Il mondo è in ansia per la Grecia. Non per la sua popolazione, sia chiaro. Alla periferia di Atene ben 18 istituti scolastici hanno iniziato a distribuire pasti gratis ai bambini, le cui famiglie sono talmente povere da non potersi permettere nemmeno un panino con un po’ di formaggio; ma nessuno ne parla, a parte pochi siti internet; mentre viene diffusa ansia planetaria sul possibile default della Grecia e si moltiplicano le pressioni sul Parlamento ellenico affinchè accetti la nuova stangata. Strana civiltà la nostra: un popolo alla fame non suscita compassione, mentre ci si agita per scongiurare il rischio che le banche tedesche e francesi, i cui forzieri sono pieni di bond ellenici, subiscano la legge del mercato ovvero incassino le perdite di un investimento sbagliato.

Sono perfettamente d’accordo con un economista del calibro di Giovanni Barone-Adesi, che più volte è intervenuto su questo blog e che l’altro giorno ha scritto sul Corriere del Ticino questo articolo di cui raccomando la lettura.

La realtà è chiara. La Grecia non è in grado di ripagare i propri debiti. Le ricette proposte da Fondo monetario internazionale, Banca centrale europea e dalla Merkel non porteranno alla rinascita dell’economia ellenica ma al suo definitivo dissanguamento. E se il popolo ellenico vuole abbandonare l’euro nessuno deve impedirglielo.

Insomma ripristiniamo le regole della democrazia e anche quelle del libero mercato, che prevede grandi guadagni, ma anche le giuste perdite per chi sbaglia. E’ così scandaloso?

Un lettore greco, Ioannis, ha inviato un commento al mio post. Lo riporto integralmente anche qui. Da leggere e meditare.

signori, buonasera. Mando questo mail da Atene, dove l’inferno della poverta e della disperazione e comminciato 2 anni fa, quando il traditore premies Papandreou ha falsificato i conti aumentando il deficit di 2009 per farci entrare nel FMI. Dalle nostre parti ormai nen c’e democrazia, non c’e parlamento [ieri i rapperesentanti europei dei creditori hanno cancellato una legge che permetteva la rateizzazione dei debiti per tasse dovute], abbiamo un banchiere-ex impiegato di Goldman Sachs come premier, non possiamo andare alle urne per esprimere la nostra volonta, e non abbiamo il diritto di morire a nostra scelta [cioe dentro o fuori l’euro]. Credo che l’unica salvezza per il io paese sarebbe l’uscita dalla zona euro, per svalutare la nostra nuova moneta nazionale, aumentare le esportazioni, e ricostruendo la base produttiva della nostra economia, che e stata distrutta da una moneta [euro] non competitiva per i nostri prodotti. Amo l’Italia e vi dico tutto: state attenti e fate resistenza contro i tedeschi e i banchieri della BCE e del FMI, non li fate entare in Italia, altrimenti avrete la nostra fine.
Ioannis
P.S. NON SONO COMUNISTA, sono membro del partito della centrodestra, ma prima di tutto sono Greco e voglio resistere contro l’occupazione finanziaria del mio paese, che distrugge tutto, democrazia inclusa