No Tav? Sì, la stampa ha sbagliato…
So di andare controcorrente, ma quando il movimento No Tav accusa la stampa di non aver fatto il proprio dovere ha ragione. Sia chiaro: non giustifico le violenze, però se esaminiamo ciò che hanno scritto i giornali in questi anni, ci accorgiamo che
a) hanno parlato della Tav solo quando ci sono state manifestazioni clamorose.
b) per molto tempo nessuna delle grandi testate ha spiegato al pubblico le ragioni dell’opera, i costi, le implicazioni eccetera.
Il primo fenomeno è noto e riccorrente: solo “chi fa casino” ovvero crea un evento spettacolare (spesso violento) ottiene l’attenzione dei media.
Il secondo è altrettanto ricorrente ma per nulla dibattuto. Molto spesso gli editorialisti assumono posizioni di principio su argomenti decisivi, senza spiegare le ragioni più profonde e più logiche della loro posizione. Assumono, insomma, un atteggiamento fideistico. Pensate alla moneta unica, all’atteggiamento acritico nei confronti dell’Unione europea e delle grandi istituzioni internazionali, o all’atteggiamento tenuto durante la suina o l’aviaria. Stesso schema, stessa logica. Tutti hanno convinzioni ferree, che però pochi hanno l’umiltà di spiegare e argomentare.
Sulla No Tav, un professore dell’Università di Ancora, Antonio Calafati, che ho già citato altre volte su questo blog e che stimo molto, scrisse nel 2006 un libricino in cui analizzò la argomentazioni del sì. Il risultato fu sconcertante e infatti intitolò quello studio “Dove sono le ragioni del sì?”.
Calafati con i suoi studenti , cercò le ragioni del sì alla Tav in Val di Susa nei principali quotidiani italiani, certi di trovarle. E invece non trovò nulla che assomigliasse a una ragione, a una argomentazione razionale.Calafati si accorse, prima sorpreso e poi sconcertato, dell’incapacità di giornalisti e politici di organizzare un pensiero sul tema della Tav in Val di Susa che avesse un significato, una logica, un senso. Eppure i giornalisti e politici erano a favore dell’opera – risolutamente, ostinatamente, inspiegabilmente. “Iniziare cercando le ragioni del sì alla Tav in Val di Susa e terminare riflettendo, sconfortati, su che cosa possa essere accaduto ai nostri maggiori quotidiani. Giungere a pensare che, forse, il declino italiano nasce da qui, da questa incapacità del giornalismo italiano di fornire un resoconto attendibile, pertinente e fondato, degli effetti delle politiche pubbliche”, scrisse Calafati nel 2006.
Da allora poco è cambiato e solo recentemente qualche articolo esplicativo e intellettualmente onesto è uscito. Troppo poco, troppo tardi. Le critiche alla stampa sono, ahimè, meritate.

Concordo quando ammette che il problema della Tav è un problema che non è stato ben affrontato dai giornali…ma se posso dire la mia secondo me il problema delle manifestazioni No Tav sta nel fatto che, durante i cortei, spesso si dimentica il motivo per cui si è lì e si degenera. Un esempio è la manifestazione di Roma…credo che il problema sia il dialogo con le istituzioni..
Ho scritto un pezzo in cui si parla di mezzi antidemocratici per fini democratici…vorrei solo invitarvi a leggerlo e sapere cosa ne pensate..
http://coffeepress.it/lifestyle/un-vulnus-alla-democrazia/
vorrei tirare la Vostra attenzione su una alternativa trasportistica, che rivoluzionerà i metodi di trasporto in Europa.
Il Progetto Tirol-Adria, che, in prima linea, intende realizzare il collegamento delle idrovie europee attraverso il canale transalpino Danubio-Tirol-Adria con lo scopo di trasferire alla navigazione fluviale e marittima gran parte del trasporto merci nazionale ed internazionale evitando cos , tra l altro, la costruzione di 3 grandi opere per il trasporto terrestre e cioè
a) della Galleria di base del Brennero con le relative linee d accesso, di cui 150 km pure in galleria,
b) del Ponte sullo Stretto di Messina ed infine anche
c) del tunnel ferroviario tra Lyon-Torino per il TAV del corridoio 5 Lisbona- Kiev, che con la navigazione sul Danubio e sulle vie d acqua ottiene un ottimo collegamento est-ovest.
Sarebbe proprio l Italia che dovrebbe sviluppare una nuova logistica. L Italia, circondata dal mare, con fiumi e canali esistenti o non terminati (Venezia-Padova), che portano il mare nel retroterra, ha i presupposti per trasformarsi e di spostare il traffico merci sulle idrovie e sulle autostrade del mare, già dotate di infrastrutture portuali. Bisogna correggere lo sviluppo del secolo scorso dovuto soprattutto ai nomi Agnelli e Pirelli. La classificazione come progetto TEN-T della linea ferroviaria Berlino-Palermo con la galleria del Brennero (BBT) avvenne ancora prima della invenzione della Idrovia Danubio-Tirol-Adria. La nave – e non il TAV – è il mezzo di trasporto più ecologico ed economico per gran parte dei beni e quindi di grande importanza per lo sviluppo in Italia ed in Europa. Ho chiesto al Ministero delle Infrastrutture ed alla Direzione Generale Acque e Impianti elettrici del Ministero dei Lavori Pubblici di esaminarlo urgentemente e di prenderlo in considerazione prima ancora di decidere definitivamente sulla costruzione della galleria di base del Brennero – BBT.
Il Progetto Tirol-Adria si basa su finanziamento privato e quindi non aggrava le finanze dello Stato. Il relativo risparmio potrebbe diminuire il debito pubblico per circa. 50 miliardi di
Last, not least vorrei precisare che tutte le reti di comunicazione nazionali sono collegati tra di loro, solo la rete fluviale e marittima italiana ancora tagliata fuori dalla vasta rete delle idrovie interne (100.000 km nell Europa fino agli Urali!). Aumenterà le prospettive negli Stati adiacenti all’Adriatico ed integrerà meglio il Mediterraneo al continente europeo.
Il progetto pubblicato sul sito http://www.tirol-adria.com !
Per cui chiedo di prendere in considerazione il progetto delle vie d’acqua interne nella campagna contro lo spreco per l’AV e AC.
@ SILVIO
“Ad Enniodaroma ricordo che solo allo yankee è consentito di entrare in Italia senza bussare”
Embeh? E se una volta in Italia (dove gia’ e’ ben piazzato) volesse andare sul Don sbarcando i suoi mezzi pesanti, che so’, a Lisbona, una ferrovia “pesante” e parallela a quelle in Germania farebbe comodo, no?
ANTONIO MASON, ENNIODAROMA,
vedo che l’Altissimo “bufalone anti-bufala ” (che eccelle nello sport di mirare unicamente al fuscello di Davide, dimenticando ostentatamente la trave del gigante Golia) ha dei proseliti….
Ad Enniodaroma ricordo che solo allo yankee è consentito di entrare in Italia senza bussare. Se (beninteso) si toglie prima le scarpe (per non sporcare).
Al “galletto” francese , invece, l’Italia non permetterebbe neppure di cantare all’alba, figurarsi le azioni scellerate compiute in Niger!
Ad Antonio Mason segnalo che nella sola miniera di Valgoglio (in Val Brembana) giacciono (sepolte da un milione e mezzo di tonnellate di roccia) 130 mila tonnellate di uranio!
http://www.vallibergamasche.info/news/2008/giugno/uranio-orobie.html
Provi ad immaginare il resto, stimando gli altri giacimenti….
@ SILVIO
“Dalle Alpi Orobie, alle Alpi Cozie e alle Prealpi vi è tutto un fiorire di centinaia e centinaia di migliaia di tonnellate di U308″
Allora sono cretini ‘sti francesi che invece di scavarsi l’ uranio in periferia di Chambery se lo vanno a scavare ad Arlit nel massiccio dell’ Air, con temperature di 50 gradi all’ ombra, 2.000 km di piste desertiche prima di raggiungere un porto, il tutto condito da Tuareg incazzosi e Tubu bellicosissimi….Proprio scemi, no?
Premesso che ,in tracce, l’uranio è presente quasi ovunque nel sottosuolo..L’ex miniera di uranio tra Giaglione e Venaus esplorata dall’ Agip è stata poi abbandonata negli anni 1970 perché improduttiva poiché l’ uranio che c’è non è economicamente vantaggioso estrarlo in ogni caso 40 km di galleria sono in territorio francese e solo 10 km in territorio italiano ed io aggiungo : anche se fosse un solo km di tunnel in territorio italiano ci sarebbe la no tav italiana che fa casino per esibizione e mettersi in mostra.
http://www.notav.eu/article-print-2027.html
MARISTA non sbaglia.
Dalle Alpi Orobie, alle Alpi Cozie e alle Prealpi vi è tutto un fiorire di centinaia e centinaia di migliaia di tonnellate di U308, che nel 2011 valeva 64 US dollari per libbra (libbra= 453,59237 grammi).
Se a ciò aggiungiamo le sin troppo scoperte motivazioni strategiche tese a giungere senza colpo ferire a Kiev (e viceversa), comprenderemo le vere ragioni della vergognosa “fratellanza politico-economica pluri-partizan” nell’imporre la TAV, il cui costo verrà pagato dal disinformato popolo italiano.
URANIO E VAL DI SUSA
Senza girarci intorno, basta una breve ricerca ed abbondano studi di scienziati che affermano esserci sotto il Massiccio dell’Ambin, laddove debbono scavare una una galleria più profonda e lunga 50 chilometri per realizzare la TAV Torino-Lione, il maggiore giacimento di uranio delle Alpi occidentali.
A me risulta, e correggetemi se sbaglio, che l’uranio vale un sacco di soldi. Domanda, in quella zona sarebbe tanto difficile a quel punto estrarre Uranio, mentre la popolazione inconsapevole rischia la vita? CHI TRARREBBE GIOVAMENTO DA QUESTA RICCHEZZA?
Ennio, questo non lo so, ma circa cento anni fa c’era…
“La tradotta che parte da Torino…”
Cheers.
@ M@ARCO
“motivi strategici, oltre che commerciali e di trasporto?”
Fuochino, fuochino…..Provato a verificare se un treno carico di Carri Armati da 60 tonnellate l’ uno passa per il tunnel esistente senza aver bisogno di carri-pianale speciali? E con quante locomotive?
motivi strategici, oltre che commerciali e di trasporto?
http://blogghete.altervista.org/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=913:gianluca-freda&catid=25:politica-italiana&Itemid=44#comments
WOW… in quattro anni che frequento questo blog non ho mai visto un thread più loffio di questo…
Evidentemente quando si tolgono gli insulti a chi non la pensa allo stesso modo rimane ben poco da dire…
La stampa ha sbagliato ma il governo non fa altro che svenderci.
Ed ecco la legge di monti per svendere l’Italia:
http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2012/3/12/FINANZA-Sapelli-ecco-la-legge-di-Monti-per-svendere-l-Italia/2/254405/
E’ chiaro che gran parte della TV e dei giornali sono autoreferenziali e mirano solo alla conservazione del potere… bisogna attivarci e trovare altre fonti di informazione… io ho trovato questo sito che oltre a molte info utili e risparmiose, offre gratis la lettura di una ventina di libri molto importanti, da “Gomorra” a “La Casta”, da “La Casta bianca” (sulla Sanità) a “L’Anticasta – l’Italia che funziona” con le iniziative virtuose, a “Economia Canaglia” su cause e conseguenze della globalizzazione, a “Energia oggi e domani” che esamina scientificamente tutte le fonti energetiche, a “Ho sognato una banca” sulla nascita di Banca Etica, a “Tutto il Grillo che conta” di Beppe, ma anche “L’arte di amare” di Fromm e “Genitori efficaci” per l’educazione dei figli, e diversi altri, tutto su http://www.facebook.com/pages/Libri-indispensabili/193636637380550
non sopporto di essere preso in giro.non è ammissibile dire che la tav sia indispensabile per la crescita economica.E’ un opera che crea un danno irreversibile alla comunità e all’ambiente, senza una contropartita credibile del bisogno oggettivo.io sono persuaso dalle motivazioni di quella comunità, perchè i fautori della tav portano argomenti che eludono il merito della motivazione,e siamo di fronte ad una forzatura priva di buon senso di fronte alle reazioni legittime di quei paesi.
Tav Torino-Lione non supera il “THATCHER TEST” . Ma chi se ne frega!!! Anche la Camusso ha sentito, odore di soldi, ed ha detto La TAV SA DA FARE ! BRAVA CAMUSSO SEI PIU’ IN GANMBA DEI CATTEDRATTICI RINCOGLIONITI ! FORZA TAV !!
MONIA BENINI scrive:
« Fiato corto e cuore che batte all’impazzata: non abbiamo le gambe abituate a falcare su e giù per i sentieri e i pendii di montagna. Superiamo un posto di blocco dei carabinieri: ci permettono di aggirare newjersey e reti metalliche e di inoltrarci nel bosco verso l’area del cantiere.
Sul versante a sinistra, sulla linea ferroviaria che collega Italia e Francia passa un merci. Ma a sentire la tv, l’Italia non era isolata dalla Francia? Non ci ripetono continuamente che c’è bisogno di una ferrovia che colleghi i due paesi per il traffico di passeggeri e merci? E allora, cos’è quel serpente di vagoni che arriva da oltre confine?
Il rumore dei mezzi che vanno e vengono da oltralpe, intervallato da lunghi silenzi spazzati dal vento, comincia a sentirsi più vicino. Pochi passi e ci troviamo sopra l’autostrada. E giù, fra uno scavo e un furgone della Polizia, fra un mezzo della Guardia di Finanza e un bosco raso al suolo, c’è il cantiere.
Un cantiere per un buco, geognostico. Devono capire le caratteristiche del terreno, devono allungare le braccia delle ruspe nel ventre delle montagne prima di scavare il tunnel. Eppure, c’è chi ben conosce nel dettaglio la composizione di quelle rocce; ci sono esperti, ma anche semplici cittadini che sanno che là dentro ci sono amianto e uranio. Proprio come la gente del Vajont sapeva che in lingua ladina quel nome significava “va giù” e che il nome Toc, quello del monte da cui si è staccata la frana che ha sepolto vive quasi duemila persone nel 1963, significa “pezzo”, “marcio”. Lo sapevano.
Ma allora si disse che chi era contro la mega diga voluta dalla Sade-Enel era contro il progresso. L’Italia doveva essere all’avanguardia, aveva bisogno di grandi opere. E così fu. E in quasi duemila morirono.
Oggi in Val di Susa c’è una popolazione che non vuole morire: ci sono imprenditori che hanno investito tutto nelle loro attività e nel futuro della valle, che rischia di essere spazzato via perchè – ci propagandano – non c’è collegamento fra Italia e Francia. E allora, il merci che ho visto io o il TGV che passa regolarmente, cosa sono? Illusioni ottiche? Miraggi?
Pensando alla morsa della crisi, ai lavoratori licenziati, ai pensionati affamati, agli imprenditori che si suicidano, l’unico miraggio di cui si può parlare è quello di un governo che finalmente decida nell’interesse della gente, anziché in quello delle banche (che di certo sono ben felici del progetto TAV, visto che i finanziamenti e i relativi interessi transitano obbligatoriamente per gli istituti di credito).
L’ammodernamento della linea ferroviaria esistente è stato terminato nel 2008-2009: ora circolano sia merci che passeggeri. E allora? Perchè questa assoluta necessità di costruire un nuovo tunnel? Perchè la necessità di occupare un intero territorio, con forze dell’ordine (che magari potrebbero invece essere impiegate nella lotta alle infiltrazioni mafiose e della ‘ndrangheta negli stessi cantieri come denunciato da Imposimato), con mezzi e uomini della Guardia di Finanza (non avevano la priorità della lotta all’evasione?), con reparti armati dell’esercito (quelli che hanno richiesto denaro sonante per andare a liberare i centri abitati sepolti dalla neve)?
Ma quanto diavolo costano (in termini puramente economici, ma anche rispetto ai mancati diversi utilizzi) quei mezzi, quegli uomini, quei soldati a noi italiani?
Ma soprattutto, quanto dovrebbe venirci a costare il TAV? Quand’è che avremo finalmente una seria e dettagliata analisi costi-benefici dell’opera? Quante persone e mezzi dovrebbero circolare in quel lungo buco che dovrebbe sventrare la montagna?
Perchè la Francia ha ripensato alla priorità della Torino-Lione e perchè L’Agenzia Nazionale per l’Ambiente Francese chiede maggiori risposte, maggiori garanzie, nuovi studi?
Perchè invece in Italia la banda mista degli amichetti del banchierino (in senso generale, ovviamente, da destra a sinistra, politici e tecnici nella stessa misura) spingono l’acceleratore perchè l’opera è irrinunciabile? E soprattutto perchè se io, che peraltro non vivo in Val di Susa (pur comprendendo e condividendo le ragioni dei Valsusini), dimostro che l’opera è costosissima, dannosa e non utile sono subito accusata di essere contro il progresso, di volere isolare l’Italia, di volerla tagliata fuori dall’Europa?
Magari potessi sottrarla alla dittatura finanziaria europea e dell’euro! Ma ovviamente non è su questo terreno che i tifosi del TAV mi contestano. Mi contestano perchè sognano la grandeur italiana e io invece – a loro dire – sarei contro il futuro del mio paese.
Mi spieghino dunque perchè mai noi tutti, che già dobbiamo fare i conti con un debito e con una crisi che toglie il fiato, dobbiamo cacciare altri quattrini di tasca nostra per finanziare un’opera che non serve (c’è già!) e che non ci è imposta dall’Europa.
Questa scusa è il solito ritornello che utilizzano quando ci vogliono far prendere una medicina amara, mentre ci nascondono che l’Europa chiede che le opere siano fatte con il consenso delle popolazioni.
Perchè dovremmo pagare per una grande opera tanto gradita alle banche? Chissà mai a chi gioverà una tale voragine! No, non quella nella montagna, ma quella dei miliardi di euro che costerà il tunnel.
Nei media, ma anche in rete, chi si oppone a questo progetto Tav è deriso, insultato, criminalizzato: è un arretrato, un idiota, quando non un pericoloso violento.
Ma chi è che è entrato in un bar frantumando le vetrine e compiendo una scorribanda degna del peggior rastrellamento?
Chi ha impartito l’ordine a quegli uomini?
Chi è che adotta la violenza per militarizzare una valle?
Poi, non mi si venga a dire che è colpa dei NO Tav se in Valle il turismo è in ginocchio: voi ci andreste a fare le vacanze in una caserma militare?
Forse Napolitano dovrebbe cominciare a chiedere in primis alle truppe schierate e delle quali lo Stato sta abusando (indirizzandole contro altri cittadini che difendono il loro territorio e le nostre tasche) di “escludere il ricorso a violazioni di legge, violenze, intolleranze e intimidazioni”.
Ma invece queste parole le ha scagliate a Torino contro quella gente che sta cercando di far soppravvivere la Valle, proteggendoci da un ulteriore indebitamento.
Le ha pronunciate proprio mentre rifiutava di incontrare i Sindaci che si oppongono alla nuova linea ferroviaria, perchè il Presidente non entra “nel merito dei contrasti politici”.
Eh già. Si limita a chiedere più sacrifici, a tutti. Lui, la massima carica garante del rispetto della carta costituzionale.
Di quella carta costituzionale che dichiara nel primo articolo che la sovranità appartiene al popolo.
Ma visto come l’Italia è stata svenduta alla BCE e alla grande finanza internazionale, viene da chiedersi se abbia ancora un senso parlare di Repubblica, di sovranità (Monti ha già apertamente dichiarato che è necessario cederne all’Europa ed ha agito, indisturbato, di conseguenza), se ha senso parlare di Stato.
Quale Stato? Governato da chi? Per conto di chi? Per interesse di chi?
Mi lascio trascinare dall’emotività e mi dico che tutto non ha senso e che questo sistema è una macchina impazzita lanciata a folle velocità contro un muro.
Ma poi freno. E rivedo le immagini dei camionisti, bloccati in autostrada a Chianocco dai No Tav che, una volta liberata la sede stradale, ripartono suonando il clacson, salutando e condividendo, dai finestrini aperti delle loro cabine (nonostante il freddo gelido), la protesta degli abitanti della Val di Susa.
Una protesta che è anche la loro. La nostra. Ed ecco che mi sento valsusina anche io e torno orgogliosa di essere Italiana.
http://www.perilbenecomune.org/index.php?p=24:6:2:119:532
Premetto che sono per la tav passeggeri,far viaggiare le merci a 200 all’ora mi sembra una cavolata mentre a mio parere la soluzione piu’ logica sarebbe una nuova linea veloce con la vecchia da rimodernare e destinare alle merci e ai treni locali.
Qui due mappe ferroviarie di Francia ed Europa:
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/b8/Hgv_netz.jpg
http://it.wikipedia.org/wiki/File:High_Speed_Railroad_Map_Europe_2011.svg
Se non bastano le immagini per capire l’utilita’ della tav allora provo a elencare alcune ragioni
del si:
1) Banalmente perche’ la tav da altre parti funziona, come in Francia dove Marsiglia-Parigi che praticamente attraversa tutto il paese si fa in 3h09!, Lione-Parigi 410 km in 01h57!,Lione-Bruxelles in 3h20.
2) per collegarsi alla dorsale Marsiglia-Lione-Parigi-Bruxelles e sfruttare i tempi di percorrenza del punto 1
3) Per collegare Torino 1.7 milioni di abitanti area metropolitana, terzo polo economico italiano a Lione 1.5 milioni (area metropolitana) seconda citta’ di Francia.
4) Perche’ se riduci i tempi di percorrenza dalle 6-8 ore e piu’ dei treni attuali a 3-4 sposti molti viaggiatori dall’aereo al treno e in quell’ ambito i percorsi potrebbero essere molteplici:
Torino-Parigi,Torino-Marsiglia,Torino-Bruxelles,Milano-Parigi,Milano-Marsiglia,Bologna-Lione,Firenze-Lione, e in futuro Verona/Venezia-Lione.
5) perche’ oltre ad acquisire passeggeri da altri mezzi di trasporto per le sue caratterische
uniche la tav puo’ generare nuove utenze.
Non esiste un altro mezzo che ti porti con puntualita’ a 6-700 km in 3-4 ore da centro citta’ a centro citta e questo puo’ far decidere per un weekend veloce o un’andata-ritorno in giornata dovuto a un evento sportivo,culturale, un concerto, una visita a un museo.
6) perche’ se ci si chiede cosa ci va a fare uno da Venezia,Verona,Firenze a Lione la risposta potrebbe essere che e’ un francese che torna a casa dopo un rapido viaggio che non avrebbe mai fatto senza la tav.
Le citta’ d’arte sono qui.
ELEZIONI IN SLOVACCHIA.
Vincono i Socialisti e, faranno d’accordo con ESM
Slovacchia: Secondo le proiezioni iniziali, l’euro-ribelle Richard Sulik, contrariamente alle aspettative in parlamento a Bratislava. Il suo partito liberale, tuttavia, non svolgerà alcun ruolo, perché i socialisti hanno ottenuto la maggioranza.
PMI tedesche notizie | 11:03:12, 13:06
ENERGIA EOLICA
L’azienda eolica Nysted offshore. Nel Mare del Nord, vi sono i primi problemi nel finanziamento, può essere rivisto.
I primi segni di problemi finanziari
Energie rinnovabili: la bolla rischia di scoppiare
Molte banche hanno costruito con prestiti alle imprese nelle energie rinnovabili posizioni enormi. Il piccolo Bremer Landesbank nel 2011, ha pompato più di un miliardo nel segmento. Ora ci sono delle difficoltà …………….
Basta una bava di vento che c’è o non c’è per buttare via un miliarduzzo. Meditate gente. ciao.
Dear King George I°
Volutamente ho atteso l’evolversi delle situazioni in cui si trovano (trovavano) Italiani all’Estero.
L’ing. di Gattinara è rimasto vittima nel corso del tentativo di liberazione sua e del collega inglese.
Lei ha alzato la voce, minacciando l’Inghilterra, nostro alleato (anche se per sicurezza, ogni volta dobbiamo mettere le mutande di ghisa). Forse non è a sua conoscenza come si svolge una operazione militare del genere. I soldati, in zona desertica, hanno effettuato il blitz, nell’estremo tentativo di liberare i prigionieri. Non avevano a disposizione una cabina telefonica della SIP, per comunicare l’accaduto. Non è la stessa cosa come il parlarne in un salotto. Fuori la vita è dura.
E’ più sconcertante l’altro comportamento. Appreso l’arresto dei due marò (a difesa di una petroliera italiana, contro i PIRATI che circolano da quelle parti, quindi non in crociera), lei ha avuto l’ardire di “……. attenzione a non incrinare i rapporti (commerciali) con l’India …….”. A prescindere che la vita dei due soldati ITALIANI, vale millanta volte del PIL indiano. Sono due ITALIANI che svolgendo il loro dovere in acque internazionali, NON dovevano nemmeno essere sfiorati da accusa alcuna. Di questo ne dovranno rispondere il capitano della nave, il ministro responsabile e tutti i diplomatici in fanfaluca.
A lei ci penseranno gli ITALIANI al momento opportuno.
Tutto ciò mi fa ritornare in mente le mutande sventolanti sull’Ambasciata di Francia, nostro alleato (anche se per sicurezza, ogni volta dobbiamo mettere le mutande di ghisa). E le mutande NON svolazzanti sull’Ambasciata di Cina.
L’Italia è ridotta a questo livello ? Spero di NO.
ciaooooooo.
O.T
Con la vittoria di Vladimir Putin la ruota inizia a girare in senso inverso per il premio nobel per la pace, Hussein Barak Obama. La macelleria umanitaria accesa in nord Africa e nel Vicino Oriente ebbe lo scopo di distruggere la triade Gheddafi-Berlusconi-Putin. La vittoria elettorale di Putin lascia in piedi, più forte di prima, l’asse portante russo di quell’alleanza, la quale fallì solo per l’inconsistenza politica del Cavaliere e del suo inetto ministro della difesa, Ignazio Larussa. Quando lo scontro s’è fatto duro, quando Silvio Berlusconi ha visto l’amico Gheddafi in difficoltà, dopo gli abbracci e i baci in mondovisione, l’ha lasciato al suo destino. Ha fatto il maramaldo e non passerà alla storia neppure come Maramaldo, ma solo per le disavventure giudiziarie.Chiuso questo capitolo, ora è fallito anche il tentativo statunitense di separare Dmitri Medvev da Putin; fallito l’assalto umanitario alla Siria; fallita la diabolica manovra per costringere Israele ad attaccare l’Iran; in via di esaurimento le speculazioni sui mercati valutari, esattamente come avevamo previsto, con l’approssimarsi della primavera; portato nel dimenticatoio Julian Assange, Mr. Wikileaks, esattamente come avevamo previsto. Obama, Nobel per la pace, che in sostanza ha fatto più morti lui in tre anni che il generale Augusto Pinochet in venticinque, è ridotto a complottare contro il Vaticano con scandalismi d’accatto, cui si prestano di buon gioco i soliti collaborazionisti; non bastasse, opprime i cattolici statunitensi con leggi liberticide. L’estate che s’approssima sarà calda perché gli Usa, il paese più forte militarmente, sono a zero in quanto a credibilità politica, economica e morale. Sull’altro versante, la Cina, non ha la capacità militare statunitense ma non è sufficientemente debole per metterla nell’angolo, come sognarono in coro gli staff di Londra, Bruxelles e Washington. La strategia non è un sogno e neppure è arroganza basata sulla forza effimera. Putin ritorna ora, con più d’un conto da regolare. Una vecchia carampana internazionale, gran maestro degli illuminati, Henry Kissinger, va dicendo che i tamburi di guerra s’approssimano, rullando minacciosi. Con tutto il rispetto, non sembra uno scoop illuminante. Se gli Stati Uniti volessero ritrovare la saggezza che li fece grandi, dovrebbero mandare a casa questa amministrazione di criminali e aprire subito un grande negoziato globale, senza escludere nessuno degli antagonisti antichi e recenti, con tre temi interconnessi in agenda: scambi economici, mercati finanziari e sicurezza. Chi preferisce scorciatoie militari e speculative (come capita a Londra, Bruxelles e Washington) dopo le soddisfazioni effimere a Tripoli, Tunisi e Il Cairo, deve prepararsi a delusioni tragiche, assumendosi la responsabilità della terza guerra mondiale. In tal caso, altro che No-Tav nelle piazze. Nepure la sorniona Berlino ne sarà risparmiata. Qualunque cosa sia detta nelle prossime settimane dell’ex agente del Kgb, Vladimir Putin, ricordiamo che giungerà da giornalisti prezzolati che non si accorsero che la speculazione contro i Btp, l’impennarsi dei prezzi e la crisi economica non nacquero a Mosca, bensì a causa dei nostri alleati e dei loro manutengoli.
Piero La Porta
http://italiaoggi.it/
Finalmente, altro giornalista che suona il clarinetto fuori dai TROMBONI ……..
NO Tav, SI TAV. I giornalisti dovrebbero spiegare bene all’opinione pubblica i pro ed i contro della TAV. Cosa ci guadagniamo con la TAV noi italiani del Nord, del Centro e del Sud? Questo è il mestiere della stampa: dare resoconti veritieri. Poi ognuno pensi quello che vuole. Di certo, alla maggior parte degli italiani non interessa. Per chi viaggia ancora in treno dovrebbero migliorare e di molto i servizi regionali, dell’alta velocità non sanno che farsene. Al Sud le linee ferroviarie sono le stesse del 1800, pensate alla linea ferroviaria jonica. Un solo binario e non ancora elettrificata. Al posto delle elettromotrici ci sono le littorine a gasolio. Su alcuni tratti, vedi tra Metaponto e Taranto, linea elettrificata, si viaggia stranamente in autobus. Lo stato deve pensare a dare un servizio decente ai cittadini e deve incentivare il trasporto merci su rotaie. Fatto questo in tutte le regioni italiane, poi e solo poi si può pensare all’alta velocità. Per ora non serve, ci sono i voli low-cost. Più economici e più veloci!
No Dt. Foa, Leinon ha ragione e sa benissimo di non averla.
Scrivere che bisognerebbe che qualcuno avrebbe dovuto spiegare qualcosa, non spiegarlo, e limitarsi a questo, è un antico vezzo retorico dei polemisti dell’ottocento. Ritrovarlo intatto in un blog è come se mi riportassero all’aeropago.
Le ragioni per le quali si è proceduto alle TAV sono straconosciute da decenni …
Addio, mai più leggerò qualcosa partorita dalla sua penna …
lotta phun 4 sure…spero che il tav continuino a “scavarlo” in casa sumera!
caro DANTE. Per chiarire il concetto. Per far capire fin dove arriva il marciume. Per difendersi.
L’azienda non partecipava come lobby list. Eravamo piccolini. Sapevamo che per i grandi lavori c’erano le lobby (quelle vere) ma, noi eravamo piccolini, non ci interessavano. Dovevamo farlo per difesa. Costretti, in quanto altri percorrevano quella strada. E noi ci fermavamo lì. Rimettevamo in ordine la fila, sapendo benissimo che altri usavano l’oliatore per eliminare gli attriti. A quel punto ho cambiato professione.
Capisci fin dove arriva la corruzione. Se per entrare nel portone, debbo versare la “mancia”. Vuol dire che si è arrivati all’ultimo girone infernale. E’ ora di far entrare Bava Beccaris nel pollaio. Come ho già postato la direzione sarà nettamente inversa di quella storica. Per rifare la Storia. ciaoooooooo.
aladino scrive il 9 marzo 2012 alle 23:10:
“… Per farvi capire come e quanto conosco questo mondo di merda, vi racconto che ho lavorato per un’azienda che stipendiava (regolarmente) un dipendente (a Roma) con l’unico scopo di visitare i ministeri per far passare la (nostra) pratica dall’ultimo al primo posto. Costo (non dovuto) obbligatorio perché altri facevano la stessa cosa.
Credetemi, sono in grado di farvi un elenco romanzesco. Non voglio annoiare alcuno di voi.”
Nessuna noia, anzi… descrizione pressochè perfetta di un “lobbyist”.
Qua sono schedati ed iscritti in apposito albo.
Lì da voi li lasciate scorrazzare liberamente senza licenza?
Toh… qualcuno su questo blog fa distinguo fra passeggeri e merci…
Che siano tutti provinciali ottusi e caparbi?
Che dice, Colzani… usare il GBU57A/B per scavare il tunnel TAV?
O usare il TAV per scorrazzare (altamente veloce?) il GBU57A/B in giro per l’Europa?
Either way, it should be a lot of fun
cara NESSIE, la storia della gallina la conosco.
Dobbiamo cambiare il pollaio con tutto ciò che ne consegue. Ci manca il gallo. Ci manca la pazienza di ricominciare tutto daccapo. I polli se ne vanno per conto loro. Abbiamo ancora la pancia troppo piena. I politici ci hanno contagiato. Vediamo solo fino a sera. Se tutto va bene. Per il domani……. non v’è certezza. ciaoooooo.
Aahahha..haha.hahahh..ahhaha
Italia sarebbe piena di gallerie. per treni,
anche per la circolazione delle ruote gommate,
macchine, camion, pulman,..
ahhaha..haha..hah
haha.ahhaha.ahhaha.ahhahah…
servono per avere un percosrso più corto,
almeno la merce viene a costare meno,..
+
Altretanto sarà quando sarà in funzione la galleria ..>_> Francia(*)))))))))))))(((((*)-> Italia
NO TAV STA ROMPENDO SOLO LE BALLE,
LA GALLERIA SI DEVE FARE,
NON POSSIAMO RESTARE ISOALTI DALLA FRANCIA,
ITALIA PUò ESPORTARE MERCE ALLA FRANCIA.
LA MERCE ITALAINA SAREBBE MOLTO MIGLIORE,
VENDEREMO FORNMAGIO, ANGELO SARDO BIOLOGICO IN TUTTO IL MONDO.
LA GALLERIA SERVE PER IL TRENO MERCI.
I PASEGGERI VADANO PURE IN MACCHINA,
NON ROMPAPNO LE BALLE ALLA GALLERIA.
LA GALLERIA SUI FARà.
LA AGLLERIA INIZIATA DA BENITO MUSSOLINI, DAL RE,
MICA LORO ERANO TONTI COME I
NO TAV.
…
ALLA FINE CHE CA**O GLI FREGA ALLA TAV SE SI FA LA GALLERIA AL TRENO MERCI..?..
CIAO
BENITO
@ SILVIO. Ok per MMT. Attendo con ansia le tabelle didattiche, per imparare qualcosa.
Il sugo del mio precedente post, lo si può condensare in dure righe: A nulla valgono le teorie se, la spesa pubblica, serve a mantenere parassiti & sanguisughe; se le opere (in Italia) costano 70 volte 7 la media ponderata europea.
Voi del MMT, nel preambolo inserite: A) restituire il maltolto (mandiamo Iniquitalia). B) Le strutture ed infrastrutture devono essere facilmente visionati ed approvati dalla popolazione, fin dalla bozza del progetto. Per chi sgarra, taglio della mano destra. Se basta. ciao.
@ ALADINO. Paolo Barnard spiega a sua nonna la favola della “gallina dalle uova d’oro”:
http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=239
e chi la vuol capire la capisca. Ci hanno rubato la nostra gallina dalle uova d’oro, e se andiamo avanti così, non la riavremo mai più indietro, perché i peggiori nemici della verità siamo noi stessi quando crediamo a coloro i quali ci ingannano. Dipende tutto da noi. Pure mia nonna l’ha capita. Ciao e buon fine settimana
Buon giorno Silvio,
una chicca sopratutto per te:
Micheal Hudson parla a Russia Today di MMT e del Summit di Rimini
http://www.youtube.com/watch?v=MBJ6airQhR0
In Italia, nazione ospitante, neanche 1 parola in TV. Incredibile……….
la TAV non sa da fare,lo ha deciso una minoranza degli Italiani, evviva la democrazia.Facciamo una bella mega RAFFINERIA e se anche questa opera di interesse nazionale non la vogliono (in ultimo hanno tirato fuori i costi eccessivi, le possibili infiltrazioni malavitose) allora niente benzina ai valligiani fatta in altre parti d’Italia, e cosi via
PER SILVIO: D’accordo con lei. Io proporrei l’una e l’altra. Però le dico: provasse il governo a proporre tale raddoppio, vedrà quanti nuovi petulanti “no raddoppio” spunteranno ! Quanto ai vari modelli , tedesco dell’alta capacità e francese dell’alta velocità c’è anche quello italiano.Della ferrovia a scartamento ridotto completo di piattole e cimici!!!
TOH ! ANCHE GLI INDUSTRIALI SONO (QUASI) NO-TAV
Rodolfo Mariotto l’argomento Alta Velocità lo conosce bene: oltre a gestire un’azienda di trasporti internazionali, è da anni il referente dell’Associazione Industriali di Vicenza (di cui è anche vicepresidente) . Ecco quel che ha dichiarato al quotidiano “La Nuova Vicenza”:
«Più che della Tav il vicentino e il Veneto hanno bisogno del raddoppio dell’attuale linea ferroviaria. Quei binari sono lì da 150 anni, e oggi sono del tutto insufficienti, soprattutto oggi che la mobilità su gomma si è sviluppata a dismisura.
Se vogliamo riequilibrare i flussi di traffico, e non trovarci come a Pechino dove non si vede più il sole, è necessario un adeguamento….
Puntare al raddoppio della linea (invece che alla Tav) vuol dire pensare ad una linea ferroviaria paragonabile a quella già esistente:
-con alimentazione elettrica a 3mila volt e non a 25 mila come nelle tratte dedicata ai treni superveloci -
-con raggi di curva diversi, pendenze diverse (i treni ad alta velocità hanno bisogno di tracciati tendenzialmente rettilinei e pianeggianti)-
-e, soprattutto, costi più contenuti.
In Rfi continuano invece a pensare a linee alimentate a 25 mila volt, dove possono andare solo i treni Etr 500, che possono raggiungere anche i 300 chilometri orari.
Ma è assurdo: sulla linea attuale si viaggia già a 250 chilometri orari, e tra Milano e Venezia, con le fermate di Verona e Padova che non si possono saltare, i 300 all’ora praticamente non li fai mai.
Non ha senso: in questo modo si buttano via centinaia di milioni di euro per costruire delle tratte che non sono sfruttabili dal 95 per cento dei treni italiani.
Tra Milano e Torino, dove ci sono i 25mila volt, viaggiano gli stessi treni di prima.
La Roma – Napoli, a 25mila volt, è sottoutilizzata.
Tra Milano e Treviglio, dove ci sono i 3 mila volt, il traffico ferroviario è aumentato. E lo stesso è successo tra Padova e Venezia…
.La soluzione è spendere poco, bene e in fretta, per una linea disponibile da subito.
Come dicevano una volta: pochi, maledetti e subito»
In appresso, il futuro presidente degli industriali vicentini Giuseppe Zigliotto rincara la dose :
«Quando si parla di alta velocità ci sono vari modelli. C’è il modello francese, pensato solo per i treni superveloci, ma c’è anche quello tedesco, che sviluppa il concetto di alta capacità, con linee ferroviarie su cui passano sia i treni passeggeri sia quelli merci.
Ecco, diciamo che a noi serve un’alta velocità sul modello tedesco». Che però non è l’alta velocità come è sempre stata presentata qui in Italia.
http://www.nuovavicenza.it/2012/03/sorpresa-gli-industriali-si-scoprono-quasi-no-tav/
Caro Sig. Zenofonte, se intende dire che l’informazione internet è perlopiù di tipo GIGO, perfettamente d’accordo.
Resto pertanto in attesa delle SUE fonti d’informazione, che sicuramente dimostreranno come la Coca Cola debba essere distribuita ad una velocità media di almeno 200 Km/h…
Manco fosse Kool Aid
Howdy, Dr. Colzani… long time no hear. Happy trails!
ALADINO,
ma chi l’ha detto che la MMT è una nuova teoria monetaria? Forse chi non la conosce affatto.
Rispolvero la metafora dell’acqua sorgiva . Nasce dalla montagna, poi scende a valle dissetando gli esseri viventi e rendendo fertile la pianura. Per diritto naturale, essa deve essere patrimonio comune.
Immagina invece che un manipolo di uomini prepotenti se ne impadronisca facendola sua ed imponga alla comunità regole vessatorie tali da lasciarla sempre assetata sino a ridurla quasi in schiavitù.
L’esempio calza se al posto dell’acqua ci metti la moneta-fiat.
La MMT sostiene che venga ripristinato il diritto naturale sulla proprietà della moneta-fiat.
Cioè, che essa ritorni ad essere emessa e regolata dall’intera comunità (attraverso le sue forme istitutive pubbliche e private: Tesoro, Banca Centrale e sistema bancario “retail”) avendo come obiettivo il perseguimento del bene comune e non l’appagamento dell’avidità di pochi uomini scellerati.
Tutto qui. Questa è la MMT, che è inoltre corredata da un complesso di regole desunte dall’osservazione ventennale (a mezzo del lavoro di ricerca) dei meccanismi macroeconomici reali.
Regole che non sono la Bibbia: possono sempre essere perfezionate su suggerimento di tutti.
Quanto alla corruzione, è un male endemico dell’uomo . Ma può essere contrastata da un sistema comune di vigilanza e controllo, fatto di pesi e contrappesi e con l’obbligo della totale trasparenza.
A tal proposito, la Svizzera potrebbe insegnarci molto.
http://www.snb.ch/i/welt/overview/index.html
Ciao.
[...] No Tav? Sì, la stampa ha sbagliato… – Il Blog di Marcello FoaSo di andare controcorrente, ma quando il movimento No Tav accusa la stampa di non aver fatto il proprio dovere ha ragione. Sia chiaro: non giustifico le …blog.ilgiornale.it/foa/2012/…/no-tav-giusto-criticare-la-stampa/ [...]
Carissimi NESSIE & ENNIODAROMA & SILVIO & C.,
Per essere sintetici si corre il rischio di non essere intesi, se non fraintesi.
Qualsiasi teoria economica deve tener conto della realtà del momento o del luogo che vuol (deve) essere applicata.
In Italia, questa regola non vale. Perché vale solo una regola: Corruzione, morale e materiale.
Il mio intento era, appunto, constatare che nulla si muove se non attraverso l’orrendo malcostume della tangente e/o della bustarella o altro. E qui taccio. Quindi non esistono teorie economiche che reggono. Tutto ciò porta alla creazione di costosissimi postifici, per allungare la lista dei mendicanti di tangenti, per allungare i tempi di decisione, ecc….. Se siamo a livello (penultimo) di paesi del quarto mondo, non occorre essere dei luminari per individuare il perché ed il percome.
Per farvi capire come e quanto conosco questo mondo di merda, vi racconto che ho lavorato per un’azienda che stipendiava (regolarmente) un dipendente (a Roma) con l’unico scopo di visitare i ministeri per far passare la (nostra) pratica dall’ultimo al primo posto. Costo (non dovuto) obbligatorio perché altri facevano la stessa cosa.
Credetemi, sono in grado di farvi un elenco romanzesco. Non voglio annoiare alcuno di voi.
Quindi, possiamo dibattere fra noi, a nulla serve.
Fino a quando ci sarà dio Moneta a decidere le (loro) nostre sorti, dobbiamo solo tacere e subire. Tutti, proprio tutti, coloro che hanno tentato o tentano di smuovere il moloc, vengono spesso fraintesi. Proprio perché il quieto vivere annulla la coscienza critica. Come è bello sorseggiare un calice, sotto le fresche frasche, discutendo su teorie. Io sono un manovale della pratica del fare. Fare qualcosa. Magari sbagliando. Sono in grado di rifare tutto daccapo.
Con amore e rispetto. ciao.
Temo che la verita’ non si riesca mai a percepire; gli stessi ragionamenti fatti per il SI/NO alla TAV valgono per i rigassificatori (British GAs e’ scappata terrorizzata dopo averci rimesso 250M Euro), le centrali nucleari, e forse anche…..
il “vespasiano” che puzza sotto le finestre di qualcuno….in qualche paesetto sperduto.
Quello che manca a questo paese e’ non solo la cultura generale, ma la capacita’ di prendere decisioni dopo un tempo predeterminato, e la capacita’ di gestione di progetti complessi che richiedono etica, competenza, dedizione, ecc.
Fantascienza da noi, quindi ogni volta che si deve portare avanti un progetto si dice: cosaaaa? qui da noiiii? con tutta la criminalita’ che abbiamo, e i parassiti/papponi che ci vogliono mangiare sopra? Ma qui crolla tutto!
E cosi’ non si fa mai niente; mi domando come si possa aver costruito l’Autostrada del Sole nel passato! Un miracolo di altri tempi, e allora c’era chi si opponeva strenuamente pensando che l’opera faraonica sarebbe stata utilizzata da quattro macchine al giorno.
Non ho la pretesa di capire se la TAV sia necessaria o meno; dico solo che da noi, per principio, si vola come i tacchini.
S’io fossi foco = P.M. promulgherei leggi che costringano a prendere decisioni per il si o per il no entro tempi limitati, o regrediremo all’Italia bucolica dei nostri nonni….
Ancora interessanti retroscena su Terzi Sant’Agata il ministro degli Esteri che porta i figli a scuola con l’auto blu. Fosse solo quello! Il peggio della sua missione alla FARNESINA è tutto quel che è già successo con il nostro ostaggio e quel che accadrà (speriamo di no, ma il buongiorno si vede dal mattino). Pensavamo male di Frattini, finché non è comparso lui. E’ proprio vero che al peggio non c’è mai fondo :
http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/1-panorama-ha-pizzicato-il-ministro-degli-esteri-terzi-di-santaqualcosa-mentre-porta-i-36500.htm#Scene_1
cartoline da un paese morente
http://www.ilgrandebluff.info/2012/03/strong-buy-itagliaaaaa.html#more
IMU: la tassa che “costringe” al sistema
http://crisis.blogosfere.it/2012/03/imu-la-tassa-che-costringe-al-sistema.html
Frattanto ai nostri due marò dopo la pessima gestione del “non eletto” ministro Terzi Sant’Agata, gli tocca subire uno scenario da Indiana Jones con tanto di cobra in cella :
http://www.liberoquotidiano.it/news/953943/Marò-ultimo-regalo-indiano–Serpente-in-cella.html
E un nostro ostaggio è morto in Nigeria, grazie al disinteresse dei “tecnici” nei confronti della pessima manovra attuata in pieno giorno delle teste di cuoio della Royal Navy. Contavamo già meno di zero e ora con Gold-Monti chiunque ci orina in testa.
@Yahuwah
Coca cola + Pepsi?
E chissenefrega di quegli intrugli ributtanti?
Volete suicidarvi lentamente?
Bevete Coca cola o Pepsi, metti su altri 5-10-20- kg., magari mangiando junk-food da Merdonald, quegli hamburger che ti alzano colesterolo e trigliceridi, glicemia, lipidi, ecc., riducendo il tuo corpo a una montagna di grasso ributtante.
Avete presente Maradona una decina d’anni fa, pesava più di 100 kg., aveva dislipidemie, sangue come il burro, era a rischio infarto e beveva qualche decina di bicchieri di coca cola al giorno.
Oltre tutto la Coca cola notoriamente ha sempre appoggiato nel Sud America tutte le dittature di ultra-destra, ed è coinvolta nell’assassinio di 8 sindacalisti colombiani
http://www.stampalternativa.it/liberacultura/books/cocacosa.pdf
E attenzione!
I sindacalisti sudamericani non sono come i papponi nostrani, che prosperano da decenni con ritenute sulle buste paga (anche di chi se ne fotte della triplice sindacale), caf, ecc., difendendo tutti i fannulloni, e con patrimoni enormi esentasse.
I sindacalisti sudamericani sono VERI sindacalisti che difendono poveracci iper-sfruttati.
Quindi, si fotta la Coca cola, fosse per me fallirebbe domani, non berrei la coca cola manco mi pagassero.
Crepi la coca cola, le multinazionali USA e il governo Monti.
@ ALADINO
“Carissimo, condivido il tuo punto di vista. Credo che il punto debole delle teorie Keynesiane sia appunto il difficile nodo della corruzione”
Macche’, se per corruzione si intende una mazzettella del 5% sul prezzo dell’ appalto, una robetta da niente se si pensa che il costo delle opere pubbliche spesso aumenta del 400, 600 e piu’ % del costo stimato. E come mai aumentano cosi’? Semplice: una qualsiasi operetta richiede normalmente 23-24 approvazioni da organismi diversi, nessuno dei quali sa fare alcunche’ ma TUTTI possono bloccare l’ opera. E possono anche prima approvare, poi cambiare idea e bloccare di nuovo. Poi, qualunque fesso puo’ fare ricorso al TAR contro l’ approvazione concessa da un’altro fesso. E se la sentenza del TAR non piace, si va’ al Consiglio di Stato. E cosi’ via…poi, quando si parte, si scopre che:
- il progetto e’ sbagliato e tocca demolire e rifare:
- il progetto non piace al nuovo primario (se ospedale) o al nuovo Sovrintendente alle BBAA che vuole “lasciare un segno del suo illuminato intervento”;
- l’ Impresa nel frattempo e’ fallita e si riparte;
-arrivano gli autoproclamati “difensori dell’ambiente”, Comitati spontanei, venditori di fuffa, “oddio, la salute dei nostri bimbi…”
Insomma, tutti voglione essere ingrassati, sopra e sotto banco, contando sul diritto di veto che uno Stato marcio ed un Parlamento di demagoghi hanno concesso a chiunque purche’ schiamazzi.
Il meccanismo di aggiudicazione è stato molto più complesso (caro Aladino) visto che lo strumento finanziario prescelto fu quello del “Project Finance”.
Per farla breve, all’origine le Ferrovie dello Stato affidarono “in house” alla controllata TAV S.p.A. la realizzazione dell’intero progetto dell’Alta velocità (senza indire alcuna gara d’appalto).
Dipoi, TAV S.p.A. nominò (sempre senza gara) 3 “general contractors”, fra cui Fiat.
Fiat , a sua volta, affidò ad Impregilo la realizzazione della Torino-Milano .
La medesima Impregilo (oggi controllata dai Gruppi Benetton, Gavio, Fondiaria SAI e Salini Costruzioni) risulta oggi il “general contractor” della Torino-Lione.
Mentre i principali costruttori sono: Cmc (Cooperativa Muratori e Cementisti) e Rocksoil s.p.a (più una miriade di imprese minori operanti in subappalto).
Come potrai desumere da questo sunto-flash, la mensa è piuttosto affollata…..
@YAHUWAH:
La norma costituzionale sul pareggio di bilancio, come sostengono molti economisti, probabilmente ha poco senso per il governo federale degli USA, visto che gli USA hanno facolta’ di emettere (cioe’ stampare) moneta.
Ha tuttavia senso per quelle entita’ statali, quali l’Italia, che non possono emettere valuta (l’Italia non puo’ stampare Euro). Tant’e’ vero che negli Stati Uniti 49 Stati su 50 (unica eccezione e’ il Vermont) hanno nelle rispettive costituzioni statali norme che obbligano al pareggio operativo (ma non quello capitale) del bilancio statale.
Queste norme consentono di far si che il bilancio dei singoli stati non accumuli un debito eccessivo. Per esempio il debito dello Stato della California (uno dei piu’ alti) ammonta a circa 80 miliardi di dollari. Una cifra senza precedenti dal punto di vista storico, ma quando uno considera che il PIL della California e’ grande quasi quanto quello dell’Italia, uno si rende conto che in percentuale del PIL prodotto dallo Stato Californiano, il debito statale non arriva al 5%. Anche aggiungendo il debito accumulato da tutti gli enti locali californiani si supera appena il 15% del PIL.
Una norma del genere potrebbe essere necessaria quindi in Italia, che, come la California, non puo’ emettere valuta. Ma ancora migliore sarebbe una norma che obbliga a mantenere la crescita della spesa pubblica ad un livello inferiore al tasso d’inflazione.
tribunusmilitum,ciàcià.Nella mia zona(BAT)qualche anno fa,si poteva creare un rigassificatore,avrebbe dato lavoro inizialmente a 400 persone,effettive dopo la realizzazione 150 che x 3 in famiglia farebbero 450 che in un paese di 15 anime avrebbe portata tanta prosperità.Mi domando,che paura poi si potesse avere,visto l’Italia è piena di condomini con caldaie a gas?.Sinceramente,devo dì che mi trovo in un paese dalle infinite risorse che,e la politicaimbecille e la burocraziastupida e la malavita non potranno mai gestire tale sfortunatefortune risorse naturali.E…non lamentiamoci,se il Giappone in un anno ha saputo risorgere e resistere alle calamità che ha subito.Su questo,credo bisogna meditare gente” Agli ambientalisti dell’azz”,(andate a lavorare!!!)”o almeno fate lavorare chi ha voglia fess”.(BAT)
Le ultima guerre in,Afganistan, in Libia, in Iraq, sono costate centinaia di ponti sullo stretto e centinaia e centinaia di trafori delle alpi. La stampa è quasi muta su questi costi. Ora si contano i peli per un lavoretto,il traforo delle alpi, rispetto alle migliaia e migliaia di ,miliardi di dollari che si sono spesi per le 3 guerre ,AFGANISTAN, IRAQ, LIBIA, sono veramente 4 soldi, in ogni caso non mi sogno di scardinare le verita’ eterne dei NO TAV , mi basta avere, quando saro’ in puto di morte, una pistola a tamburo sotto il cuscino e se mi dice che non ci sono soldi per curarni, spero di centrare la testa che mi dice queste sciocchezze .
Aladino, faccio una domandina un tantinello OT rispetto al contesto No Tav/Si TAv, sul quale sono d’accordo col commento di Tribunusmilitum delle 17,54: va inserito nel contesto più ampio (“la perdita di sovranità, la fuga delle aziende che delocalizzano, l’aumento della povertà, lo scavalcamento della volontà popolare sulle questioni vitali”).
Ma come mai che gli antikeynesiani convinti la corruzione la vedono solo quando uno stato è sovrano e batte moneta in proprio, anziché quando gli investitori sono dei privati? Fatemi capire: ma questi “privati” che detengono il debito degli stati non più sovrani, sono tutti degli “specchiati” cittadini internazionali, così ansiosi di fare del bene al pianeta?
Mi meraviglio che con tutto il materiale che è stato qui diffuso sull’usurocrazia, ci sia ancora un’ingenuità così plateale.
@ m@rco il 9 marzo 2012 alle 17:37:
Anche io da parecchio tempo chiedo una Costituente.
Partendo dalla tabula rasa di questo parlamento ed i suoi parlamentari. Hanno dimostrato si riuscire a rovinare le buone intenzioni.
Ricordo che l’avvento del maggioritario avvenne per eliminare i partitini da mercato delle vacche (fungevano da ago della bilancia). Erano in 12 partiti, sono diventati 43. Lo sbarramento (5%) serviva a bloccare i saltafossi. Hanno inventato i salti della quaglia, del gattino, del rospo, …..
Chi vive sperando, muore…………..
ciaooooooo.
Ah! OT – la Coca Cola
Quasi nessuno ha fatto notare, nel corso degli anni, che contiene acido ortofosforico che è un acido inorganico, corrosivo. Ricordo da ragazzino che avevo immerso una moneta da 5 lire (quella col delfino) in un bicchiere, e l’ho vista scomparire pian piano nel giro di poche ore. Lo stomaco non è nemmeno rivestito di alluminio…
Altro che caramello…
@ Enniodaroma il 9 marzo 2012 alle 17:31:
Carissimo, condivido il tuo punto di vista. Credo che il punto debole delle teorie Keynesiane sia appunto il difficile nodo della corruzione.
Personalmente credo che la corruzione sia inestirpabile, però proverei con Bava Beccaris. L’obbiettivo al quale penso lo hai capito.
L’investimento pubblico quale motore dell’economia è valido se……….. e qui viene il bello. Se i soldini sono un investimento. Non una spesa. Sopratutto non uno spreco. Sopratutto non una rapina. Se per costruire un ospedale si impiega il quadruplo del tempo realmente necessario. Sopratutto se l’importo reale occorrente non venga ottuplicato. A preventivo (scritto) non si possono accennare le tangenti a tutti i magna magna.
Ci fu un tempo che per il bene della Patria, i dirigenti si dimezzavano lo stipendio. Non si sprecava neanche un chiodo, partendo dal manovale al grande capo. E’ possibile ritornare a quei tempi. Io dico NO.
Ci sono casi così eclatanti ma inspiegabili. Vorrei chiedere un parere al mio amico DamyEku. se ha mai percorso la strada (autostrada?) Bari – Altamura, per ammirare i ponti che arrivano dal nulla e finiscono nel nulla. Sopratutto quello in mezzo ai campi coltivati a frumento. Con quei soldini la bella Puglia non avrebbe problemi di liquidità per fare le cose seriamente utili. Tanto per non passare da anti-meridionalista. Dalle mie parti hanno fatto una rotonda (va di moda) inutile oltre che dannosa, ideata per Manhattan, non per un paesino di 400 abitanti.
Potessimo unire le teorie di Keynes ad una onestà specchiata, avremmo tutti meno mali di pancia.
ciaoooooooo.
@DamyEku – Yahuwah – Silvio
Tutto giusto, i pro e i contro hanno le loro – valide – ragioni. Però la questione TAV – TAC sì/no è un falso scopo, come indirettamente rilevato da Yahuwah e DamyEku. Vera anche la questione del radon, che abbonda, per esempio, in Friuli e nel Lazio (generalmente esala dalle rocce tufacee, tipiche delle zone vulcaniche). Ci sarà anche l’uranio, (come c’è l’oro – sotto il monte Rosa è pieno, o il petrolio: tutto un giacimento da Turbigo a Bergamo ma a 7 km di profondità) ma in concentrazioni bassissime (se no qualcuno avrebbe pensato a sfruttarlo molto tempo fa). I problemi più impellenti sono altri: la perdita di sovranità, la fuga delle aziende che delocalizzano (per usare un eufemismo), l’aumento della povertà, lo scavalcamento della volontà popolare sulle questioni vitali. Sono queste le cose che non si vuole vengano notate; quindi ben vengano le legnate fra pro e contro (chissà perché i contro non vanno a manifestare per questi altri problemi in luoghi ben più consoni…). Come ha già fatto presente qualcun altro, stiamo comportandoci come i capponi di Renzo. Sarebbe quindi auspicabile (almeno secondo me) unire le conoscenze comuni – perché c’è del giusto in tutti i commenti fin qui postati, per trarne le dovute conclusioni.
Sì, vabbè, dirà qualcuno, ma tu come la pensi? Direi “ni”, nel senso che quando anche il traforo fosse eventualmente pronto, forse non ci sarebbe nemmeno più l’Europa che conosciamo.
halfway there to get the fun, Dante.
Tav? GBU57A/B
…ogni minaccia deve essere risolutamente dissolta!
già…”le riforme costituzionali”
“..Inserire il pareggio di bilancio in Costituzione significa fornire una base di legittimità costituzionale alle politiche liberiste per rendere permanenti le misure di austerità, imposte dai governi ‘tecnici’ in Italia e in Grecia. Significa sostanzialmente blindare la dismissione definitiva del settore pubblico e dello stato sociale, già rifiutata dai cittadini con il referendum di giugno 2011…”
inoltre: sullo scippo della Costituzione in corso (che sta passando COLPEVOLMENTE sotto “opportuno” silenzio ed anzi pubblicizzando solo contentini per il popolino tipo la ridicola riduzione dei parlamentari):
L’art 138 sulle modifiche costituzionali
http://www.senato.it/istituzione/29375/131336/131428/131434/131435/articolo.htm
era chiaramente tarato sul sistema proporzionale, quindi era garantita la RAPPRESENTANZA.
Con l’introduzione del maggioritario (e con l’aggravante della mancanza della preferenza) questa garanzia a mio avviso non c’è più.
Ecco perché ritengo che l’unico modo corretto per riformare la Costituzione sia l’elezione di una assemblea costituente eletta con sistema proporzionale puro (e con minimo sbarramento, un 1 per cento).
In ogni caso questo parlamento a fine legislatura e posto sotto sequestro dai poteri forti è assolutamente INADEGUATO a riformare la Costituzione italiana.
Credo anche che il famigerato pareggio di bilancio sia incostituzionale.
http://www.vocidallastrada.com/2012/03/la-scomparsa-di-lidia-undiemi.html
@ SILVIO il 9 marzo 2012 alle 16:14:
Per la precisione l’azienda appaltante in val di Susa è la CMC di Ravenna. Senza appalti europei obbligatori per quella cifra (sotto governo Prodi ? ).
Non voglio ironizzare sulla filiera politica che..
Ho vari dubbi: Come mai non si parla di conflitto di interessi, anche alla luce di quanto riferito altro blogger sui neo-ministri abusivi ? Come mai le altre aziende di settore tengono il becco chiuso ? Spartizione dei lavori ?
Esiste ancora qualche coglione che parla di conflitto di interessi riferendosi a Berlusconi ?
A questi ultimi dedicherò la mia preghierina serale.
ciaooooooooo.
@YAHUWAH
” il grande economista inglese lord Keynes chiamava politiche “anticicliche”: sostenere la domanda pubblica e i consumi popolari”
Ahime’, buon Yahuwah, di tutto si possono accusare i nostri Governanti (da Cavour in poi) salvo di non essere stati “keynesiani” da ben prima che Keynes nascesse e ben oltre la data della sua morte, trascinando ‘sto disgraziato paese da uno sfondamento di bilancio all’ altro, corrette solo con tasse feroci prima e con la svalutazione poi, con la distruzione dei risparmi e dei redditi fissi delle classi media e lavoratrice. Ricordiamo che in tempi recenti, l’ unico momento di vera crescita lo si e’ avuto negli anni 50-60, col DP che non superava il 30% del PIL ed il carico fiscale era piu’ o meno allo stesso livello. Chissa’, forse ci farebbe bene provare l’ ebrezza di avere un bilancio in pareggio per qualche annetto, e vedere l’ effetto che fa’, magari senza ricorrere a Bava Beccaris.
Sei premi Nobel contro la norma Costituzionale sul pareggio di Bilancio: “E’ una follia!” Sei premi nobel per l’economia ed altri esperti scrivono una lettera al Presidente Obama contro la proposta di inserire nella Costituzione americana una norma che costringa rigidamente al pareggio di bilancio. E’ la stessa norma che hanno concordato gli Stati europei su input franco-tedesco e che a breve si approverà pure per la Costituzione italiana. “E’ una follia” dicono i nobel. Sul piano tecnico-economico impedirebbe quelle che il grande economista inglese lord Keynes chiamava politiche “anticicliche”: sostenere la domanda pubblica e i consumi popolari per uscire dalla recessione. Più in generale e in sintesi i sottoscrittori della lettera denunciano con convinzione che sarebbe una camicia di forza per la crescita, un sistema irresponsabile per addossare sugli enti locali e sui cittadini, specie quelli più poveri, qualsiasi spesa in più, un invito aperto a svendere le proprietà dello Stato con manovre dubbie e opache e una iattura nel caso che eventi imprevisti richiedessero massicci stanziamenti. Di sicuro in un momento in cui gli enormi tassi d’interesse della speculazione finanziaria caricano il debito pubblico, parlare rigidamente di pareggio di bilancio senza mettere in discussione queste uscite, significa una politica sociale lacrime e sangue! In ultima istanza quindi un grave rischio per la democrazia e per la possibilità dei cittadini di decidere quale politica economica adottare. I sottoscrittori della lettera sono: KENNETH ARROW premio Nobel per l’economia 1972; PETER DIAMOND, premio Nobel per l’economia 2010; WILLIAM SHARPE, premio Nobel per l’economia 1990; CHARLES SCHULTZE, consigliere economico di J.F. Kennedy e Lindon Johnson, animatore della Great Society Agenda; ALAN BLINDER, direttore del Centro per le ricerche economiche della Princeton University; ERIC MASKIN, premio Nobel per l’economia 2007; ROBERT SOLOW, premio Nobel per l’economia 1987; LAURA TYSON, ex direttrice del National Economic Council,
I segreti della Casta
http://risveglioglobale.blogspot.com/2012/03/sei-premi-nobel-contro-la-norma.html
mentre al Cloaco-Parlamento italiano da 1.57% per il mutuo, la discussione su questa grave modifica Costituzionale è cominciata lunedi 5 marzo. Presenti ai lavori 9 deputati su 630… e senza consultare la popolazione…….
Silvio,ciàcià.Ai tuoi post,non si rimprovera niente,credo tutte le opinioni sono rispettabili.Anzi,riconosco che hai del saggio al riguardo lo spreco che può intaccare il debito pubblico,ma sappiamo che la politica è degli imbecillisciacalli.Che ssepò fà? RESISTERE-RESISTERE fino a quando possiamo…(BAT)
antonio mason ciàcià,condivido tutto del tuo post.Comunque,vero che c’è cancerogene del gruppo 1 nelle sigarete,e quindi fa male,ma anche vero che il fumo fa bene anche,nel senso che è anti-parkinson.Contale osservazione,vorrei precisare che in tutto ciò che fa male o fa bene c’è il pro e il contro.L’italia tutta è piena di uranio,amianto ecc.ecc. Allora? Non dovremmo più uscire dalle case? O anche nelle nostre casa c’è qualcosa che fa male? Enigma? Io ho la mia idea.(BAT)
Con tutto il rispetto per i commenti qui pubblicati dagli amici SI-TAV, replico:
ANTONIO MASON,
- come è mia abitudine – prima di esprimere la mia opinione su una questione, analizzo attentamente le ragioni di quelli che, a ragion veduta, ne argomentano “i pro” o “i contro”.
Nella fattispecie, circa la Torino-Lione sono giunto alla conclusione di concordare coi pareri contrari espressi da istituzioni importanti dello Stato (veda: Corte dei Conti, Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, Comuni e Comunità montane, qualche Procura della Repubblica, ecc.) nonché da esperti appartenenti al mondo accademico ed a importanti Istituti internazionali, quale COWI A/S, che presta consulenza all’Unione europea.
Il medesimo IBL (come ricordato da firefox218) ne ha comprovato la totale mancanza di convenienza economica.
Ergo, tale opera non reca ricchezza alla comunità ma solo pesanti oneri finanziari a carico del nostro debito pubblico, già dissestato.
E allora “CUI PRODEST ?” Glielo dico subito.
Esclusivamente alla cordata aggiudicataria del mega-appalto, conferito in via esclusiva con l’assoluto disprezzo delle norme inerenti al Codice degli Appalti.
Quanto al resto , siccome non oso ritenere di saperne di più rispetto all’autore dell’allarme radioattivo (che è stato il professor Massimo Zucchetti , ingegnere nucleare e docente del Politecnico di Torino ), mi fido delle sue valutazioni, recependo il suo allarme.
Qui ci sono lettori, tipo il Sig. Dante, che fanno riferimento a Wikipedia come fonte di informazioni di riferimento. Ebbene considero queste persone una causa persa. Wikipedia ? ma siamo matti !?
Piu che al cancro provocato dall’uranio in Val di Susa, mi preoccuperei di piu con questa notizia:
“La Coca-Cola Company e la PepsiCo modificheranno le ricette delle loro bevande per evitare la necessità di avvertire gli acquirenti sui cancerogeni contenuti nelle stesse. Lo ha comunicato la Associated Press. Ai sensi di una nuova legge dello stato della California, il 4-metilimidazolo contenuto nel caramello usato come colorante della Coca-Cola e della Pepsi è un cancerogeno. La Coca-Cola Company si è rivolta ai suoi fornitori di caramello con la richiesta di modificare il processo di produzione. Nello stesso tempo la compagnia richiama l’attenzione sul fatto che, secondo la sua opinione, non esiste un rischio alla salute che giustifichi la modifica della ricetta della Coca-Cola. La Coca-Cola Company e la PepsiCo si dividono in complesso quasi il 90% del mercato delle bevande gassate negli USA. I rappresentanti di entrambe le compagnie assicurano però che l’eventuale variazione negli ingredienti non influenzerebbe comunque il gusto delle due bevande.”
«Spetta a noi il primato d’aver lanciato al popolo, nel passato, le parole d’ordine: «Libertà, Uguaglianza e Fraternità»; parole ripetute in seguito tante volte da pappagalli incoscienti, che attratti da ogni parte da questa esca, ne hanno fatto uso solo per distruggere la prosperità nel mondo e la vera libertà individuale, una volta così ben protetta e garantita contro il pericolo di soffocamento da parte della plebaglia. I Gentili, che si credevano intelligenti, non hanno saputo scoprire il senso nascosto di queste parole e non ne hanno capito le contraddizioni; non hanno visto che non c’è uguaglianza nella natura, che non può esservi libertà nella natura e che la natura stessa ha stabilito l’ineguaglianza degli animali, dei caratteri e delle intelligenze. Le parole d’ordine Libertà, Uguaglianza e Fraternità, tramite nostri agenti inconsci, immisero nelle nostre file legioni intere di uomini che portarono con entusiasmo i nostri stendardi. Queste parole erano dei vermi che rodevano la prosperità dei Gentili, distruggendo ovunque la pace, la tranquillità e la solidarietà, e scalzando i loro Stati fin dalle fondamenta. Vedrete in seguito come questo servì al nostro trionfo; ci diede, fra l’altro, la possibilità di ottenere il risultato più importante, ossia, di abolire i privilegi dell’aristocrazia dei cristiani, l’unico mezzo di difesa che avevano i popoli e le Nazioni contro di noi. Sulle rovine dell’aristocrazia naturale ed ereditaria, abbiamo elevato la nostra aristocrazia dell’intelligenza e della finanza. Abbiamo preso come criterio di questa nuova aristocrazia la ricchezza, che dipende da noi, e la scienza, che è diretta da nostri dotti» «Al suono di quelle fatidiche parole, le folle inferocite scatenarono la Rivoluzione Francese che distrusse l’aristocrazia francese e preparò il tramonto dell’aristocrazia delle altre nazioni cristiane. Ricordatevi della Rivoluzione Francese, che noi abbiamo denominato la «Grande». I segreti della sua preparazione ci sono ben noti: essa fu interamente opera delle nostre mani. Da allora in poi, noi guidiamo il popolo da una delusione all’altra, affinché rinneghi perfino anche noi a favore del Re Despota del sangue di Sion che noi prepareremo per il mondo» «Al posto dei governi attuali, noi metteremo un colosso che si chiamerà «Amministrazione del Governo Supremo». Le sue mani si stenderanno da ogni parte come delle immense tenaglie, e la sua organizzazione sarà così colossale che tutti i popoli non potranno sfuggire al suo dominio» «Tutte le ruote del meccanismo statale dipendono da un motore che è nelle nostre mani, e questo motore è l’oro. La scienza dell’economia politica, inventata dai nostri Saggi, dimostra ancora oggi a tutti il prestigio reale dell’oro. Il capitale, per avere le mani libere, deve raggiungere il monopolio dell’industria e del commercio: ciò che già sta per realizzare la nostra mano invisibile in tutte le parte del mondo. Questa libertà darà la forza politica agli industriali, ed il popolo sarà loro sottomesso» «Arriveremo così, insensibilmente, alla soppressione delle varie costituzioni quando verrà il tempo di riunire tutti i governi sotto la nostra autocrazia. Il riconoscimento del nostro autocrate può avvenire prima della soppressione delle costituzioni, se il popolo, stanco per i disordini e per l’incapacità dei suoi governanti, griderà: «Destituiteli e dateci un re universale che possa riunirci e distruggere le cause delle nostre discordie: le frontiere fra Stato e Stato, le religioni e i lavorii segreti degli Stati; dateci un re che ci doni quella pace e quel riposo, che noi non possiamo ottenere con i nostri governi e con i nostri deputati» «Per ottenere tutto questo, bisogna turbare costantemente, in tutto il mondo, i rapporti fra i popoli ed i governi, allo scopo preciso di stancare tutti con la discordia, l’inimicizia, l’odio, la fame, lo stesso martirio, la diffusione delle malattie e la miseria, affinché i cristiani non vedano altra via di salvezza che un ricorso alla nostra piena e totale sovranità. Ma se daremo ai popoli il tempo di respirare, il momento favorevole per noi forse non arriverà mai» .
Dovremmo essere tutti “no tav”
http://ilcorrosivo.blogspot.com/2012/03/dovremmo-essere-tutti-no-tav.html
con che criterio vengono decise le opere pubbliche resta un mistero, quelle necessarie (ad esempio la due mari Fano – Grosseto)restano misteriosamente ferme al palo da decenni
http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/marche/2012/03/05/visualizza_new.html_127402951.html
http://www.transkom.it/ambientealtoadige/radon.aspx
Il radon è un gas inodore e insapore prodotto dal decadimento radioattivo dell’uranio presente nel terreno. In tracce l’uranio è presente quasi ovunque nel sottosuolo..
Il radon rappresenta un pericolo per la nostra salute, esso aumenta il rischio di cancro polmonare. La Commissione Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato il gas radon e i suoi prodotti di decadimento come sostanze cancerogene del gruppo 1 (in cui figurano anche il fumo di sigarette e il benzene).
Nonostante questo… Forza trafori ! A Roma e nel lazio in generale c’è molta piu’ radioattivita’naturale,che a Tokio . Non dimentichiamo che a Roma la vita media è tra le piu alte del mondo : 86 anni per le donne e 82 per gli uomini . BASTA TERRORISMO PSICOLOGICO !!!!!
AVANTI CON I TRAFORI CREANO RICCHEZZA !!!
Il conflitto di interessi svelato sul Tav: Comastri di LTF difeso dal Ministro della Giustizia Severino. Paolo Comastri, direttore generale di Ltf, è stato condannato in primo grado per turbativa d’asta nell’ambito della gara di appalto per il tunnel di Venaus. Comastri (direttore generale di Ltf -Lyon Turin Ferroviaire, la società madre della Tav, controllata con quote del 50 % dall’italiana Rfi e dall’omologa francese Rff) era difeso da Paola Severino, attuale Ministro della Giustizia che ha partecipato al consiglio dei ministri straordinario dove il governo, nelle dichiarazioni finali del presidente del Consiglio Mario Monti, ha deciso di proseguire con la linea della fermezza sulla Val di Susa. Stiamo parlando senza mezzi termini di un gravissimo, quanto palese, conflitto di interessi per essersi occupata della vicenda. Il ministro Cancellieri recentemente, parlando del TAV, ha affermato che tutto è stato fatto con “assoluta coscienza e attenzione“. Anche il sottosegretario di Stato, Catricalà, ha dichiarato non esserci “punti oscuri” nell’annosa vicenda TAV.Prima di dare ai media tali dichiarazioni avrebbero dovuto informarsi o, almeno, parlarsi tra di loro (ministri). Ben avrebbe potuto illiminarli l’attuale Ministro alla Giustizia, Paola Severino, assolutamente informata sulle vicende legate all’asta del tunnel geognostico di Venaus che, recentemente, hanno portato il Tribunale penale di Torino (sentenza 8.2.2011 n. 652 dep. in data 5.5.2011) a condannare Paolo Comastri, Direttore Generale della Lyon Turin Ferroviaire, per il reato di turbativa d’asta. Infatti l’attuale Ministro della Giustizia era l’avvocato del condannato, per turbativa d’asta (in primo grado), Paolo Comastri.Non un “punto oscuro” un vero e proprio “buco nero“. Abbiamo già visto il tanto decantato “governo tecnico” mostrarsi “politico” con la decisione di evitare il dialogo e imporre la “tentata sottomissione” della Valle di Susa, oggi abbiamo un elemnto in più per affermarlo.
Il TAV divora il futuro
http://ilcorrosivo.blogspot.com/2012/03/il-tav-divora-il-futuro.html
Ps “Perché il Meccanismo Europeo di Stabilità MES possa essere emanato, il Trattato che lo istituisce deve essere ratificato dai Parlamenti di 17 Stati membri. Comunque, molti dei passaggi di questo Trattato vengono riconosciuti antidemocratici, e si beffano di principi fondamentali come quello di rendere conto al popolo. Ai Belgi, da Investig’Action viene raccomandato di reagire inviando la lettera che segue ai loro parlamentari. Diventa indispensabile questa azione anche per gli Italiani!”
http://www.vocidallastrada.com/2012/03/la-scomparsa-di-lidia-undiemi.html#more
SILVIO – 9 marzo 2012 alle ore 11:09
Voi sostenitori dell’anti TAV siete veramente puerili quando create certi allarmismi che nella realtà non ci sono.
Mi riferisco al ” PERICOLO ” di contaminazione da URANIO.
Ora premesso che se ci fosse un giacimento di minerale di URANIO ossia di AUTUNITE o meglio ancora di PECBLENDA avrebbe determinato di per se ricchezza per la popolazione e quindi si sarebbe automaticamente deviato il tunnel,quella che lei descrive pericoloso in realtà è una sciocchezza.
Dato che la radioattività si misura con un vecchio strumento che si chiama CONTATORE GEIGER che capta i raggi gamma delle sostanze radioattive presenti,la pericolosità si manifesta quando tale misurazione arriva ad almeno 3.000 impulsi.
Essendo la radioattività presente nell’aria normalmente pari a 6/7 impulsi,anche se come lei dice l’hanno rilevata 20 volte superiore,si arriverebbe a 120 impulsi,il chè non è assolutamente pericoloso.
Sarebbe utile per un civile e corretto confronto riportare,quindi,dati più realistici e meno catastrofici.
Ho trovato molto utile per orientarmi nel labirinto Tav si e Tav no , anche la breve intervista allo scrittore Marco Cedolin che abita nella val di Susa :
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3956
x riana. Beh…io sono della zona, e ho visto di tutto. Uno squallore che ne faremmo volentieri a meno. Hai messo il dito sulla piaga con tristi verità. Aggiungerei che qui arrivano perfetti sconosciuti da tutta italia a quantità industriale e anche dall’estero da paesi che non sono nemmeno confinanti. Buontemponi e figli di papa’ che arrivano qui per puro scopo di protagonismo e destabilizzare la tranquillità. Vorrei far notare più che altro che i media hanno fatto il loro bel danno, rendendo eclatante cio’ che qui una volta era una piccola ma civile protesta no tav. Il signor Grillo poi ci ha messo del suo con le sue….fanfare richiamando tutti i delinquenti d’italia. Ora provate solo a immaginare cosa avverrebbe oggi se facessero un traforo del Gran Sasso
N’giorn tutti!? Ma se c’è radioattività ora che si vuole la TAV,perchè dimenticare che nella stessa area,e in rocce di identica tipologia,è già scavato un tunnel da dieci chilometri,di “servizio e sicurezza”al tunnel autostrada,e non è successo niente? Stessa roba sotto il Gottardo,e in quasi tutti i tunnel dell’arco alpino.Quindi è una farsa la radioattiva o azz c’è sotto? Insomma chi imbroglia?.Buona giornata (BAT)
…Caro Foa il suo articolo e` sacrosanto. Aggiungo che i no TAV piuttosto che fare blocchi sradali avrebbero fatto bene a costruire e pubblicare (a pagamento, purtroppo..) sui maggiori quotidiani un elenco-denuncia dei tantissimi lavori pubblici che aspettano da decenni l’esecuzione o il completamento, molti riguardanti il trasporto su rotaia. Un altro bel “censimento” potrebbe riguardare, viceversa, le opere inutili, dubbie o costosissime (contando anche il valore dei disagi provocati, cosa che non ho mai visto fare…) compiute o in completamento nel Bel Paese. La 1. che mi viene in mente e` il sottopassaggio tra Via Buonarroti e V.le delle Industrie a Monza, i cui lavori incombono sulla viabilita` da diversi anni e che dovrebbe sostituire la “vecchia” rotonda, anch’essa costata anni e anni di lavoro e rimasta in attivita` pochissimi anni .. W l’Italia
ADRIANO BACCONI E GLI SPERMATOZOI
Scusate se è lievemente fuori tema, ma poichè si parla di minkiate di giornalisti, direi che questa le supera tutte.
Mercoledì sera il “giornalista” sportivo della DS Adriano Bacconi, ha paragonato Messi e Iniesta nel corso di un velocissimo contropiede contro il Bayern Leverkusen a DUE SPERMATOZOI (sic!).
L’unico commento spontaneo è: ma perchè il papà di Adriano Bacconi, qualche decennio fa, non usava quegli strumenti in lattice e gomma, che servono egregiamente proprio a fermare gli spermatozoi?
Non credo che il giornalismo sportivo avrebbe perso poi molto, e senz’altro ora il contribuente non dovrebbe pagare coi suoi soldi cotale fulgido esempio di giornalismo.
Aggiungo a tutta la documentazione NO-TAV da me sinora prodotta questa notizia “fresca di stampa”:
«Confermo: la montagna sotto cui si scaverebbe il tunnel della Torino-Lione è radioattiva».
Il professor Massimo Zucchetti, ingegnere nucleare e docente del Politecnico di Torino, ha condotto l’ennesimo test il 5 marzo.
Munito di rilevatore – insieme a un gruppo di volontari accompagnati dalla troupe video del “Corriere della Sera”- ha ispezionato l’imbocco delle vecchie miniere di uranio aperte dagli anni ’60 sui monti che sovrastano l’attuale sito tra Chiomonte e Giaglione, occupato e recintato in vista del futuro cantiere Tav.
Risultato allarmante: la radioattività misurata è anomala e diventa 20 volte superiore alla normale soglia di sicurezza man mano che ci si avvicina ai siti uraniferi affioranti in superficie.
E se il futuro tunnel tagliasse il profondità la vena di uranio che “dorme” nelle viscere del massiccio dell’Ambin, fra Italia e Francia?…
http://www.libreidee.org/2012/03/valsusa-radioattiva-uranio-nei-monti-della-torino-lione/
Credo che la faccenda della Tav sia ben più complessa di come la si voglia fare riducendolo al solito derby sinistra/destra. Oppure No Tav/ Si Tav. E Silvio, si sta sforzando di produrre relativa documentazione, la cui lettura comporta ovviamente un impegno. Il dott. Foa nel suo post ha cercato di far capire che anche la stampa si schiera al di là delle documentazioni scientifiche. C’est plus facile. Ma come al solito è più facile sparare sul pianista, senza neanche aver ascoltato la sua musica. Ciao Silvio.
Qui, un video di Ida Magli su come la pensa sulla Tav e sul progetto della Grande Europa eurocratica e bancarottiera, messo sul blog di Beppe Grillo e criticato dai “grillini” stessi. In questo dannato paese (che peraltro amo) bastano tre persone di uno stesso club con lo stesso distintivo della stessa bocciofila, per litigare e non sapersi mettere d’accordo :
http://www.beppegrillo.it/2012/03/passaparola_occ/index.html
Complimenti per l’articolo, condivido. E’ tutto grottescamente vero. Questa ricerca della verità (leggi informazione vera, giornalistica ed esaustiva) che si rivela sempre supposta ma inesistente è degna della trama di un romanzo Orwelliano! Ho letto molti degli interventi legati al suo articolo e se ne ricava un variegato campionario di miserie, speranze, rabbie, delusioni, violenze e ignoranze che ben ci rappresenta tutti. Il problema è che tutti questi sentimenti e tutti questi stati umani invece di concretizzarsi in partecipazione attiva e quindi in una sana politica rimangono troppo spesso, e li sembrano voler restare, uno sfogo da onanismo mediatico.
SIG. FRANCO MALOBERTI,
se non le piace il professor Tartaglia, ho sempre di ripiego altri 500 (circa) esperti nazionali ed internazionali , compreso lo staff di Ricercatori del Politecnico di Torino autore di “Interventi scientifici e studi relativi all’Alta Velocità Torino-Lione”, in cui viene espresso il no alla Torino-Lione:
http://areeweb.polito.it/eventi/TAVSalute/
Comunque, anche il Professor Angelo Tartaglia mi sembra che abbia tutte le carte in regola.
Insegna al Politecnico di Torino, DISAT- Dipartimento Scienza Applicata e Tecnologia , I FACOLTA’ DI INGEGNERIA: Scienze fisiche, Fisica teorica, modelli e metodi matematici.
Per giunta, è stato un membro dell’Osservatorio Tecnico sul progetto Alta Velocità e pertanto conosce molto bene le problematiche connesse alla Torino-Lione.
Il resto non mi interessa.
Mi interessa invece quel che proviene dalla scienza e coscienza, come testimoniato dal prof. Tartaglia nella sua “Sintesi dei risultati dello studio sulla convenienza economica dell’ipotizzata nuova linea ferroviaria Torino-Lione” – Link:
http://www.radiovostok.com/sito/?p=2474
Non avevo capito che eri una donna Riana ma la sostanza non cambia. La Torino-Lione è una bufala anti-economica, lo dicono anche quelli dell’Istituto Bruno Leoni che non sono black-bloc . Leggiti la loro opinione http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=5009
Sig. Sivio (post 8 marzo),
Lei si riferisce al Prof. Angelo Tartaglia, attempato professore associato che insegna “Uso dei tensori in Fisica” e “Relatività” al PoliTo e che si occupa di cosmologia, effetti gravitazionali, cosmologia e via discorrendo? Se vuole, anche se non sono stato membro di senati accademici e consigli di amministrazione dove, forse, si acquisiscono nozioni su traffico ferroviario e effetti relativi, io che sono elettronico, le posso confutare alcune teorie sul trapianto di fegato …
Casomai furba, non furbo. E con un minimo di intelletto si arriva a capire che i danni non si riferiscono solo “materiali”, che già solo quelli sono elevati. Non spiccioli come dici, che servono per 2 o 3 blindati “distrutti”. Quanto all’utilità mi ri-appello a quanto detto prima. Tifo da stadio. Tutti esperti e portatori di saggezza. Eheh anche con il coraggio di dire che i violenti sono pochi, ma talmente pochi che stampa e tg ne bussano la grancassa continuamente
Riana non fare il furbo con chi è più furbo di te, i no-tav sono tanti, compresi tutti i valsusini, i violenti sono pochi e poi chi li ha mandati a spaccare tutto ? Gente come Soros che finanziò i black-bloc? Poi, quanti danni hanno fatto? 100 mila, 200 mila euro? Sono una briciola in confronto alle centinaia di miliardi di euro che tutti gli italiani dovranno pagare per una bufala che non serve a nulla, come hanno detto gli esperti andando contro il potere e rischiando di persona.
Sull’atteggiamento sbagliato della stampa, concordo: faccio notare, per esperienza diretta, che l’attenzione deviata al negativo e la disattenzione per chi non rumoreggia è fenomeno non solo italiano: direi comune a tutto l’Occidente, con rare eccezioni. E’ frutto del solito attaccamento alle tre “s” (sesso, sangue, soldi): è facile sbattere in prima un articolo infarcito di questi elementi, altra cosa è lavorare per rendere chiaro e interessante un tema che non colpisca direttamente l’istinto.
In molte redazioni (questo accade ancor più all’estero che in Italia) si ritiene che la politica sia noiosa, e la si tratta quindi solo per polemiche. Non esistendo partiti europei che inscenino lotte di fazione come a livello nazionale, si ritiene che la politica europea sia più che noiosa, e che non valga quindi la pena di parlarne. In realtà, sappiamo bene che tutto è interessante: è che alcune cose richiedono più lavoro e maggiore competenza. E sulla TAV, chi volesse spiegare le ragioni del “sì” dovrebbe prima studiare il contesto macro-regionale, il quadro delle infrastrutture… e muovere il deretano per andare a cercare qualcuno che spieghi, e che a differenza degli altri non ti urla le proprie ragioni sotto casa. Lavoro, insomma. E competenza. E senso della responsabilità, che il giornalismo (così come la politica, che se ne è lasciata trascinare) non sembra più avere. Il problema particolare in Italia, che rende la situazione ancor più grave che altrove, è che anche i cosiddetti “esperti”, i professoroni che pontificano spesso su base ideologica, non sono sempre particolarmente competenti: anche l’Università ha subito degenerazioni dovute all’ingerenza della mala politica, di un contesto affaristico troppo endogeno e di un tradizionale familismo italiano che troppe vittime ha mietuto tra i meritevoli.
Kennedy una volta disse “i pacifisti sono peggio dei guerrafondai, perchè i secondi hanno almeno delle motivazioni”. A me sembra che ora, (tolto quello sparuto gruppetto dei reali No-Tav), tutto sia diventato un tifo da stadio. Si-Tav contro No-Tav. Balotelli giorni fa disse che allo stadio in Inghilterra si vedono bambini e nonni dietro il portiere. Questo non lo so, ma so che in Italia ci vogliono recinzioni e scudi plastificati alti 30 metri. Che siamo un paese indegno e incivile è chiaro. Mi chiedo chi paga tutti quegli ingentissimi danni arrecati da quei barbari in Val Susa e altrove. E la cosa buffa è che rimangono tutti impuniti, anzi, diventano eroi. Magari cominciamo a far pagare i danni ai genitori di questi imbecilli, tanto per iniziare una riforma educativa
Dunque, vediamo di fare il punto della situazione stante l’attuale stato dell’arte:
1)- Centinaia e centinaia di scienziati ed esperti (Politecnico di Torino, Politecnico di Milano, Università di Napoli “Parthenope” e molti altri Atenei, Società Meteorologica Italiana, consulenti Ue dell’istituto COWI A/S, Conseil Général des Ponts et Chaussées, ecc. ecc.) dimostrano (dati alla mano) che la Torino-Lione è un’opera antieconomica, inutile, inopportuna e pericolosa per la salute pubblica e l’incolumità della popolazione;
2)- La Corte dei Conti italiana e la francese Inspection Générale des Finances mettono in guardia sui rischi di aggravamento dei conti pubblici nazionali, ai quali tale opera verrà addebitata dopo una lievitazione abnorme dei costi iniziali (per effetto dei subappalti);
3)- Il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro lancia l’allarme sui possibili fenomeni di illegalità e penetrazione mafiosa negli appalti pubblici;
4)- I tecnici della Comunità Montana e dei Comuni della Val di Susa e di quelli della zona nord – nord/ovest di Torino sostengono che un’alternativa economicamente e logisticamente utile e ragionevole può essere costituita dal progetto “F.A.R.E.” (Ferrovie Alpine Ragionevoli ed Efficienti) messo a punto nel 2008;
5)- Il Codice dei Contratti Pubblici è stato ridotto “a carta igienica” perché l’appalto è stato aggiudicato in “via privatistica” senza controllo autoritativo, in spregio alle vigenti regole dell’evidenza pubblica e della trasparenza.
…………….NONOSTANTE CIÒ………….
c’è ancora chi ( e sono in milioni a farlo) spaccia irrazionalmente per “meraviglia italiana del futuro” quello che invece è l’ennesimo raggiro ai danni della buona fede dei cittadini e delle tasche di contribuenti.
Povera Italia! Che male hai fatto per meritarti siffatti figli?
Caro Sig. Zenofonte, lei scrive il 9 marzo 2012 alle 00:00:
“… Prima di tutto la TAV serve soprattutto al transito di merci….”
Su Wikipedia leggo:
“Con treno ad alta velocità (o treno AV) si intende un convoglio passeggeri in grado di muoversi a velocità particolarmente elevate (con medie di oltre 200 km/h) su linee ferroviarie adatte allo scopo.”
Mi sembra che il Sig. Goretti abbia ampiamente chiarito la differenza fra “merci” e “passeggeri”.
Forse sarebbe l’ora che se la chiarisse anche lei…
Per gli indecisi come me, è più questione di chiarezza che di “provincialismo ottuso e caparbio”
E comunque, a me piace viaggiare…
“Getting there is half the fun”
(Altro detto americano)
L’Italiano medio non è poi molto civile. Le chiome curate dal coiffeur e gli abiti di buon livello traggono in inganno. Qua “chi fa casino” esiste, gli altri semplicemente chissenefrega, non se li fila nessuno. Conta la chiacchiera, la sceneggiata, la quantità, l’ammasso… La bassezza del livello medio dei media è solo lo specchio della civiltà media del paese. No, non sono i cibi raffinati a dimostrare la civiltà. Forse solo quella storica (e non siamo neppure un buon paese-museo).
Caro Sig. Foa, la stampa (almeno qua nello Stivalaccio) ha l’orrendo vizio di essere autoreferenziale. Guardare fuori dal giardinetto di casa pare sia impossibile, difficile o forse solo non frega nulla a nessuno: un provincialismo che nel 2012 è inconcepibile, incredibile. A proposito di queste due parole-chiave, TAV e provincialismo, mi vegono subito in mente 2 cose. Il provincialismo ottuso e caparbio dei più accaniti no-TAV, quelli che vanno avanti a oltranza. La seconda cosa è la nuova super galleria transalpina del Gottardo, in territorio Elvetico (http://www.alptransit.ch). Il progetto è stato avviato molti anni fa e mi pare che proceda. E’ un tunnel di enorme rilievo tecnico e di strategia dei trasporti, non solo per la Svizzera ma per l’intera Italia. LE DOMANDO: come vanno le cose, è vero che non ci sono state sommosse come per la TAV ? Per quali ragioni ? E -tornando al suo articoletto- è mai possibile che questa opera faraonica e di grande rilievo anche per noi, qua in Italia la conoscano in pochi e non appaia quasi mai sulla stampa ? Possibile che quando scrivete di TAV non compare quasi mai un riferimento al tunnel Svizzero ?! Non è forse questo un sintomo di un becero, ammuffito e gretto, ottuso provincialismo da vecchio Stivale marcio e fetente ?!
Al Sig. R03ERT0 60RETT1 rispondo che è fuori strada. Prima di tutto la TAV serve soprattutto al transito di merci. Se lei frequenta quel tragitto sa quanti TIR lo percorrono. In secondo luogo la TAV fa parte di una strategia EU di grandi corridoi internazionali. In altre parole, la TAV non è semplicemente una tratta veloce Milano-Lione-Parigi (che peraltro sarebbe già un bel traguardo). A prescindere da tutto questo, la storia insegna che i traffici si orientano e si sviluppano dove ci sono le “vie”.
Sono nettamente a favore della TAV. Questo non toglie che dò ragione a Foa. Il problema comunque è del tutto generale, non riguarda solo la TAV. Anzi, a proposito di TAV, di articoli ben fatti ne ho letti vari, lungo gli anni. Questo un esempio di articolo che fornisce informazioni in modo critico, non la solita pancia:
http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2012/3/7/NO-TAV-Quanto-ci-costa-e-perche-l-Europa-vuole-la-Torino-Lione-/251463/
Ed anche questo, ma ce ne sono in giro parecchi altri:
http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-no-tav-cambiare-strategia-4698.htm
“Col Tav Milano-Torino dovevano correre, su una linea dedicata ed esclusiva, 120 coppie di treni al giorno; ne passano 9: quasi sempre vuoti”.
Perche’ ci dovrebbe essere da meravigliarsi.
Tra MI e TO ci sono si e no 140km. Da qualsiasi luogo a MI o comuni limitrofi vai nella tua destinazione finale a TO o dintorni in un ora e mezzo o due al massimo, da porta a porta. Se hai un’auto medio-piccola, il tutto per un costo di poco piu’ di 30 euro tra benzina e pedaggi.
Se vai in treno con il frecciarossa, sono 32 euro a persona (o 45 in 1a classe). Il tragitto e’ di un’ora, ma poi devi aggiungere i tempi (e i costi di taxi o auto) per andare da dove abiti alla stazione e poi quando arrivi a TO, i tempi (e i costi) dalla stazione alla tua destinazione finale.
A meno che il punto di partenza e il punto d’arrivo siano vicini alle stazioni, si fa prima in auto per distanze di quel tipo (sotto i 200 km) e i costi del treno non sono inferiori, soprattutto se si viaggia in due e quindi si dividono i costi dell’auto.
Non e’ un caso che nello studio dell’universita’ di Barcellona (linkato piu’ sotto) si vede che la TAV e’ un modo di trasporto che compete direttamente con l’aereo piuttosto che con l’auto. Per distanze brevi come MI-TO l’auto non la batte nessuno.
E’ chiaro che un privato non farebbe mai un investimento in un’opera i cui costi e le prospettive dei volumi di traffico la rendono altamente non competitiva rispetto all’auto.
Anzi. Il TAV sarebbe anche meno competitivo dell’aereo nel tratto Milano-Roma se si eliminasse il monopolio Alitalia da Linate (che causa il prezzo di quella tratta di essere uno dei piu’ cari al mondo). Se a Linate esistesse la concorrenza che c’e’ tra Madrid e Barcelona (600 km) o Los Angeles-San Francisco (600km) il biglietto aereo Linate-Roma costerebbe la meta’ di adesso (cioe’ circa 100-120 euro andata e ritorno al massimo invece dei 200 e passa attuali richiesti da Alitalia).
E chi lo prenderebbe il frecciarossa da Milano a Roma se l’aereo costasse solo 100 euro A/R)?
La TAV e’ solo un giocattolo carino ma molto costoso che gli italiani si sono voluti comprare.
Purtroppo gli interessi delle lobbies dei costruttori sono enormi, ed e’ troppo tardi per tornare indietro.
La Torino-Lione verra’ quindi fatta di sicuro, non importa quanto sia inutile. Rassegnatevi quindi ad aver comprato un altro giocattolino che vi verra’ a costare assai caro.
Il Prof. ANGELO TARTAGLIA del Politecnico di Torino risponde Punto per Punto alle Teorie Sì TAV TORINO-LIONE dell’Onorevole Esposito.
Ricevo e pubblico (con il consenso dell’autore) una dettagliata replica del Prof. Angelo Tartaglia – Prof. del Politecnico di Torino – alle teorie
Sì TAV Torino-Lione esposte dall’Onorevole Esposito nel suo sito -http://www.stefanoesposito.net.
Marco Titli Giovane Democratico di Torino
On. Stefano Esposito: “Se l’infrastruttura non si realizzasse al di sotto dell’arco alpino si correrebbero forti rischi di marginalizzazione sia dell’Italia e del Mediterraneo rispetto all’Europa del Centro-Nord sia dell’area torinese, di Milano e del sistema padano, con conseguenze assai gravi:
• per lo sviluppo economico, che vede Torino già fortemente penalizzata e Milano fortemente congestionata; tutto ciò a fronte dell’incidenza crescente della logistica nei costi di produzione, che mediamente si attesta attorno al 20%,
• per l’ambiente, che vedrebbe sia le nostre autostrade, le strade ed il sistema insediativo sempre più intasati di TIR, sia la linea storica della Valle di Susa che per l’aumento di treni merci, andrebbe rapidamente a saturarsi (con grave ed ulteriore disagio ambientale per i centri abitati della valle)”
Prof. Angelo Tartaglia: “Queste affermazioni non si appoggiano a nessuna argomentazione e a nessun dato e sono del tutto prive di fondamento. Non vi sono statistiche di alcun genere che indichino che l’area padana sia “isolata” né che i
problemi economici siano legati a ipotetiche difficoltà di collegamento con altre parti del continente.
In particolare è del tutto priva di fondamento e contraria all’evidenza dei fatti l’affermazione che la linea ferroviaria esistente si saturerà rapidamente, dal momento che il traffico ferroviario e stradale attraverso l’intero arco alpino occidentale, quindi tra Italia e Francia, è o in calo o stagnante da una decina d’anni.
Non vi sono ragioni che possano far ipotizzare eccezionali crescite del volume di merci scambiate attraverso questo arco di frontiera, a prescindere dalla modalità di trasporto. La ragione per cui la quantità di merci non potrà subire aumenti rilevanti è che le due società connesse dal corridoio delle Val di Susa corrispondono entrambe
a mercati maturi e sostanzialmente saturi: il volume degli scambi può mantenersi elevato, ma rimane sostanzialmente stabile.
On. Stefano Esposito “Alla base della decisione di realizzare la nuova linea AC TorinoLione sta l’obiettivo strategico dell’unione europea e dei governi italiano e francese secondo il quale è necessario “… porre in atto tutte le misure per ottenere un trasferimento del traffico dalla
strada alla ferrovia in modo da raggiungere nei prossimi dieci anni i 20 milioni di tonnellate e da quadruplicare nel lungo periodo la quota di traffico merci su ferro …”
Questo obiettivo non fa alcun riferimento diretto alla nuova linea in esame, ma fissa invece alcuni fondamentali elementi prestazionali del sistema ferroviario in generale – e della direttrice di Modane in particolare. Tale obiettivo, voluto e sostenuto dalle Comunità Locali e dagli ambientalisti Francesi è condizione per una riqualificazione ambientale delle valli (maurienne e val di susa). Togliere le merci pesanti dalla strada e passarlo su ferro (principalmente in galleria). Per il conseguimento di entrambi gli obiettivi è necessario: adottare adeguati provvedimenti aventi il duplice scopo di disincentivare il traffico pesante su strada (limitazioni di peso, divieto di circolazione in alcune ore, imposizione o aumento di pedaggi, ecc.)
• rendere più conveniente il trasporto su ferrovia (miglioramento dell’offerta, autostrada ferroviaria, tariffe, ecc.).
E’ questa la battaglia politica ed ambientale da attuare immediatamente.
La riduzione del traffico ferroviario registrata nel corso degli ultimi anni è dovuta al
cronico arretramento del sistema ferroviario italiano e transfontaliero e va ad ampliare il trasporto su gomma, il vero disastro ambientale per la val di Susa, rendendo plausibile il raddoppio del tunnel autostradale del Frejus ed il potenziamento dell’autostrada A32.”
Prof. Angelo Tartaglia: “L’inefficienza del sistema ferroviario nazionale è reale e coinvolge anche la gestione delle linee ad alta velocità, nessuna delle quali (TorinoMilano, Milano-Roma, Roma-Napoli) sta trasportando merci (ed è molto improbabile che ne trasporti a causa dei costi). La riduzione del traffico ferroviario attraverso
l’arco alpino occidentale è però dovuta a cause strutturali. Gli assi ferroviari lungo i quali il traffico cresce sono quelli da Nord a Sud (attraverso Svizzera e Austria), lungo i quali la qualità delle nostre ferrovie non impedisce al numero di treni di aumentare continuamente da almeno dieci anni. Anche il traffico stradale attraverso l’arco alpino occidentale sta diminuendo, sia pure più lentamente, per le stesse
ragioni per cui si riduce quello ferroviario.
On. Stefano Esposito: “Il sistema ferroviario trasfrontaliero è ancora dell’epoca di Cavour; il traforo del Frejus è del 1854, a quota 1270 (max 1295), uscita a Modane a 1148.”
Prof. Angelo Tartaglia: “Quest’affermazione è completamente priva di fondamento. Ciò che c’è in comune tra la linea di Cavour e quella attuale è solo il fatto di passare per la valle di Susa. La linea “storica” è stata rinnovata e potenziata a partire dagli anni ’70 del novecento. Il traforo è in corso di adeguamento (abbassamento del piano del ferro) per consentire il passaggio di convogli merci con containers navali; i lavori sul versante italiano sono stati completati e stanno proseguendo nella parte francese.”
On. Stefano Esposito: “La linea storica ha limiti insuperabili, dovuti alle elevate pendenze ed ai raggi di curvatura della tratta Bussoleno – St.Jean de Maurienne che penalizzano l’esercizio merci. La massa rimorchiabile da una locomotiva è attualmente di 650 tonnellate lorde tra Bussoleno e Modane e di 600 tonnellate lorde tra St.Jean de Maurienne e Modane. Per carichi superiori ( i treni oggi per convenienza di trasporto sono di 1200 tonnellate), occorre aggiungere locomotive supplementari, la cui collocazione in testa o in coda al treno è condizionata dal limite di resistenza degli organi di aggancio.”
Prof. Angelo Tartaglia: “L’esperienza del tunnel ferroviario del Loetschberg in Svizzera, che continua ad essere in uso anche dopo l’apertura di una canna del nuovo tunnel di base, mostra che, se le merci ci sono (questo è il punto), i treni passano con trazione multipla: su quella linea (con un tunnel storico a circa 1200
metri di quota) si adottava anche la tripla trazione con una motrice a centro treno.”
On. Stefano Esposito: “Altri vincoli all’uso del treno per il trasporto merci derivano da
limitazioni di velocità in alcune tratte per effetto della pendenza e della curvatura dei
binari (da 70 a 60 fino a 35 km/h in presenza di basse percentuali di frenatura della massa rimorchiata), dalla carenza di energia elettrica che non permette la circolazione ravvicinata di treni pesanti, nonché, per i treni più leggeri, dalla limitata lunghezza dei binari di stazione.”
Prof. Angelo Tartaglia: “Sarebbe bene lasciare la discussione sui problemi tecnici agli ingegneri ferroviari. Le soluzioni tecnologiche, se c’è la domanda, si trovano e non implicano la realizzazione di più di 70 km di gallerie (senza contare corso Marche) con un costo stimato in modo più che ottimistico a 17 miliardi di euro a carico dell’Italia. Con molto ma molto meno di quella cifra si può realizzare un collegamento efficiente sulla linea storica.”
On. Stefano Esposito: “La linea ferroviaria è oggi inadeguata al moderno trasporto delle merci, e continua a perdere capacità attrattiva a favore
del trasporto su gomma. Nello “Studio per l’ammodernamento della linea ferroviaria Dijon/Lyon-Torino” eseguito nel 2000 da FS insieme a SNCF e RFF, la potenzialità della linea attuale è stata valutata in 155 treni/giorno (passeggeri + merci). Mentre il traffico merci globale al
tunnel ferroviario di Modane e a quello autostradale del Frejus è aumentato passando
da 20,9 miot/anno del 1995 a 35,2 miot del 2000 (anno in cui era chiuso il tunnel del Monte Bianco), in corrispondenza è aumentato solo quello autostradale, passato da 12,4 a 25,8 miot/anno – che può essere considerato il valore massimo della capacità del tunnel autostradale in termini di traffico merci su veicoli pesanti mentre il traffico ferroviario, dopo aver raggiunto il massimo storico di 10,1 milioni di t/anno nel 1997, si è mantenuto su valori di 9,3-9,4 mio t/anno (i successivi valori ancora più bassi sono dovuti soprattutto alle limitazioni causate dai lavori di ampliamento del tunnel del Frejus).”
Prof. Angelo Tartaglia: “Il traffico stradale dopo il picco del 2000 ha continuato a scendere anche sommando il Monte Bianco riaperto. Il traffico ferroviario è sceso nel 2009 a meno di 5 milioni di tonnellate all’anno e l’andamento calante è continuato durante i lavori al tunnel (ancora in corso). Il calo sulle due modalità è dovuto a cause strutturali, come già detto sopra.”
On. Stefano Esposito: “L’emergenza economica e logistica c’è; essere fuori dal corridoio 5 è fortemente penalizzante per l’intera economia piemontese e per tutta la pianura padana.”
Prof. Angelo Tartaglia: “Questa affermazione è del tutto priva di fondamento. Nessuno è fuori del corridoio 5 e non c’è nessuna analisi o statistica che possa indicare che l’economia piemontese è in difficoltà a causa del collegamento attraverso la Valle di Susa piuttosto che per altre ragioni (forse il fatto che un operaio cinese costi 80 $ al mese e uno italiano 2500 € al mese c’entra qualcosa).”
On. Stefano Esposito: “Diversi anni per realizzare la nuova linea sono tanti e occorre
lavorare per gestire il transitorio.
Come:
• Con interventi tampone di ammodernamento sulla tratta Bussoleno – Modane atti ad aumentare nel transitorio la capacità della linea ferroviaria (tale intervento creerà nel transitorio gravi disagi ambientali per la valle .
• Con la realizzazione della Gronda ferroviaria di Torino (che ora comprende il passante di Corso Marche e la connessione al nodo logistico di Orbassano) .
Grazie a questi provvedimenti le Reti prevedono di aumentare la capacità pratica della
linea storica in un primo tempo da 155 a 218 treni/giorno, fatta salva una forte riduzione durante l’esecuzione dei lavori di ampliamento della sagoma del tunnel del Frejus, che è attualmente in corso e fa sentire i suoi effetti sulla circolazione (alcuni treni passeggeri a lungo percorso sono inoltrati via Sempione, i treni passeggeri locali fra Bardonecchia e Modane sono stati soppressi e sostituiti con autobus, la circolazione merci è stata ridotta). In via definitiva, quando tutti gli interventi di
ammodernamento saranno stati ultimati, la capacità, secondo il citato studio, sarà di
226 treni/giorno (passeggeri + merci). – un passaggio ogni 5 minuti.”
Prof. Angelo Tartaglia: “La capacità non è l’esercizio di una linea. Il fatto che una
linea possa portare 226 treni al giorno non vuol dire in nessun caso che ci saranno 226 treni al giorno. Sulla nuova Torino-Milano ad alta velocità la capacità è di 330 treni al giorno, ma quelli che passano sono solo 18. Qualunque prevedibile sviluppo dei collegamenti lungo l’asse della Valle di Susa si mantiene ben al di sotto di 226 treni al giorno.”
On. Stefano Esposito: “Si riuscirà ad arrivare al 2018-2020 alla saturazione della linea storica, avendo avviato un percorso di riequilibrio modale e quindi trasferito una parte del carico del trasporto merci della autostrada sulla Ferrovia.”
Prof. Angelo Tartaglia: “L’affermazione è del tutto arbitraria e priva di qualsivoglia fondamento. Non c’è nessun elemento concreto che possa far temere/sperare la saturazione della linea storica al 2020 e nemmeno a credibili orizzonti temporali successivi.”
On. Stefano Esposito: “Con l’attivazione della linea AC (che dovrebbe essere pronta per il 2018), si potrà spostare tutto il traffico merci ed internazionale sulla nuova linea, liberando dal grave carico ambientale del traffico merci la linea storica che verrebbe destinata esclusivamente al traffico locale, con vantaggi ambientali e sociali assolutamente incomparabili per la valle di Susa e per tutti i centri urbani collocati sulla linea.”
Prof. Angelo Tartaglia: “Il traffico merci in ferrovia in Francia non viaggia sulle linee ad alta velocità, ma su quelle normali. Per passare su un tratto di linea a standard alta velocità (tunnel e resto della linea in Italia) sarebbero necessarie motrici e carri speciali, diversi da quelli richiesti dalle linee normali. Considerato appunto che in Francia questo materiale rotabile speciale non è necessario, perché gli spedizionieri dovrebbero dotarsene (con costi molto rilevanti)? Per ottenere che i treni passassero effettivamente attraverso il nuovo tunnel chi dovrebbe fornire motrici e carri? A
carico di chi? C’è il rischio che gli spedizionieri preferiscano: a) per motivi di costo,la vecchia linea; b) che i treni merci, attraversato il tunnel tornino sulla vecchia
linea. Se si imponesse il passaggio attraverso il nuovo tunnel con costo a carico del trasportatore, questo indurrebbe:a) un ricorso ai camion; b) una scelta di percorsi alternativi meno onerosi.”
On. Stefano Esposito: “Gli interventi di ammodernamento lato Italia previsti nello
“Studio per l’ammodernamento della linea ferroviaria Dijon/Lyon-Torino” eseguito nel
2000 da FS insieme a SNCF e RFF, in parte già attuati o in corso di esecuzione, sono i
seguenti (fonte RFI):
• adeguamento degli impianti ferroviari di molte stazioni,
• soppressione di passaggi a livello,
• interventi sulle sottostazioni elettriche esistenti e costruzione di nuove
sottostazioni,
• adeguamento della catenaria,
• adeguamento del gabarit GB1 (B+),
• realizzazione del blocco automatico tra Bussoleno e Borgone,
• miglioramento degli impianti di segnalamento,
• utilizzo di locomotive interoperabili sulle due reti,
• riduzione delle operazioni alle frontiere e delle soste a Modane,
• sincronizzazione degli intervalli di circolazione per la manutenzione delle
linee.”
“..Il carico ambientale di questa soluzione, che non prevede alcun intervento di interramento della linea nei tratti urbani (la sezione non è sufficiente per proporre qualsiasi intervento di questo tipo) è per la valle di Susa e per tutti i centri urbani collocati sulla linea difficilmente sostenibile (un passaggio ogni 5 minuti) e deve
per forza essere “limitato nel tempo”.”
Prof. Angelo Tartaglia: “Gli interventi di potenziamento sulla linea esistente non sono una opzione ma sono in corso e certo non con l’idea che debbano servire per poco tempo. Sui 5 minuti vedere più su.”
On. Stefano Esposito: “Il Libro Bianco della UE sui trasporti indica in “alcuni decenni”
il tempo necessario per un eventuale inizio di redditività di questo tipo di opere ed, a oggi, il costo è difficilmente stimabile a preventivo.”
Prof. Angelo Tartaglia: “Il costo a preventivo è difficilmente stimabile nel senso che certamente a consuntivo sarà molto superiore alle stime iniziali (succede per grandi opere similari anche in paesi diversi dall’Italia: in Svizzera il tunnel di base del Loetschberg è stato aperto ad una sola canna perché lo stanziamento iniziale si è esaurito senza consentire la realizzazione della seconda canna; la Confederazione ha deciso di non stanziare ulteriori fondi, riservandosi di monitorare l’andamento del traffico con l’opera funzionante ad una sola canna). Un costo prudenzialissimo della realizzazione a carico dell’Italia fino al raccordo di Settimo con la Torino-Milano porta a circa 17 miliardi di euro (se la durata di tutti i cantieri fosse contenuta entro dieci anni). Quella cifra non è disponibile nel bilancio dello Stato e corrisponde a molte “manovre” e andrebbe completamente a debito.”
On. Stefano Esposito: “L’effettivo costo dell’opera dovrà comprendere anche tutte le
misure di eliminazione degli impatti impiantali e sulla salute dei cittadini e le necessarie compensazioni ambientali.”
Prof. Angelo Tartaglia: “Il che significa che il preventivo di spesa sarà decisamente di
più di 17 miliardi.”
On. Stefano Esposito: “L’opposizione del movimento NO-TAV è oggi non contro l’opera ma contro la realizzazione del progetto, contro una corretta valutazione dei rischi per la salute e l’ambiente. E’ la strategia dello struzzo, del no a prescindere, basata su pregiudizi e preconcetti,
senza verifiche e confronti di merito”
Prof. Angelo Tartaglia: “Le valutazioni di merito solo accennate per sommi capi nei punti precedenti non sono nemmeno lontanamente dei “no a prescindere”. Pare viceversa che la posizione favorevole espressa sia effettivamente un “sì a
prescindere”, in particolare a prescindere dal costo.”
On. Stefano Esposito: “Gli accordi sottoscritti prevedono oggi un costo di 6500 milioni di € a carico del Governo Italiano, 6500 milioni di € a carico del Governo Francese, e 1500-2000 milioni di € a carico di U.E.”
Prof. Angelo Tartaglia: “Questa stima considera solo il tunnel di base, che ovviamente non avrebbe senso senza il resto della linea fino a Settimo (passaggio per Orbassano, sottoattraversamento di Torino in corrispondenza di corso Marche…). E’
ancora aperto il contenzioso con la Francia su chi debba pagare il costo del tunnel dell’Orsiera, ossia l’ampliamento della tratta dichiarata “internazionale” fino alla piana delle Chiuse. La somma non contiene nemmeno gli oneri finanziari legati al fatto che la somma non è certo reperibile all’interno delle disponibilità del bilancio dello Stato. Nel complesso una cifra minima è 17-20 miliardi di euro.”
On. Stefano Esposito: “Lo scenario proposto dalla conferenza intergovernativa prevede
un incremento del traffico merci notevole: con la linea ad A.C. si passerebbe dagli attuali 25 Milioni di Tonnellate (tra ferro e gomma) a 55 MT nel 2025 e a 90 MT nel 2050.”
Prof. Angelo Tartaglia: “Non vi è alcun fondamento scientifico di queste proiezioni
(vedere punti precedenti).”
On. Stefano Esposito: “Proporre obiettivi forti e giustamente “coordinati”, quali:
• il riequilibrio tra ferro e gomma,”
Prof. Angelo Tartaglia: “Più del 50% dei transiti stradali tra Italia e Francia sono
interregionali ossia relativi a viaggi entro i 500 km. Su queste distanze la ferrovia non riesce ad essere competitiva in quanto implica due trasbordi all’inizio e alla fine. Ciò significa che c’è un limite piuttosto consistente all’entità del riparto realizzabile (oltre a quanto già detto sui costi del trasporto ferroviario usando una linea speciale e quindi con materiale rotabile speciale).”
On. Stefano Esposito: “l’aumento corrispondente del traffico merci sul corridoio
5 inteso come dorsale protetta ed adeguata”
Prof. Angelo Tartaglia: “Sull’aumento credibile dei flussi materiali tra due aree mature si veda più su.”
On. Stefano Esposito: “l’organizzazione del Piemonte come areea logistica “moderna” per la produzione e la movimentazione delle merci”
Prof. Angelo Tartaglia: “La logistica non comporta la produzione di merci, semmai limitate trasformazioni e successivo smistamento. Le attività effettivamente produttive di beni di largo consumo (quelli che viaggiano in ferrovia) in un contesto globalizzato migrano (e in parte sono già migrate) verso paesi a basso costo della mano d’opera, a cominciare dall’est europeo
per finire in Cina. Le attività logistiche sono dunque attività derivate e di servizio. Certo non possono essere l’ossatura di un sistema economico e non sostituiscono l’industrializzazione che si va perdendo. La via di uscita sta nei valori aggiunti di qualità, contenuto tecnologico,
innovazione che non si realizzano in piattaforme movimento merci.”
On. Stefano Esposito: “Tutti gli analisti economici vedono poi l’asse di relazione con
l’ EST Europeo (il Lisbona- Kiev) come il più vitale; i paesi dell’est sono quelli con
una crescita più veloce e con mercati più aperti e con le prospettive di interscambio più
elevate.”
Prof. Angelo Tartaglia: “Non conosco neppure un “analista economico” che affermi quanto scritto qui sopra. I paesi dell’est in potenziale crescita più veloce
corrispondono a mercati non ancora saturi che possono produrre beni a basso costo e assorbire beni di consumo; la provenienza di tali beni e in parte anche la loro destinazione è ancora più a est in Asia oppure più a sud in Africa. Il collegamento terrestre tra Italia e Francia è secondario in questo contesto.”
On. Stefano Esposito: “Lì sta il futuro economico di Italia e Europa, nella integrazione
dei mercati e nella costruzione di forti relazioni economiche (che comportano consistenti flussi di merci). Sui tempi della effettiva saturazione della linea storica “ammodernata”; poco importa
che questi traguardino nel 2018 o nel 2021;”
Prof. Angelo Tartaglia: “Già considerato sopra. Non vi è nessuna prospettiva di saturazione anche molto più in là delle date indicate.”
On. Stefano Esposito: “E’ invece fuori di dubbio che, in assenza una politica ferroviaria, i transiti continueranno a rafforzare l’autostrada e non la ferrovia;”
Prof. Angelo Tartaglia: “Come detto, anche la strada è tendenzialmente in declino lungo questa direttrice.”
On. Stefano Esposito: “la linea storica può essere solo utilizzata per il transitorio ma
non è un sistema di trasporto credibile per il XXI secolo;”
Prof. Angelo Tartaglia: “Forse per il XXI secolo le vie che contano sono quelle su cui
viaggia l’informazione.”
On. Stefano Esposito: “per le pendenze, le curvature, le sagome delle gallerie, il costo
energetico, la linea storica non sarà mai competitiva con la autostrada.”
Prof. Angelo Tartaglia: “Sulla competitività tra ferrovia e strada si veda più su. Se i
percorsi non sono almeno di un migliaio di chilometri (e se il quantitativo di merce non è ingente) nemmeno la migliore delle ferrovie riesce ad essere competitiva con la strada.”
On. Stefano Esposito: “Non consentire la realizzazione della linea protetta ad A.C.
Torino Lione (al 75 % in galleria), con maggiore attenzione, affrontando le criticità ambientali, consente una sostanziale riduzione degli impatti ambientali dovuti al traffico autostradale. Questa è l’unica seria opzione ambientale per coniugare sviluppo e sostenibilità ambientale, frenando le “voci” che vorrebbero realizzare il
corridoio 5 rafforzando l’autostrada ed il raffico su gomma.Un futuro autostradale della valle di Susa, con il raddoppio della galleria del Frejus, e la terza corsia della autostrada A32 sarebbe la vera sciagura ambientale.”
Prof. Angelo Tartaglia: “In effetti è così, ma l’autostrada sembra al momento soffrire di un sottoutilizzo piuttosto che di una incipiente saturazione.”
<I<On. Stefano Esposito: “C’è molta propaganda NO-TAV, pochissima informazione sul progetto, sui vantaggi e sulle criticità, sui rischi
Prof. Angelo Tartaglia: “C’è e c’è stata moltissima propaganda pro TAV e nessuna informazione di merito. In generale la grande stampa ha sempre evitato il dibattito di merito, affermato apoditticamente la fondamentale importanza dell’opera e dedicato spazio alla cronaca e al folklore. I proponenti hanno sempre avuto e hanno a disposizione mezzi proporzionati ai miliardi del valore dell’opera e i canali
informativi hanno in generale portato al pubblico una voce sola in Piemonte e soprattutto fuori del Piemonte.”
On. Stefano Esposito: “Per ottenere dal confronto “miglioramenti” occorre utilizzare
un metodo nuovo di relazione con le Comunità Locali che superi i meccanismi e le
“forzature” previste dalla Legge Obiettivo.”
Prof. Angelo Tartaglia: “Se non viene sciolto il nodo dell’utilità complessiva dell’opera non è chiaro che cosa significhi parlare di miglioramenti”.”
On. Stefano Esposito: “Le grandi opere vanno realizzate con e non contro le popolazioni coinvolte, le quali devono poter essere messe in condizione di dialogare con un interlocutore autorevole e responsabile; al sistema delle forzature preferiamo sicuramente il metodo seguito dall’allora ministro Bersani, che riuscì a concludere con il larghissimo consenso degli Enti Locali interessati la Conferenza dei Servizi per la Torino-Milano da troppi anni in attesa di decisioni.”
Prof. Angelo Tartaglia: “La vicenda della Torino-Milano non è il migliore degli
esempi visto che la linea è in profondo rosso, non solo per il colore dei treni.”
http://stornellidesilio.files.wordpress.com/2012/03/2010_11-angelo-tartaglia-confuta-teorie-sc3ac-tav-on-stefano-esposito.pdf
Applausone a Claudio Anastasio !! Clap clap clap clap. Tante volte, mentre leggo i fulmini e saette contro la TAV, mi sembra di tornare ai tempi delle prime vetture col motore a scoppio appena inventato e tutte le maledizioni contro quella “roba” lì, rumorosa e inutile. Infatti…..
Bravo Claudio.
OT, ma mica poi tanto.
“In ogni caso la Grecia, nel mentre che viene dichiarata ufficialmente essere non già una mucca ma un curioso porcellino d’india gigante con la laringite, viene portata in sala macellazione. Si dibatte, poverina, capendo il suo destino. Ma non disperi: il suo sacrificio non sarà vano: è un esperimento, fatto nel nome della più alta e nobile delle scienze”.
http://crisis.blogosfere.it/2012/03/grecia-default-swap-vacche-da-latte-e-altri-disastri-negati.html
La TAV in Italia, come il TGV in Francia e l’AVE in Spagna sono strutture portanti dell’economia dei Paesi adottanti e per l’Italia un progetto che dovrebbe essere realizzato il più in fretta possibile.Ma da noi, i No TAV, i No global, i Black block e tutti quei Centri sociali che prolificano foraggiati in nero dai partiti delle sinistre SONO contrari ai progetti di questa portata A PRESCINDERE| Nel loro DNA c’è una contrapposizione genetica allo Stato, sia pure..anzi meglio se democratico perchè più debole rispetto a quelli totalitari. Detto questo, io ritengo che i Valligiani se la prendano col governo italiano per alcuni motivi che ritengo validi:1-la mancata informazione dei nostri governi-anche tramite la Stampa nazionale – sui costi e sui profitti a medio e a lungo termine derivanti da quest’opera(sul modo di reperire i soldi lo sappiamo già, attraverso tasse su tasse sui contribuenti se non si trovano privati che se ne accollino almeno parte dei costi!);2-spiegare quali vantaggi (se ce ne sono) ne trarrebbero gli abitanti locali ed ascoltare costoro sulle ipotesi contrarie; 3-espropriare (migliaia di ettari?) i terreni della Valle a vil prezzo in confronto al costo faraonico dell’opera ferroviaria è uno schiaffo inaccettabile per i Valligiani, che aumenta il loro risentimento per la sensazione reale di “OLTRE AL DANNO LA BEFFA!!!” Se, invece, a quei nostri fratelli d’Italia venisse pagato SUBITO il terreno espropriato ad un prezzo mediobasso di terreno edificabile, diciamo trecento euro al mq, SONO CERTO CHE TUTTE LE CONTESTAZIONI CESSEREBBERO D’INCANTO ED I NO TAV SAREBBERO SCACCIATI FUORI DALLE PALLE DAGLI STESSI ABITANTI DELLA VALLE !!
Caro Foa, da quando uno Stato ha bisogno dei giornalisti per decidere se collegare la reteTav esistente con quella internazionale?
Se mai l’opera di divulgazione andava fatta per la rete Tav italiana
Adesso l’unico argomento valido è che se non facciamo quei maledetti 12 Km di galleria faremo la solita figura di italioti e per di più dovremo pagare i danni alla Francia che sta scavando alacremente.
Smettiamola di farci del male.
Blocchi stradali in Val di Susa, ostracismo nei confronti del progetto e frange violente che spingono a dure azioni contro le forze di polizia: il progetto della linea ferroviaria ad alta velocità, che mette in collegamento l’Italia con il resto d’Europa, ha portato ad uno schieramento #SiTAV contro #NoTAV senza precedenti.
Il movimento NoTAV dichiara di essere per propria natura non violento, composto dagli agricoltori della Valle e alcuni sindaci e rappresentanti delle istituzioni locali, senza con ciò negare l’adesione a nessuno, rientrando nella composizione anche militanti dei centri sociali e alcuni gruppi anarchici.
Automobili incendiate, sassaiole contro le forze dell’ordine, aggressioni alle troupes televisive e giornalisti, assalto ai cantieri con bombe carta e tenaglie, strade e autostrade occupate; uno stillicidio di azioni di guerriglia portato avanti dalle frange più violente e organizzate del movimento: qualche centinaio di persone.
Paolo Ferrero (Segretario del Prc-Se) ha paragonato l’azione di protesta di Luca Abbà, sul traliccio dell’alta tensione, alla figura di Ghandi. In realtà Luca Abbà è stato già processato nel 2000 per aver distribuito mazze ai no global che a Genova fecero scoppiare violenti scontri con le forze dell’ordine, un raffronto indegno con l’azione di “non violenza” del Mahatma Ghandi.
Tutto sono tranne che non violente le azioni del movimento NoTAV, che vuole contestare la scarsa considerazione da parte del governo e delle istituzioni nazionali alle proteste degli abitanti della Val di Susa.
In realtà in questi anni il confronto c’è stato, passando per tutti i governi dal centro sinistra al centro destra, con la costituzione di un Osservatorio Torino-Lione sugli aspetti tecnici ed economici del progetto per le analisi di valutazione sulla nuova linea e sul suo impatto ambientale.
Il dissenso diventa pretestuoso. I lavori non sono ancora stati avviati (i cantieri aperti hanno carattere di valutazione conoscitiva) ed il progetto esecutivo definitivo non è stato redatto. Tutte le considerazioni sull’eventuale rischio di impatto ambientale sono assurde, non essendo definite le reali aree di destinazione e il piano dei lavori delle opere da realizzare.
Un allarmismo infondato per rischio amianto contenuto in una piccolissima area della Valle, come infondato è il pericolo di corruzione nell’aggiudicazione dei futuri appalti. L’Università di Siena che nel 2003 ha rilevato la presenza di amianto in Val di Susa per Legambiente, precisava che la persistenza non è elevata (solo alcuni metri) e la concentrazione è dell’ordine millimetrico (!), escludendo la presenza di amianto all’interno della montagna. Ben distante dalle affermazioni “terroristiche” NoTAV che in tutta la Valle è presente amianto tale da costituire pericolo per la salute pubblica nella realizzazione degli scavi e gallerie; esiste solo in un’area piccolissima ed in superficie – il rischio di esposizione esiste per la popolazione, quindi, indipendentemente dall’opera – ed è evidente che tale aspetto è stato già considerato con soluzioni alternative (motivo per cui oggi esistono gli attuali cantieri di esplorazione nel territorio di valutazione).
Un accordo era stato raggiunto il 13 giugno 2007 promosso proprio da Paolo Ferrero – all’epoca ministro del governo Prodi – insieme al Presidente della Regione Mercedes Bresso, agli amministratori locali della Val di Susa e Val Sangone e all’Osservatorio Torino-Lione che avevano trovato una “intesa felice e soddisfacente” avendo modificato il progetto iniziale facendo correre la linea ad alta velocità non più a sinistra del fiume Dòira bensì sulla destra, evitando quell’amianto colpevole di rischio ambientale. Salvo oggi Ferrero andare contro il suo stesso lavoro, come membro di quel governo che ha dato impulso alle opere per l’alta velocità, sostenendo le (non)ragioni del movimento NoTAV.
Argomentazioni deboli a sostegno dei NoTAV, più ideologiche che pragmatiche. E’ come dire che avendo casi di “malasanità” non si devono aprire nuovi ospedali in Italia, oppure che esistendo un rischio da inquinamento automobilistico non si costruiscono più automobili, o anche, in analogia al suggestivo allarme amianto, che il fumo di una sigaretta in un parco può provocare il cancro a tutta la popolazione abitante in zona.
Dal documento dell’Università di Siena si legge chiaramente in merito “Sul versante sinistro della Valle affiora uno dei più potenti ammassi di questa formazione (formazione rocciosa n.d.r.) che in questa ricerca ha prodotto gli unici campioni con amianto.”, è chiaro dunque che il “pericolo amianto” non solo è infondato perché non vi sono tracce sul versante destro della Valle dove corre ora il nuovo progetto della tratta, ma è anche usato strumentalmente dal movimento NoTAV per impressionare su un pericolo inesistente!
In realtà la questione, quanto più delicata e complessa, richiede soprattutto un criterio di buon senso che, come in tutte le cose, segue azioni di prevenzione, correzione e gestione.
Il progetto è irrinunciabile per uno sviluppo sostenibile del nostro Paese. La rete ad alta velocità è in forte espansione in tutta Europa e la tratta in Val di Susa è il ponte per rimanere dentro la modernizzazione dei trasporti internazionali.
Ad oggi è la Spagna che, coi suoi 2.665 Km, dispone della rete ad alta velocità più sviluppata d’Europa, superando la Francia che per lungo tempo aveva questo primato.
TAV come opportunità strategica per lo sviluppo dell’economia italiana, senza sarebbe come staccare la nostra penisola dall’Europa, con costi maggiori di import-export, una maggiore difficoltà ad essere competitivi e la perdita di nuovi posti di lavoro.
L’Osservatorio Torino-Lione ha tenuto in questi anni 182 riunioni, modificando radicalmente il progetto iniziale per tenere conto di tutte le considerazioni pervenute senza alcun pregiudizio (comprese ed accolte quelle degli amministratori locali), tutto il contrario di quanto vuole rappresentare il movimento NoTAV, arroccato sul pretesto ideologico che vuole negare gli accordi maturati in questi anni di confronto con tutte le parti interessate.
Un metrò europeo è il futuro di sviluppo delle linee ferroviarie ad alta velocità: Madrid-Londra in 8 ore; Milano-Parigi in 4 ore; Torino-Chambery in 73 minuti; Roma-Londra in 9 ore, senza mettere piede in aeroporto, con indubbi vantaggi contro il pesante inquinamento atmosferico degli aerei (8.000 morti ogni anno per le emissioni di ossidi di azoto e di zolfo secondo lo studio pubblicato dai ricercatori del MIT e dell’Università di Cambridge nel Regno Unito).
Una ragione in più (quella della diminuzione dell’inquinamento aereo) per la causa del movimento NoTAV, così attento e sensibile agli aspetti ambientali, invece – paradossalmente – oggi sostiene l’incremento dei viaggi con l’aereo per giustificare l’inutilità dell’opera TAV.
Se si convertisse il progetto da ferroviario in aereo i NoTAV diventerebbero probabilmente difensori dell’alta velocità contro l’inquinamento aeronautico, poiché è ormai chiaro che lo scopo del movimento è mistificare la realtà a servizio di una ideologia violenta e provocatrice, lontana dai propositi di tutelare gli interessi dei cittadini che diventano (loro malgrado) leva per l’anarchismo insurrezionale, ovvero quel pensiero radicale che sostiene con la violenza la possibilità di attaccare lo Stato e il Capitale in ogni momento, al di là di qualsiasi elaborazione strategica o tattica, al di là di ogni plausibile ragione che diventa solo alibi per l’azione di sovversione.
Nel 2007 erano 32.000 i valsusini contrari alla TAV, oggi se ne contano meno di 2.000.
Il sapere e la ragione parlano, l’ignoranza e il torto gridano.
perfettamente d’accordo con Silvio. Si dimentica sempre che le cose vanno anche mantenute e, per esempio, per quanto riguarda la AV MI-TO penso che i biglietti venduti non coprano il 10% delle spese di gestione. In compenso, anche per rifare l’autostrada si sono impiegate centinaia di migliaia di tonnellate dei cemento per costruire svincoli degni di Keope. I soliti svergognati saccheggiatori del pubblico bilancio che ci divorano e distruggono e la malavita con loro in combutta sollevano felici le bocche dal fiero pasto. Cari saluti.
Al comune di Prato in Toscana si chiedono 325.000,00 euro per rilasciare un permesso di 1500mq. di capannone.
Naturalmente il titolare ha rinunciato.
Che nome ha questo tipo di vessazione contro l’imprenditoria piccola ma sana.
@FAUSTO
Concordo. La linea TV Mlano-Torino, almeno nella tratta Novara-Milano, corre parallela all’autostrada A4 (che percorro spesso). Negli ultimi due anni mi sarà capitato una volta o due di vedere un treno in una delle due direzioni, mentre se ne dovrebbero vedere parecchi nei 20 minuti occorrenti a coprire il tratto Milano-Novara a velocità di codice. Costi visbilmente elevati, anche per modificare l’autostrada (i lavori sono ancora in corso, con inevitabili rallentamenti). Intanto i treni locali sono sempre più in condizioni pietose… e la famosa pedemontana è di là da venire…
Il trasporto veloce delle merci? Ma quali merci ci saranno mai da trasportare se andrà avanti così?
Ritengo che R.D. Bradshaw sia nel giusto quando scrive che gli Eletti considerano gran parte di noi più stupida degli animali e, quindi, si regolano di conseguenza, manipolandola a piacimento.
Ciò premesso, non mi meraviglio affatto che milioni di stupidi boccaloni italiani abbiano abboccato ad una campagna di stampa SI-TAV , finalizzata a scaricare sul debito pubblico il costo pluri-miliardario della Torino-Lione, a cui tanti esperti di onestà cristallina hanno già mostrato pollice verso.
”Col Tav Milano-Torino dovevano correre, su una linea dedicata ed esclusiva, 120 coppie di treni al giorno; ne passano 9: quasi sempre vuoti….
Le tratte Torino-Milano-Roma-Salerno dovevano essere finanziate almeno per metà dai privati. Invece, il loro costo, lievitato nel corso del tempo da 6 a 51 miliardi di euro (ma molti costi sono ancora sommersi e – una volta completate le tratte in progetto – supereranno i 100 miliardi) è stato interamente messo a carico dello Stato (cioè del debito pubblico).”
Ora, si vuole portare avanti la Torino-Lione contro ogni evidenza e per il solo fine di rimpinguare le tasche di cordate ben note, a danno dei contribuenti italiani (boccaloni e non). Col risultato che un’altra vagonata di miliardi di euro si aggiungerà al colossale debito corrente.
A ciò, si aggiungano i 50 miliardi di euro che ogni anno per 20 anni (almeno) verranno sottratti dai cittadini, in seguito alla firma del “Fiscal Compact”. Più, le predazioni fiscali di ordinario esercizio .
Quando finirà questo martirio ?
Stra-dannati vermi che avete ricambiato col tradimento e col danno tutta la fiducia che avevamo riposto in voi !….
Vi auguro di non avere mai pace…
Ci fossero state tutte queste buone ragioni, magari le avrebbero anche scritte. Il fatto è che non ci sono.
OT
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=CXUmBMXiETI&w=560&h=315
Nessie nel Bilderberg ci sono o ci sono stati moltissimi potenti italiani, anche Prodi e Veltroni ci sono andati, nonche gran parte dei banchieri e finanzieri vari, Agnelli era uno dei fondatori insieme a Rockfeller, Kyssinger ed altri simili, Silvio invece non era presente al contrario di Tremonti,su internet si trovano gli elenchi anno per anno e viene veramente paura a leggerli, magari come dice qualcuno sono gli eredi degli illuminati i cui simboli sono comunque sulla banconata da un dollaro, speriamo siano leggende metroplitane.
@ PALADINO
“E poveri Veneziani, che si svenarono per combattere le loro ultime, dignitosissime guerre per parare tutta l’Europa dai Turchi.”
Eh si….avessero avuto qualche`soldo in piu’ per resistere ancora qualche anno, ne avrebbero viste delle belle a Oriente, quando mentre Morosini diventava ufficialmente “il Peloponnesiaco”, Pietro il Grande alzava per la prima volta (1696) la “Andreisky Flaga”, la bandiera di S. Andrea della neonata flotta imperiale russa che esordi’ alla scena del mondo espugnando Azov. E mettendo in moto il declino dell’ Impero Turco.
Come volevasi dimostrare… la Tav è una truffa, come lo è stata l’Unione Europea basata sul demenziale euro. E la maggior parte dei quotidiani e dei giornalisti si sono messi a pelle d’orso a sostenere le ragioni dei loro “benefattori” (o meglio “proprietari abbastanza occulti”).
Purtroppo, anche fra i lettori ci sono quelli che si schierano a favore della Tav senza fornire alcun tipo di spiegazione sulla sua utilità (che non sia il ripetere a pappagallo gli slogan senza senso che leggono sui giornali). Mentre chi cerca di aprire gli occhi a tutti sull’inutilità dell’opera e sullo spreco di denaro a essa connesso fornisce montagne di spiegazioni, studi e dati contro la Tav: a quanto pare inutilmente.
Non sono solo i giornali a dover cambiare, ma anche molti lettori che si schierano “per partito preso” senza conoscere niente o quasi di ciò di cui parlano.
Posto che il dibattito pubblico sulla tav è pluridecennale e che alla massa pigra i dettagli più di tanto non interessano, il corridoio 5 lisbona-lione-torino-kiev per il traffico passeggeri e merci su scala europea è per me occasione di sviluppo da cogliere. Come per tutti i grandi trafori realizzati in passato occorre leggerne i vantaggi sul lunghissimo periodo. Probabilmente costerà uno sproposito (occorrerebbe porre costi standard su versante francese ed italiano per limitare la “mangiatoia” nazionale), ma si interseca nella macroregione padano-alpina con il corridoio danimarca-genova e l’asse del brennero e collegherà lione con slovenia e croazia traversando tutta la padania. Magari in un futuro si farà un foro anche nel sempione per collegarla all’elvetica alptransit di recente realizzazione. In più rilancerà la val susa economicamente. Avanti coi fori!
Enniodaroma il 7 marzo 2012 alle 19:28:
“Beh, non e’ irrilevante che gli inglesi fin dalla guerra di Successione spagnola abbiano appoggiato il Piemonte, il piu’ retrivo, ignorante e famelico degli staterelli italici, quello che e’ stato a malapena sfiorato dal Rinascimento italiano (quello che gli inglesi invidiavano da pazzi, vedi Shakespeare). E sopratutto quello che di rapporti con l’Oriente, traffici marittimi, borsa e finanza, ne sapevano quanto il mio vecchio gatto. Se ad unificare l’ Italia ci avesse provato Venezia, l’ avrebbero rasa al suolo a qualsiasi prezzo. E basta pensare che fine hanno fatto fare al Regno di Napoli, anche se non voleva affatto unificare l’ Italia; basto’ che avesse la terza flotta mercantile del mondo nel 1860. Requiem”
Già. Tutto vero. E poveri Veneziani, che si svenarono per combattere le loro ultime, dignitosissime guerre per parare tutta l’Europa dai Turchi.
E’ bello vedere che ci sono ancora persone che conoscono la storia. E, se mi permette, non è irrilevante il fatto che nei programmi scolastici la storia sia progressivamente sempre più sacrificata.
Se le stanno tirando su bene, le nuove generazioni.
Salve tutti!? La mia analisi è:no-tav,no ponte sullo stretto,no alta velocità al sud,no ecc.-no ecc.-no ecc-.Ma in tempi di crisi,come questa attuale”dove, non credo esiste una scorciatoia x superarla” val la pena il no?.Lo stretto di Messina,oltre a dare lavoro,sicuramente attirerà turismo x la sola curiosità di visitarlo.A Roma il 27 gennaio 2006 si è tenuto un convegno al riguardo TAV Torino-Lione,il tema era; amianto e uranio ricco in zona.Vero,l’amianto uranio ecc.fanno male alla salute.Vorrei capire di questi tempi,chi non fa uso di psicofarmaci,ansiolitici ecc.?Vorrei anche capire,se l’amianto l’uranio,fanno più vittime della chemio,antibiotici,pesticidi”e non vi dico quanti nell’agricoltura” e tutto quant’altro di schivo che mangiamo,beviamo ecc.Ripeto,è solo un analisi di questi periodi,non sono contro i No-TAV.Faccio un es. pratico;a Trani,passeggiando,mi ferma un ambiendalista x darmi un volantino,gli dissi no grazie;sono x il lavoro.Sapete cosa mi rispose? Anche noi siamo x il lavoro,ma quello biologico,qahhahahhahah,e certo mi veniva da ridere,a mia volta risposi,ma credi a me non piace un lavoro biologico? Comunque se me ne trovi uno,questo è il mio numero…….prima o dopo le votazioni non ha importanza,verrei di corsa a fare un lavoro biologico.Buona serata(BAT)
@ PALADINO
“quella competenza a livello di politica estera e interna per rendersi conto di chi fossero realmente i presunti alleati e i reali nemici, magari qualcuno che aveva capito tutto ( e sto pensando ai Medici nella Firenze del rinascimento)”
Beh, non e’ irrilevante che gli inglesi fin dalla guerra di Successione spagnola abbiano appoggiato il Piemonte, il piu’ retrivo, ignorante e famelico degli staterelli italici, quello che e’ stato a malapena sfiorato dal Rinascimento italiano (quello che gli inglesi invidiavano da pazzi, vedi Shakespeare). E sopratutto quello che di rapporti con l’Oriente, traffici marittimi, borsa e finanza, ne sapevano quanto il mio vecchio gatto. Se ad unificare l’ Italia ci avesse provato Venezia, l’ avrebbero rasa al suolo a qualsiasi prezzo. E basta pensare che fine hanno fatto fare al Regno di Napoli, anche se non voleva affatto unificare l’ Italia; basto’ che avesse la terza flotta mercantile del mondo nel 1860. Requiem
Ennio, quel che ho scritto per Frank77 vale anche per te: il pezzo non è mio.
Frank77, lo ha visto il virgolettato? E lo ha visto il link? io no riportato il pezzo con beneficio di inventario. Se non è d’accordo vada a fare le sue obiezioni colà, all’indirizzo che ho posto.
Poi se ne ha voglia, si informi anche su chi è l’Eurokommissar olandese Brinkhorst. Soprattutto, su chi è il grande e sensibile artista Guido Ceronetti
http://conoscenzaliberta.myblog.it/archive/2012/03/06/il-gruppo-bilderberg-dietro-la-t-a-v.html
@ NESSIE
“un commissario di Bruxelles, messo a guardia di questa anomala frontiera ferroviaria”
Spero che suddetto commissario sia uno psichiatra da mettere a guardia delle nevrosi italiche, quelle che fanno si’ che ci si agiti come forsennati per fare un tunnel singolo da 57 Km., mentre in Svizzera hanno “forato” il DOPPIO tunnel del Gottardo, sempre da 57 km., da completarsi entro il 2017. “Ma gli svizzeri stimano di essere in grado di finire un anno PRIMA (fonte: “La Repubblica”. Ed un po’ piu’ in la’ il Tunnel del Brennero (idem per 53 Km) e’ pronto a partire. salvo il blocco chiesto dall’ Austria per far piacere alle isterie della SVP italiana, ormai contagiata dalla sindrome NIMBY italiana.
@Enniodaroma:
Ecco, a ‘sta botta siamo andati in stereo…
Enniodaroma il 7 marzo 2012 alle 13:09: @ M. FOA
” Beh, siamo onesti. Puo’ trovarmi un qualche resoconto “attendibile, pertinente e fondato” sul perche’ l’ Italia, dopo trent’anni di alleanza con l’ Austria-Ungheria e la Germania, nel 1914 si sfilo’ “all’ inglese” dall’ alleanza per poi senza provocazione dichiarare guerra alla sola Austria un anno dopo? Ed e’ passato quasi un secolo….”
Beh resoconti non lo so, per le cause a monte, mi pare sensato tentare un ragionamento su basi storiche.
Il Regno Unito (allora impero britannico) nella sua politica europea (ossia verso – o contro – l’Europa) si è sempre impegnato politicamente e militarmente ad allearsi con i più deboli contro il più forte, almeno dall’epoca delle guerre napoleoniche, o, se vogliamo, dall’epoca delle guerre di successione spagnola, per garantirsi il dominio del mare, del commercio, ed evitare l’emergere in Europa di qualsiasi potenza in grado di sfidarli, economicamente, politicamente e militarmente.
Alleati dell’Olanda contro la Spagna, nemici dell’olanda quando la compagnia delle indie orientali olandesi diventava troppo forte, alleati del Portogallo contro la Spagna medesima, alleati della Spagna, di nuovo dell’Olanda, e della Prussia, + altri stati germanici contro la Francia di Napoleone, alleati della Francia – e di altri stati e staterelli, fra cui il Piemonte, contro la Russia Zarista nel “Grande Gioco” (guerra di Crimea), alleati della Turchia contro la Russia, altrimenti i Russi alla fine dell’800 arrivavano a Costantinopoli (e ai Dardanelli), poi, con la guerra franco-prussiana del ’70 (e
l’unificazione tedesca), solidamente alleati dei francesi. Mentori dell’emergere del Giappone come potenza marittima e militare in chiave antirussa nel Pacifico (guerra russo-giapponese). (N.B – e in chiave antiamericana dopo la prima G.M.). Alleati degli Olandesi e degli Americani per strozzare un Giappone che si stava allargando troppo, alla vigilia della 2a G.M.
Veniamo allo specifico.
Prodromi della Prima Guerra Mondiale. Contenere la Germania per evitarne l’emergere e il consolidamento a livello europeo continentale: di nuovo alleati dello Zar (il nemico di 10 anni prima nella guerra russo-giapponese).
In questo contesto, data la posizione strategica dell’italia (rotta per l’india, fra Gibilterra e Suez ci siamo noi), l’avere un re d’Italia solidamente massone sicuramente non ha fatto una sterlina di danno (a loro). Per noi, c’era la questione aperta delle terre irredente ancora sotto l’Austria, tre guerre d’indipendenza nell’arco di poco più di mezzo secolo, e l’illusione di poterci allargare in Nord Africa.
Il Re accontentò le logge scozzesi, il popolo italiano spese una generazione nella forma di seicentomila morti e alcune altre centinaia di migliaia di invalidi, ed alla conferenza di pace ricevemmo lo stesso trattamento che abbiamo ricevuto durante la recente campagna di Libia: pagato il conto, contentino al minimo, ceffoni per il resto. Risorsa secondaria e spendibile eravamo, e tali siamo rimasti, e nel momento in cui sgarriamo – da una blanda alleanza col Kaiser, all’apertura di dialogo con Gheddafi, a – orrore degli orrori – cercare un momento di comprare gas e petrolio a prezzo decente da Iran e Russia, si provvede a raddrizzare la rotta, con le buone o con le cattive.
Se uno si diletta di tentare delle valutazioni storiche, mi pare che le conclusioni che se ne possono trarre sono – o appaiono – abbastanza chiare.
Siamo strategicamente importanti, ma i nostri interessi nazionali, se non apertamente in contrasto con i grossi giocatori europei – Inglesi, Francesi, tedeschi, più di recente Russi e Americani – possono di tanto in tanto diventare concorrenziali. E questo deve essere prontamente represso. Oltretutto, c’è sempre la possibilità di rastrellare soldi. andiamo a fare la spesa in Italia…
Data la debolezza dello stato italiano come potere costituito, la nostra scarsa efficienza militare, e la notevole propensione al tradimento della patria di una percentuale consistente degli esponenti del potere politico ed economico, la nostra attualità non può non ricalcare il trend storico consolidato. Ovvero, sacrifici molti, risultati pochi, qualche contentino ogni tanto, e mai, mai la possibilità di impostare una politica nazionale e internazionale di un certo livello, e che badi agli interessi nazionali.
Diciamocelo sinceramente: non è che non siamo mai stati all’altezza in termini economici o strutturali, è che ci è sempre mancato qualcosa in termini di capacità di comando politico. Qualcuno troppo ignorante, qualcuno troppo stupido, qualcuno magari in gamba, ma senza quella competenza a livello di politica estera e interna per rendersi conto di chi fossero realmente i presunti alleati e i reali nemici, magari qualcuno che aveva capito tutto ( e sto pensando ai Medici nella Firenze del rinascimento), ma non ha avuto quella capacità di violenza che, a conti fatti, è sempre risultata la extrema ratio decisiva nello stabilire chi restava nel gioco e chi veniva sbattuto giù dalla torre.
In questi termini, la Grande Lezione che i leader politici italiani – e noi, popolo incasinato – non riusciamo a recepire fin nel midollo delle ossa, né ad applicare a prescindere, è che a livello internazionale non esistono amici, non esistono unioni se non ottenute con la forza, le alleanze durano finché convengono al partner più forte, e nessun capo del governo assennato si deve illudere che qualche collega straniero sacrifichi qualcosa nell’interesse di un altro popolo se non ne ricava un tornaconto maggiore.
E comunque, se può tirati una coltellata a prescindere, anche se non ci guadagna niente al momento, lo farà. Perché può, perché nel dubbio è meglio uccidere, e perchè non si può mai sapere.
La piccola lezione che invece è stata applicata regolarmente e con grande larghezza è che – a livello individuale – per un “qualcuno” italiano è conveniente, nel breve termine ed a livello personale, allearsi all’estero con nemici più o meno dichiarati per prevalere sul concorrente o sull’avversario Italiano.
E questo all’estero lo sanno bene, e hanno in agenda tutti i numeri di telefono di quelli pronti a vendere un pezzo di Italia per un bel piattone di lenticchie. Tanto, il conto lo paghiamo noi.
Chi vi viene in mente? Guardate che di nomi ce ne sono parecchi, importanti e meno importanti.
Comunque, in un mio post precedente, parlai di “serial killers”. Ecco, se a livello psichiatrico i serial killers sono spesso caratterizzati da narcisismo, a livello comportamentale hanno praticamente sempre un modus operandi.
Pari pari.
Come osservatori non distaccati, credo che sia nostro interesse comprendere il “modus operandi” di coloro a cui ci opponiamo, metabolizzarlo, e, ove possibile, diffonderlo. E’ condizione necessaria anche se non sufficiente, per combatterli.
Se conosci il nemico e conosci te stesso, non devi temere l’esito di cento battaglie. – Sun Tzu, ovviamente.
@NAUTILUS
“mi par facile: noi volevamo Trento, Trieste, l’Istria e la Dalmazia che l’Austria non ci avrebbe mai dato”
Ovvia spiegazione, tipica del “mainstream” di allora e di oggi. Giolitti era assolutamente contrario ad entrare in guerra ed il Parlamento con lui, e per ben fondati motivi:
1 – Dopo la guerra di Libia, tutt’altro che conclusa, le finanze`stavano malissimo;
2 – Provato sul campo, l’esercito “oiemontese” si era rivelato di scarsissima qualita (“Ho dovuto tappare la bocca ai giornalisti per nascondere che quando vincevamo qualcosa, era solo quando eravamo dieci contro uno..”)
3 – Sapendo bene che se gli Imperi Centrali perdevano,avremmo potuto prenderci Trento e Trieste con comodo; se invece vincevano, se le sarebbero riprese loro a guerra finita.
Eppure andammo. Ed andammo perche’ gia’ nel Febbraio 1915 le nostre scorte di carbone non superavano i due mesi, grazie al blocco navale anglo-francese (mai dichiarato apertamente, per carita’, ma “le navi neutrali devono essere perquisite, sapete com’e'…”). Con le nostre fabbriche che cominciavano a chiudere una dopo l’ altra, Giolitti preferi’ dimettersi e lasciar fare al Re (conto in banca presso Baring’s, City of London). Che volevano gli inglesi da noi?
Il solito: obbligare gli Imperi Centrali a disperdere forze, per giunta perdendo un’ utile fonte di alimentari che avrebbe indebolito il blocco navale, e poi gettare nei Balcani un’ altro “alleato” famelico che avrebbe dato grossi fastidi all’ altro “alleato”, la Russia che all’ epoca sembrava poter rappresentare un serio pericolo per l’ Austria.
Andammo, e per “l’alto onore” dovemmo trasferire a Londra l’85% delle nostre riserve auree, spendendo tutto il tempo delle trattative a litigare su Trento, Trieste e Dalmazia (delle quali non ci doveva fregare niente – vedi 3 sopra) ignorando dettagli come il futuro delle flotte mercantili degli Imperi Centrali, dei possedimenti turchi in M. Oriente, delle sfere d’ influenza nei Balcani e della copertura dei costi della guerra che rimasero interamente a nostro carico.
Ma la stampa poteva raccontare a chi sarebbe andato a lasciare 600.000 morti le ragioni “vere” della nostra partecipazione? Meglio parlare di “sorella Francia”, di “fratelli irredenti da liberare”, ecc.
Oddio mo ci sta anche chi vede il Bildelberg anche nel tunnel:povera Italia.
“Lo stesso Guido Ceronetti, grande eretico della letteratura italiana, la scorsa estate visitò le barricate di Chiomonte e scrisse un eccezionale reportage per La Stampa, concludendo che la valle di Susa fa benissimo ad opporsi, perché anche la Torino-Lione fa parte di un grande disegno tecnocratico-demoniaco che ha per obiettivo la devastazione e la riduzione in schiavitù. Suggestioni culturali a parte, ecco che ora in mezzo ai monti della valle di Susa compare l’ombra del Bilderberg, sotto le sembianze del liberal-democratico olandese Brinkhorst: un commissario di Bruxelles, messo a guardia di questa anomala frontiera ferroviaria.”
http://conoscenzaliberta.myblog.it/archive/2012/03/06/il-gruppo-bilderberg-dietro-la-t-a-v.html
Stimato signor Foa lei pretende dai giornalisti (tutti??) una impossibile intelligenza ed equanimitá. Queste sono qualitá rare, anzi rarissime da trovare nei cittadino comune. Il giornalista dovrebbe poter cercare la veritá, ma purtroppo “questa é cosí preziosa che si puó dare solo con il contagocce”.(É una citazione di un famosissimo giornalista americano.)
Non si è parlato troppo delle ragioni per il si TAV perchè sembrava e sembra – a mio parere – elementare, lapalissiano, comprendere e condividere che inserirsi su una via di comunicazione europea, forse prossimamente transcontinentale, con mezzi di comunicazioni idonei nei prossimi 50 anni fosse non utile ma obligatorio pe ril rispetto dei nostri nipoti e pronipoti. Se non si intende quetsa cosa di base o si è tonti o si in mala fede o si vuole male ai propri discendenti….
Non è per andare veloci da Torino a Lione che si sta lavorando ma per entrare in un circuito che se non cogli ora, ti taglia fuori, senza possibilità di ricupero e di rimpianto.
E folle pensare di starne fuori!!!!
Poi d’accordo a discutere sui disagi (ed anche sui pericoli) che questa opportunità arreca e su come superarli….
@ Enniodaroma:
mi par facile: noi volevamo Trento, Trieste, l’Istria e la Dalmazia che l’Austria non ci avrebbe mai dato. L’Intesa, visto che non era roba loro invece ce le promise, ed entrammo in guerra con chi ci dava di più.
Tutto verissimo: è la domanda che mi faccio da anni leggendo o ascoltando giornalisti e politici “ma quando spiegheranno, dati alla mano, perchè ci vuole ‘sta TAV?” Zero.
Ma questo, come dice lei centrando la questione, è l’andazzo della nostra stampa e dei nostri politici su tutto.
Goretti: viene tenuto in conto il costo del carburante vs quello dell’elettricita’? Peraltro, non e’ che le compagnie aeree USA se la passino benissimo nella situazione attuale (e a quanto ne so la FAA sta facendo pure del suo peggio).
@ M. FOA
” da questa incapacità del giornalismo italiano di fornire un resoconto attendibile, pertinente e fondato, degli effetti delle politiche pubbliche”, scrisse Calafati nel 2006.”
Beh, siamo onesti. Puo’ trovarmi un qualche resoconto “attendibile, pertinente e fondato” sul perche’ l’ Italia, dopo trent’anni di alleanza con l’ Austria-Ungheria e la Germania, nel 1914 si sfilo’ “all’ inglese” dall’ alleanza per poi senza provocazione dichiarare guerra alla sola Austria un anno dopo? Ed e’ passato quasi un secolo….
Nella mia città, piccola provincia del nord, c’era un ospedale civico e 4 cliniche convenzionate con la sanità pubblica. La copertura sanitaria era accettabile e buona. A metà degli anni ’80 c’è stata la necessità di costruire un nuovo ospedale, più moderno e funzionale. Io, come molti altri concittadini, c’eravamo opposti. A me, in particolare, l’ospedale me lo hanno costruito di fronte alla casa, eliminando il verde che c’era. È stato imposto come ricatto, altrimenti i soldi stanziati sarebbero tornati a Roma. Peccato che dagli 80 milioni iniziali si è arrivati a 300 milioni. Adesso in città abbiamo 5 mostri di immobili abbandonati, che nessuno sa come utilizzarli… Il nuovo ospedale non riesce a fornire, sia la quantità e la qualità dei servizi precedenti all’opera. Io, per esempio, per farmi operare all’occhio ho dovuto andare in altra città. Naturalmente, i migliori medici, se ne stanno andando via… Complimenti a tutti i politici che hanno appoggiato l’opera… E mangiato….
Imparziale e inappuntabile Marcello Foa, eccellente e documentato Silvio, per me è un vero piacere leggere quello che scrivono.
A proposito dell’acronimo TINA:
Irlanda ancora al referendum per il Fiscal Compact. Ci scommettiamo che quei poveri irlandesi li faranno giocare a dadi, finché poi non saltano fuori i numeri giusti? Ovvero i l’ORO? Scenario già visto col Trattato di Lisbona… Non esiste più il referendum come strumento di consultazione popolare, ma I REFERENDUM seriali e tarocchi che vuole la Ue
http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=34068
O.T.
E ti pareva!:
“Il mercato azionario russo è crollato alla fine della giornata di negoziazioni del 4% per l’outlook negativo dell’agenzia di rating Fitch per l’economia russa. Alla fine della giornata l’indice Rts è sceso del 4,3% a 1676.48 punti e l’indice Micex ha perso il 3,9% a 1562.19 punti. Le quotazioni della banca “Vtb”, di “Gazprom”, di “Norilsk Nickel” e di”Tatneft” sono scese bruscamente. L’agenzia internazionale di rating Fitch ha dichiarato che la presidenza di Vladimir Putin deve imporre drastici tagli al bilancio statale o in caso contrario non esclude di abbassare il rating a lungo termine del debito pubblico della Russia.”
Da ridere, in quanto il debito pubblico della Russia non supera il 13,8 % del PIL !!!! ……… Penso che a breve, tutte queste agenzie di rating, truffatori vari, in primis Soros, saranno bombardate con dei missili termonucleari russi. Putin, uccidili a tutti, per il bene comune
CRITICHE DEGLI ESPERTI ALLA TORINO-LIONE (pubblicazione di alcuni link):
10- Chicago Blog: “La TAV non supera il Thatcher test” (link già menzionato da Nicola_Z)
http://vocidallestero.blogspot.com/2012/03/la-tav-non-supera-il-thatcher-test.html
11-Audit del 2003 commissionato dall’Assemblea Nazionale francese all’Ispettorato Generale delle Finanze e al Consiglio Generale delle Autostrade
http://notav-savoie.over-blog.com/pages/audit-des-ponts-et-chaussees-sur-les-grandes-infrastructures-5740551.html
CRITICHE DEGLI ESPERTI ALLA TORINO-LIONE (pubblicazione di alcuni link):
8- Ricerca del Politecnico di Milano sull’alta velocità in Italia che svela un buco di milioni di utenti.
http://www.tema.unina.it/index.php/tema/article/view/486
9- Val di Susa: Lo Stato va alla guerra, ma LA TAV è INUTILE appello di 360 scienziati a Monti.
http://www.maristaurru.com/index.php/Articoli/Val-di-Susa-Lo-Stato-va-alla-guerra-ma-LA-TAV-e-INUTILE-appello-di-360-scienziati-a-Monti.html
CRITICHE DEGLI ESPERTI ALLA TORINO-LIONE (pubblicazione di alcuni link):
6- Corte dei Conti : “Risultanze del controllo sulla gestione dei debiti accollati al bilancio dello Stato contratti da FF.SS., RFI, TAV e ISPA per infrastrutture ferroviarie e per la realizzazione del sistema “Alta velocità”:
http://www.notav-avigliana.it/doc/delibera_25_2008_g_relazione.pdf
7- Presentazione dell’Ingegnere Zilioli, in relazione a “EFFETTI TAV – STUDI EUROPEI/buone pratiche e cattivi esempi”
http://www.comune.re.it/retecivica/urp/retecivi.nsf/PESIdDoc/CE2F74FF4EBDC0A7C125783000474080/$file/Presentazione%20Ing.%20Zilioli.pdf
CRITICHE DEGLI ESPERTI ALLA TORINO-LIONE (pubblicazione di alcuni link):
4- Analisi economica del Prof. Marco Ponti del Politecnico di Milano
http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002454.html
5- Rapporto sui fenomeni di illegalità e sulla penetrazione mafiosa nel ciclo del contratto pubblico del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro:
http://www.notav.eu/modules/Zina/Documenti/2008_Rapporto%20sugli%20appalti.pdf
CRITICHE DEGLI ESPERTI ALLA TORINO-LIONE (pubblicazione di alcuni link):
2- “Analisi degli studi fatti da COWI A/S e indirizzati alla Commissione Europea – DG-TREN, in merito
al progetto Lione-Torino”
http://ec.europa.eu/ten/transport/priority_projects/doc/2006-04-25/2006_ltf_final_report_it.pdf
3- Contributo del Professore Angelo Tartaglia, del Politecnico di Torino: http:/www.notav.eu/modules/Zina/Documenti/2010_11-Angelo%20Tartaglia%20confuta%20teorie%20S%EC%20TAV%20On.%20Stefano%20Esposito.pdf
« S’HA DA FARE IL “F.A.R.E.” E NON LA “TORINO-LIONE” DEL POTERE ARROGANTE E PREVARICATORE »
Che la “Torino-Lione” sia un’opera (spacciata per linea ad alta velocità quando invece non lo è affatto) oggi obsoleta e inutilmente dispendiosa perché basata su stime ottimistiche 1994-2003 rivelatesi menzognere (in base ai dati oggettivi attualmente disponibili) nonché azzardata e rischiosa per la salute pubblica e l’ambiente, non lo dice solo l’indomabile Comunità di Val di Susa ma anche l’autorevole voce di chi se ne intende.
Nella fattispecie, centinaia e centinaia di rinomati esperti tra docenti universitari, tecnici e consulenti nazionali e internazionali, i quali hanno avuto l’onestà intellettuale di rendere note in pubblicazioni ufficiali le loro critiche, dissentendone parzialmente o totalmente.
A tali critiche, il potere arrogante e prevaricatore ha risposto col consueto “TINA!” (“There Is No Alternative!” = Non c’è alternativa!) già collaudato per farci ingoiare altri rospi immondi quali il Trattato di Lisbona, l’ingresso nell’Eurozona, il “Fiscal Compact”, l’ESM, la maialata del governo dei “tecnocrati non eletti” supportato dagli eletti (ma ancora per poco), imboscati dietro un muretto per farci la pelle a tradimento.
There Is No Alternative ? FALSO!
Un’altra alternativa esiste ed è costituita dal progetto “F.A.R.E.” (Ferrovie Alpine Ragionevoli ed Efficienti) messo a punto nel 2008 dai tecnici della Comunità Montana, dei Comuni della Val di Susa e di quelli della zona nord – nord/ovest di Torino:
http://it.wikipedia.org/wiki/Progetto_di_ferrovia_Torino-Lione
Ma il potere non la prende neanche in considerazione, ponendo a rischio la salute e l’incolumità dei cittadini e oberando i contribuenti di un ennesimo sciagurato gravame fiscale.
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CRITICHE DEGLI ESPERTI ALLA TORINO-LIONE (pubblicazione di alcuni link):
1- Ricercatori del Politecnico di Torino in “Interventi scientifici e studi relativi all’Alta Velocità Torino-Lione” :
http://areeweb.polito.it/eventi/TAVSalute/
Caro Marcello,
sospetto che la stampa eviti di spiegare chiaramente le proprie posizioni soprattutto perché una spiegazione chiara di un fenomeno complesso è difficile da scrivere e ancora di più da leggere. Pochi hanno voglia e capacità di farlo. Inoltre bisogna considerare il fatto che, almeno secondo me, una spiegazione qualitativa, senza numeri, non vale niente. Quando entrano in gioco i numeri la maggior parte delle persone si perde. Pensi che ne ho sentite un paio, qui a Bologna, dire che la Ducati Motor Holding, azienda ben nota da queste parti, è in vendita per un milione di euro, meno del costo di certi appartamenti in centro.
Le discussioni che ho con i colleghi, su vari argomenti, non sono un campione statisticamente significativo, comunque noto che la maggior parte di loro tende ad evitare i ragionamenti dettagliati basati sui fatti e sui numeri (e siamo quasi tutti ingegneri). Le posizioni dogmatiche sono spesso le preferite. Forse non è un caso che la grande stampa si comporti allo stesso modo.
Un saluto.
Buona lettura >>> http://lordbusinessbooks.blogspot.com/2012/03/ripensare-leconomia-riscoprire-i-valori.html
LordBB
C’E LAVORO PER TUTTI: CONCORSO PER 700 POSTI DI DI LAVORO, CAUSA APERTUA NUOVA AZIENDA PRIVATA A CAPITALE PUBBLICO
PER SAPERNE DI PIU
http://www.fiammatricolore.com/files/files/Mes.pdf
Per quale motivo il treno ad alta velocita’ per Parigi non si deve fare?
Cosa c’e’ di male a bucare una montagna? A costruire un ponte sullo stretto? Ma come ragionate in Italia?
Foa non la capisco, mi spiace.
caro FOA,
ripeto, questo Blog e’ ospitato dal Giornale… grazie a cio’ il Giornale si ammanta di un alone di pluralismo e trasparenza… ma in realta’ rimaniamo tutti in un cantuccio a fare denunce e a fornire notizie che rimbombano fra noi ma che non “saltano” mai in prima pagina.
Mi chiedo spesso A Che Pro. Ed anche Cui Prodest.
Comunque, nel suo piccolo, anche questo blog e’ uno spaccato d’Italia e della sua stampa di giornalettisti.
Anche tra noi ci sono molti “Fideisti”.
Con loro e’ difficile discutere sul merito, analizzare.
Se ci provi, ad andare piu’ a fondo, vieni liquidato da gente che ti dice che devi studiare, and that’s it. La cosa e’ un po’ ridicola.
Di contro, ci sono i Logorroici, quelli che scrivono paginate intere piene di links, notizie di rimbalzo o spesso preconfezionate, dati su PIL e controPIL. Spesso piene di errori grammaticali, anche. E senza alcuna sintesi.
Il quadro e’, in effetti, un po’ desolante.
Speriamo che questa nostra societa’ malata riesca a produrre di nuovo giornalisti di razza come Zavoli. Spero che lei riesca a farsi strada tra questi miseri giornalettisti… glielo auguro di cuore.
Bravissimo Foa.
Sulla questione dell’utilita’ della TAV la invito, e invito gli altri lettori, a leggere questi studi:
Il primo documento e’ un rapporto dell’organo di controllo della compagnia treni passeggeri USA (Amtrak), sul finanziamento pubblico all’alta velocita’ di 6 paesi europei e sull’effetto sul bilancio. A pagina 8 di tale rapporto (Finding no. 3) si scopre che le compagnie europee di alta velocita’ (l’Italia non e’ inclusa in questo studio) che riportano profitti nella gestione TAV tuttavia includono il finanziamento pubblico tra i ricavi. Tolti i finanziamenti pubblici, le societa’ sarebbero nel deficit piu’ assoluto.
Questo per dimostrare che la TAV e’ una opera che senza il sostegno dei contribuenti non sarebbe sostenibile.
http://www.amtrakoig.gov/sites/default/files/reports/E-08-02-042208.PDF
Il secondo studio qui sotto e’ del comune di Firenze. Mostra i costi medi per km di varie TAV nel mondo e rivela che i costi TAV in Italia sono mediamente il 500% piu’ alti di quelli di altri paesi.
http://associazioni.comune.firenze.it/idra/I.%20Cicconi,%20I%20costi%20AV,%2024.6.'08.pdf
Il terzo e ultimo studio e’ del dipartimento di economia applicata dell’Universita’ di Barcelona in Spagna. Lo studio e’ un’analisi economica della TAV che analizza i casi in cui le prospettive economiche per una TAV sono piu’ ottimali e vari altri fattori da prendere in considerazione prima di intraprendere tale investimento.
http://www.ub.edu/irea/working_papers/2010/201003.pdf
Da considerare che l’alta velocita’/alta capacita’ consente di far transitare oltre 15 treni ogni ora in un segmento di ferrovia. Siccome un treno ha in media dai 350 ai 500 posti a sedere (a seconda del numero di carrozze), questo significa che una linea consente di far transitare almeno 5000 passeggeri l’ora in ogni direzione, o circa 80 mila al giorno in ogni direzione (nell’arco di circa 16 ore di operativita’). In altre parole la capacita’ di tale linea e’ di trasportare almeno 60 milioni di passeggeri l’anno nelle 2 direzioni.
Faccio notare che qui in California se si sommano tutti i voli dai 3 aeroporti della zona San Francisco/Silicon Valley (pop. 6 milioni) verso i 4 aeroporti della zona di Los Angeles (pop. 12 milioni) situati a circa 600km l’una dall’altra (come Roma-Milano) il numero di passeggeri che volano nelle due direzioni ogni anno e’ di circa 7 milioni.
E’ chiaro che la AV/AC ha senso solo quando i volumi sono enormi. Difatti l’unica linea che ha recuperato tutti i costi (inclusi quelli di costruzione) e’ la Tokyo-Osaka che collega due aree metropolitane di 35 milioni e 18 milioni di abitanti, rispettivamente.
Lione ha 500 mila abitanti (1 mil. l’intera area metro), Torino non tanto di piu’. E a quanto mi risulta il traffico merci non e’ poi cosi congestionato su quella linea, anzi.
Ad una media di 80 milioni al km (o 800 euro al centimetro), tanto e’ costata la TAV da Torino a Milano, mi domando se valga la pena fare un tale investimento.
Una pista di aeroporto nuova di 4 km non arriva a costare 200 milioni (la pista nuova dell’aeroporto di Chicago e’ costata $257 milioni, inclusa la deviazione di un fiume e la nuova torre di controllo).
Con un miglio di strada ferrata si va lontani un miglio. Con un miglio di pista si va in tutto il mondo.
Detto americano
Concordo con Marcello Foa. Ma nel caso di un tunnel e di una linea ferroviaria non mi pare doversi scervellare per prefigurarsi il tanto conclamato ‘impatto ambientale’! Due binari?.. non sono un’autostrada!!! E’ da secoli che funzionano i vari tunnel delle linee ferroviarie attraverso le Alpi, ebbene: che danni hanno fatto? .. e che vantaggi, invece, hanno determinato?..
Perchè la TAV, dovrebbe essere trattata diversamente dai nostri quotidiani?
Mi sembra che tutte le testate abbiano i loro “interessi” da tutelare.
Vedendo il “governo” così unito attorno a Monti , non vedo perchè i loro “tutelati” dovrebbero fare diversamente.
Gli tolgano i contributi ai giornali, poi vediamo chiaramente chi sorregge chi…
Comunque,io ero ancora alle superiori quando mio padre mi chiese una mano nel prendere misure in un campo enorme.
Doveva essere espropriato.
Lì ci sorse il nuovo comune di un paese alle porte di Bergamo.
Il proprietario del terreno si presentò con lo schioppo da caccia in mano inveendo…
Preferisco un espropriato che sale sul traliccio che non uno con il fucile in mano.
Cordialmente
Andrea Cortesi
Apparte la diatriba si e no TAV, questa è evidentemente un’opera voluta dalla NATO, altro che infrastruttura per il benessere e lo sviluppo. Esiste un qualche cosa che nessuno ha il coraggio di dire secondo me….., non a caso nel fantasmagorico posto si trovano dei mezzi ad uso esclusivo della Nato. Cosa ci fanno li ? Sarà per ricavare Uranio ? Per velocizzare il movimento di mezzi militari velocemente in caso di ………, un bunker anti-atomico? Scherzi (mica tanto scherzi) apparte, sono pro NO-TAV per decine di motivi.
Come spesso accade condivido ogni parola, come spesso accade mi sorprende la sua “appartenenza” a questa testata!!
ps. ha fatto leggere questo testo al suo collega Porro?
Voglio condivere con voi, uno degli articoli piu veritieri sulla storia italiana degli ultimi 20 anni:
Tutto quello che è collegato con Carlo de Benedetti, è marcio, il piu grande distruttore dell’Italia assieme a Romano Prodi e Bersani.
” Una nazione sacchegiata “
http://notizie.radicali.it/articolo/2011-09-29/intervento/una-nazione-saccheggiata
La stampa fa il proprio dovere, ovvero cerca di non mettersi nella posizione scoperta. Incomprensibile invece la veemenza contro ferrovie italia: nel 90% dei casi i treni si fermano con imbarazzo da soli senza le scuse dei blocchi ferroviari notav! Sui metodi volenti poi, andrebbe aperto un blog dedicato: Spartacus trasmette certo più civiltà e rispetto di quanto facciano le parti in campo in val di susa.
cordialmente
Egregio MARCELLO, partendo dalle violenze che non sono mai accettabili, faccio un altro pensierino.
Conosciamo bene che stampa (genuflessa) abbiamo.
Personalmente noto anche l’incongruenza nell’usare due pesi e due misure. Volendo non dare un parere su TAV SI e TAV NO, parliamo solo delle violenze.
Agli sgoccioli del governo Berlusconi, c’è stato ben differente trattamento per i black bloc che hanno devastato Roma. Addirittura etero-dirette dal Senato le opinioni ed i primi giudizi. Scandalosamente nessun appunto da parte dei media. Solo in questo blog ci fu la segnalazione.
In val di Susa, la fazione violenta (probabilmente) non è formata dai valligiani. Ritengo più violenti gli interventi di richiamo all’ordine con le relative minacce di repressione. Se poi, queste parole sono pronunciate da king George & Montix, mi assale lo sconforto. Naturalmente certa stampa e TV si accoda lecchinando. Bah ! Forse è inutile arrabbiarsi. ciaoooooooooooooo.
La TAV non supera il Thatcher test
Un lucido articolo made in Italy dal Chicago Blog, sul nonsense economico della TAV, neanche da un punto di vista di mercato: il governo “tecnico” dovrebbe confutare con argomenti tecnici i numerosi studi contrari, invece di pretendere cieca obbedienza!
di Ugo Arrigo – Dopo il tunnel (virtuale) tra il Gran Sasso e il CERN di Ginevra, trafficato da una miriade di neutrini, un altro tunnel è ritornato al centro dell’interesse dell’opinione pubblica, quello della TAV Torino-Lione, contestato con metodi ragionevoli dagli abitanti della Val di Susa ma anche da frange estremiste la cui protesta spesso non disdegna dallo sfociare in atti violenti o comunque inaccettabili quali blocchi stradali e ferroviari. Di fronte a progetti come questo non dovrebbe essere tuttavia difficile conseguire il consenso di gran parte dell’opinione pubblica nazionale: basta dimostrare che il gioco vale la candela, nel caso specifico che i treni futuri valgono la costruzione dei nuovi binari e che in conseguenza i nuovi binari varranno di più dei soldi necessari a costruirli………………….
…………………….
Questi sono gli insegnamenti principali della posizione della Thatcher in relazione al Channel Tunnel che non solo non sono stati colti ma neppure meditati nell’esperienza italiana delle grandi opere. E’ evidente che la Tav Torino-Lione non supera il “THATCHER TEST” e che nessun privato si accollerebbe mai il rischio di costruzione ed esercizio dell’infrastruttura senza garanzie e contributi pubblici rilevanti……..
Link: http://vocidallestero.blogspot.com/2012/03/la-tav-non-supera-il-thatcher-test.html
saluti, Nicola.