Il mio è un saluto al Giornale, ma non ai blogger de Il Cuore del Mondo. Una lunga fase della mia carriera professionale si è conclusa, un’altra si è aperta. Ho accettato infatti di guidare il gruppo editoriale svizzero TImedia con l’incarico di direttore generale e il mandato di elaborare e implementare le strategie per portare le testate del gruppo nell’era della multimedialità. E’ un incarico molto affascinante e molto impegnativo che ho accettato con passione e con piacere e che assumerò prossimamente (mi prendo un sabatico per finire ” il bambino invisibile”, il mio secondo romanzo basato su una storia vera).

Certo, non si saluta il Giornale a cuor leggero dopo oltre 20 anni. Sono arrivato qui quando ero poco più che un ragazzo, l’ho lasciato da direttore de ilgiornale.it dopo essere stato caporedattore, editorialista, inviato speciale. Ho iniziato la mia avventura con Indro Montanelli, mio grande, unico e inimitabile Maestro, l’ho finita con Alessandro Sallusti come direttore, con il quale mi sono trovato benissimo e che desidero ringraziare pubblicamente per la fiducia personale e la grande libertà di azione e di opinione che mi ha sempre accordato.

Questo blog, però, continua. Andrea Pontini, bravissimo amministratore delegato de Ilgiornale.it, mi ha chiesto di continuarlo e io ho accettato volentieri. Gli ultimi dati dimostrano come siano diverse migliaia al giorno i lettori de Il Cuore del mondo, che ha una partecipazione altissima e una media di oltre 100 commenti per post. Sarebbe davvero un peccato che lo abbandonassi; pertanto ho deciso di proseguirlo da pensatore libero e blogger indipendente, anche se dovrò chiedervi un po’ di pazienza. Il mio nuovo incarico nella fase iniziale assorbe, come potete facilmente intuire, tutto il tempo a mia disposizione e, come già è avvenuto negli ultimi giorni, non riuscirò a scrivere con la consueta frequenza; me ne scuso, invocando la vostra comprensione. Farò di tutto affinché, in un prossimo futuro, possa tornare a dialogare con voi con regolarità.

Grazie a tutti voi, un caro saluto