In queste ore sta suscitando molte polemiche la battuta di Brunetta che ha offeso i precari definendoli  l’Italia peggiore. Basta guardare il video per accorgersi che il ministro dell’Innovazione ha torto nella forma e nella sostanza. I ragazzi volevano porgli una domanda, ma lui se n’è andato insultandoli e senza rispondere. Il suo è stato chiaramente un gesto di stizza e non premeditato, ma comunque inqualificabile. Poco fa ha precisato che la sua frase non era rivolta a tutti i precari ma solo “a quanti, non avendo di meglio da fare, irrompono sistematicamente in  convegni e dibattiti per interromperne i lavori, insultare i presenti e riprendere la loro bravata con una telecamerina portatile per poi  passare subito il video ai giornali amici“.

Precisazione doverosa, anche se un po’ tardiva e accompagnata da altre considerazioni che rischiano di infiammare il dibattito. Infatti ha dichiarato: «L’Italia peggiore – ha detto ancora – è quella di quanti si nascondono compiacenti dietro questi signori (come Pierluigi Bersani e Leoluca Orlando Cascio), sostenendoli in maniera strumentale pur senza conoscere argomenti e fatti. L’Italia peggiore è quella che usa la Rete come un manganello per agguati squadristici, senza aver nulla da dire. Che pena».

Secondo il ministro, che ha ribadito il giudizio rivolto a quella minoranza, si trattava di un’azione premeditata a fini mediatici. Forse, ma così è cascato in pieno nella trappola. E comunque nel merito ha torto: una volta accetta la domanda da ragazze che si sono qualificate apertamente aveva il dovere di rispondere. Senza insultare.

Una bella camomilla, no?

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