Nel giorno del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, a far titolo è stata ancora una volta la Lega. In pochi giorni abbiamo visto:

– centinaia di consiglieri regionali abbandondare l’aula quando è stato suonato l’Inno nazionale,
– consiglieri comunali a Milano spostare provocatoriamente in piazza le scrivanie per dimostrare che non lavoravano e non festeggiavano,
– il presidente del Consiglio regionale, Boni, dichiarare che l’Alzabandiera è fascista,
– Borghezio insultare l’Inno e pronosticare a breve un’Italia divisa in due “come il Belgio”.

Poi Bossi ci ha messo una pezza: è andato in Parlamento a seguire le celebrazioni con i tre ministri leghisti. Ma solo un parlamentare leghista era presente, tutti gli altri sono rimasti a casa. E i ministri leghisti non si sono mai uniti agli applausi in aula a Napolitano e alle altre cariche dello Stato.

Da un lato la Lega dà fiato e soddisfazione alla sua base elettorale più estrema, evitando però di rompere con il governo e dunque di mettere in imbarazzo Berlusconi. A breve, non si annunciano scossoni politici. Ma nel lungo…

Beh, nel lungo periodo il discorso potrebbe essere diverso. La mia impressione è che queste manifestazioni di dissenso non siano meramente tattiche, ma strategiche ovvero che la Lega non creda più all’Unità d’Italia e forse nemmeno, senza dichiararlo apertamente, al federalismo, perlomeno nell’attuale versione. E dunque che ritenga la secessione l’unica soluzione ai mali del Paese e al disagio delle regioni del Nord.

Se si fosse accontentata del federalismo, infatti,il suo atteggiamento sarebbe stato diverso. L’America è federalista ma molto patriottica, la Confederazione elvetica unita, pur nella diversità, da un forte senso di appartenenza, la Germania fiera di essere tedesca.

La Lega di oggi, invece, dimostra di non riconoscersi più nei valori nazionali; vuole strappare, avendo percepito nei suoi territori un’insofferenza marcata nei confronti dello Stato italiano o forse ritenendo questa l’unica salvezza al tracollo che l’Europa e la globalizzazione potrebbero imporre all’Italia.

A meno che le provocazioni di oggi non servano a strappare nuove concessioni a un federalismo più volte annunciato, insoddisfacente e ancora lontano…

In ogni caso Bossi, sorprende ancora dimostrando di essere un politico abile e imprevedibile. Mi chiedo: vuole più federalismo o andare via, sul serio, dall’Italia?

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