Dopo aver letto la bozza della manovra sorge una battuta: per finire così potevamo tenerci Visco. Esagero, ovviamente, ma non troppo. Tremonti è il ministro che ha salvato l’Italia durante la tempesta finanziaria. Vero. Ma non chiamiamolo liberale e non fidiamoci della sua parola. L’uomo a doppie e forse triple agende.

Dice di voler difendere le piccole e medie imprese, ma poi favorisce quelle grandi e iperglobalizzate.

Dice di voler il libero mercato, ma continua a varare misure stataliste.

Dice di voler aiutare le comunità locali e la vera, piccola Italia produttiva e non fa che penalizzarle e impoverirle

Chiede ai cittadini di avere fiducia nello Stato e traforma Equitalia in una Gestapo del fisco che usa, arbitrariamente, ganasce fiscali e altre forme sottili di tortura. E non ricompensa chi le tasse le paga da sempre.

L’ultima manovra è un capolavoro: la tassa sui Suv, l’aumento dell’Iva, l’ennesima riduzione dei fondi ai comuni sono degni di un ministro socialista, alla Visco, per l’appunto, non di un ministro liberale che forse non abbiamo mai avuto. E non basta la semplificazione in tre aliquote, peraltro timidissima, e senza quoziente familiare, a riscattarlo.

Non mi fido più. E voi?

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