Berlusconi si scatena sempre in campagna elettorale e nelle ultime ore ha fatto rumore per la battuta sulla sinistra che non si lava. Il tono era scherzoso, forse non proprio raffinato, ma certo non particolarmente sorprendente, viste le consuetudini della politica italiana. Potete giudicare voi stessi qui


La gag peraltro non è nemmeno nuova. Se la memoria non mi inganna,il premier aveva già pronunicato questa battuta in almeno un’altra occasione.

La risposta più ovvia per la sinistra sarebbe stata una bella alzata di spalle o una battuta se non brillante perlomeno divertente. Il risultato, in termini politici, sarebbe stato di zero a zero. E palla al centro.

Invece ieri si è avuta la prova che Berlusconi,  di per sè già un ottimo comunicatore, diventa irresistibile proprio grazie alla sinistra. Le risposte dei leader progressisti alla gag di Berlusconi verrano studiate nei corsi di Comunicazione politica per dimostrare come NON si debba rispondere in queste circostanze.

Sentite Bersani:  “Se ci laviamo poco è perchè siamo abbastanza puliti“.
Disastro, perchè così il segretario del Pd avvalora la battuta di Berlusconi, la prende sul serio e dunque la legittima, coprendosi di ridicolo.

Di Pietro:  “Sinistra sporca? Il premier si lavi la coscienza“.
Battuta scontatissima, inefficace, inopportuna. Come Bersani, Tonino non prende le misure e spara fuori bersaglio.

Fassino: «Se uno non ha nessun altro argomento che offendere i leader dell’opposizione con meschina volgarità è alla frutta. Nessuno di noi ha mai ironizzato sui tacchi di Berlusconi o sul tupè. Mettendosi su quella strada lì ce ne sarebbe per tutti. Meglio tornare al rispetto delle persone».
Risposta forse ancor più disastrosa di quella di Bersani, messaggio implicito:  se è vero che il Cav usa scarpe rialzate e mette il tupé, è vero che la sinistra non si lava.

Insomma, il Cav non può che ringraziare. La sinistra è caduta nella trappola, Come accade a quasi tutte le elezioni. Vuoi vedere che il primo sostenitore della sinistra, di questa sinistra, in cuor suo è proprio il Cavaliere?

IL CASO MORATTI-PISAPIA. Da comunicatore non mi convince, invece, la battuta della Moratti su Pisapia che sta suscitando una polemica enorme. E’ molto aggressiva ed è stata ideata senza dubbio da uno spin doctor molto spregiudicato. Per me troppo spregiudicato.

Lo scopo dell’operazione è chiaro: spezzare l’immagine di Pisapia come leader moderato e rassicurante, facendo riemergere le ombre (rosse) del suo passato e dunque costringendolo a far campagna sulla difensiva.

In America queste iniziative pagano, ma in Italia? Ho seri dubbi, tanto più in quanto interpretata da un candidato mediaticamente freddo come la Moratti, il cui eloquio in video non appare efficace. E’ impacciata, quasi imbarazzata, mentre avrebbe dovuto mostrarsi molto più sicura per essere davvero convincente.

Se nelle prossime ore i suoi comunicatori non riusciranno a gestire alla grande il caso, spostando il focus del dibattito sulla credibilità personale di Pisapia, facendolo passare per un ex estremista rosso che ha sfiorato il terrorismo, Letizia rischia il boomerang, non tanto verso la base del Pdl, ma nei confronti degli elettori moderati, ma ancora indecisi e mai come ora cruciali.

L’Italia non è l’America e la Moratti, mediaticamente, non è certo Berlusconi che, contrariamente a lei, dalle polemiche elettorali esce quasi sempre vincente. Il colpo del ko non è escluso, ma sarebbe il colmo se il traguardo del 50% venisse mancato proprio a causa di questa polemica, che anziché motivare potrebbe indispettire alcune migliaiaia di milanesi inducendoli a disertare le urne o a optare per il voto di protesta. Ne valeva davvero la pena?

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