So di andare controcorrente, ma a dispetto dei titoli ansiogeni di quasi tutti i media, la tragedia giapponese ha messo in evidenza alcuni aspetti riguardanti la sicurezza del nucleare, molti dei quali rassicuranti. Riepiloghiamo:

– Il Giappone ha subito uno dei terremoti più devastanti della storia.
– Tutte le centrali nucleari hanno retto benissimo, tranne quella di Fukushima I, che peraltro era stata progetta per reggere scosse inferiori.
– I danni alla centrale sono stati provocati dallo tsunami, che ha fatto saltare l’energia elettrica inibendo i sistemi di raffreddamento.
– Ciò nonostante i danni sono stati (finora) contenuti: tre operai contaminati e fuoriuscita controllata di vapore debolmente radioattivo. Insomma, non c’è stata la nube atomica e il paragone con Chernobyl è fuorviante.
– Il pericolo principale riguarda uno dei tre reattori di Fukushima, dove il sistema di raffreddamento è stato particolarmente danneggiato.

Uno su decine di reattori. Un reattore che, ribadisco, non era di ultima generazione. In Italia si è subito acceso un dibattito sul nucleare con toni accesi ed emotività a mille. Il punto fondamentale però è il seguente: le centrali nucleari di nuova generazione sono molto sicure, capaci di reggere anche a scosse più elevate. E, soprattutto in Europa, vengono costruite in zone non sismiche, sicure da un punto di visto idrogeologico.

E allora: avanti col nucleare, perlomeno fino a quando non verranno trovate fonti migliori, meno care, più redditizie, senza scorie o inquinamento da idrocarburi. Non dimentichiamo cos’è successo in Libia e a quali ricatti energetici si espone l’Italia.

O sbaglio?

Tag: , , , , ,