Come già sapete, Mario Draghi è in pole position per diventare governatore della Banca Centrale europea. E l’Italia, naturalmente si compiace, persino Tremonti, suo irriducibile nemico, ora lo appoggia. Bene per il nostro Paese. Però ho l’impressione che la notizia faccia più piacere alle grandi banche d’affari americane e a quelle londinesi che a noi italiani.

Da qualche giorno è partito il fuoco di sbarramento per allontanare eventuali pretendenti, via stampa. Ha iniziato Il Financial Times, che non perde occasione per esaltare le virtù di Super Mario, oggi tocca all’Economist secondo cui «se si cerca qualcuno che abbia una grande esperienza e il carattere giusto» per la presidenza della Bce «c’è un candidato che spicca: Mario Draghi». Il Wall Street Journal ricorda come i «cliché culturali» siano «politicamente importanti», ma anche che «Draghi gode di alta considerazione negli ambienti finanziari globali e sembra avere quella capacità di creare consenso che manca a Weber».

Draghi è presidente del Financial Stability Board e in questi anni ha saputo costruirsi la reputazione di tecnico preparato e capace, nonché un’ottima rete di contatti di relazioni ad altissimo livello. Ci sa fare, è indubbio.

Però Draghi è anche uomo fidatissimo di Goldman Sachs, di cui è stato vicepresidente per l’Europa, e in genere personalità molto sensibile agli interessi della comunità finanziaria newyorkese e londinese; insomma, di quella ristretta élite di banchieri (o “banksters”) che ha inguaiato il mondo e che non solo non ha mai pagato per gli errori commessi ma che da qualche tempo, approfittando della memoria cortissima dell’opinione pubblica, ha ripreso le vecchi abitudini, mantenendo intatto il proprio potere d’influenza.

Da qui il mio personalissimo dubbio: Draghi è “solo” il candidato italiano o, a premere per la sua nomina, è soprattutto l’élite bancaria anglosassone? Inoltre: Quanto inciderà l’imprinting di Goldman Sachs e in genere di quel mondo finanziario sulle sue scelte di probabile governatore della Bce? Tanto, poco, per nulla?

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