Gran bel colpo della Stampa, che stamane pubblica un’intervista al presidente Obama. Complimenti, sinceri, a Mario Calabresi e a Maurizio Molinari, giornalisticamente è un bel colpo, ma solo di immagine. Leggendola (la trovate qui), il lettore non troverà nulla ma proprio nulla di sorprendente. Obama elogia Monti e ribadisce concetti già noti. In questi casi, il giornalista comunica le domande in anticipo, non può interloquire con l’intervistato e l’intervista viene passata ai raggi x dell’ufficio stampa della Casa Bianca prima di essere pubblicata. Insomma, è blindatissima, il che ovviamente è nell’interesse del servizio diplomatico, ma, mi chiedo, lo è anche dei giornalisti e dell’opinione pubblica?

La risposta, a mio giudizio, è no. A furia di accettare condizionamenti il giornale, tutti i giornali, si trasformano di fatto in veicoli propagandistici e rinunciano al ruolo di “cane da guardia” del sistema, rischiando di essere percepiti come.. docili cani da compagnia.
Sia chiaro: qualunque giornalista – e probabilmente anch’io – avrei accettato le condizioni pur di intervistare Obama.
Ma ne vale davvero la pena? Alla fine la stampa si svaluta. Forse non è un caso se le vendite continuano a calare e la credibilità dei media pure….