Ormai non ci si meraviglia più di nulla, se non, forse, della stoltezza dei parlamentari italiani. Due volte stolti, anzi tre.

La prima è la più banale: non capiscono che la difesa dei loro privilegi è ormai inaccettabile e che, di questi tempi, non possono sottrarsi a qualche sacrificio.

La seconda è la più raffinata: non capiscono che ribellandosi ai tagli alle indennità diventano il bersaglio dello sdegno unanime del Paese, distogliendo l’attenzione da altre misure della manovra, che non sono eque, nè giuste, nè liberali; insomma attizzando l’odio anti-casta fanno un immenso favore al governo di Monti.

La terza è strategicamente raffinata: se volessero davvero spiazzare l’opinione pubblica dovrebbero avere il coraggio di dire all’opinione pubblica che l’Unione europea ha di fatto privato gli italiani di gran parte della propria sovranità e che oggi il Parlamento italiano ha poteri non dissimili da quelli di un’assemblea regionale, poichè non può legiferare sugli argomenti di competenza europea ovvero su quasi tutti. Se fossero davvero avveduti dovrebbero denunciare una situazione che, tra governi tecnici alla Monti e trattati europei invasivi e mai suffragati da un voto popolare, porta allo svuotamento della democrazia.

Ma i parlamentari italiani non sono saggi, sono stolti. E meritano i pomodori che l’Italia tutta intera, di destra e di sinistra, ha un gran voglia di lanciare su Montecitorio e Palazzo Madama.

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