Sta andando tutto secondo programma.

Hanno presentato la manovra, lacrime e sangue, ma con un enorme difetto di fondo: soddisfa i mercati finanziari nel breve periodo, ma crea le premesse per una nuova voragine nel medio periodo. Tassare in modo massiccio e iniquo, come sta facendo Monti, significa causare una forte contrazione dei consumi che farà sprofondare l’Italia nella recessione, secondo questo schema: più tasse meno consumi, meno consumi più disoccupazione, più disoccupazione più spese sociali, dunque meno introiti Irpef, minor gettito Iva, il che significa nuovi imprevisti buchi di bilancio che vanificheranno in parte l’attuale megamanovra.
Il film successivo lo conosciamo, avendolo già visto in altri Paesi: nuove turbolenze sui mercati, speculazione all’attacco, nuova emergenza finanziaria, nuove tasse per salvare l’euro e l’Italia dal fallimento, recessione ancor più profonda.

La manovra Monti non contempla misure per lo sviluppo, se non cosmetiche; non agevola la piccola e media impresa; accenuta l’invadenza dello Stato nella vita privata dei cittadini e, soprattutto, è profondamente iniqua, poiché non premia i comuni e gli enti pubblici virtuosi, non punisce quelli che sprecano risorse.
Prevale ancora una volta la logica dei tagli lineari e delle situazioni acquisite, del “chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato” e guai a toccare certi privilegi. Correggere gli sprechi al Sud? Tagliare le spese inutili? Sfidare davvero la criminalità organizzata che nel Meridione lucra su queste inefficienze? Non sia mai, non è roba da tecnici… Meglio colpire i soliti. Questa riforma non è giusta, nè liberale e, in fondo, non si differenzia molto, nello spirito, da quelle precedenti.

Anzi, su un punto si distingue: appare molto più ipocrita. Le lacrime della Fornero hanno commosso tante mamme rendendo più umana la manovra e meno spietati i suoi autori. Non dubito delle intenzioni del ministro ed è probabile che abbia davvero avuto un momento di debolezza; ma è uno straordinario colpo mediatico, degno del miglior spin doctor.

Spin doctor che quasi certamente sono dietro l’altro straordinario colpo mediatico messo a segno da Mister Monti, il quale ha rinunciato allo stipendio da premier. Bravo, bravissimo, quasi un martire. A condizione, però, che ci dica quale pensione prende dallo Stato italiano, se ne prende una dalla Commissione europea, di quale compenso ha beneficiato fino al mese scorso come presidente della Bocconi e soprattutto che ci dica quanto ha guadagnato in questi anni come consulente di Goldman Sachs e di Moody’s e della Coca Cola.

Qualcosa mi dice che il sobrio, compassato, umilissimo Mario Monti proprio alla fame non sia. Il che non mi scandalizza di certo; però se si fanno certi gesti sarebbe auspicabile che fossero trasparenti fino in fondo e che gli italiani sapessero tutta ma proprio tutta la verità. Altrimenti qualcuno potrebbe pensare che lei ci stia prenendo in giro e che le sue intenzioni non siano così disinteressate e, forse, a giudicare bene, nemmeno così patriottiche.

O sbaglio?

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