Ho seguito il vertice europeo dalla Germania, dove mi sono recato per un workshop organizzato dall’Università di Mainz e dall’Osservatorio europeo di giornalismo. Vista da lontano la situazione italiana appare davvero critica.
Mi spiego. In passato più volte avevo ritenuto esagerati i titoloni della stampa italiana sulle “figuracce” di Berlusconi all’estero. Il Cav aveva un suo ruolo, per quanto costellato da uscite originali, e solidi appoggi nelle cancellerie che contano (da Londra a Washington), che ne garantivano la credibilità.
Ora però la musica è davvero cambiata: lo scambio di risatine tra la Merkel e Sarkozy è sconcertante e, purtroppo significativo. Se persino un personaggio insipido e oscuro come il presidente europeo Van Rompuy, che deve la sua ascesa ad affiliazioni che non sono certo politiche, si permette di lanciare ultimatum, significa che l’establishment europeo non crede più all’Italia.
La situazione è grave e richiede risposte eccezionali sia d’immagine che di sostanza. Mi chiedo: Berlusconi ha capito il momento? E saprà reagire nel modo giusto per salvaguardare la propria reputazione e, soprattutto, per difendere gli interessi dell’Italia?