L’Europa è sull’orlo del baratro, lo spread va alle stelle e ora anche i titoli di Stato tedeschi perdono colpi. Eppure qualcosa non torna: in una situazione così disastrosa anche l’euro dovrebb, se non crollare, perlomeno indebolirsi vistosamente riprendendo la discesa versola parità del dollaro. E invece questo non accade. Nello strano mondo dei mercati finanziarda un lato i grandi investitori stranieri si liberano dei titoli di Stato europei, dall’altro però evidentemente molti di loro continuano a comprare euro. Per farne che? Qual è la logica? E’ l’irrazionalità del mercato o c’è dell’altro?

Non ho risposte certe, però sarebbe il caso di riflettere su questa anomalia e di preparaci al futuro che verrà.

Ormai siamo arrivati a una svolta: se continua questo andazzo l’euro crolla sul serio, generado uno tsuanami di dimensioni tali da travolgere anchegli speculatori che in questo momento stanno accumulando i consueti giganteschi profitti.

L’alternativa è rappresentata dagli eurobond, ammesso che i tedeschi siano disposti a cedere, e da una misura che molti economisti invocano a gran voce: stampare moneta senza limiti e con queste banconote comprare i titili di Stato invenduti. Esattamente come ha fatto la Fed negli Usa contro ogni regola economica nell’illusione che  basti a risolvere il problema. E invece altro non è che un immenso cerottone, che tampona ma non risolve, che illude ma non sana. Fino alla prossima crisi, che si concluderà come tutte le altre; erodendo ulteriormente la sovranità degli Stati, la democrazia popolare, la libertà degli individui.

Il debito rende schiavi, non dimentichiamocelo…