Segnale molto inquietante: come già avvenuto nel 2008 le banche non si fidano più le une delle altre, dunque stanno riducendo lo scambio interbancario; il che significa che viene a mancare la liquidità all’economia reale. Parola di banchiere, in via confidenziale. Il fenomeno è solo agli inizi, ma è molto preoccupante perché se non viene arginato subito porta dritto alla recessione e al fallimento di aziende e forse di molte delle stesse banche, riproponendo quel rischio sistemico che a parole tutti dicevano di non voler più ammettere. E invece…

Invece nel 2008 il problema non è stato risolto alla fonte, ma i governi occidentali e istituzioni come il Financial Stability Forum di Mario Draghi si sono limitati a turare le falle e a compiere operazione cosmetiche o a varare norme rigide e assurde, come quelle di Basilea 3. Con un’aggravante: proprio per salvare le banche più grandi e indebitate e tentare di sostenere l’economia i governi occidentali  hanno portato l’indebitamento pubblico alle stelle e ora sono più malconci di prima, perché aggiungono gli errori di oggi a quelli commessi nei decenni scorsi e scaricati sulle generazioni future. Mi chiedo: ma i famosi e strombazzati stress test sulle banche non avevano rassicurato gli Usa e l’Europa sullo stato di salute degli istituti bancari? Chi li ha condotti? Chi li ha firmati? Chi oggi ne risponde? La risposta è ovvia: nessuno.

In questo strano mondo c’è chi non sbaglia mai per le proprie colpe e chi paga sempre per le colpe degli altri… Voi da che parte vi trovate?