Da molto tempo diffido del Fondo monetario internazionale, delle sue analisi e delle riforme che propone ai singoli Stati. L’Fmi non è sottoposto al controllo popolare ed è gestito secondo criteri che restano avvolti nell’ombra. Basta grattare un po’ la superficie per accorgersi che qualcosa non va e che l’autorevolezza che tutti gli attribuiscono è ingiustificata e pericolosa, cos^come ingiustificato e pericoloso è il potere immenso delle agenzie di rating.

Ora i miei sospetti trovano confermo, grazie a un’inchiesta indipendente, meritoriamente ripresa recentemente dall’Unità, in un bell’articolo di Ronny Mazzocchi, che vi invito a leggere qui. Mi ha colpito questa frase: «la ricerca del FMI partiva da posizioni già predefinite e che spesso le raccomandazioni di politica economica non seguivano le analisi condotte». E ancora: “Buona parte dell’attività di ricerca del Fondo monetario ha subito in quegli anni un fortissimo condizionamento politico con il risultato di renderla funzionale alle direttive che i vari direttori generali avevano stabilito e che coincidevano proprio con il Washington Consensus” ovvero con le teorie elaborate dall’economista John Williamson d’intesa con certe lobby economico-finanziarie ben radicate nell’establishment statunitense.

Dunque: il Fmi mirava a raggiungere obiettivi che non erano affatto coincidenti con quelli degli Stati membri, ma, piuttosto, con quelli di queste lobby e che hanno condotto molti Stati sull’orlo della catastrofe (strozzati dai debiti concessi dallo stesso Fmi e dalla Banca Mondiale), con l’ingiustificato trasferimento di risorse e di aziende nazionali in mani straniere ovvero in quelle lobbz che condizionano lo stesso Fmi.

Questo non è liberismo, ma manipolazione dei mercati.

Pare che, secondo quanto scrive Marzocchi, con la direzione di Strauss-Kahn la situazione fosse migliorata, perlomeno sui risultati delle ricerche, che non sarebbero stati più manipolati; però dubito che l’impianto sia cambiato. E allora smettiamola di considerare il Fmi come un’autorità suprema indiscutibile e l’Italia non si faccia dettare l’agenda da organismi internazionali come questo, che non operano certo nel nostro interesse.

Quando lo capirà la nostra classe politica?

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