Una domanda, al volo. Ma perché solo il Cavaliere non riesce a proteggere la propria vita privata? Da sempre sesso e potere vanno a braccetto. Ieri (John Fitzgerald Kennedy, Mitterrand, Chirac, Schroeder, Fischer) e oggi (Sarkozy o il presidente del Fondo monetario internazionale Strauss-Kahn, passando per Putin). La procedura è nota: il presidente si concede momenti privati e nessuno viene a saperne nulla. Perché vengono prese le adeguate precauzioni per tutelare la privacy del presidente o del premier. Incontri blindatissimi. E nulla trapela sulla stampa.

E invece con Berlusconi… Lo accusano di avere un potere immenso, eppure non riesce a proteggere la propria vita privata.

Ormai siamo al terzo episodio: Noemi, D’Addario, Ruby. Anzi, al quarto, bisogna aggiungere: Ruby e le altre. Cambiano i dettagli, il contesto, le rivelazioni – vere o false – diventano sempre più pruriginose. Ma il film è sempre lo stesso.

Da qui qualche dubbio: è la sicurezza attorno a lui che non funziona? O è Berlusconi stesso a fidarsi troppo degli altri. C’è chi sostiene che questa è l’indole del Cav – un uomo che va sempre a mille e che non voglia rinunciare a nulla, senza capacitarsi che così fa il gioco dei suoi nemici, i quali infatti non lo attaccano sulle idee e nemmeno sul conflitto di interessi, ma ormai solo sul piano personale.

Forse, ma anche Jfk non sapeva porsi limiti. E nemmeno Clinton. Su Kennedy non usciì una riga, Clinton ebbe decine di amanti, ma solo una parlò. Con Berlusconi invece…

Insomma, perché ci casca solo il Cav? Misteri tutti italiani…

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