Io sono un liberale e credo all’economia di mercato, ma quel che vedo crescere davanti ai miei occhi è un mondo in cui c’è sempre meno libertà e la parvenza di un libero mercato. Un mondo in cui al monopolio statale si sostiuisce il monopolio privato o un cartello tra privati a fini, ancora una volta, monopolistici.

Prendete le liberalizzazioni: se attuate correttamente dovrebbero garantire maggiore concorrenza che, secondo la teoria liberale, dovrebbero a usa portare ad un abbassamento delle tariffe e a una scelta migliore. Tuttavia, come ha dimostrato uno studio della Cgia di Mestre, in Italia – come peraltro è avvenuto negli altri Paesi europei – l’effetto ultimo è stata una concentrazione di potere in mano a pochi grandi giocatori che hanno fatto finta di farsi la concorrenza. E le tariffe, naturalmente, sono aumentate molto più dell’inflazione. Chi ci ha rimesso? I consumatori e i piccoli operatori di mercato, costretti a chiudere o a farsi assorbire.

Un capo di governo saggio dovrebbe rifiutarsi di proseguire per questa strada ma cosa fa Monti? Ripete il copione del passato. Che senso ha prendersela con gli edicolanti, le farmacie o gli amminstratori di condominio? Nessuno. L’impatto economico è irrisorio per un Paese come l’Italia, ma il danno sociale per tante migliaia di famiglie enorme e il beneficio per i soliti grandi gruppi evidente.

Se Monti fosse davvero un liberale dovrebbe andare a smantellare i grandi oligopoli privati che impediscono il corretto funzionamento del mercato, ma questo non lo farà mai. Perchè Monti è espressione di quegli oligopoli e preferisce prendersela con gli operatori più piccoli e massacrare di tasse inique i cittadini che già pagano, senza attaccare i comuni che sprecano, gli interessi della criminalità organizzata, i grandissimi evasori, le rendite occulte e i privilegi acquisiti di certi gruppi.

Monti non è il salvatore della Patria, ma un lobbista di straordinario cinismo. Aprite gli occhi!

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