chi ha già scontato il proprio debito con la società, sarebbe perlomeno elegante suggerire a costoro di ricordarsi del bene ricevuto. Se D’Elia oggi ha un ruolo pubblico è merito proprio di quella società e di quello Stato che tanto disprezza. E, da uomo pubblico, dovrebbe innanzitutto mostrare rispetto per le vittime di un assassino e, con spirito di vera solidarietà, esigere che Battisti paghi il suo debito indipendentemente dalla situazione nelle carceri italiane.
Altrimenti si espone al sospetto, fondatissimo, che la sua uscita non sia disinteressata e che la solidarietà tra ex combattenti comunisti conti più di qualunque valore e, certo, del buon senso.
Certi sermoni non solo non sono graditi, sono eticamente inaccettabili.
O sbaglio?
AGGIORNAMENTO: dopo aver scritto questo post è arrivata la notizia secondo cui Carla Bruni avrebbe telefonato a Lula per convincerlo a non estradare Battisti. Lo ha rivelato il presidente
dell’Associazione familiari vittime del terrorismo, Bruno
Berardi, il quale ha sostenuto che avrebbe raccolto la confidenza
della première dame, durante un colloquio riservato all’Eliseo. Purtroppo la notizia non ci sorprende: Carla Bruni appartiene a quel mondo intellettuale chic di Parigi che ha sempre difeso i terroristi di sinistra esuli a Parigi. Come cantante e modella Carlà poteva pensare quel che voleva, ma ha agito come première dame di Francia e questo è non soltanto grave, di per sè, un insulto alla stragrande maggioranza degli italiani. Smentirà naturalmente, come già fece tempo fa quando uscirono indiscrezioni analoghe; ma sarà una smentita dovuta e pertanto poco credibile. Alla signora Bruni che un giorno disse di vergognarsi di essere italiani ci permettiamo di dire, con il garbo dobuto a una signora: il sentimento è reciproco.

Gentile OTTOGALLI,
la prego di scusare il ritardo della mia risposta che spero leggerà. Credevo esaurito il topic! Il mio nome è Stefano Bruni e scrivo da Firenze. Non sono abituato ad espormi ad un pubblico che non conosco semplicemente perché mi hanno insegnato da piccolo che “non si fa”. Bisognava sempre ricordare che il nostro posto era la platea e mai il palcoscenico. Sono viziacci che si fa fatica ad abbandonare, ma lei.. mi ha stanato! Dunque eccomi qua. Le rispondo che piacerebbe anche a me appartenere ad una nazione come l’avrebbe voluta Montanelli. O Gianni Agnelli. Ma non è così, c’è poco da fare. Ognuno deve cimentarsi nel “gesto atletico” che più gli si confà. Se hai il fisico da sollevatore di pesi è inutile pretendere di fare il salto triplo. Riinovo la scommessa: Battisti arriverà. Hanno già trovato il “distinguo” giusto…!
Gentile Camwana (perché, mi chiedo, utilizzare uno pseudonimo ? non per altro, non so che titolo utilizzare, se Signore o Signora. In ogni caso, io sono solito mettere la faccia e firmare le mie opinioni, per quanto non condivisibili queste possano essere). Credo che proprio questo sia il punto. I modelli che ci dobbiamo dare sono le best practices che ci insegna la storia, per non subire in continuazione gli umori di un Lula qualsiasi, e per non fare la figura dello Stato debole, che possa essere reso facilmente oggetto di abusi. Ricorda l’intervento repentino dell’Inghilterra, che fece seguito all’invasione delle Falkland da parte dell’Argentina ? Fu una risposta autorevole e autoritaria che un Paese serio deve sempre dare a un sopruso, come fu allora l’attacco alle Falkland, e come è ora la mancata concessione dell’estradizione per Battisti. In attesa di rileggerLa, possibilmente con un nome e cognome, La saluto molto cordialmente
Gentile OTTOGALLI, mi permette di risponderle?
E’ vero, Germania o Inghilterra avrebbero risposto in un altro modo. Ma.. l’Italia non è così. Noi abbiamo un’altra storia. Altri modi, altri canali. Noi con un bell’ospedale da campo e un piatto di pasta al soggetto giusto siamo capaci di venire a sapere cose che la Cia estorce solo sotto tortura. Siamo DAVVERO diversi. L’Italia è un paese complesso, a dimensioni contraddittorie, che sfumano una nell’altra. Pensi alla città di Roma. E’ forse l’unica capitale che non si conquista neanche con gli eserciti. E’ impossibile: puoi chiamarti Odoacre, Carlo V, Napoleone, George Patton, ma sei tu che diventi romano! Oppure resti un burino e non c’è niente da fare. Cioè sarai dimenticato. La nostra diplomazia è fatta anche di missionari, di mafiosi, di medici. Non c’è niente come l’Italia, mi creda. Vogliamo scommettere che avremo quel babbeo di Battisti qua? Vedrete!
Condivido, dr. Foa, il suo giudizio su entrambi i personaggi: non solo mancanza di buon senso ma anche assoluta strafottenza nei confronti degli italiani. C’è chi si ritiene immune dai dieci comandamenti, dal V il signor Delia e dall’ VIII, la signora Bruni. Fra compagni ci si intende e ci si difende, anche a costo di apparire dei cretini a comando. Non sarebbe necessario tacere semplicemente perché uomini pubblici – il che di per sé già sarebbe vincolante; ma soprattutto perché si possa legittimamente rivendicare un barlume di dignità intellettuale. Invece quel signore e quella signora ci offrono una patente manifestazione di imperdonabile ed irrecuperabile cretineria o, forse, vogliono darcela ad intendere cercando di spacciare per cretini i loro connazzionali (come si dice a Milano, “fanno i pirla per non pagar dazio” .
A proposito di vergogna, il compianto presidente Cossiga, con analogo garbo, aveva già rimandato alla mittente signora Bruni – che un giorno disse che c’è da vergognarsi ad essere italiani – il Suo stesso sentimento di reciprocità, che, glielo assicuro, è anche il mio.
I fumi dell’ideologia marxista, leninista e staliniana sono sottili e pervasivi. Coloro che la coltivano, magari in segreto, o nei salotti buoni non si rendono conto che una fede politica fondata su una teoria globale della vita associata che ,ovunque sia esistita ed esiota, ha mietuto milioni e milioni di vittime e continua a mieterne, va buttata via nel cimitero delle teorie, di cui la storia e soprattutto la storia della scienza è piena.
Ercole De Angelis
Carissimo Marcello,
welcome back e all the best per l’anno nuovo !
Propongo un motivo di riflessione: la vicenda Battisti non è un segnale della debolezza del peso politico dell’Italia a livello internazionale ? Come avrebbero reagito, infatti, Paesi come Inghilterra o Germania a un affronto di questa gravità? Probabilmente con un embargo o con un blocco di beni o persone del Brasile. Assurdo che veniamo messi in scacco in questo modo. Che senso e che prospettive ha, poi, rivolgersi all’Aja, come ha fatto presente il Ministro Frattini ? A meno che, dietro a tutto ciò, non ci siano interessi economici da salvaguardare (Petrobras, Fiat …), che sono ignoti ai più.
Un caro saluto
Giorgio
In questi giorni non avevo Internet.
Della decisione di Lula non mi andava comunque di parlare.
Non mi aveva scandalizzato nè sorpreso.
Un po’ perchè l’Italia vista da fuori non è così “grande” come dalll’interno la si vuole descrivere…
Non così grande nei nuovi equilibri che si stanno delineando.
Il Brasile è una delle realtà ormai emerse dell’America Latina che ha rotto i ponti con gli U.S.
Non sarà il Venezeula di Chaves certo, ma non è nemmeno il “suddito” italiano degli U.S. come siamo sempre stati noi.
Forse adesso il nostro Governo all’apparenza non sembrerebbe proprio filo-americano, ma basta guardare a ieri l’altro per vedere che i rapporti con Bush erano del tipo: prego si accomodi, faccia di noi quello che vuole…
Un nuovo asse mondiale a cui a volte sembra aggangiarsi o volerlo fare l’Italia, ha risposto picche.
Non basta un South Stream o contratti stilati in Russia per avere titolo di appartenenza.
Non vedo di che scandalizzarsi per la decisione di Lula.
Altra cosa è l’eventuale intervento della Bruni.
Ma non credo che nemmeno Lei abbia un simile potere.
Un solo pensiero su Battisti.
Ma chi era?
Un terrorista o un semplice delinquente che ha approfittato della situazione venutasi a creare nel dopo-Moro?
Comunque ha una faccia da schiaffi, non da “resistente”…
Cordialmente
Ambrogio
Questa smentita di Carla Bruni mi fa andare su tutte le furie: poteva almeno avere il coraggio o di sostenere le sue idee, se le riteneva valide, o di starsene almeno zitta , non certo di dichiarare il falso per non assumersi la responsabilità della sua errata posizione(così si è accorta a quanto pare) di fronte al pubblico giudizio!
Carlà non ha fatto pressioni su Lula? Benissimo. Faccia allora pressioni sul nuovo presidente perché conceda l’estradizione di Battisti. Se no sono chiacchiere.
Per quanto riguarda il ruolo internazionale dell’Italia, siamo proprio sicuri che sia stato diverso sotto i governi democristiani e sotto quelli Prodi?
Chiediamoci se a depauperare tale ruolo non centrino i giudizi dell’opposizione che non sono solo uno sputtanamento per il Centro Destra e Berlusconi ma lo sono per l’intero paese.
Inoltre non dubito che questa magistratura possa anche aver sbagliato ma il processo Battisti ha avuto un solo grado di giudizio?
Tigiraud
Ho come l’impressione che le grida isteriche del pallido ministro degli esteri e le filippiche contro Lula di buona metà del governo, servano a coprire il ridicolo di un governo di uno stato che conta meno di una premiere dame.
Il problema non è l’intervento di Carla Bruni a favore di Battisti, il problema è che il suo intervento è stato più decisivo dell’intervento del governo di uno stato sovrano….e ciò è sintomatico della considerazione di questo governicchio a livello internazionale.
Gentile FOX.
anch’io ho l’impressione che Danilo e Gemini24 vedano giusto. La traccia per spiegare la cosa non sta nel cercare di inquadrarla in quanto tale, ma in quanto sintomo che nessuno teme le conseguenze di fare un dispetto all’Italia. E il motivo è che il senso della sovranità, che sta alla base della chiarezza dei propri interessi e che produce la spinta di un paese a “porsi” nelle questioni internazionali, in Italia è generalmente poco sentito. Parlo di quello vero, naturalmente. Quello che ti fa sentire parte di una comunità verso la quale hai la tua parte di responsabilità, ecc. Attenzione: non sto dicendo che l’Italia non sia un paese diplomaticamente forte. Al contrario. E’ un paese in grado di muovere leve inaspettate in qualunque parte del globo senza il minimo rumore. Dico che il senso della sovranità, in Italia sussiste solo ENTRO il perimetro delle lobbies. L’Italia è una confederazione di lobbies che si autogovernano. A quale lobby da’ fastidio la vicenda Battisti? La gente non è una lobby. Lula e il Brasile non fanno dispetto proprio a nessuno. Chissà mai quali affari ci sono sotto, ma le nostre lobbies hanno davvero altro a cui pensare. Anzi, alla fine verrà fuori una campagnetta facile facile per il governo. Cosa c’è di meglio che scatenare un putiferio mediatico sfruttando quell’evidente babbeo di Battisti, per poi riacciuffarlo alla corte dell’Aja, facendo la figura della grande potenza democratica senza rischiare nulla? Non è forse tutto perfetto? Bene così.
La posizione della UE sul caso Battisti è quella di lavarsene pilatescamente le mani:
http://www.italia-news.it/esteri-c4/lue-sul-caso-battisti–questione-bilaterale-tra-italia-e-brasile-54527.html
E’ una questione “bilaterale” fra Italia e Brasile e non ci riguarda.
Vedrete che quando, invece, si tratterà di schiaffare in galera innocenti cittadini che si ribelleranno su cose giuste alla dittatura eurocratica, allora l’UE metterà in atto quel famigerato mandato d’arresto internazionale, già contemplato nel Trattato di Lisbona.
Ma per i veri criminali, per ora tace e se ne lava le mani.
Il populismo, tranne in Cile ed il nazionalismo, cialtrone o più serio a seconda del paese e della contingenza politica, sono assolutamente pervasivi in America Latina, compreso il Brasile. Tra questi e l’orgoglio mi pare ci sia una relazione abbastanza lineare. Il Brasile presenta una situazione di notevole degrado; mi pare, però, che da una decina d’anni le cose stiano cambiando rapidamente. Del resto l’Italia, per chi l’ha girata e vissuta tutta, presenta, in questo, delle similitudini inquietanti; su questo non mi pare che stia ancora cambiando. In questi ultimi otto anni il Brasile ha promosso scelte politiche importanti: la banca del cono sud in alternativa al FMI ed alla Banca Mondiale, il sodalizio con Turchia, Iran, Sud-Africa ed altri con aspirazioni di maggiore indipendenza e autonomia. Un paese ed uno stato, quindi che meriterebbero quantomeno attenzione se non rispetto. Quanto a Battisti, fa parte della nutrita schiera di terroristi, stragisti e malfattori, questi ultimi apparentemente senza colore, italici ospitati all’estero con il sostegno chi dei “radical chic”, chi del denaro, chi, ahimè,di risorse pubbliche. Ci sono sicuramente delle reti; ma non mi paiono di una forza tale da decidere i destini del mondo; entrano altri giochi politici importanti e nel farne un caso clamoroso anche la dabbenaggine di una parte del ceto politico e la strumentalizzazione a fini politici interni di piccolo cabotaggio di cose serie come la politica estera. Per far questo ci si dimentica voluttuosamente che la maggior parte della sinistra il terrorismo lo ha combattuto, come anche la “maggior” parte delle altre coloriture. Quello che han fatto tutti, tranne Cossiga, è rimuovere la genesi e le radici di questi movimenti e dei comportamenti dei soggetti, riducendo tuttora sia loro che Cossiga a degli psicotici criminali sradicati. Il tutto per non evidenziare, per calcolo o cecità, i bersagli che oggi sono decisamente cambiati, specie quelli nelle fila amiche
Caro Gianni Guelfi, spero mi permetterai il caro, l’articolo di Davide Giacalone va letto per intero, come sono sicuro tu avrai fatto, ma vanno poi fatte “tutte” le considerazioni sullo stesso e non si possono fare solo quelle che ci fanno piu’ comodo. Nell’articolo che tu richiami ci sono considerazioni contro l’attuale governo, ed e’ vero, ma ci sono anche critiche molto forti al governo che c’era all’epoca del processo, ci sono critiche feroci contro la magistratura e contro i pseudo intellettuali italiani e francesi e c’e’ una critica in generale al mondo della nostra politica. Tra le altre cose ti faccio notare come anche oggi su “Libero” ci sia un articolo di Davide Giacalone su Battisti e, come anche in questo articolo critichi in maniera molto decisa la magistratura italiana che con i suoi comportamenti ci sta alienando le simpatie in molti stati europei e non. Alcuni abusi della stessa, vedi carcerazione preventiva troppo disinvolta, salvo poi chiedere scusa a persone rovinate materialmente, fisicamente e mentalmente, cito due casi clamorosi come Tortora e Mannino, e per ultimo il caso di Scaglia tornato in Italia volontariamente ed ancora al gabbio. Il governo attuale avra’ pure commesso degli errori, ma siamo noi in grado di dire quali e quanti? Non credo. Siamo noi sicuri che se ci fosse stato un’altro governo magari di sinistra, l’ex terrorista rosso Lula, non dimentichiamolo, ci avrebbe restituito questo tizio? Non credo. Quindi? Ragazzi smettiamola in ogni discussione di mettere in mezzo il governo, commentiamo i fatti per quelli che sono e non facciamoci ingolosire dalla possibilita’ di poter criticare in base alle nostre ideologie politiche ma parliamo da uomini liberi. Alvaro.
Gemini24 dice:
soprattutto rispettando l’immagine e la suscettibilità di una stato sovrano orgoglioso e potente come il Brasile;
Uno stato sovrano e “orgoglioso “come il Brasile?? Non le sembra di averla detta grossa????
Orgoglioso il Brasile??? E di che?? delle favelas e degli squadroni della morte che uccidono i bambini per strada come se fossero scarafaggi?
Quì in Italia se fai del male a un cane rischi la galera.
Là si uccidono bambini sorpresi a rubare perchè poveri e affamati e nessuno alza un dito per difenderli.Neanche il vaticano.Eppure il Brasile è un paese cattolico.
E vi stupite che proteggono un delinquente italiano.
Battisti sarà uno di quei tanti “intoccabili” che non devono essere condannati mai perchè ………
Un cordiale saluto
Egr. gianniguelfi, ho letto attentamente il pezzo di Giacalone che lei ci propone:
1) Che sia scritto su Libero che cosa vuol farci intendere? Anche Mario Capanna scrive sul Giornale. Ci scriveva anche Marco Travaglio. Anche l’antiberlusconiano ed ex comunista Guzzanti, quindi?
2) Giustamente come dice il “già prosciolto per tangenti all’epoca del PRI” sig. Giacalone, se Battisti fosse stato subito estradato dalla Francia da un Governo forte, forse non si sarebbe arrivati a tanto. Appunto, giustissimo. Peccato però che Giacalone non ricordi che l’estradizione fu effettivamente concessa, grazie al Ministro Castelli e ai buoni rapporti del Governo di centrodestra con Chirac.
Il problema è che il compagno Cesare si rese immediatamente latitante e fuggì in Brasile, sotto l’ombrello protettivo di chissà quale organizzazione intellettual-comunista francese e qualche servizietto segreto transalpino (magari deviato, come si usa dire da noi).
3) E’il Brasile che ci può punire e non noi a doverci vendicare? Certo, i 10 milioni di Euro di commesse ed investimenti, concluse nel 2008 grazie al Governo Berlusconi, anzi grazie al solito Berlusconi imprenditore e basta, fanno comodo a tutti. Ma mentre noi potremo cercare altri paesi per Fiat, Telecom, Ansaldo, Pirelli, Eni, Saipem, Impregilo, Finmeccanica, ecc. un Paese ancora in via di sviluppo come il Brasile non credo sarebbe tanto felice di rinunciare a tutti questi investimenti dell’8° Paese espoertatore in Brasile, con una quota del 3% di mercato e davanti alla stessa Francia.
Tale paese esportatore, grazie al Governo Berlusconi, si chiama Italia.
Cosa non si fa e cosa non si dice (bugie) pur di affermare che se il gallo alla mattina non canta è perchè il Governo Berlusconi ha censurato le ugole degli uccelli.
Anche sto’ Giacalone.
Che spettacolo.
Cordialmente.
Grazie Alvaro.
“Justine Lévy (che poi si vendicò di lei in apposito romanzo di sputtanamento) è la figlia di quel Bernard-Henri (acronimo BHL) già propagatore dei “diritti umani” a favore di un pluriomicida come Battisti, suo amico e amico di detta intelligentzia”.
Specifico: intelligentzia da gauche au caviar, quella che ha promosso un’opinione mediatica favorevole a Battisti non solo in Francia, ma nel mondo.
Quanto al romanzo familiare di sputtanamento della figlia di BHL Justine Lévy nei confronti di Carlà, il libro si intitola “Rien de grave” ed è stato pubblicato in Italia da Frassinelli editore col titolo “Niente di grave”:
http://www.ibs.it/code/9788876848285/levy-justine/niente-grave.html
Nemmeno a me interessano le storie d’alcova, ma è evidente che se su queste c’è chi ci ha tracciato un romanzo (che ovviamente non comprerò né leggerò, perché per fortuna ho di meglio da leggere) vuole dire che la Première Dame di Francia ha disvalori molto accentuati che sfiorano le trame incestuose. Anche se in questo caso, sarebbe più esatto parlare di “endogamia”. Con questo curriculum più la sua sollecitudine con cui ha protetto l’ex brigatista Marina Petrella, è ovvio che non poteva essere estranea all’affaire Battisti.
non capisco. Più leggo i particolari del caso e sui motivi che hanno condannato Battisti, che nessuno spiega davvero, al di là dei proclami, più mi vengono i brividi. Anche se rischio, come i pochi che osano difendere (qui da noi, perché francesi e brasiliani la pensano un po’ diversamente) per lo meno una ricerca di un po’ di verità rischio di essere linciato vivo, non posso più stare zitto.
Innanzitutto Battisti è stato condannato senza potersi difendere in un processo istituito da quell’Armando Spataro che ha dato il meglio di sé nel caso AbuOmar, quando ha messo sotto processo agenti segreti e svergognato le istituzioni italiane per difendere un integralista ricercato dalla giustizia nel suo paese.
Tutto basato sul teorema “Battisti è responsabile di tutto”: nessuna prova, solo testimonianze di pentiti (ex compagni di lotta che oggi SONO TUTTI LIBERI), che si sono messi d’accordo sullo scaricare sull’unico non in grado di difendersi (pensateci: un delinquentello di mezza tacca che si politicizza in carcere, si unisce a un gruppo già formato di estremisti e in un baleno ne diventa il leader, surclassando tutti, dall’ideologo al capo storico… boh???)… colpevole perfino perfino di due delitti compiuti contemporaneamente a centinaia di km di distanza.
Lula, Valerio Evangelisti, Fred Vargas, Bernard Henry-Levy, lo stesso Sarkozy, ministri e intellettuali vari: c’è un po’ troppa gente che ha messo dei seri dubbi sulla questione. Tutti dei fessi visionari?
Solo noi che seguiamo i teoremi di un giudice che perseguita agenti delle istituzioni e favorisce integralisti islamici siamo nel giusto?
Forse: ma che dire di Fred Vargas che ha scritto un libro un paio d’anni fa che smonta RAGIONANDO l’intero impianto accusatorio e che in Italia non viene tradotto: perché?
Eppure gli altri noir che lei ha scritto arrivano da noi con una certa tempestività… tranne questo.
Non è che si vuole liquidare un’intero sistema buttandolo sulle spalle del singolo? Questo accanimento mette i brividi…
Leggetevi l’ articolo di Davide Giacalone pubblicato su Libero (LIBERO, non l’ Unità). Secondo l’ autore la colpa della mancata estradizione di Battisti è solo dell’ Italia e del suo attuale governo.
http://www.davidegiacalone.it/politica/vergogniamoci-per-battisti/
L’italia è splendida sempre.Chiedete al nostro Petronio arbiter elegantiarum,alias Vittorio Sgarbi.
Sono certe persone che la rovinano questa bellezza,turbandone l’armonia.
Ma è mai possibile che in questo paese per commentare fatti, anche scandalosi, come negare l’estradizione a Battisti dobbiamo tornare alle guerre Puniche.
Mi pare che i giudici (che sicuramente godono dell’affetto della sinistra) abbiano giudicato Battisti un delinquente comune e non politico. Il discorso dovrebbe per noi italiani finire qui. Senza scambiare fischi con fiaschi non dobbiamo certo minacciare sanzioni economiche che non sarebbe conveniente rispettare e renderebbe sommamente felice il nostro delinquente, anche perché la principale responsabile di tutto l’affair è la Goche francese che mi pare abbondantemente minoritaria in Francia come la sinistra lo è in Italia. Non contando più nulla nei governi dei rispettivi paesi si accontentano di giocare ai reduci del 68. Quello che dovremo cercare di spuntare con il Brasile è che Battisti resti in carcere con buona pace di D’elia che così potrà informarsi dal suo amico se nelle galere brasiliane ci sono le scuole di samba.
Mi pare che il commento di Foa sia stato equilibrato, se poi i fatti vengono strumentalizzati da destra e da sinistra, purtroppo è nelle cose italiane!
A quelli della mia parte consiglierei di non usare il termine Comunista per indicare l’attuale sinistra se no rischiamo che i veri comunisti sorgano dalle tombe al pensiero di essere accomunati all’orecchino di Vendola o peggio a Di Pietro. Consiglierei, per questa sinistra di usare, il più corretto termine: Giacobini, ma su questo forse occorre aprire un nuovo blog……..
Tigiraud
Credo che la soluzione al problema Battisti sia molto più semplice da affrontare di quanto si creda.Basterebbe avere un po di palle in più (intendo il governo)e fare come fanno i servizi segreti israeliani con i criminali di guerra o i terroristi. Una volta individuato l’obiettivo, si manda una squadra di bravi ragazzi che nel giro di poco tempo risolvono il problema.Questa è la soluzione giusta per avere finalmente giustizia: anche la bibbia lo dice “occhio per occhio”. Per quanto riguarda Carla Bruni & company basta dichiararli indesiderati dallo stato italiano e non permettergli più di ritornare nel nostro territorio.
Hummmm…mumble mumble…Colzani non parla…neanche Silvio… Francesco P, Simone, Fausto e molti altri…tutti muti…parlano migranti e forestieri..boh…gatta ci cova…ok a Danilo e Gemini24…
Prima di scrivere il mio commento ho letto, come faccio d’altronde di solito, non solo l’articolo del Dottor Foa’ ma anche quasi tutti i commenti e debbo dire che questa volta non faro’ nessun commento se non quello di dire:” bravi, bravi, veramente bravi a Paolo Da Lama e Nessie”. I vostri post sono veramente esaustivi sulle due realta’ su cui ci deve far riflettere l’articolo del Ns/ Foa’, la prima riguardante l’estradizione di quell’assassino da quattro soldi di Battisti, la seconda sullo stato di salute del “peggior cancro” da cui sia mai stata colpita’ l’umanita’ ovvero il comunismo. Alvaro.
P.S. Non sono uso perdere tempo a parlare delle donne che fanno il mestiere piu’ vecchio del mondo quindi non parlo di “madame Carla”.
I francesi non hanno mai apprezzato la signora Sarkozy. Non andava loro a genio che pubblicizzasse l’amante 18nne, ed esaltasse puntualmente l’Italia a scapito del loro amato Paese. Poi la Carla ha sposato il Presidente ma i francesi di buona memoria non hanno cambiato opinione. E’ una costante che le cazzate fra potenti avvengano sopra la testa dei cittadini qualunque.
La francia cerca disperamente di vendere il caccia militare di nuova generazione “rafale” al brasile , dopo avverci provato senza successo con alcuni paesi arabi , un paese che compra un aero militare dipende da il suo venditore nella sua difesa aera perché ci vanno i pezzi di ricambio i sistemi d’armamento e quant altro di seguito, una commessa importante economicamente e politica.
Chirac difese Saddam hussein perché era un grosso cliente.
La politica francese si finanza con le grosse commesse di arme o simile dividendo le tangente versate con codesti governi,la francia vede nei regimi sud americani populisti anti occidentale e anti americani , la possibilità di nuovi clienti e di vendere il suo aero, hanno il petrolio hanno i soldi, la Bruni viene chiesta di fare la puttana di stato in questo senso , come lo facceva ripa di meana per conto di craxi,tutta la vicenda battisti va letta in questa chiave.
Del resto il governo Italiano fa lo stesso con Poutine , un multi assassino ex dirigente del kgb ,
E per conseguenza ex dirigente dell’eversione rossa in Italia e forse di alcune strage e per conseguenza ex capo dei vari brigatisti refugiati in francia o altrove incluso quel poveretto di Elia e forse anche di Battisti.
Leggo alcuni commenti secondo i quali i problemi del paese sono altri, che il baccano della notizia è mediatico e voluto, che ci sono gli ambasciatori per queste cose, etc. etc.
Leggo che dovremmo bussare in punta dei piedi per non urtare la suscettibilità di un grande e nobile paese.
O mamma mia, oggi piove ma che figura facciamo con gli stranieri, qui nel paese del sole…
Non è vero, come molti pensano in Italia, che i problemi sono sempre diversi da quelli di cui si parla e che le soluzioni sono sempre da un’altra parte e che le notizie siano dettate sempre dal Grande fratello.
Credo invece che occorra far capire al grande e democratico Brasile – che mira a diventare la quinta potenza economica del mondo- che i problemi veri ce li hanno loro. Sbaglio o le missioni mi hanno chesto quualche soldo ultimamente per il Brasile?
Sbaglio o gli squadroni della morte giravano per Rio non molto tempo fa?
E questi dovrebbero dare lezioni di democrazia e di bon ton?
Ma per favore, è come prendere lezioni di puericoltura da Erode.
Quindi per me fanno bene tutti a rinfacciare lo sdegno e la rabbia e mi dispiace di non aver potuto essere in Piazza Navona oggi.
usiamola.
Per chi conosce i sudamericani, ed in speciale i sinistroidi sudamericani, sa che hanno un odio segreto contro europei e nordamericani, che viene dal loro complesso di inferioritá che é in parte razziale e per la loro corruzione e dimostrata e continuata incapacitá di risolvere i loro problemi sociali,(eccetto adesso Cile). Non ostante la grande immigrazione europea sono rimasti essenzialmente rimasti come “Facundo, Barbarie o Civiltá” mel romanzo di Sarmiento, poi presidente di Argentina, che si poneva il dilemma argentino tra il criollo barbaro o il civile immigrante europeo. A questo proposito vale ancora il giudizio che dette Sir Robert Kerr Porter, console britannico in Caradas tra dal 1825 al 1841, che scrisse nel suo “Caracas Diary”: “this mixture of spanuard, negro and indio is dreadful”. Il zambo Lula ci ha messo il dito nell’occhio godendo della nostra codardia. Che Frattini non ci faccia ridere!! Ci fa solo piangere dalla vergogna.
un primo bilancio approssimativo della vicenda:
se ministri e diplomatici avessero voluto seriamente rimpatriare Battisti, avrebbero agito con molta più prudenza e circospezione e, soprattutto rispettando l’immagine e la suscettibilità di una stato sovrano orgoglioso e potente come il Brasile; altrimenti, avrebbero atteso. L’opportunità di uno scambio, prima o poi, sarebbe arrivata.
Il caso Battisti, posto in questa maniera, è il pretesto per infierire polemicamente e demagogicamente su un centrosinistra in agonia comatosa, da scuotere invece il meno possibile.
C’è un capo del governo che agisce, bene o male, in un contesto multipolare ed una compagine governativa che vaga e spara bordate senza valutare le forze ed il bersaglio; per sprovvedutezza o disaccordo latente?
L’anticomunismo senza comunisti sta assumendo la stessa funzione dell’antifascismo senza fascisti e porterà allo stesso risultato disastroso.
Il problema serio dell’Italia è la rimozione e l’esorcismo del proprio passato; vale per i fascisti, i comunisti e i democristiani, cioè per quasi tutti: è il modo di sopravvivere senza cambiare.
Tra gli esiti prevedibili nella compagine governativa, il ridimensionamento di alcuni dei delfini suscettibili di succedere a Berlusconi.
Si sta concedendo lustro a un criminale stupido, a una figura meschina, con il rischio che per alcuni diventi un eroe
Cherchez la femme. Lo scrissi qualche giorno prima dell’aggiornamento messo dal dott. Foa, sul blog di un amico, che Carlà ci covava. Che Carlà ci cova.
Sulla dottrina Mitterand e sui suoi sostenitori, sul perché perdura ancora sotto il sarkozismo, bisognerebbe saperne di più sugli amichetti radical-chic della moglie di Sarkò, già protettrice della Petrella.
Carlà fu compagna di vita di quel filosofastro Raphael Enthoven con cui ebbe un figlio. Raphael è figlio di quel Jean-Paul Enthoven, editore della Grasset, docente e maitre à penser. La disinvolta Carlà (che come dice la perfida Natalia Aspesi, “non ha mai sbagliato un letto”) è passata con disinvoltura dall’alcova del padre a quella del figlio, conosciuto in una cenetta di famiglia dove strappò alla moglie Justine Lévy, il bel Raphael.
Justine Lévy (che poi si vendicò di lei in apposito romanzo di sputtanamento) è la figlia di quel Bernard-Henri (acronimo BHL) già propagatore dei “diritti umani” a favore di un pluriomicida come Battisti, suo amico e amico di detta intelligentzia.
Dunque tra un letto parentale e l’altro, Carlà ha trovato anche il tempo di occuparsi di politica. E vediamo come…
Confesso che ho quasi nostalgia della France de la Regence, quando le favorite venivano relegate all’alcova. E scritto da una donna, è tutto dire, ma tant’è….
Carlà frequenta dunque questa élite e si applica con zelo très intellectuel.
Sì, perché è ora di dire che questa benemerita lobby propaga in Francia l’immagine di un’Italietta “fascista” che in quegli anni di piombo, in realtà, se la sarebbe cercata. Che i morti ammazzati, non sono semplici vittime, ma complici del “sistema”. E quindi – a detta loro – i terroristi comunisti, sarebbero dei “liberatori”. Forse questo può aiutare a capirne di più .
Quanto alla destra sarkoziana, beh…lo sappiamo che al suo interno è piena zeppa di socialisti. Sull’operazione dell’ascesa di Sarkò, che veniva indicato già un anno prima dal “Newsweek” come il futuro nuovo Napoleone, c’è ancora molto da indagare.
Meno male che la Première Dame, ha rinunciato alla cittadinanza italiana. Non ci tengo proprio ad averla in questo già disastrato paese.
Non entro nel merito della vicenda che ha dei risvolti che non comprendo bene.Rilevo solo che , in teoria,dovremmo avere fior di ambasciatori , magari pagati anche profumatamente, che , loro si,dovrebbero entrare nel merito ed eleaborare una soluzione.
Il mio dilemma è un altro.
Perchè, questa notizia, sta avendo un cosi’ grande rilievo mediatico, ed è stata data in pasto all’opinione pubblica in modo cosi’ martellante?
Che ci sia lo zampino di qualche spin doctor che, astutamente, sta rimischiando un po’ il mazzo nelle carte dell’informazione ?
Le vittime del delinquente Battisti meritano giustizia.Non la otterranno certo con il populismo il chiacchericcio da bar e le interviste sul Riformista.
I nodi da sciogliere ,nel neonato 2011,ho l’impressione che per noi italiani siano ben altri .Nodi economici,di lavoro , sociali ….ecc ecc .Ma appunto, conviene parlar d’altro.
Buon anno e Saluti.
Se non esaminiamo il mondo dei nostri pensieri e delle nostre sensazioni, crediamo che ciò che diciamo sia positivo. I pensieri e le sensazioni che si trovano in profondità, spesso mostrano che invece ci inganniamo. Le nostre parole apparentemente positive non hanno in realtà niente a che fare con un atteggiamento positivo nei confronti della vita, perché i nostri pensieri e le nostre sensazioni sono contro il nostro prossimo. Per poterci riconoscere in profondità e scoprire come sono veramente i nostri intenti, dobbiamo esaminare se anche le nostre “sottocomunicazioni” sono positive. La vita è comunicazione. Tutto ciò che avviene tra gli uomini è comunicazione. Tutti i nostri pensieri sono comunicazione. Ciò che diciamo è comunicazione. Quando guardiamo qualcosa fluiscono subito delle comunicazioni che possono esprimersi in pensieri, ma anche in sentimenti, sensazioni e in moti interiori più sottili che ci sono quasi impercettibili.
D’Elia è comunista. Il comunismo è una droga. Come ogni altra droga intorbidisce la mente.
D’Elia: “Finire in galera in Italia è come essere condannati a morte. In un carcere italiano Battisti rischia la vita”.
Pensava al Brasile.
“In sei ammucchiati in una cella singola. Due anni e mezzo a vegetare così, ventidue ore al giorno, tutti i giorni. Senza letti, senza una parte del tetto, presi di mira da insetti e scarafaggi, in condizioni igieniche raccapriccianti. Malati. In Brasile li trattano così i detenuti italiani che non si chiamano Cesare Battisti e che non vantano trascorsi terroristici”.
“Sei connazionali detenuti in condizioni disumane, e condannati senza prove”.
(“il Giornale”, 14 febbraio 2009).
D’Elia: “Il Battisti del delitto non è lo stesso uomo della pena. Per cui, Costituzione alla mano, non dovrebbe andare in galera”.
Infatti, la Costituzione secondo D’Elia afferma che in galera deve andare non chi ha commesso delitto, ma soltanto chi persiste nella commissione del delitto.
Mi é venuto un dubbio. Anzi é una curiositá, visto che la Bruni ha un passato di costumi liberali, non sarebbe possibile che abbia conosciuto il Battisti, in senso biblico?
In tuto questo che figura ci fanno Sarkozy e la Francia?
Certo é che se l’Italia avesse il carattere della Francia andrebbe a riprendersi Battisti come fecero i francesi con lo Sciacallo. Ma noi siamo buoni!! come vuole il Papa ed anche smidollati perché é piú comodo.
Quando si travisano le parole ed il significato pieno del pensiero di chi dissente dal pre-potere partitocratico é facile innescare reazioni di pancia e non riflessioni di testa.
Speriamo in una sorta di ravvedimento, sulla via di Damasco …
Il problema e come riuscire a convingere il Lula la..
Qua l’unica possibilitá e rivolgersi all’USA, non sono loro che conducono la guerra al terrorismo?
Sto favore lo devono fare, se no la prossima volta che ci chiedono aiuto, gireremo le spalle.
Che quel sant’uomo di d’elia si metta a fare la morale mi sembra assolutamente fuori luogo . Che nessuno
abbia toccato d’elia non è neppure tanto giusto e posso
solo dire che ha avuto troppo da questa democrazia malata
di giustizia per cui alla fine la vittima diventa il colpevole.
Visto che i brasiliani non vogliono restituirci il criminale , potremmo noi restituire a lula ( che nome!)
i brasiliani spacciatori , viados , prostitute e tutta
l’altra melma di quel paese che ammorba la nostra aria.
perchè battisti deve pagare e altri porci schifosi devono restare liberi , meditate gente qui è tutto corrotto ,
chi ha ucciso borsellino e falcone se ne va a spasso e sta pure in televisione.
Perché il mondo é contro l`Italia:? Perché la sinistra di allora per molti anni la resa ridicola ed ecco i risultati………………..
Battisti – al pari della generalità dei detenuti politici presenti nelle carceri italiane – è stato condannato in base alle dichiarazioni di “pentiti” ben incentivati a farlo (spesso trattavasi di assassini più efferati di quelli che andavano a denunciare in cambio della libertà) . In Italia questa appare (e purtroppo è) la normalità. Ma la normativa italiana in materia non ha riscontro nel resto del mondo. Si tratta di un’aberrazione giuridica di cui fa comodo dimenticarsi, ma in Brasile (e prima in Francia) questo aspetto ha avuto il suo peso.
Meglio condannato e contumace che rimpatriato….presto scarcerato…..e libero di pontificare in facolta’ universitarie e tribune politiche!!! Magari uscissero anchei suoi sodali!!
io credo che questo paese sia troppo permissivo da consentire ad un ex terrorista come d’elia di parlare e dire qual’e’ la sua opinione in riguardo alle carceri italiane visto che lui oggi guadagna anche grazie allo stato italiano. Io non sono stata una terrorista ma non ho avuto tutti i privilegi dei terroristi.POI VORREI DIRE ALLA SIG. CARLA BRUNI DI OCCUPARSI DELLE SUE CARCERI VISTO CHE I NOSTRI CONNAZIONALI MUOIONO SENZA CHE LE FAMIGLIE SAPPIANO PERCHE’
EGR. DOTT. FOA,
HO LETTO CON MOLTA ATTENZIONE IL SUO BLOG DI OGGI E, SOPRATTUTTO, L’AGGIORNAMENTO DELLO STESSO NEL QUALE LEI CITA LA DICHIARAZIONE DI BRUNO BERARDI — PERALTRO, GIA’ ABBASTANZA NOTA, PURTROPPO.
VORREI RICORDARE CHE BATTISTI NON E’ STATO L’UNICO TERRORISTA/ASSASSINO ACCOLTO IN FRANCIA NEGLI ANNI DELLA PRESIDENZA MITTERAND; PURTROPPO, DURANTE QUEL PERIODO, FU PRATICA QUASI NORMALE ED E’ UNA REALTA’ CIRCA LA QUALE I NOSTRI “CUGINI” D’OLTRALPE DOVREBBERO TUTTORA SINCERAMENTE VERGOGNARSI.
CHE DIRE RIGUARDO ALLA SIGNORA BRUNI/SARKOSY ED ALLE SUE SCELTE POLITICHE …….. “RADICAL CHIC” ?????? RICORDO UNA FRASE DEL MAI ABBASTANZA COMPIANTO NOSTRO PRESIDENTE COSSIGA: QUANDO LA SIGNORA SARKOSY OTTENNE IL PASSAPORTO FRANCESE DICHIARO’: SONO PROPRIO FELICE !!!!!!!!!!! ED IL PRESIDENTE COSSIGA DI RIMANDO: ANCHE NOI !!!!!!!!
PURTROPPO, LE PERSONE MIGLIORI CI LASCIANO SEMPRE TROPPO PRESTO.
PER LA CRONACA, L’APPOGGIO POLITICO DELLA SIGNORA SARKOSY VERSO BATTISTI PARE SIA NATO DAL FATTO CHE UNA DELLE SUE AMICHE PIU’ INTIME (SEDICENTE SCRITTRICE ED ALTRA ……. RADICAL CHIC) INTRATTENEVA UNA RELAZIONE DI ……. AMOROSI SENSI (SIC ……..) CON QUELL’ASSASSINO DI BATTISTI.
E SIAMO SEMPRE NELLE QUESTIONI DI ….. LETTO !!!!!
GRAZIE PER LA CORTESE OSPITALITA’.
GIAN FRANCO AMBROSINI
E’ un bandito e tale deve essere trattato…e’ in Brasile…qualcuno dia 20 euro a un tossico del posto…e ci risolverà il problema…..a buon intenditore….e se l’Italia sarebbe quella di 60 anni fa..a questa ora i diplomatici sarebbero rientrati,,,e ci sarebbe stata una bella espulsione di massa dei Basiliani….Master card non potrebbe pagrae…vedere gli aerei pieni di trans brasiliani…BOICOTTIAMO IL BRASILE:::
a quel terrorista bisogna spiegare che: Nessuno tocchi Caino……….se Caino non ha toccato Abele. ciaooooooo.
Salve tutti!? Serve dare la colpa al Brasile,visto non è un Paese partenariato x l’Italia?.Poi,da qualche mese Berlusconi ha sottoscritto affari x l’Italia da 10miliardi di EURO.Credo,ogni Paese debba istituire una legge con il Paese partenariato di contrasto e non.Mi chiedo,se l’Italia ha emesso un mandato”Wanted” internazionale x Battisti,visto pretende di manovrare le leggi del Brasile.Certo,Battisti và punito!!!! Ma con il rispetto delle regole degli altri paesi.L’america,ha una legge al riguardo i Wanted terroristi “e sono 400 mila” internazionali.Nel 2oo2,in America è stato istituito (OLEC),per costruire ponti,creare nuovi partenariati e rafforzare e sostenere le reazioniesistenti tra l’FBI e altre agenzie federali,nonchè con università statali,locali,tribali,e applicazione della legge,nazionale e internazionale delle associazioni di contrasto; e gli altri all’interno della comunità di contrasto.Mi chiedo; l’Italia ha un organo di coordinamento al riguardo i Wanted italiani x non andare incontro a ostruzionismo o intralcio politico? O crede di essere una forte potenza per non aver di questi problemi?Perchè Battisti lo si è fatto evadere e ora scaricano su chi ha regole che l’Italia non può avvalersi?.Perchè non dire che l’Italia “ha o stà facendo?” ha giocato allo scarica barile?.L’arma più efficace contro la criminalità è la collaborazione…gli sforzi di tutte le agenzie di contrasto con il sostegno e la compressione del popolo del Paese stesso.La politica italiana non ha colpa? Chi dice il contrario alzi la mano.E va ricordato,che non è il solo Battisti”sul quale si tenta di giocare la carta del voto” che evade la giustizia italiana,ma tanti altri criminali!!!!!!! Politici e non!!!.(BAT)
Ho sempre diffidato del gruppo “Nessuno tocchi Caino” ed ora ho la prova che avevo ragione. Criminali erano e criminali restano, proprio come Battisti.
caro Ermes U., Battisti è persona vittima di una ideologia che gli ha avvelenato l’anima.
L’odio deve essere riservato a quell’ideologia. Quella deve essere colpita. Quella soltanto, non la persona.
Alla persona l’isolamento, perché in quello trovi la ragione della pena.
Ho l’impressione che se Battisti fosse un terrorista di destra molta gente che in questo blog sbava veleno si sentirebbe molto più serena
Ormai non mi meraviglia più nulla ! Lula è stata la più grande presa per i fondelli della storia del Brasile e se ne accorgeranno. Hanno eletto un uomo che di democrazia si riempie solo la bocca, come la nostra sinistra. Qui non si tratta di terrorismo o altro. Abbiamo avuto un offesa che, a mio parere, andrebbe ripagata con gli strumenti della pura e semplice ritorsione. Il nostro ha giustificato la mancata estradizione con il fatto che il terrorista assassino in questione in Italia avrebbe corso un serio pericolo per la sua vita !!! Forse si rifà al suo di Paese e scambia il nostro con le sue realtà. L’Europa, poi, lascia che un Paese come il Brasile, fino ad ieri abituato ai colpi di stato, dia lezioni di “democrazia” all’Italia che, fino a prova contraria, è fra i fondatori dell’Unione.Stiamo veramente messi male. Del resto il parlamento europeo ha respinto una richiesta fatta dagli ex Paesi dell’Est, che chiedeva di equiparare le stragi naziste a quelle Staliniane ! Penso che i tempi siano maturi per dare una scossa a questa Unione commerciale; o diventa politica ( con l’elezione di un Governo europeo) oppure porterà alla morte la civiltà europea ed occidentale così come la conosciamo e per la quale i nostri Padri sono arrivati al sacrificio supremo. Ormai un Brasile qualunque, dove esistono ancora favelas e povertà, può impunemente offendere l’Europa tutta ( esclusa forse la Francia).
PERCHE’ L’ITALIA E’ L’EUROPA.
VERGOGNA AL BRASILE E ALL’EUROPA, O MEGLIO, AI BUROCRATI EUROPEI.
Gentilissimo Forum,
So di apparire duro come la pietra (ma credo poco nella rieducazione carceraria, il pentimento nasce dal cuore,chi non ne ha non può cercarselo,come il leone del regno di OZ), ma nel momento in cui è provato oltre ogni ragionevole dubbio la colpevolezza di un simile personaggio 8definirlo uomo mi pare eessivo), mi chiedo perchè perdere del tempo inutile in balletti diplomatici.
Anche le esternazioni di pancia di tanti italiani (facciamo come gli israeliani, andiamocelo a prendere…) sono assai colorite ma di scarsa efficacia.
Una Rendition all’italiana finirebbe con un incrocio tra il caso Sofri e quello Abu Omar.
Battisti libero immediatamente con un cavillo qualsiasi e pronto a godersi il meritato successo tra TV, giornali,Università varie.. ed i giudici indagherebbero solo sui nostri 007.
A questo punto, sarò pure una bestia, ma data la situazione del Brasile e la nota corruzione, costerebbe molto,ma molto meno pagare qualuno all’interno delle carceri brasiliane, affichè dia una salutare e definitiva lezione al nostrano killer dello Zodiaco dal sorriso smagliante.
Pare che, se si rompe la 4a vertebra cervicale (o forse la 5a) non muori, ma resti bello disteso nel lettino per il resto dei tuoi giorni.
Fosse mai che dovesse cadere dalle scale andando all’ora d’aria?
Certo, saremmo tutti moooltooo dispiaciuti, e naturalmente, Lula potrà tranquillamente tenerselo in Brasile e pure mantenerselo, visto che gli ospedali brasiliani sono famosi per i loro standard eccelsi…
Sono cinico? Al limite dell’apologia di reato?
Augurare un malaccio pare non si possa (Cassazione docet), ma pregare che qualcuno “scivoli” sulla classica buccia di banana o far dire la Messa Contro, alla Fantozzi, per ora non è reato.
Cordialmente,
E.U.
Il carcere non è scuola; E’ luogo di pena. La pena è isolamento dalla società. Quella “solitudine” favorisce la riflessione, la meditazione. Da tale esercizio può scaturire il pentimento. Pentimento/rieducazione: due facce della stessa medaglia.
Così rieducati, si comprende la giustezza della pena inflitta; Si ottiene la forza per sopportarla, fino in fondo.
Battisti non è pentito. Lo chiarisce nella sua lettera del 18 febbraio 2009.
Dopo trent’anni, il suo giudizio sugli anni di piombo è:
1) Il terrore comunista che ha insanguinato l’Italia avrebbe contribuito “a fare dell’Italia un paese all’altezza dell’Europa”;
2) Il terrore comunista sarebbe “stato essenziale” nel fare “dell’Italia l’Italia di tutti”;
3) Il terrore comunista avrebbe avuto un “ruolo fondamentale nel ristabilimento dello Stato democratico di diritto”.
Battisti ha bisogno di riflettere in solitudine; Deve essere aiutato a pentirsi.
In questa sua Italia “di Dante, di Beccaria, di Bobbio e di Umberto Eco”, come lui scrive, sono certo che troverà la forza per sopportare con dignità la pena che si è meritata.
Il discorso di D’Elia non ha nulla a che vedere col caso Battisti e lo precisa molte volte e chiaramente. E’ solo una denuncia del nostro sistema carcerario che è totalmente disumano. Ma c’è sempre chi non vuole sentire e come Foa si fa prendere dal tifo da stadio…
Rapina a Frascati,sequestro di persona e rapina a Sabaudia,a Milano rapine a banche e supermercati, Uccisione di Santoro,Ucciso il macellaio,ucciso Torregiani e paralizzato il figlio, ucciso Campagna,.. un delinquente che si “gloria” della sigla PAC, ma la stessa sinistra evrebbe dovuto intervenire fortemente negli anni passati, quantomeno per dissociarsi da Assasini!!!
Jak the leopard uno stato civile non ha ne communisti ne post sommunisti cosi numerosi come in Italia,
non ho dubbi alcuni che la grande strage come bologna ect sono statte fatte dal KGB sovietico dell’epoca per destabilizzare un membro importante della nato , per decenni giudicci di sinistra hanno fatto il despitaggio cercando di incriminare gruppetti neo facisti o altro usando queste strage per tentare di destabilizzare il paese. In realtà c’é stato un grandissimo depistaggio organizzato dai communisti per nascondere che quelle strage come Bologna erano opere dai communisti e per guadagnare posizioni di potere cioé che é avvenuto e per quel motivo non si é mai trovato un colpevole. D’Elia era e rimane un terrorista pronto a colpire se ricceve l’ordine, la sua associazione non si preocupa mai delle pene capitale in Cina o nei paesi post communisti solo nei Stati Uniti come mai?
Grazie a tutti, come sempre. Gentile Raffaele Della Regione, Lei ha ragione e ho corretto l’errore nel post. Leggo molti commenti interessanti, ma mi sembra significativa la testimonianza di Trap58, dirattamente dal Brasile. Caro Jackthekleopard nessuno nega che la situazione delle carceri italiane sia critica ed è giusto discuterne, ma separatamente. Battisti ha sbagliato, ha ucciso, è stato condannato e deve pagare il suo debito. Tutto il resto viene dopo.
Egr. Foa,
la storia di Battisti insegna che il comunismo non è mai morto, come tanti ci vogliono far credere. Non sto banalizzando e non sto andando fuori tema. Cercherò di spiegarmi.
Certo, è caduto il Muro e non esistono più le tessere degli iscritti; certo, c’è la Russia e non più l’URSS, la DDR è un pezzo di Germania unita e Pechino è quasi più capitalista di New York (finanziariamente parlando); i comunisti nostrani oggi si chiamano diessini, e velisti d’alto bordo come D’Alema parlano di confronto democratico e di sistemi liberali come se ne fossero esperti. E così via.
Ma la mentalità malata e perversa creata dal mostro ideologico con falce e martello, peggio del peggior nazismo, peggio del peggior fascismo, peggio del peggior ateismo fulminante, peggio dei suicida di Al Qaida esiste, esiste e prolifera, sotto mutate vesti.
Lo stesso Berlusconi, sempre deriso per aver abusato del termine comunismo, ha smesso da tempo anche lui a ricorrervi. Ma sbaglia, lui come tanti altri.
Battisti non è un assassino e non è un delinquente. Lula non è un politico di sinistra o un sindacalista brasiliano.
Battisti è un comunista, Lula è un comunista.
La metodologia a piovra comunista è viva, vivissima. Bisogna continuare tranquillamente ad usare il lessico. Per identificarla, per continuare a combatterla.
Nelle doppiezze dei Lula (i comunisti sono sempre stati “doppi”), così come nelle menti barbare e delinquenziali dei Battisti, nelle menti ipocrite dei D’Elia, il germe vivrà sempre, così come in quelle funeste dei Toni Negri o visionarie dei Mario Capanna, in quelle rivoluzionarie dei Castro o schifosamente anti-italiane dei Togliatti. E queste menti, in tutto il mondo, anche se di estrazione diversa, di ceto sociale diverso, anche se non si conoscono si fiutano, si captano a distanza. Sono la massoneria del macabro e dell’odio, si intendono e solidarizzano.
Qualcuno solidarizza a viso aperto (come la tribù nostrana dei Vendola, per fare un patetico esempio), altri lo fanno salvando la forma (come tutta la nostra opposizione di sinistra, che fa finta di andare a protestare sotto l’ambasciata brasiliana a Roma).
Alle riconversioni dall’ideologia comunista non ho mai creduto. Il comunismo è un tumore maligno con metastasi.
Lula, al di là dei tatticismi politici interni al Brasile, era un comunista nella testa, rimarrà comunista a vita. E’ sempre lo stesso germe che circola.
E non ha concesso l’estradizione anche perchè lo ha guidato il germe, oltre al tatticismo politico.
Per scendere a casa nostra e parlando di persone per bene, io non mi sarei fidato neppure di uomini intellettualmente onesti come Massimo Caprara, così come oggi non mi fido di personaggi sicuramente rispettabili come Sandro Bondi o Giuliano Ferrara, come Paolo Guzzanti o Gianfranco Miccichè, tutti pericolosamente provenienti da contatti con ambienti dove il contagio ortodosso del comunismo ha mietuto vittime tra le cellule del cervello.
La cellula cancerogena comunista magari resta dormiente per anni, ma può sempre svegliarsi.
Lo ha dimostrato la storia.
Dei Battisti e dei Lula è ancora pieno il mondo.
E’ molto strano che si sia abbandonata la lotta al comunismo nel mondo quando quasi tutto il Sudamerica è marxista e la fame dell’Africa è dovuta essenzialmente ai regimi militar-marxisti che governano il continente nero e che un quarto della popolazione mondiale (i cinesi) vive ancora sotto un feroce regime politico che solo qualche lampo del capitalismo nascente ha leggermente oscurato.
Io sono arcisicuro che a tutti coloro ai quali il germe del comunismo è rimasto nel cervello, sotto sotto non frega un fico secco che Torregiani sia in sedia a rotelle o gli agenti ammazzati dal sempre sorridente compagno Cesare siano sottoterra.
Perchè il germe del comunismo ti rende anche imperturbabile, oltrechè spietato.
Cordialmente.
“Sergio D’Elia in gioventù è stato ex terrorista di Prima Linea”: o “…è stato terrorista…” o “…è ex terrorista…”. Scritto come nell’ articolo è sbagliato, mi pare. Cordiali saluti Raffaele Della Ragione
Buon giorno. Sono pienamente daccordo con Merli Paolo,… In quando a Battisti,”protetto anche dalle donnette francesi”: non è sicuramente il tipo che và rieducato. Va solo tenuto in galera fino alla fine dei suoi giorni di vita.
Non si sbaglia caro Foa: il soccorso rosso è operante da
un pezzo in favore di Battisti; e non solo il soccorso
rosso………..Come dimenticare che Battisti è stato per
lustri libero in Francia (grazie alla legge Mitterand)
mentre i vari governi di centrosinistra italiani nulla
fecero per dimostrare che Battisti era ed è un feroce
assassino e non un perseguitato politico; come dimenticare
l’intervento di Carla Bruni (con l’applauso della sinistra
francese e dei radical-chic italiani) che favorì la fuga
dell’assassino in Brasile poco prima che venisse estradato
in Italia? Ora questa gente versa lacrime di coccodrillo.
Una sola parola: si VERGOGNINO!
Buon pomeriggio a tutti
Francesco Rada
….ma sì, in fin dei conti, credo che tutto sommato sia giusto così.Finalmente abbiamo trovato qualcosa di decente con cui barattare ciò che a noi viene da quel paese: viados…prostitute…droga.A ognuno il suo!! Contenti loro !!!!!
…ma di che cosa stiamo discutendo.Battisti:un criminale e sporco assassino.Lula,con quel nome,…una ballerina di terza fila.
Premesso che Battisti deve scontare la pena, mi sembra che si faccia confusione fra due concetti distinti.
Il punto centrale dell’intervesta di D’Elia riguarda le carceri italiane. Uno Stato civile dovrebbe prevedere giuste pene per disincentivare il crimine e dare un esempio ai cittadini ma anche aiutare chi sbaglia a capire l’errore e reinserirsi nella società. Sui primi due compiti non mi esprimo (c’è chi dice che le pene siano troppo blande e che sia troppo facile farla franca) mentre sul terzo sembra che nelle prigioni italiane regni la barbarie, come testimoniato dai numerosi suicidi fra i carcerati. Dubito che un simile clima possa aiutare un detenuto a ravvedersi, anzi. Uno Stato civile dovrebbe essere immune dai rancori personali quando amministra la giustizia. Se così non fosse, tanto varrebbe lasciarla ai singoli, in base ai propri sentimenti di vendetta (legittimi per i parenti delle vittime di Battisti come per molte altre persone, credo che sarei il primo a desiderare vendetta se fossi al loro posto). Secondo D’Elia, la situazione attuale delle carceri del nostro Paese non rispetta questo principio, per cui è ingiusto che Battisti venga estradato. Tesi su cui si può discutere ma che riguarda, lo ripeto, le nosrte carceri, e di cui la vicenda Battisti è l’ennesimo pretesto per parlarne.
Riguardo ai “compagni che sbagliano”, al “cane non morde cane”, questo è un argomento secondario. D’Elia pecca di campanilismo nel ricordare le stragi di Stato e il terrorismo di destra, cercando in tutti i modi una giustificazione campanilista dell’attuale situazione. E qualcuno, altrettanto campanilista, ha orecchie solo per questo. Allora, per ricordare che siamo tutti campanilisti, per puro spirito di provocazione, ricordiamo la strage di Piazza della Loggia. Chi se la sente di esprimere solidarietà ai parenti di quelle vittime? Non rispondetemi, è una provocazione, giocare a ping pong sulle stragi del terrorismo non mi sembra utile.
Purtroppo siamo tutti portati a credere che la soluzione dei male dell’Italia risieda nei nostri particolari e faziosi campanilismi. Uno dei più grandi problemi è proprio qui.
La presa di posizione del signor D’Elia e di altri che la pensano come lui è solo un modo per riaffermare la “giustezza” della lotta criminale che hanno condotto contro lo Stato italiano e, come logica conseguenza, giustificare sotto il profilo morale e, quindi, con processo di autoassoluzione, le azioni da loro compiute che hanno portato, spessissimo, anche all’uccisione di esseri umani. Il loro atteggiamento e comportamento non meritano alcuna considerazione.
il fascismo è morto ma il comunismo dopo la caduta del muro ha solo cambiato abito, ma la mentalità e l’odio che emanano verso chi non la pensa come loro è aumentato con il constatare del loro fallimento, per cui vivendolo come una tragica religione si sentono più uniti fra loro e cercano di aiutarsi in ogni occasione.
“Fiat investe 1,3 miliardi di euro in Brasile
Una nuova fabbrica produrrà 200mila auto all’anno creando 3.500 posti di lavoro” … no comment
Sono stato varie volte in Brasile e concordo con il commento 5 di trap58 che mi sembra molto equilibrato e realista. Credo che bisogna aspettare qualche anno per poter giudicare quello che sta avvenendo oggi nel paese della “samba” e le sorprese non mancheranno. Distinti saluti. Roby
E’ semplicemete penoso e stupido quello che fatta Lula. Se crede di voler far apparire il Brasile uno stato democratico, ci vogliono ancora alcuni decenni per arrivarci. Il Brasile è quel paese corrotto, pieno di problemi all’infinito, ma hanno una classe politica talmente delinqunziale che son capaci di nasconderli a se stessi. Conosco bene il paese credetemi sarà un’altra bolla economica oltre che umana.
Questo ex terrorista D’Elia, che tanto disprezza lo Stato italiano, ne apprezza molto però il lauto stipendio che gli arriva in tasca non so per quali meriti.
si potrebbe salvare capra e cavoli, tenendo Battisti in carcere in Brasile:avrebbe salva la vita come vuole Lula (sic!), ma rimpiangerebbe amaramente la sua scelta considerato che le carceri brasiliane debbono essere molto peggio di quelle italiane….
Cordialmente
Se «il carcere serve per rieducare», come ha il coraggio di affermare il nostro, allora occorre rimettere in carcere D’Elia, perchè i quindici anni di carcere che ha scontato non sono stati abbastanza: i giudici che lo hanno condannato – affetti come gran parte della magistratura di deleterio buonismo – non hanno capito che per “rieducarlo” ci voleva ben altro!
Al povero Abele nessuno pensa mai, mi ricordo Lula e la Roussef, appena eletta, scorazzare sulla decappottabile nel tripudio della folla in camicia rossa. Già il soccorso rosso… del resto quasi tutto il sud america è comunista. Ma che dire dei servizi francesi che permisero a quel delinquente assassino vergognoso di Battisti di svignarsela, od alla sua evasione dal carcere in Italia nel 1981? Lo vedrei bene quel ceffo in galera a pane ed acqua, senza riscaldamento e senza tv (visto che tutto ciò lo paga il contribuente), D’Elia è quanto di peggio il Parlamento abbia potuto esprimere insieme al Tony Negri ed alla cicciolina, poveri noi Abele che abbiamo dovuto subire anche questa!
Non sbaglia. E Sansonetti a Prima Pagina l’ha sentito? Forse sarebbe meglio domandarsi se e’ poi cosi’ vero che lo Stato ha vinto la guerra degli “anni di piombo”. Soprattutto, considerato che alla direzione dei maggiori quotidiani nazionali, reti televisive, procure e fino in polizia, ci sono ex militanti di ogni sigla extraparlamentare di ispirazione marxista. E molti di questi stanno ora a “destra”, cosi’ come i Neocon USA: quasi tutti ex marxisti provenienti dalla Quarta Internazionale, compresi i Kristol, il senior dei quali fu un trotzkista della prima ora… e questo senza voler fare ulteriori indagini su altre caratteristiche comuni ai cervelli di “destra” USA. Siamo in un mondo globalizzato, o no? Allora “cio’ che sta in alto e’ come cio’ che sta in basso” ed altre considerazioni piu’ o meno iniziatiche. La cosa piu’ buffa e’ che noi ci aspettavamo tutto tranne che gli USA ci mettessero i comunisti dappertutto. Dimenticavo che evocare Mc Carthy in USA e’ quasi come bestemmiare… Mi dispiace di non poter scrivere cio’ che vorrei, ma capira’ che qui ci stiamo avvicinando al limite della nostra cara liberta’ di espressione. Buon anno a lei e famiglia.
Scrivo dal Brasile dove abito da 3 anni e pertanto posso dire di vivere in anteprima le notizie che poi arrivano li.
Prima di tutto dovrei dire al Sig.D´Elia di farsi un giuro nelle carceri Brasiliane dove ancora Battisti sta relegato, poi mi saprá dire quali sono lecarceri migliori edove starebbe meglio Battisit dal punto di vista del trattamento e dei locali, intesi come stanze.
In merito al caso Battisti la certezza che non sarebbe stato estradato era gia stata scritta come notizia quasi ufficiale sui settimanali locali agli inzi di dicembre.
Se avessimo nel nostro governo degli strateghi, questi avrebbero capito che il tergivesare di Lula non era altro che una manovra per non estradare il Tipo.
Il temporeggiamento (nonostante il parere favorevole all´estradizione del Tribunale Supremo Federale che peró, essendo stato in gran parte stato eletto da Lula, aveva rigettato l´ultima decisione all´ex presidente), era da per parte di Lula era dovuto alla ricerca di alcuni cavilli legali che gli permettessero di decidere cosi come ha deciso.
Ha deciso all´ultimo perché lui non sarebbe stato piú presidente e non si sarebbe piú potuto premere su di lui.
Non puó decidere differentemente la nuova Presidente perché é la PUPILLA di Lula, lui la messa li, e Lei non andrá contro la decisione del suo mentore.
Non so perché Lula abbia deciso cosi nonostante e di sicuro a Berlusconi abbia fatto intendere diversamente, ma penso che le pressioni estremiste all´interno del suo partito PT (Partito dos Trabalhadores) lo abbiano obbligato ad andare in questa direzione.
La parte estrema del partito, come tutti ben sanno, e anche l´attuale presidenta, sono tutti ex terroristi che hanno combattuto la dittatura militare, non per liberare il Paese ma per instaurare una dittatura comunista. Lo hanno scritto qua nei settimanali seri. Fortunatamente il passaggio Militari/Repubblica é avvenuto in modo democratico
Oltre a questo aggiungo che il personaggio “Lula”, é un tipo che negli ultimi anni, visto l´elevato consenso, s´é montato la testa arrivando in ultimo addirittura a pensare di essere: non un dio, ma DIO. Altro che Berlusconi. Il Berlusca é nulla al confronto.
Molto aspetto esteriore, come é comune qui, e poco contenuto. Ma questa é un´altra storia.
Ate mais
Si, foglio di via a tutti i calciatori brasiliani milionari !
non avevo simpatia per Curcio, Berio, ecc.; figuriamoci per Battisti. Mi permetto però di sollevare obiezioni sul modo di trattare la questione (non da parte di Foa, parlo del can-can più generale che si fa). Intanto, ritengo puerili le ritorsioni che alcuni richiedono: boicottare i prodotti brasiliani. Quando nel ’68 e dintorni (e poi anche dopo) mi chiedevano di boicottare la Coca Cola e i prodotti delle “malefiche” (per i bambini) multinazionali americane, mandavo a c…. i “compagni” che me lo chiedevano. Inoltre, da ex comunista (ma non rinnegato), provo nausea per il PAB (poltiglia anti-Berlusconi) per non aver alcun progetto se non di caricare il “cavaliere” a testa bassa da 16 anni. Non posso approvare lo sfuggire ai gravi problemi posti in Italia (su cui non posso qui intervenire, lo faccio altrove) scatenandosi in modo scomposto per questa sia pure antipatica misura. Mettiamola per favore nella casella giusta (l’articolo di Foa mi sembra misurato e lui stesso dice di essere stato tirato per i capelli da un personaggio che mi è altrettanto antipatico di quelli fin qui nominati) e adesso pensiamo a quello che ci aspetta nei prossimi mesi, al massimo entro il 2011 (ed è dir tanto).
Mi meraviglia poco la reazione di D’elia, che difende da ex terrorista un altro ex terrorista: cane non morde cane, anche tra di loro. E poi , abbracciare il terrorismo, ammazzare per una idea, io credo dimostri, al di là di ogni giudizio etico e morale, che si è di fronte ad un ego smisurato. Solo se afflitti da un ego ipertrofico si può arrivare ad uccidere innocenti, pur di fare valere ed imporre le proprie idee. E credo che il fatto che siamo di fronte a personalità disturbate è anche ampiamente dimostrato dagli argomenti infantilmente sciocchi usati. Accusare le nostre carceri, si può , hanno manchevolezze, non sono propriamente dei modelli, ma sa d’Elia quale è la situazione delle carceri brasiliane? Il nostro Stato gli fa schifo? Ma non è il Brasile quello Stato che risolve, e comunque lo ha fatto anche con Lula, il problema dei bimbi di strada, mandando di tanto in tanto la polizia a sparare contro i bambini? Una specie di tiro al piccione: sono troppi ed aprono la caccia. Ammesso che abbiano smesso, di certo fino a due anni fa eliminavano il fastidio a colpi di mitra e il buon Lula? Lasciava fare.
Questi si che sono Stati – modello, coccolano i terroristi ed ammazzano i bambini.
Si, ci dovrebbe essere un limite a tutto, ma da certi compagni c’è da aspettarsi di tutto, purtroppo.
Non mi ricordo esattamente quando nella mia adolescenza mi resi conto che non speravo piú di farla franca, di scappare alle conseguenze e che ero diventato un adulto. Questi comunisti sono rimasti adolescenti, fanno la porcata e poi cercano scuse. Il pericolo che rappresentano é che folli come molti adolescenti sono pronti a ricominciare. Non é questa la conclusione logica dello sproloquio di D’Elia? Da cui segue la deduzione che dodici anni sono pochi.
…Napolitano ha scritto una lettera a Lula,in merito al caso Battisti.Seconso voi Lula avrà risposto? Lula nega l’estradizione del criminale omicida Battisti? E noi chiediamo l’espatrio di tutti i milionari calciatori brasiliani.
ma è mai possibile che esista solo l’pologia del fascismo? dovrebbe esistere anche l’apologia del terrorismo, l’apologia degli anni di piombo, l’apologia del comunismo più becero collegato agli anni di piombo; caro d’elia, lo hai il coraggio di andare in cina e definire quel regime “un delinquente abituale”?; sei uno quaqqaraquà senza palle come battisti,abituato a sparare alle spalle di gente inerme e poi gioire, pfiù, e me lo chiami coraggio? è vigliaccheria allo stato puro.