Come chi segue la politica, sono rimasto sorpreso dall’apertura di Berlusconi, che in una lettera sul Corriere, ha proposto a Bersani un accordo bipartisan per varare di comune accordo riforme economiche indispensabili per il Paese.

La mossa ha senso: il Cavaliere cerca di riportare al centro del discorso politico i problemi del Paese e di avviare con l’ala moderata dell’opposizione un confronto meno velenoso e più costruttivo. Stupisce però la scelta dei tempi. Berlusconi può piacere o meno, però tutti gli riconoscono grandi doti di comunicatore e un fiuto notevole per intuire ed assecondare le opinioni degli italiani, con scelte estemporanee che spesso gli esperti non capiscono. E questo spiega da un lato i suoi successi elettorali, dall’altro la capacità di resistenza agli scandali e alle inchieste giudiziarie.

Questa volta però assistiamo a una strana performance.

La svolta distensiva andava costruita perlomeno nell’arco di due-tre giorni con un cambiamento progressivo del linguaggio, lasciando filtrare indiscrezioni sulla nuova strategia, mandando in avanscoperta alcuni fedelissimi. Insomma, preparando il terreno.

Invece il Cavaliere ha preferito l’opzione zero. Domenica polemica furiosa con D’Alema che ha proposto una grande ammucchiata all’insegna dell’emergenza democratica, al termine di una settimana barricadiera, in cui il Cav ha chiamato a raccolta i suoi fedelissimi, scambiando fendenti con i suoi numerosi nemici. All’indomani improvvisa apertura di credito al Pd – governato da Bersani, dunque da un uomo dello stesso D’Alema – con toni alti e uno spirito radicalmente diverso.

Forse alla fine risulterà che aveva ragione lui. Ha stupito tante volte e forse stupirà anche stavolta; l’impressione, però, è che abbia sbagliato i tempi proprio sul terreno che gli è più congeniale, quello della comunicazione.

La mia impressione è che la fase della mano tesa durerà poco o forse che sia già conclusa, anche per la risposta precipitosa del Pd che non si è preso nemmeno il tempo di valutare l’offerta politicamente. E che pertanto torneremo presto al clima di 48 ore fa con l’opposizione che carica a testa bassa e Berlusconi che resiste e contrattacca. Fino a quando la vittoria di una delle due parti non sarà totale.

O sbaglio?

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