Piccole, ma emblematiche scende di vita quotidiana. Venerdì vado dal falegname, un cinquantenne dinamico e sorridente. Lo trovo perplesso, mi dice di non riconoscere più Milano, che trova arrabbiata, incarognita. Come tutte le partite Iva è stufo di farsi tosare e avrebbe una gran voglia di smettere. Non sono solo tasse, balzelli, contributi sociali e la burocrazia a gravarlo. E’ l’insieme che non funziona. Quando va al bar vede da mesi un paio di funzionari di un ente pubblico, che da molti mesi sono a casa per malattia, lamentando improbabili postumi di malanni antichi e che al bar trascorrono le loro giornate. Il falegname si chiede: ma perché a loro tutto è concesso, a dispetto dell’evidenza, mentre io devo lavorare anche al sabato per procurarmi un reddito decoroso e vengo trattato dallo Stato come un soggetto pericoloso?

E’ la stessa domanda che si pongono diversi conoscenti, piccoli e medi imprenditori che, pur essendo di destra, negli ultimi tre anni da questo governo non hanno ricevuto certo benefici, non in termini di sussidi, che un vero liberale nemmeno contempla, ma di diminuzione delle tasse, di snellimento della burocrazia, di razionalizzazione dei contributi sociali.

Ieri è ricevuto una mail da un mio caro amico, Gianpaolo Buzzi, che è uno stimatissimo docente di Psicologia e tecniche della comunicazione in ambito medico e farmaceutico ed è un brillante osservatore della nostra epoca. Commentando privatamante il mio ultimo post sul centrodestra che non sa più comunicare, Gianpaolo scrive (riporto con il suo consenso):

Desidero aggiungere una mia riflessione che nasce dalla vicenda Fincantieri. Bene, è noto, che i due cantieri sono un peso di passività enorme e che una ristrutturazione aziendale con inevitabili tagli del personale è indispensabile. Basta qualche sciopero condito da violenza e occupazione di binari ed altro, per portare il tremebondo governo a premere per una precipitosa marcia indietro. Doppio errore grave. Primo perchè dimostra cjhe in Italia basta fare un po’ di “casino” per ottenere quello che si vuole e questo, come insegna la psicologia comportamentale, incoraggia altri a fare altrettanto. Secondo, perchè l’elettore di destra desidera uno Stato che faccia lo Stato ovvero che difenda il cittadino dai prepotenti, si chiamino poteri forti o sindacati, e che sappia mantenere la rotta anche se questa puo’ essere impopolare.
Ecco credo che questo governo paghi anche queste timidezze e queste viltà. Perchè se un governo di destra non è capace di interpretare l’etica della responsabilità, che senso ha votare per quella parte?

Riflessioni che sottoscrivo al 100 per cento. Il falegname va avanti per passione, gli imprenditori per dedizione, per necessità o perchè non possono più tirarsi indietro; però il messaggio complessivo è desolante: fare impresa in Italia è davvero follia? E cosa aspetta il centrodestra a riconciliarsi con gli imprenditori, senza i quali non ha futuro? E non ha futuro nemmeno l’Italia?

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