Scrivo queste righe a caldo, senza trattenere la mia indignazione: un ministro che per risolvere i problemi dell’Italia proporne un contributo di solidarietà a chi guadagna oltre 90mila euroe – ed è già tassato oltre il 40% – non è un liberale, ma un compagno d’altro tempi; che anziché andare a colpire gli sprechi veri di uno Stato colabrodo o togliere le municipalizzate dalle mani dei partiti o colpire a fondo e duramente gli interessi finanziari della criminalità organizzata con leggi eccezionali, se la prende con i soliti che da sempre pagano tutto, senza evadere un centesimo (ricevendo in cambio servizi pubblici da Terzo Mondo), non è degno di considerazione.

Abbiamo eletto un governo liberale di centrodestra, non un governo socialista che premia chi froda e punisce i cittadini onesti. E se Berlusconi non vuole farsi travolgere dalle follie del suo ministro corregga in fretta la rotta. Risanare senza ingiustizia è possibile, ma prima bisogna fermare il compagno Tremonti. O no?