Non posso sapere, stando in Italia, da chi è composta la folla che ha preso d’assalto il centro di Atene. Avendo seguito tanti avvenimenti internazionali, ho imparato a non fidarmi delle versioni ufficiali, perlomeno non senza aver verificato e indagato. Sono davvero black bloc i giovani che sfidano la polizia, come titolano la maggior parte dei siti italiani? Non lo so, però la folla è troppo grande per essere composta solo da teppisti.

Quella di queste ore non è la rivolta di un gruppo di estremisti, ma la ribellione condivisa, con il cuore e con la mente, dalla maggior parte dei greci. Di destra, di sinistra, apolitici. In queste ore sta esplodendo l’esasperazione di un popolo che vede di fronte a sè un abisso di povertà senza nessuna prospettiva di rinascita. Per pagare i debiti dovranno vivere in povertà per decenni. Non si fidano dell’Europa, del Fondo monetario internazionale, della Bce, della Banca Mondiale. I greci hanno dovuto subire per secoli l’occupazione ottomana e ora sono consapevoli che li attende un’altra occupazione che, sebbene non militare, è altrettanto cruenta e usurpatrice.

Ho l’impressione che a scendere in piazza non siano pochi giovani fanatici, ma un popolo intero, che per sua natura non è violento ma non vuole cedere ad altri il proprio destino. Il segnale è forte, per molti versi preoccupante anche se non sorprendente.

Mi chiedo, anzi, vi chiedo: se foste greci voi cosa fareste?

E poi: Toccherà anche all’Italia?

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