E dopo Monti… De Benedetti!
Oggi i giornali pubblicano ampi resoconti della kermesse del movimento di De Benedetti “Libertà e Giustizia”. Molti l’hanno interpretata come una rottura rispetto al governo Monti. Può darsi. Però a me sembra che non ci sia una rottura, bensì una naturale armonia tra Monti e De Benedetti.
Mi spiego. De Bendetti e Monti frequentano gli stessi circoli di riferimento internazionali. De Benedetti sa che Monti, anche per questioni anagrafiche, non intende candidarsi nel 2013 e che preferisce il ruolo, a lui più consono, di Grande Tecnico, pronto, semmai, a tornare in servizio in caso di nuova crisi finanziaria.
Sia Monti che De Benedetti sanno che i due grandi partiti Pd e Pdl, sono logori, come erano logori Psi, DC e Pci ai tempi della Prima Repubblica. De Benedetti non vuole rompere con Monti, bensì cerca di garantirne la continuità ovvero a posizionare in un futuro non lontano un nuovo movimento politico, alternativo al Pd.
Da qui l’appeal di Saviano e di altre star politico mediatiche, da Lerner a Pisapia, in attesa di individuare il candidato premier (chissà forse Passera, nonostante alcuni apparenti dissapori con De Benedetti, o lo stesso Pisapia…)
La mossa è strategica e tutt’altro che infondata, con un grande limite: quel movimento, come tutte le cose generate dall’universo snob di Repubblica, è troppo elitario e radical-chic per sedurre davvero le folle.
Però l’analisi di fondo resta valida: come all’inizio degli anni Novanta esiste lo spazio per nuove forze politiche grazie all’evidente erosione – a mio giudizio irreversibile – dei partiti che hanno tenuto la scena negli ultimi vent’anni.
Il che vale per la sinistra, ma anche per la destra, dove invece nulla si muove…

@ LUCAS
“2- il finanziamento ai partiti di opposizione e soprattutto ai pericolosissimi esponenti Radicali di Iabloko (mela)”
Boh? Dagli atti dei due processi risulterebbe che Khodorkovsky avesse gia’ a libro paga piu’ di 80 deputati della Duma, tra i quali 40 del Partito Comunista, Zhyuganov compreso.
Sa’ com’e', comprarsi i deputati di Yabloko sono soldi sprecati, visto che se c’e’ da affossare la Russia sono pronti a farlo gratis. E gli elettori russi lo sanno benissimo.
@NICOLA_Z
“Dopo aver aperto un piccolo caffè nel 1986, nel 1988 Khodorkovsky era già al comando di un business di import-export che fatturava circa 10 milioni di dollari all’anno.”
Qualche dettaglio che aiuta a capire meglio la storiella: prima del “piccolo caffe’”, il Sor Khodorkovsky aveva fatto la sua brillante carriera nell’ ala giovanile del PCUS, il Komsomol. E nel sistema sovietico, il Komsomol gestiva tutte le attivita’ classificate come “giovanili”, come tutte le case discografiche, importazione di abigliamento “giovanile” (jeans, per esempio), centri vacanze, e cosi’ via. In questa attivita’ il nostro zelante “apparatchik” il Nostro entro’ in contatto ben prima che con gli altri “filantropi” internazionali con gli altri “apparatchik” ben infiltrati nel sistema bancario dell’ URSS, come il capo del Komsomol, Golubchik, i cui genitori erano nella dirigenza della Banca di Russia. Mentre i genitori dell’ altro oligarca Potanin erano nella Banca del Commercio Estero, l’ ucraino Yushenko era il Direttore Generale della Banca dell’ Agricoltura ucraina, ecc. ecc. Dal che si evince che i Rotschild si sono comprati la Russia senza neanche tirare fuori un kopeko, ma utilizzando i risparmi degli stessi russi, grazie alle “talpe” infiltrate da anni nel sistema.
Nessun parallelo con l’ attualita’ nostrana?
Cori lettori, caro Nicola nostalgico del mondo centralizzato e privo di pensieri che accomuna un certo tipo di totalitarismo sia di destra che di sinistra.
Tralasciando le altre acute osservazioni e richiamandoti all’attenzione in quanto a citare evasori fiscali in carcere in un paese dove lo scudo fiscale ed il condonino agni 2-3 anni è sempre stata taumaturgica soluzione di problemi veri o imaginari (oltre che memorabile presa in giro di chi le tasse le paga) Ti pregherei di non lanciarti in ipotesi su argomenti che visibilmente non conosci.
Il compagno (camerata?) Khodorkovsky fu imprigionato per tre motivi che ti elenco e che con la giustizia,se non quella divina, hanno opcoc a che vedere:
1- voleva attraverso una sua piccola controllata costruire un oleodotto privato per vendere gas alla Cina (in Russia, come privato, puoi produrre tutto il petrolio che vuoi ma le strutture di trasporto devono essere sotto il più stretto controllo statale per la dottrina di Putinn sullo sfruttamento in chiave politica delle risorse naturali – argomento, per altro, della sua (di Putin) tesi di laurea)
2- il finanziamento ai partiti di opposizione e soprattutto ai pericolosissimi esponenti Radicali di Iabloko (mela)
3- il suo rifiuto di vendere tutte le sue attività alla Gazprom (cosa che Abramovich avrebbe poi fatto senza tentennamenti)
Io ho vissuto in Russia e vi devo dire che a parte la creazione di una (in)certa classe media la Russia di Putin è piena di contraddizioni, sottoposta ad un controllo poliziesco asfissiante e piagata da tossicodipendenze, prostituzione, gioco d’azzardo e sottooccupazione queste si la panacea del liberismo dove pescare a piene mani forza lavoro a bassa retribuzione (in russia è normale lavoprare 1 o 2 giorni a settimana con particolari contratti a tempo)
Detto ciò un saluto a tutti i lettori del Giornale
Lucas M.C.
Per proseguire con il De Benedetti di tutte le Russie, tal Khodorkovski, agente infiltrato dei Rothscild, ecco l’articolo di Maurizio Blondet:
“Putin è cattivo, s’è difeso dai Rothschild”
Non solo tutte le cancellerie occidentali hanno fortemente protestato. Anche i media italiani (che di rado si occupano di cose estere) hanno sparso lacrime su Mikhail Khodorkovski, l’oligarca ricondannato in Russia per riciclaggi ed evasione: poverino, vittima di Putin. Ciò non stupisce, evidentemente anche i tg italiani sono istruiti su qual messaggio diffondere riguardo a questa faccenda. La povera vittima ha potenti protettori internazionali.
Attivista del Komsomol (la gioventù comunista sovietica), il giovane ebreo Khodorkovki ha cominciato la sua brillante carriera di businessman e miliardario già poco prima della caduta dell’Urss. Da venditore di computer in una cooperativa, nel 1990 appare miracolosamente come il padrone e fondatore di una banca, Menatep Banking Group. Con questo strumento di credito, Mikhail – insieme ad un’altra ventina di «oligarchi» saliti dall’ombra sovietica – si pone nella miglior posizione per profittare delle «privatizzazioni», ossia la svendita del patrimonio industriale e minerario dell’URSS.
Nel 1995 compra la Yukos – quella che oggi è sostanzialmente la Gazprom, il colosso petrolifero ed uno dei più grandi conglomerati del mondo – per 350 milioni di dollari; il cui valore, come risulterà dalla sua quotazione in borsa, è di 15 miliardi di dollari, ossia 42 volte il suo prezzo d’acquisto. Persino il Wall Street Journal (quando non era ancora proprietà di Murdoch), al momento dell’arresto di Khodorkovski, paragonò l’affare a quello di uno che compra un autentico Rolex di platino per 50 dollari in una piazzola autostradale; non si chiama più acquisto, ma ricettazione.
Tuttavia, anche 350 milioni di dollari non sono pochi per un giovane come Mikhail. Chi glieli aveva dati?
I Rotschild di Londra. Al proposito, c’è stata più di una recisa smentita da Casa Rotschild. Gli indizi contrari tuttavia non mancano.
- Nel febbraio del 2004, in occasione dell’arresto di Khodorkovski, fu rivelato che la sua Menatep Bank aveva come sede l’Isola di Man, noto paradiso fiscale britannico.
- La stampa britannica rivelò che il pacchetto azionario nella Yukos in possesso di Khodorkovski era stato passato a Jacob Rotschild poco prima dell’arresto dell’oligarca, «in base a un accordo stretto preventivamente» (dopotutto, era roba del Lord, visto che aveva fornito i soldi per comprarla). Un accordo a quanto pare automatico: in caso di guai a Mikhail, le sue azioni diventavano di Jacob, onde Mosca non potesse sequestrarle. Lord Rotschild, scrisse il Sunday Times, «controlla adesso diritti di voto nella Yukos per quasi 13,5 miliardi di dollari» (1). (Arrested oil tycoon passed shares to banker – http://www.fpp.co.uk/online/03/11/Oligarchs071103.html)
- Nella sua smentita, Casa Rotschild sostenne che i soli legami di Lord Jacob con la Menatep erano dovuti al comune interesse nella Open Russia Foundation, una fondazione “culturale” almeno ispirata da George Soros (sul modello della sua Open Society, che promuove la «democrazia» nell’Est europeo), nel cui comitato dei garanti siede Henry Kissinger; la fondazione era stata creata come emanazione della Yukos, e possedeva media e giornali, con cui Khodorkovski esercitava le sue ambizioni politiche: ad un certo punto, s’era infatti messo in concorrenza contro Vladimir Putin, ovviamente per fare della nuova Russia una «società aperta» sul modello preferito da Soros e da tutte le rivoluzioni colorate seguenti. Khodorkovski ha speso milioni di dollari contro lo sforzo di Putin di riunificare la Russia politicamente e culturalmente, finanziando «partiti riformatori democratici» ostili a Putin. Si può aggiungere che la Menatep era in società d’affari con il noto gruppo Carlyle, la finanziaria dei Bush (2).(Biollionarie industrialist – http://www.pbs.org/frontlineworld/stories/moscow/khodorkovsky.html)
- La Menatep Bank dall’isola di Man offrì a Putin personalmente grosse quote azionarie della Yukos, in cambio della liberazione di Khodorkovski; forse credendo che il nuovo capo del Cremlino fosse della stessa pasta della «famiglia» Eltsin, di cui era parte. (Rothschild tries to bribe Putin? – http://www.rumormillnews.com/cgi-bin/archive.cgi?read=44582). Ma la corruzione non servì. Putin ha (ri)nazionalizzato la Yukos poco dopo l’offerta Menatep, restituendola al Paese; oggi è la Gazprom.
La finanza internazionale però riteneva di avere in mano il nuovo potere russo come aveva in mano Eltsin: grazie al debito. Proprio in base a un programma «prestiti contro proprietà» (pubbliche) la ventina di oligarchi, forniti di liquidità, s’erano accaparrati i tesori russi. Nel 2000, quando Putin fu eletto presidente, la Russia doveva 16,6 miliardi di dollari al Fondo Monetario Internazionale egemonizzato dagli anglo-americani, e più del doppio (36 miliardi) al «Club di Parigi», meglio detto Club dei Creditori di Parigi e Londra, i banchieri privati prestatori agli Stati, egemonizzato dai Rotschild.
Ma il rincaro dei prezzi petroliferi ha consentito a Putin di dirigere una parte dei profitti di Gazprom (ex-Yukos) per estinguere anticipatamente i debiti nazionali; nel 2006 l’estinzione del debito verso i Rotschild era completa. La dipendenza finanziaria di Mosca dai banchieri esteri, quelli che tengono tutti i nostri stati alla loro mercè coi loro prestiti, era finita. (Putin’s Plan – http://www.twq.com/08spring/docs/08spring_gaddy.pdf)
E’ ovvio che i Rotschild non perdonino Vladimir Putin: gli ha fatto perdere soldi, gli ha fatto perdere il favoloso affare Yukos, gli ha fatto perdere il suo uomo. Li rivogliono.
Così ora sappiamo perchè i nostri grandi e liberi media spargono lacrime sul triste destino di Khodorkovski, e sul sistema giudiziario russo così perverso. Piangono lacrime per conto terzi. Come le prefiche.
1) Il socio principale di Khodorkovski nella Yukos, Leonid Nevzlin, nel novembre 2003 si è sottratto all’arresto riparando in Israele, dove gli è stata immediatamente data la cittadinanza, benchè Nevzlinnon soddisfi completamente i requisiti di ebraicità richiesti. Anche Lord Jacob Rotschild ha preso ultimamente la cittadinanza israeliana.2) Altre che nel Carlyle Group, Khodorkovski aveva (e probabilmente ha ancora) interessi e quote nel colosso americano dell’assicurazone (AIG Capital Partners) e in altre ditte d’investimento transnazionali, Global Asset Management e Blackstone Group attraverso la Menatep e le sue branche Trust Investment Bank e Menatep International Financial Alliance. Inoltre possiede la compagnia di tecnologia informatica Sibintek, un grosso gruppo di operatori telecom, MKS, Macomnet, Metrocom, Rascom, Magistral Telecom; e attraverso la sua Oper Russia Foundation, una quantità di pubblicazioni, radio, tv e giornali.
articolo postato da axoun Inviato: 29/12/2010 21:13 nel link:
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3665
saluti, Nicola.
Caro Stallmann,
il nostro Veneratissimo Maestro De Benedetti, come già detto in questo blog è un alto agente della ultra-potente casata dei Rothschild, e quindi nella miserevole colonia Italia come altrove, egli in qualità di feroce squalo finanzario, può operare anzi depredare e saccheggiare, in massima libertà garantita, con la quasi certezza della totale immunità, da ogni magistrato italiano e non.
Ma in Russia non gli avrebbero mai permesso di depredare e saccheggiare impunemente, sulla pelle della collettività nazionale, ed infatti il De Benedetti della Russia , tal Khodorkovsky anch’egli agente infiltrato Rothscild, ha dovuto capire che in Russia non ci sono solo i pupazzi obbedienti della Finanza Internazionale, come nel nostro smidollato Occidente, ma ci sono dei veri e propri Statisti e Patrioti, che non hanno timore delle maniere “forti”, per tutelare l’interesse nazionale su quello di Potentissimi banchieri internazionali(Rothscild):
Il mistero Khodorkovsky
Le prime pagine di mezzo mondo riportavano ieri la reazione seccata di Mosca a quello che i russi definiscono “ingerenze eccessive e intollerabili” dell’occidente nel processo a Mikhail Khodorkovsky. Il caso è esploso dopo che l’ex-proprietario della Yukos ha ricevuto un secondo verdetto di colpevolezza, che lo condannerà probabilmente ad ulteriori anni di prigione.
Di certo è curioso vedere la Casa Bianca che si sbilancia ufficialmente a favore di un semplice cittadino russo, definendosi ”profondamente preoccupata” per un verdetto che suggerisce “una applicazione selettiva della giustizia” in Russia. Hillary Clinton dice addirittura che “il processo solleva seri dubbi sul rispetto della legge in Russia”, e che “il verdetto avrà un impatto negativo sulla reputazione della Russia”.
Anche il ministro degli esteri tedesco, Westerwelle, ha fatto sapere che considera questo verdetto “un passo indietro nella strada verso la modernizzazione del paese”, dicendosi ”molto preoccupato” per la nuova sentenza.
Da parte sua, il presidente del comitato affari esteri del parlamento inglese, Richard Ottaway, ha detto che nel caso di Khodorkovsky non è stato seguito “un procedimento legale riconoscibile come legittimo”.
Ma come mai tutti si preoccupano così tanto che questo signore venga “trattato giustamente” …
… dai tribunali russi, e soprattutto su cosa basano la loro evidente convinzione che non lo sia?
Secondo l’iconografia ufficiale, Khodorkovsky è un “self-made man” in stile occidentale che ha saputo “interpretare” al meglio i profondi cambiamenti avvenuti in Russia durante il crollo del sistema comunista.
Dopo aver aperto un piccolo caffè nel 1986, nel 1988 Khodorkovsky era già al comando di un business di import-export che fatturava circa 10 milioni di dollari all’anno. Grazie a questa “solida base finanziaria”, Khodorkovsky poteva così fondare una sua banca privata, la Bank Menatep, che in pochi anni sarebbe diventata un potente strumento di traffico monetario di ogni tipo, nazionale ed internazionale.
Ma Khodorkovsky non era certo un avido senza cuore, e non appena ebbe queste disponibilità finanziarie volle indirizzarne una parte verso diverse opere filantropiche, come centri di formazione per insegnanti, scavi archeologici, scambi culturali, e naturalmente tante scuole per bambini orfani.
Conobbe così anche molti altri filantropi in tutto il mondo.
Nel frattempo il crollo del sistema aveva dato il via libera alle privatizzazioni, e nel 1996 il Group Menatep riuscì ad impadronirsi del 90% della Yukos, la società petrolifera nazionale il cui valore in quel momento aveva raggiunto – casualmente – i minimi storici. Pagata la miseria di 300 milioni di dollari, nell’arco di pochi anni la Yukos avrebbe raggiunto un valore stimato di 20 miliardi di dollari, facendo di Khodorkovsky l’uomo più ricco della Russia, e il 16° uomo più ricco del mondo, secondo la classifica di Forbes.
Visto che bello, il libero mercato? Visto cosa si può fare, se davvero “hai le palle” per rischiare al momento giusto, se davvero credi alle regole del capitalismo, e sai investire oculatamente i tuoi averi? Altro che comunismo! Questa sì che è vita, questa sì che è libertà!
Ma evidentemente chi ha confezionato la leggenda di Khodorkovsky deve essersi dimenticato di qualche piccolo particolare, perchè di colpo nel 2003 ritroviamo il nostro eroe in prigione, accusato di evasione fiscale. Da quel giorno le fortune di Khodorkovsky sono finite, ed è inziato il suo calvario, che dura ancora oggi.
Qualcuno sospetta che questa svolta imprevista sia stata dovuta al fatto che Khodorkovsky avesse annunciato da poco la fusione fra Yukos e Sibneft, il “braccio petrolifero” di quella che oggi è Gazprom, che nel periodo delle privatizzazioni era stata comperata per una miseria ancora maggiore – soltanto 100 milioni di dollari – da Boris Berezovsky, il noto “rifugiato politico” russo che vive oggi sotto la protezione di Sua Maestà d’Inghilterra.
Se la fusione fosse avvenuta, il nuovo gigante petrolifero sarebbe diventato la seconda potenza mondiale nella produzione di greggio, dopo la Exxon-Mobil. E pare che Khodorkovsky in quel periodo avesse anche trattato la vendita delle sue quote di Yukos proprio alla Exxon-Mobil. Tutto questo avrebbe fatto scattare – sempre secondo i maligni – la rabbia di Putin, che sarebbe ricorso alle “vie legali“ per togliere di mezzo una volta per sempre il pericoloso Khodorkovsky, facendo saltare nel frattempo la fusione fra Yukos e Sibneft. Sarà anche un fetente, questo Putin, ma magari qualche sentimento di nazionalismo in lui sarà pure rimasto, dopotutto.
Va bene, direte voi, il ragionamento può anche stare in piedi, ma tutto questo è sufficiente a scatenare lo “sdegno” da parte di tutti i più importanti ministri degli esteri dell’Occidente, con la conseguente eco mediatica che ritroviamo oggi su tutte le testate mondiali?
Teoricamente no. Centinaia di russi sono letteralmente scomparsi nel tritacarne delle lotte intestine, dal 1991 ad oggi, e nessuno se ne è mai preoccupato.
Se però ci venisse la curiosità di indagare su chi possano essere stati, nel corso degli anni, i finanziatori occulti di Khodorkovsky, potremmo anche imbatterci in questa curiosa notizia: subito dopo il suo arresto, avvenuto nel 2003, tutte le azioni della Yukos in suo possesso passarono automaticamente nelle mani di un certo Jacob Rothschild, in base ad un accordo segreto che era stato stipulato in precedenza fra di loro.
Avete visto che cosa può succedere, quando si frequentano i circoli dei filantropi?
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3665&com_id=176347&com_rootid=176327
saluti, Nicola
Monti lavora per gli ebrei Goldman ecc. De benedetti E’ Ebreo, tondo, tondo, squalo rapinatore, e strafalso: basta averlo ascoltato
qualche sera fa in tv, e l’egr. Belpietro ha aggiunto:’Parole sagge…ma non è il De benedetti che ha fatto questo e quell’altro? Ci mancherebbe appena questa iattura!!! Povera italia!
Ciao Firefox, io credo che la diminuzione dei commenti sul Blog di Marcello Foa sia dovuta anche alla bella stagione che avanza, alla gente che preferisce andare a passaggio quando può e non a stare curva su un pc. Non si può passare il resto dei propri giorni a rimpallare alle cavolate virtuali altrui. Ci sono tante altre cose interessanti da fare nella vita. E per fortuna!
Fabio Cenci, raccontaci qualche puntata del giallo di Le Carré relativo a nonno Carletto, che mi intriga. Ho trovato un mio conoscente che ha lavorato per anni alla Olivetti e me ne ha raccontate così tante che hanno davvero dell’incredibile.
Però, dai, almeno una notte al fresco l’Ingegnere se l’è fatta. A tale proposito ricordo come se fosse ieri la vignetta di Forattini per Repubblica.
La scena era più o meno questa:
Forattini va da Scalfari con il taccuino e la sua celebre matita in mano e gli dice: “A’ dottò, stavolta la vignetta me la deve suggerire Lei”
Gia’ Mr Foa, considerazioni suggestive le sue. Tanto che mi azzardo a
Di squaletti come questi ce ne sono in ogni nazione del mondo. Hanno il diritto di predazione locale, sbrigano affarucci grandi e piccoli, ma sono come le remore; non si allontanano mai dallo squalo grosso. Morirebbero. Soros per l’Ungheria, Kodorkhovskij per la Russia e De Benedetti per l’Italia. Questi i piu’ noti a noi, ma ce ne sono dovunque.
Sarebbe gia’ grave se tutto si potesse ridurre a cio’ che concerne il fatto in se: un’associazione a delinquere internazionale che si dedica sistematicamente al saccheggio nella piu’ totale impunita’. Ma non si tratta solo di questo. Se, poniamo il caso, si trattasse di persone originarie di Singapore, sarebbe lecito dire che ci troviamo di fronte ad una mafia asiatica? Probabilmente si’. Il fatto e’ che dopo Hitler, niente e’ piu’ come prima. Onde per cui non si puo’ dire che sono tutte persone di origine ebraica. Pena la spaventevole denuncia per antisemitismo. Quindi lasciamoci espropriare di tutto: beni, dignita’ e vita per evitare di finire in compagnia dei nazisti. L’hanno studiata bene, non c’e’ che dire. IMHO il Nuovo Ordine Mondiale si caratterizza piu’ per cio’ che vieta piuttosto che per cio’ che consente. Onde per cui, se ci si vuole liberare si deve fare proprio cio’ che e’ vietato. Chi vuole farlo? Nessuno, naturalmente. Dunque a che pro lamentarsene? Schylock avra’ la sua libbra di carne perche’ ora ha gia’ predisposto il suo tribunale. Ha imparato la lezione. Siamo moderni (e moderati), per Bacco! Che schifo gli estremisti ! Dibattiamo olimpicamente con grande fair play mentre ci riducono il mondo ad un inferno in terra. La non violenza e’ una gran cosa, ma dev’essere una scelta. Ovverossia, si deve conoscere la violenza per poi rinunciarvi consapevolmente. Noi siamo solo vigliacchi. Aborriamo la violenza perche’ ne abbiamo paura. La nostra occasione l’abbiamo persa molto tempo fa.
Best Regards
OT – ma dato che scrivono in pochi
Mi scuso col moderatore e con i blogger, ma quando ce vo, ce vo’…
Conti corrente gratis per pensionati sotto i 1500 euro
Non vedo perché debba esserci questa polemica, dato che da tempo esistono delle banche che propongono conti a zer o spese, anche con un piccolo interesse (3% lordo) (basta domiciliare almeno una bolletta – ci guadagnano con quella), compresi bancomat e carta di credito. Non faccio nomi perché credo non si possa fare pubblicità, ma basta cercare su internet… E se poi si possono fare i nomi basta dirmelo…
Saluti a tutti
Questa è proprio bella !!!
http://www.liberoquotidiano.it/blog/2314/L-ultima-dei-partiti-si-fanno-un-condono-per-un-reato-che-devono-ancora-commettere.html
Presa al volo su FB da un italo-francese.
……….una decisione ridicola Marocco Telecom ha vietato skype e altri servizi voip dal 17 febbraio… per proteggersi contro la concorrenza e spingere clienti di beneficiare di sue offerte a invece di usare i servizi gratuiti.
A quando in Italia. Un fornitore solo iper-controllante. Bah…………. ciao.
@ tribunusmilitum,
Nella lista ci sono da aggiungere tanti altri che lo aspettano al varco, dopo aver procurato immensi danni pro domo sua.
Dici bene che Berlusconi stia alla larga, fa bene alla sua salute ed al nostro fegato. Non faccio altri nomi perché TUTTI impresentabili. Forse nelle seconde file ci sarà qualche volonteroso ma, prima dobbiamo tagliare le voraci unghie dei lupi. Continuo a proporre da testardo la “COSTITUENTE”, con scelta popolare dei candidati. Con il controllo della democrazia partecipativa.
Dobbiamo arrivarci attraverso una rivoluzione ? Siamo capaci come gli islandesi a dare una “evoluzione” al Paese ? Nel primo caso non bastano i forconi. Nel secondo caso ci sono troppi coglioni. Ai posteri l’ardua sentenza. ciao.
@ firefox: POCHI MA BUONI. Propositivi non denigrativi. ciaooooooooooooo,
@firefox218
I messaggi sono effettivamente pochi rispetto alla media per questo blog, ma credo – non me ne voglia il dr. Foa – che l’argomento non sia molto intrigante, proprio per i soggetti chiamati in causa: De Maledetti credo faccia bene a tenersi alla larga dall’Italia (c’è ancora molta gente ex Olivetti che ha il dente avvelenato pur dopo tanti anni), e gli altri suoi pari come Pisapippa (come lo definisce Grillo) stanno perdendo quel poco (molto poco) di credibilità che avevano per ritenersi possibili candidati elezioni che perdono sempre più importanza. Berlusconi farebbe meglio a ritirarsi in qualche isoletta dei Caraibi tentando di farsi dimenticare; la gente è nauseata da tutti questi personaggi.
Quanto ai provocatori (o debunker che dir si voglia), secondo me fanno poco danno: si individuano subito e quindi e sono prevedibili… Basta ignorarli e non abbassare mai la guardia.
Saluti
Non aspettiamoci nulla da questi politici, siamo solo noi a dover/poter cambiare le cose, iniziando a disertare/abbandonare quelle strutture che, di fatto, realmente ci governano, ad iniziare da quella bancaria/finanziaria e quella commerciale/distributiva. Non occorrono rivoluzioni, è sufficiente entrare nei circuiti più etici e sostenibili, che già esistono e lavorano con metodi e per obiettivi totalmente opposti, ma vanno sviluppati, diffusi e supportati. Altrimenti rimarremo prigionieri di questo circolo vizioso che ci porta a perpetuare le sue cause… http://giannigirotto.wordpress.com/agisci/
38 commenti in 3 giorni- Lo sapevo che andava a finire in questo modo, prima ti incasinano il blog e poi se ne scappano soddisfatti,lasciando le persone per bene con le rotaie girate per gli insulti ricevuti che quindi se ne stanno in silenzio. La colpa di chi è?
x Francesco Natale
La dimostrazione che i tecnici non sono infallibili e’ qui:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2012/03/15/visualizza_new.html_132081138.html
Le politiche depressive di Monti non stanno minimamente scalfendo il nostro debito, nonostante i sacrifici che ci aspettano negli anni a venire.
Cio’ detto la nostra classe politica, se mi consente, fa senso……
non sono dcaccordo: i nomi dei VIP che ricorrono, sono quelli di estremisti della sinisrta (Vendola, Pisapia, Lerner …) che nulla hanno a che fare con le necessità immediate del paese. Quella gente predica il comunismo tradizionale: quello di stampo sovietico.
Si sa che le forze veramente progressiste nel PD, ormai, stanno prendendo il sopravvento … nonostante le involontarie resistenze dell’elettorato postcomunista. Non credo, quindi, che a sinistra, a questo punto, si decida di consegnare la barra di comando, alle forze conservatrici propugnatrici dell’esatto contrario di ciò di cui c’è effettiva necessità … e questo nonostante le trame “eversive” dei vari De Benedetti & C. (vere o presunte che siano).
DEBenedetti ??? ma scherziamo??
Uno che è sempre in giro per il nostro paese ma al momentyo buono tiene a precisare che LUI le tasse le paga in Svizzera dove ha la residenza!
Ma per LUI si vede non si applica lo stesso modello di indagine fiscale per Cantanti, Stilisti ecc, ecc. che vengono colpiti dimostrando che stannbo in italia più del 50% del loro tempo.
E Noi sotto questa spremitura dovremmo avere al POTERE un simile elemento!!!????
Gentilissimo Marcello Foa,condividendo appieno il suo articolo, mi permetto di sottoporre alla sua attenzione e a quella dei lettori queste mia breve analisi:
http://www.caravella.eu/index.php/2012/03/15/le-pericolose-suggestioni-della-tecnica/#more-15131
Grazie! F.N.
xNino
Nino, la lobby ebraica statunitense non si “appoggia” a nonno Carletto come lo chiama Nessie.
Nonno Carletto appartiene a famiglia ebraica conosciutissima, e’ parte del sistema, e come ricordava Nessie, e’ presidente della fondazione Rothschild, famiglia direi piuttosto conosciuta, quegli avvoltoi che fecero soldi a palate sul sangue degli altri in altre parole.
Carletto e’ parte integrante di questa grande famiglia, nessuno si appoggia a lui!
Lui non ha bisogno ad esempio di bussare alle banche per ottenere denaro, visto che i Rothschild….o no??
Non solo, ma il ruolo di Carletto nel Banco Ambrosiano di Calvi…. e’ tutto un film, una storia i cui contorni nessuno mai probabilmente chiarira’ definitivamente.
I traffici verso la Russia via Sud Africa (quella dei Botha)…..sono anche tutti da chiarire, eccome!
Il mio ex capo potrebbe scriverci un romanzo degno di Le Carre’…
per Fbio Cenci: non credo che gente “sgamata” come gli ebrei in campo economico, sia così incosciente da appoggiarsi o comunque sostenere un fallito di professione come De Benedetti….
Antonio Mason, su Nonno Carletto
(io lo chiamo così per ricordargli il suo memento mori, visto che questa è gente che si sente perenne e immortale) esistono numerose biografie, poiché ne ha fatte più di Bertoldo. Questa è solo una biografia di sintesi, un innocuo bignamino, per così dire:
http://ingegnie.altervista.org/De%20benedetti.html
Ma direi che la carica più rappresentativa ed emblematica per lui è la presidenza della Fondazione Rothschild. E scusa se è poco.
Sera tutti.Per intuito,dico; dietro De Benedetti,può esserci chi c’èra dietro al processo contro Berlusconi,dal quale è uscito indenne dal letargo.Credo,per essere un intuitoconcreto,bisogna bisogna mettere il naso sui soldi ricavati da un processo premeditato,cioè;se sono arrivati tutti sul conto corrente di De Benedetti o qualche euro ha preso un’altra strada.Buona serata(BAT)
@Mason : Attendo che qualche lettore mi dica chi c’è dietro De Benedetti.In pratica chi lo manovra, chi lo finanzia.
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Mason, De Benedetti ha potere che porta soldi, ma è il potere che conta, fra le tante attività credo sia importane l’esser stato tra i fondatori della European Round Table of industrialists ( Bruxelles ) ed era il 1983 e ne divenne Presidente se non sbaglio, carica che mantenne fino al 2004. Di che si tratta? Viene definita la madre di tutte le Lobby d’Europa. Noi leggiamo e nei fatti vediamo che la Commissione Europea è assai rispettosa delle lobby. E credo sia naturale che , anche se non più Presidente, si trova a fare parte del gruppo dei potenti d’Europa e non da ieri.
Gentile Silvio,
vero è, come già sottolinea, che il crimine non siede sulla estorsione della cosidetta sovranità (laddove mai è stata possesso dell’uomo “comune”), è anche vero che quello che verrà predato è la, giusta o meno, commissione da saldare ai lungimiranti adepti del nwo. il passaggio, violento o indolore, equo o altro, giustificato o meno, è un battito di ciglia che giustamente con zelo critichiamo nella nostra effimera esistenza ma che miopi non riusciamo a cogliere nella sua grandiosità. Purtroppo, come già lei accennava ospite da Marista, la vera battaglia si svolge su terreni ben più ostili e inospitali, e mostrar le armi è prematuro e invitare a meditare si manifesterebbe arrogante. Concordo.
con stima
Monti parlava di “anomalia tutta italiana” a proposito dell’esenzione dell’Ici sulla prima casa. E il fatto che egli, senatore a vita, possa candidarsi alle prossime elezioni politiche, che cos’è se non una grande anomalia? Ma, si sa, le anomalie che attengono agli interessi dei politici sono tante e tutte legittime (Cicero pro domo sua). Per me, un senatore a vita che si vuole candidare dovrebbe rinunziare alla sua carica di “illustratore della Patria”. E poi, vorrei proprio vederlo questo Monti, al quale oggi è concesso di fare tutto senza corti circuiti, misurarsi nell’agone politico nel rispetto della democrazia. Potrebbe anche avere l’appoggio di De Benedetti e, magari, di Napolitano e della Merkel, ma di certo non riuscirebbe a fare un tubo. Per questi motivi l’uomo della Provvidenza non potrà mai assaggiare la “normalità”, non è nelle sue corde e nè in quelle degli altri professori, tanto lontani dalla gente comune. Le anomalie italiane sono tante, ma la prima, la più grande, è proprio lui, Mario Monti. La sua corte, quella che lo osanna ogni giorno non riuscendo ad esprimere neppure la critica più semplice, quella no, non è un’anomalia perchè i “ruffiani” non ce li siamo mai fatti mancare. E questo, credetemi, è un eufemismo.
x Mason
Dietro De Benedetti caro Mason c’e’ la potente lobby ebraica dei finanzieri, a New York e altrove.
E’ il vero potere, quello del denaro.
Caro Colzani,
sino a poco tempo fa ero torturato da questo dubbio:
« Ma il Nuovo Ordine Mondiale potrebbe servire in qualche modo a sedare i feroci e sanguinosi tribalismi che affliggono l’umanità sin dalle epoche più remote? »
Poi, tale dubbio non ebbe più ragione di esistere.
Da quando venni a conoscenza della più grande rapina perpetrata ai danni dell’uomo comune.
Che non è (contrariamente a quanto da me e da altri sinora sostenuto) la sottrazione della sovranità monetaria.
Ma la predazione di un bene universale ancora più importante.
Forse ne accennerò in seguito, anche se i tempi non sono quelli opportuni (per rendersene conto basta leggere i commenti pubblicati dagli altri blog).
Quanto “allo spettro che si aggira per l’Europa”, forse lei voleva alludere a :
«Ja! Ein Volke, ein Reich, ein Bank, ja, mein Führer werden wir gewinnen …..Endlich!»
(«Sì! Una nazione un impero, una banca, sì, sotto la mia guida, noi vinceremo ….. Finalmente!»)
O no?
Molto cordialmente.
L’ing d’ivrea, degno rappresentante di furbitalia ed abile a squaleggiare a destra e a manca laddove vi è da rapinare ricchezza, si è di recente distinto, direi in maniera piuttosto greve, nel considerare le formichine dell’editoria quali ad esempio i giornali d’opinione politica come la padania, alla stregua di cadaveri che puzzano e pertanto da strangolare tagliando i fondi. Il presidente del gruppo editoriale espresso che affianca a corazzate come repubblica ed espresso un dozzina di quotidiani locali ed una manciata di radio e tv vorrebbe, tenendo bordone al molleggiato rachitico celentano strapagato ed improduttivo pure lui, eliminare i finanziamenti pubblici all’editoria che garantiscono bene o male la pluralità dell’informazione. I grandi tycoon dell’editoria sarebbero quindi maggiormente in grado di indirizzare la povera italietta a loro piacimento.
A voler normalizzare il dissenso leghista, unico in un contesto da nord corea (berlusconiano, caltagironiano, debenedettiano), ci pensa a dargli manforte anche supermariomorti che si è rivolto agli “eventuali” lettori del quotidiano politico della lega nord la padania in modo sprezzante, segno che questo piccolo ma agguerrito giornale, trascurabile e sacrificabile ed irrilevante nei contenuti in realtà sta sulle palle a molti. Io gli editoriali taglienti della Stefania Piazzo non me li perdo. Sono contro il pensiero unico attuale, una voce fuori dal coro.
Il duetto deb-mm è pieno di zolfo e luciferino, che brucino nel fuoco eterno.
Caro Silvio, presuntuosamente mi permetto di evidenziare come il tema relazionato non era multipolarità o blocco unico ma come il nuovo ordine mondiale si sarebbe dovuto presentare a fronte della nuova (propedeutica) crisi generata. L’elusiva democrazia delle molteplici forze apparenti o il granitico monolita pronto a riordinare le disgrazie compiute dall’obsoleto capitalismo? ecco cosa davvero rende insonni le notti agli illuminati padroni del vapore. Nella nostra piccola provincia italiana stiamo già assistendo ad uno stallo strategico che forse (dico forse) è proprio il banco di prova per quel epocale evento che da lungo attendiamo. Poi la sintesi porterà nomi romantici e nostalgici e si nasconderà ancora dietro la cortina delle acrobazie politiche tenendoci tutti con il naso all’insù. I dannati vedono in Caronte il colpevole di tanti loro affanni ma le sponde dove attraccheranno riservan loro triboli ben più penosi.
Insomma è da oltre mezzo secolo che il shakespeariano dilemma tortura i tavoli alla Chatham house e a breve sapremo quale forma “lo spettro che si aggira per l’Europa” assumerà questa volta.
cordialmente
Attendo che qualche lettore mi dica chi c’è dietro De Benedetti.In pratica chi lo manovra, chi lo finanzia. Io,posso intuirlo : i soliti banchieri, ma vorrei ,se possibile, un riscontro. Se va in banca,uno di noi, frequentatore del blog, per un finanziamento milionario,come minimo ,se viene ricevuto,porta a casa un bel no assoluto. Se va De Benedetti in banca ,per un finanziamento milionario,si aprono le porte . LA DIFFERENZA E’TUTTA QUI.
De Benedetti ha preso la cittadinanza elvetica a St. Moritz, dove le tasse sono inferiori di ca. il 40% meno rispetto a Lucerna e Ginevra, città queste che l’ospitarono nei momenti più difficili. Di Pietro è come l’asso di spade: non ti fidar di me se il cor ti manca! È ora che la stampa sveli le trame BIlderberg e TC. Altrimenti potete chiudere bottega.
De Benedetti ha preso la cittadinanza elvetica a St. Moritz, dove le tasse costano ca. il 40% di Lucerna e Ginevra, città queste che l’ospitarono nei momenti più difficili. Di Pietro è come l’asso di spade: non ti fidar di me se il cor ti manca! È ora che la stampa sveli le trame BIlderberg e TC. Altrimenti potete chiudere bottega.
L’entrata in scena di De Benedetti nel mondo politico italiano sarebbe una sciagura per l’Italia e per tutti gli italiani. Non meritiamo questa disgrazia.
@Angelo
Lei dice bene, i pochi referendum in Italia non sono serviti a niente, dato che i politici fanno poi quel che vogliono; ma questo perché in Italia i referendum possono essere solo abrogativi, ovvero possono solo cancellare qualche norma, che magari viene poi riproposta con qualche leggera modifica. Inoltre in Italia per portare avanti un referendum ci vuole un numero enorme di firme, e politici e corte costituzionale fanno a gara per bloccarli, e ora anche l’UE.
In Svizzera invece sono propositivi, ovvero decidono su nuove leggi, e se passano il referendum tali leggi sono approvate. Questo ovviamente cambia tutto, dato che il potere legislativo è anche direttamente in mano ai cittadini.
Salvino il 13 marzo 2012 alle 18:36:
Lei dice che in Svizzera votano tutto tramite referendum popolare.
Le faccio una domanda? Lei pensa che i cittadini svizzeri dopo essersi espressi, accetterebbero in silenzio che la loro classe politica facesse esattamente il contrario di ciò che loro hanno deciso con il referendum?
Ma c’è un altro personaggio che è pronto alla mossa di sostegno debenedettino e aspetta. E’ il pluridecorato(?) e ormai gasato Chicco Mentana al quale vorrei dire alla Fiorello “scialla, scialla”
Der Benedetti? allora sarà un movimento “LIBERTA’ GIUSTIZIA…..E DEFAULT”!!!
Un’ultima domanda, dottor Foa:
« Non crede che anche la Svizzera debba iniziare a preoccuparsi, visto che a Sankt Moritz (giugno 2011) Bilderberg aprì il dibattito sul tema:
« Switzerland: Can It Remain Successful in the Future? »
(« Svizzera: Può continuare ad avere successo nel futuro? »)
Non so chi abbia relazionato in merito.
Basterebbe al riguardo chiedere informazioni ai personaggi svizzeri presenti al meeting e, cioè:
Peter Brabeck-Letmathe (presidente Nestlè) , Hans Groth (Pfizer Europe), Barbara Janom Steiner (presidente del Canton Grigioni), Martin Schmid (capo del Dipartimento di Giustizia, Sicurezza e Salute, Canton Grigioni), André Kudelski (presidente Kudelski Group), Doris Leuthard (consigliere federale), Rolf Schweiger (membro del Consiglio degli Stati svizzero), Rolf Soiron (presidente di Holcim e Lonza), Daniel Vasella (presidente di Novartis), Jürg Witmer (presidente di Givaudan e Clariant).
Ovvero (in alternativa) chiedere lumi direttamente al Presidente di “Trilateral Commission – European Region” (anch’egli presente al meeting).
Vale a dire, all’attuale PM italiano Mario Monti.
Molto cordialmente.
Caro dottor Foa,
perché continuare ad alimentare l’ossimoro destra-sinistra ?
“Cui bono? “
Non certo al rispettabile pubblico di questo blog, che è adulto e smaliziato (grazie anche a lei).
Le propongo invece la seguente tematica:
« The New World Order: Uni-Polar or Non-Polar? »
(« Il Nuovo Ordine Mondiale: Uni-polare o non polare? »)
Ne discussero nel 2007 (a Istambul in Turchia) gli “Illuminati” di Bilderberg
http://www.bilderbergmeetings.org/conferences.html
presenti (tra gli altri) gli italiani Mario Monti, Giulio Tremonti, John Elkann, Franco Bernabé (più il defunto Tommaso Padoa Schioppa).
Se ne ridiscusse successivamente nel loro meeting del maggio 2009 (avvenuto a Vouliagmeni, in Grecia) ponendo l’accento su :
«A New Order: The United States and the World»
(« Il Nuovo Ordine: Gli Stati Uniti e il mondo »)
presenti (tra gli altri) gli italiani Mario Draghi, Mario Monti, Romano Prodi, John Elkann, Franco Bernabé, Domenico Siniscalco (più il defunto Tommaso Padoa Schioppa).
Interessanti argomenti, no?
NICOLA_Z il 13 marzo 2012 alle 17:08, lei ha scritto un “articolo di fondo” che mi è molto piaciuto. Ha esattamente estrapolato il mio pensiero. Manca solo l’ ultima scena che ormai non avverrà mai: Berlusconi quel salame arriva al Quirinale e parla con il Presidente Napolitano, il quale lo invita a mollare la poltrona più alta di Palazzo Chigi, cosa che fa dopo l’ approvazione della sua ultima finanziaria. Il Cavaliere dopo le dimissioni riunisce il partito e in un comunicato feroce racconta agli italiani la verità della situazione (che poi conosciamo tutti anche quelli della sinistra) e ribadisce l’ alleanza con la Lega senza appoggiare il governo del Sen. Mario Monti. Da elettore di Forza Italia dal 1994 e del PdL dal 2008 questo avrei preferito, mandare tutti al diavolo per poi tornare da vincitore o da perdente ma comunque coerente nel 2013. Invece il PdL prende le distanze dalla Lega e appoggia l’ amico di De Benedetti…….ma questa ormai è storia nota. Il Cav. ha scelto, invece, un’ altra strada che non so ancora se sarà la mia e anche di altri come me. Vuoi vedere che il Berlusca è davvero un grande salame?
Saviano?! Lerner?! Pisapia?! E questi sarebbero il nuovo che avanza? ma questa è sempre la solita sinistraglia organica e omologa ai poteri finanziari. Che intendiamoci, pescano dove possono: a destra, al centro e a sinistra.
Ma la destra postberlusconiana (ammesso che Berlusconi possiamo definirlo “uomo di destra” cosa per me non vera, dati i suoi comportamenti poco “ortodossi” e poco “tradizionalisti” e poco “conservatori”)va ricostruita specie dopo la messa in mora del governo uscente; mentre la sinistra è già lì, pronta, disponibile, immutabile nel tempo. Soprattutto servile.
No, non direi che i citati personaggi abbiano i requisiti per diventare i nuovi leader.
Nonno Carletto, farebbe bene a ritirarsi in Engadina coi nipoti.
E’ piu’ stupido Monti o 5 Nobel per l’Economia?
http://www.wallstreetitalia.com/article/1341607/crisi-debito/cinque-nobel-economia-contro-il-rigore.aspx
Arduo dilemma
Salvino
a me andrebbe benissimo votare per “qualcos’altro” che stipuli un “new deal” con gli Italiani; il problema e’ che non vedo teste pensanti e “quadripallute” in giro; vedo e sento le solite cariatidi, le solite nauseabonde zecche che vivono da parassiti da decine di anni alle nostre spalle.
Chi puo’ dar vita a questo new deal? Chi ha la statura intellettuale e morale per darci un futuro?
Se ci fosse lo appoggerei incondizionatamente.
Si parla tanto di rivolte, di rivoluzioni, ma gli Italiani non si muoveranno se non soffriranno la vera fame.
Vivo a Roma, non so piu’ dove parcheggiare l’auto; la benzina costa 2 Euro al litro quasi….il triplo rispetto a pochi anni fa. Pensi che qualcuno protesti?
L’IMU ci svenera’; i prelievi su chi investe qualcosa saranno pari all’ 1/1000 = 0,1% del patrimonio investito…le autorita’ regionali, provinciali e pure circoscrizionali ci toglieranno il sangue.
Vedi qualcuno che protesta veramente? Scioperi della fame ad oltranza davanti ai palazzi del potere?
Io vedo solo auto su auto su auto…..citta’ che scoppiano di traffico, di inquinamento e di puzza.
Soldi bruciati….per niente, per andare a fare “shopping”; quanta gente vive di rendita senza dare uno straccio di contributo?
E questi si ribelleranno? Permettimi di dubitarne; a tanti va benissimo cosi’…
E tornando al tema primario, monti e benedetti, 2 nomi 2 maledizioni.
Ecco che monti ha spianato la strada anche al suo amico maledetto: è dell’altro giorno la modifica della legge sulla golden share. Ora la legge tutela la golden share per società extra europee, ma per quelle europee libertà: comprate, comprate che noi svendiamo tutto.
Mi soffermo sull’ultima frase di Foa: “vale anche per la destra, dove invece nulla si muove …”
Questo è il problema maggiore, nulla si muove.
Ormai i cittadini sono sempre più vessati dalle tasse, la CGIA prevede il 54,5% di oppressione nel 2012 e in aumento nel 2013 e nessuno si muove.
La povertà aumenta in modo impressionante, migliaia di italiani sono alla fame come confermano molte associazioni che distribuiscono cibo ai poveri, i piccoli imprenditori chiudono o si suicidano, e nessuno si muove.
Intanto il governo pensa a cambiare l’articolo 18 per dare nuovo impulso ai licenziamenti con l’accordo dei sindacati e delle imprese che avranno in cambio “una paccata di miliardi” come ha detto la Fornero.
Dopo quella dei mutui subprime e dei debiti sovrani presto si avrà anche una terza ondata di crisi, quella vera, quella della speculazione sui derivati e sarà molto peggio delle precedenti, e su questa tema leggete l’articolo odierno IL MONDO NUOVO DI BLACKROCK E LA TERZA ONDATA DELLA CRISI: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=10019&mode=&order=0&thold=0, dove BLACKROCK è sinonimo di Rothschild e delle società padrone mondialiste.
Riporto l’ultimo periodo:
Questa è dunque la nuova questione sociale che la terza ondata porrà poderosamente all’ordine del giorno, come già avvenne alla fine dell’Ottocento, e lo farà su dimensioni talmente estese da evidenziare in modo immediato l’insufficienza degli attuali uomini di potere, dei tecnocrati, delle classi dirigenti dei partiti, degli intellettuali prodotti dalle nostre università.
Per il manifestarsi di una simile questione sociale occorre, con umiltà ma anche con decisione e con consapevolezza, attrezzarsi, vivendo nell’economia reale, cercando di ritrarne un quadro vivo ed efficace, raccogliendo uomini ed idee nuove, suscitando soprattutto forze morali senza le quali nessuna economia così come nessuna organizzazione sociale può pensare di affrontare il proprio avvenire.
È tardi, ma potrebbe ancora non essere troppo tardi.
Si’, direi anch’io che non è troppo tardi, ma occorre organizzarsi e fondare un nuovo movimento politico diverso dai partiti, che anzi si opponga alla presenza invadente e anti democratica dei partiti.
In Svizzera votano tutto tramite referendum popolare, in Italia non è permesso: credo che potremmo prendere molte idee dalla Svizzera.
L’ing. Carlo De Benedetti fa ancora progetti per il futuro?!
Ma quanti anni ha quel… “coso”?
Si dia, piuttosto, alle buone letture e alla meditazione:
salverà in tal modo la propria salute e quella dell’Italia, che di altri… “cosi” proprio non ha bisogno.
Buona serata a tutti.
De Maledetti non e’ stupido; usera’ un suo fantoccio.
E manovrera’ dalla Svizzera, di cui e’ diventato degnissimo cittadino (per lui non esistono i problemi che hanno altri nel prendersi un passaporto), magari per……non avere problemi con la “giustizia” italiota e con il fisco dracula?
Lui non si sporca le mani, anche perche’ ha dimostrato di non valere niente come professionista, come “industriale” (in realta’ finanziere sanguinolento) e come uomo, quando metteva gli operai di Scarmagno in mezzo alla strada scaricandone il costo sulla collettivita’.
Per non parlare degli strani traffici con la Russia quando c’erano precise leggi che vietavano l’export di tecnologia oltre la cortina di ferro.
Ma questa e’ una lunga storia….
il lato oscuro di saviano
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=26096&start=0&postdays=0&postorder=asc&highlight=
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=30276
Dedicato al Venerabile Maestro Trilateral ragionier Ugo…….ops!!! Mario Monti:
GLI DEI CIALTRONI di Gianni Petrosillo
Monti è sempre più popolare sulla stampa italiana e su quella mondiale che s’inventano impennate negli indici di gradimento della pubblica opinione, nonostante le scudisciate sferrate da costui alle terga dei connazionali. A meno di non essere del tutto pervertiti c’è da giurare che solo in pochi apprezzano le pratiche “slave” e sadomaso del professore borchiato sotto il cappotto d’ordinanza cattedratica. Gentaglia da salotto insomma che non frequentando bar e bettole da volgo si arroga comunque il diritto di mettere in bocca alla plebe parole di giubilo per il Salvator cortese della Patria. Ma l’uomo della provvidenza parziale, il semidio dello spread, l’eroe dei mercati internazionali si guarda bene dal provocare l’ira degli dèi del Grande Capitale e della Finanza Internazionale contro i quali ogni tanto inveisce ma non agisce mentre è sempre pronto a scatenare fulmini e saette sui comuni mortali, sottoposti ad ogni tipo di persecuzione e vessazione. Nettare per gli dèi, lacrime e sangue per noi.
Qualcuno si è preso la briga di fare due conti su questo primo periodo del governo soprannaturale composto da tecnici avviati alla carriera divina per una scorciatoia “trilaterale”. Così è emerso dal torbido clima di questa abominevole sobrietà che la spinta celeste dei suddetti figliastri di Pluvio, Olimpo ladro!, è assolutamente unidirezionale e preme soltanto sui settori sociali più svantaggiati. Che pertanto sacramentano e ne hanno ben donde, altro che sacrifici in onore delle divinità professorali! Per esempio, un articolo di Domenico Moro –con un taglio un po’ troppo ancestrale con ancora al centro il conflitto capitale/lavoro- sul sito Marx XXI (Marx che, ricordiamolo, nella sua epoca veniva spesso raffigurato dalla pubblicistica come un Prometeo al quale l’aquila imperiale andava a mangiare il fegato, punizione guadagnata per aver consegnato il fuoco teorico della rivoluzione al proletariato) riporta una serie di gravi iniquità nemmeno citate dai giornali:
“Monti, malgrado le promesse, ha lasciato intatta l’aliquota più alta dell’Irpef, cioè le imposte sui più ricchi, ed ha aumentato le imposte sui consumi, quelle che gravano principalmente sui redditi più bassi. L’Iva era già stata aumentata da Berlusconi di un punto, dal 20% al 21%. Ora, l’Iva (le aliquote del 10% e del 21%) verrà aumentata, nella seconda metà del 2012, di due punti percentuali e, nel 2014, di un ulteriore 0,5%. Inoltre, sono state aumentate le accise sui carburanti, quella della benzina a 704,20 euro per mille litri, quella del gasolio a 593,20 euro. Tali aumenti hanno provocato un aumento dei costi del trasporto e, a cascata, di molte merci. Possiamo immaginare quanto saranno pesanti gli effetti sull’inflazione, quando gli aumenti dell’Iva si sommeranno a quelli delle accise. Non è del tutto corretto dire che Monti non ha toccato l’Irpef. Ha toccato l’Irpef regionale (addizionale Irpef). Però, nell’Irpef regionale Monti ha aumentato l’aliquota di base, che grava sui più poveri. Questa è stata ritoccata dello 0,33%, portandola dallo 0,9% all’1,23%. Dal momento, però, che molte regioni avevano già introdotto delle maggiorazioni alla vecchia aliquota base, gli aumenti effettivi sono maggiori. Nel Lazio si passa dall’1,40% all’1,73%, lo stesso in Piemonte, Sicilia e Lombardia. In Campania e Calabria si raggiunge il record con il 2,03%. Inoltre, l’addizionale regionale è progressiva solo in cinque regioni. Da notare, che il provvedimento di aumento dell’Irpef è retroattivo, cioè riguarda il 2011”.
Si sarà comportato con tutte le furie del cielo dottorale anche con le grandi imprese? Nemmeno per il loden, ed infatti: “le imposte sono state diminuite alle imprese di capitale. L’Ires è l’imposta pagata sul reddito delle società (imprese di capitale, enti pubblici e privati, trust), che fu ridotta dal governo Prodi dal 33% al 27,5% nel 2007. Monti ha introdotto una nuova deduzione dall’Ires. Le imprese potranno dedurre dall’Ires l’imposta sulle attività produttive pagata sul costo del lavoro (Irap). Una impresa con 200 dipendenti risparmierà fino a 75.171 euro su una Irap totale di 237.900 euro.”
E non è finita qui perché tra l’IMU (la tassa sugli immobili che costringerà chi non potrà versare l’ennesimo ed odioso balzello a vendersi la casa, come sostiene Nicola Porro su Il Giornale) e la riforma del mercato del lavoro orientata a decurtare le vecchie garanzie per sostituirle con la mera propaganda del mercato globale, è sicuro che gli ultimi della Penisola, a forza di sprofondare, finiranno dritti dritti nell’Ade. Le nubi intorno a Monti si fanno sempre più fitte, proprio come quelle intorno al Monte Olimpo, dove però un tempo campeggiavano degli dèi dai tratti umani e non dei cialtroni con la faccia da marionette della Trilaterale.
Fonte: http://www.stampalibera.com/?p=42267#more-42267
saluti, Nicola.
caro m@rco, dobbiamo fare come i muratori.
Dobbiamo ristrutturare casa ITALIA.
a) Disinfezione, con il DDT entrare in parlamento, regioni, province, comuni, enti, consorzi, ecc….
b) Buttare via i ferri vecchi, eliminare le perdite …….idrauliche, elettriche, far funzionare le fogne per i topo,………….
c) COSTITUENTE, che NON sia composta da alcun politico in carica o ex. Gente nuova, giovane, con buona lena. Lo dico da vecchio, mi tengo in disparte.
Quindi,…………….
ciaooooooooooooo.
Dedicato al Venerabile Maestro Grembiulino ing. De Benedetti:
Il mio mascalzone è più pulito del tuo
Maurizio Blondet 03 Dicembre 2009
Visentini è stato anche ministro delle Finanze (1974-76), del Bilancio (1979, un governo Andreotti), e di nuovo alle Finanze con Craxi (1983-1987). E inoltre, presidente della Olivetti per quasi vent’anni, (1964 -1983). Come ministro delle Finanze, Visentini obbligò tutti i dettaglianti d’Italia a comprare il registratore di cassa: per lo scontrino fiscale (Morte agli Evasori!). Ma per puro caso, il presidente della Olivetti in veste di ministro diede una bella mano alla Olivetti, che aveva registratori di cassa da vendere. Ne vendette milioni: e «il libero mercato» non c’entra.
DE BENEDETTI – Aveva comprato Olivetti con i soldi ricevuti dagli Agnelli per togliere il disturbo in Fiat, e coi soldoni raggranellati nella rapida uscita, appena in tempo, dall’Ambrosiano (Calvi, poveretto, ci guadagnò meno). La pagò poco, perchè a quel tempo Olivetti faceva macchine da scrivere, e già albeggiavano i personal computer ed internet. Per fortuna, con l’interessamento di Visentini, le Poste di Stato comprarono ad Olivetti centinaia di migliaia di telescriventi (i giovani non sanno più niente di quelle macchine: servivano a trasmettere telegrammi), oggetti già allora obsoleti: lo Stato le rottamò anni dopo ancora negli imballi originali. De Benedetti ci guadagnò 145 miliardi di vecchie lire. Oltretutto, una legge provvidenziale obbligava lo Stato a comprare il 50% delle macchine da ufficio, e i primi computer, da aziende italiane: guarda caso, Olivetti riusciva a mettere insieme pc con componenti comprati in Giappone.
Strano che quando si parla di «conflitto d’interessi», non si ricordi mai quello di Visentini. Anzi: trattato dai media come Venerato Maestro, lodato come alta figura morale ed esempio di servizio allo Stato.
D’accordo, direte: ma almeno De Benedetti non è sceso in politica, fa i suoi interessi ma da imprenditore privato. E infatti è questo a dimostrare che Berlusconi è essenzialmente un Salame. Perchè non ha fatto come l’Ingegnere? De Benedetti non ha mai avuto bisogno di entrare in politica: i politici hanno sempre lavorato per lui.
ROMANO PRODI – Da presidente dell’IRI, stava per vendere la SME (alimentari) a De Benedetti per 393 miliardi. Craxi impedì la svendita mettendo insieme una cordata (Berlusconi-Barilla Ferrero) che fece un’offerta migliore: così lo Stato incassò 2.000 miliardi in più, sei volte il prezzo a cui Prodi voleva vendere a De Benedetti. Strano che sia Berlusconi ad essere continuamente sotto inchiesta della nostra occhiuta magistratura, e non Prodi: c’è un angolo cieco nell’occhio dei giudici.
CARLO AZEGLIO CIAMPI – Era presidente del Consiglio il 28 marzo 1994, e il giorno dopo avrebbe dovuto lasciare la poltrona perchè la sua sinistra aveva perso, e Berlusconi vinto le elezioni. Come ultimo atto di governo, il Venerato Maestro Ciampi assegnò la concessione al secondo gestore della telefonia mobile: a De Benedetti, che aveva appena creato Omnitel. Il miglior affare mai fatto dall’Ingegnere, che poco dopo vendette Omnitel alla tedesca Mannesman per 14 mila miliardi di vecchie lire.
GIULIANO AMATO – Braccio destro di Craxi eppure mai toccato da Mani Pulite, intemerato e Veneratissimo Maestro. Appena nominato presidente dell’Antitrust (da Berlusconi, quel Salame) Amato blocca Lorenzo Necci, presidente delle FFSS, che stava giusto vendendo a Telecom, allora statale, la rete telefonica ferroviaria per 1.100 miliardi. No, ordina Amato: meglio vendere detta rete a Omnitel, ossia a De Benedetti: e a 350 miliardi in meno, ossia a 750 miliardi pagabili in 14 anni, insomma in comode rate. Con quella rete aggiuntiva, il valore di Omnitel agli occhi dei tedeschi crebbe: 14 mila miliardi, come già ricordato, per l’Ingegnere.
MASSIMO RIVA – Giornalista dell’Espresso e di Repubblica (di De Benedetti), e al tempo senatore del PCI (pardon, dei «democratici di sinistra»). C’entra con la rovina di Europrogramme, un fondo di diritto svizzero creato dal finanziere Bagnasco: ben 25 mila sottoscrittori di tale fondo accusarono Riva ed altri giornalisti dell’Ingegnere – in prima linea Turani e Giampaolo Pansa (quello che adesso fa il revisionista) – Repubblica e l’Espresso di aver orchestrato una forsennata campagna mediatica, lanciando tali allarmi sulla tenuta di Europrogramme, da provocare la fuga dei sottoscrittori (all’inizio 75 mila) e il fallimento. Il tutto perchè l’ingegnere potesse raccattare per un boccone di pane il patrimonio immobiliare di Europrogramme: un affaruccio da mille miliardi di lire, in beni di sicura rivalutazione.
Il ministro Visentini, presidente di Olivetti, diede una mano all’operazione varando un decreto (approfittò di un vuoto legislativo) che per i fondi d’investimento decretava un prelievo fiscale del 30% sulle plusvalenze ancora da realizzare: il colpo alla nuca per Europrogramme. A comprare gli immobili fu poi la SASEA, una società del finanziere fallito Florio Fiorini: che per questo ottenne un prestito da UBS.
Perchè la UBS diede il prestito a un fallito? Perchè garantiva per Fiorini la CIR, ossia De Benedetti. Fiorini è finito (un’altra volta) in gattabuia; cinque ex manager del gruppo De Benedetti finirono accusati di falsa testimonianza. L’Ingegnere e il suo Visentini sempre intoccati, rispettati, assolti. Si sa, solo Berlusconi «usa i media a suo favore» (1).
De Benedetti fu miracolato dalla magistratura svizzera, che rigettò il ricorso dei danneggiati. Ma anche la magistratura italiana ha sempre trattato l’Ingegnere con la massima cordialità.
Esempio: una conversazione telefonica intercettata alle ore 10.31 del 19 novembre 1995, fra Di Pietro (DP) e De Benedetti (DB), che fa intuire una lunga frequentazione precedente (2).
Di Pietro: Pronto?
De Benedetti: dottor di Pietro?
DP: Sì…
DB: Non l’ho svegliata?
DP: No, assolutamente. Come va anzitutto?
DB: Sono Carlo De Benedetti… bene.
DP: Sì, l’avevo riconosciuta benissimo. Come va? Che piacere sentirla.
DB: Bene, bene… anch’io.
DP: Noi, a questo punto, ho capito che abbiamo tanti amici comuni.
DB: Eh, ne abbiamo tanti… sicuro.
DP: Tanti amici comuni con cui lavoriamo insieme.
DB: Bene… e Prodi è uno di questi, no?
DP: Prodi è uno di questi, sì. In questo momento, pensi, sono davanti al computer…
DB: Sì?
DP: Eh, sto scrivendo un’affettuosa lettera di … e… attenzione verso Prodi, che credo farò con Scalfari publicamente (Eugenio Scalfari fondatore di Repubblica, ndr), perchè lui (Prodi) più volte mi sta tirando in ballo, in questi giorni, e voglio raccomandargli discrezione e serenità, ma lo faccio in modo molto cordiale.
DB: Sì, ma quando… ehm… il suo progetto va avanti?
DP: Il «nostro» progetto… il nostro, eh sì, il mio progetto va avanti. Sta… stiamo lavorando… ma quando avremo modo di parlarne, poi preferisco parlargliene a voce.
DB: Con grande piacere.
DP: Sì.
DB: Quando lei vuole, io… ho piacere anch’io.
DP: Sì.
DB: Di qualche… anche perchè secondo me ci vuole un’accelerazione dei tempi.
DP: Credo che ci sia un’accelerazione in tanti sensi, devo dire che anche noi stiamo facendo parecchio anche poi…. grazie ad amici comuni insomma, ecco.
DB: Uhm… uhm… senta una cosa, poi ne parliamo perchè mi interessa sapere la sua idea… su questa pseudo o finta entrata di Romiti.
DP: Eh… non lo so se poi è pseudo o se è finta… credo che sia una variabile… anch’io ci sto riflettendo… eh… eh.. eh… per certi versi interessante, per certi versi… uhm… come si può dire… uhm.
DB: Conturbante.
DP: Conturbante… conturbante perchè credo di capire dove vuole andare a virare.
DB: Mah… le dirò… io penso che tutto qu… io mi sono convinto su quello che anche lei una volta mi ha detto, e cioè che bisogna evitare il partito-azienda; ora questo…
DP: Mah… quello… che partito-azienda! E’ azienda-potere, quindi…
DB: Quindi è una cosa diversa, infatti.
DP: Ancora un po’ più… più…
DB: Al peggio, in quanto…
DP: Qui… qui siamo.
DB: Senta, appena ha un momento mi telefoni che ci vediamo… settimana prossima, senz’altro me ne farò carico.
DP: Grazie, dottore.
DB: Grazie a lei, arrivederci.
Un progetto? Forse quel progetto di cui ha parlato recentemente «Geronimo», ossia Cirino Pomicino, in un articoletto del 27 agosto 2009:
«…. Partiamo dal progetto ‘politico’ che Carlo De Benedetti, con l’accordo anche di Gianni Agnelli, mise a punto nei primi mesi del 1991 per cambiare gli assetti politici che l’Italia si era democraticamente dati e per portare al governo del Paese il vecchio PCI che a Rimini stava ‘espellendo’ la sua area più dura, quella che poi assunse il nome di Rifondazione Comunista. Nel marzo del ‘91 De Benedetti chiese all’allora ministro del Bilancio Cirino Pomicino se voleva ‘essere il suo ministro’ dopo avergli spiegato le ragioni del progetto e i suoi protagonisti. Quell’offerta, tra l’altro, per come fu fatta, dimostrò la concezione ‘proprietaria’ che De Benedetti aveva della politica e che si impose in Italia sin da quegli anni anche se, per l’eterogenesi dei fini, con altri protagonisti».
Cirino Pomicino fece male a rifiutare, perchè Mani Pulite lo travolse. De Benedetti, Agnelli, Oscar Luigi Scalfaro, Visentini, Ciampi, Amato invece: sempre indenni, sempre intoccati dalle inchieste, sempre Venerati Maestri.
Di Pietro, quello dei soldi prestati da un inquisito e restituiti in una scatola da scarpe, guida l’Italia dei Valori. Eugenio Scalfari, il fondatore di Repubblica, addirittura parla con Dio e ogni domenica ci fa la lezione di moralità.
Il PCI fu miracolato dai giudici di Mani Pulite, il che significa che fu condizionato nella sua libertà politica: ma in cambio, i poteri cosiddetti forti (non eletti da nessuno) gli promettevano il comando, senza bisogno del favore popolare. Berlusconi si mise di mezzo scendendo in campo, e raccolse la maggioranza dei cittadini; sicchè è stato inquisito, proprio da allora, perchè aveva disturbato il progetto.
Avviso alle opposte tifoserie: no, non sto difendendo Berlusconi. Sto riconfermando che è, ancor più che un mascalzone, un Salame. Non mi illudo, del resto, di poter convincere l’antiberlusconismo irrazionale. Riporto dunque, solo a futura memoria, una citazione:
«La magistratura è un ordine indipendente: essa non è, però, un ordine sovrano. La sovranità appartiene al popolo e per esso al Parlamento. La critica all’operato della magistratura, pertanto, è sempre legittima, ed esercitarla costituisce anche una garanzia contro atti, come quello recentemente venuto alla luce, di aperta e scandalosa violazione dell’immunità parlamentare».
Chi ha pronunciato queste parole? Berlusconi? Il ministro Alfano? L’avvocato Ghedini?
Basta constatare l’altezza dello stile: no, quelli non ne hanno mezzi intellettuali. La frase è di Palmiro Togliatti, segretario del PCI, che la pronunciò alla Camera il 13 dicembre 1963.
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1) La lista degli affari che De Benedetti ha compiuto attraverso il potere politico è incompleta. Ci sarebbe da raccontare anche la vicenda SEAT-Pagine Gialle. Diamo la parola a «Geronimo»: «Potremmo continuare a ‘spigolare’ qui e là a cominciare dalla scandalosa vicenda Seat-Pagine Gialle che in poco più di 30 mesi passò dalla Telecom pubblica alla società Otto e poi di nuovo alla Telecom privata con una plusvalenza di oltre 14mila miliardi. Nella cordata iniziale che si candidò a comprare la Seat dalla Telecom c’erano insieme a Comit, De Agostini, Bain Cuneo, B.C. partner, CVC partner, Investitori associati, anche il gruppo editoriale Espresso-Repubblica, che comunque ne uscì prima che l’acquisto fosse concluso. Resta il fatto che ben il 42% della società che acquistò la Seat e che quindi realizzò la scandalosa plusvalenza era nelle mani di azionisti sconosciuti e collocati nei paradisi fiscali. Carlo De Benedetti e il principe Caracciolo non c’erano più nella cordata ma un tarlo malizioso c’è sempre nella nostra testa. E, come dice il vecchio Andreotti, a pensar male si fa peccato ma si indovina. Ci fermiamo qui lasciando al nostro amico D’Avanzo di continuare la carrellata. Se ha difficoltà potrà sempre chiamarci, ricordandogli, in ultimo, che senza l’iniziale progetto politico di De Benedetti, Berlusconi non sarebbe mai sceso in politica».
2) Riportato da Giancarlo Lehner, «Storia di un processo politico», Mondadori, 2003.
Fonte: http://www.effedieffe.it/index.php?option=com_content&task=view&id=9008&Itemid=100021
saluti, Nicola.
crolla la spesa delle famiglie
http://ilcorrosivo.blogspot.com/2012/03/crolla-la-spesa-delle-famiglie.html
Alert nuova Imu: tassazione record
http://secure.wallstreetitalia.com/article/1341059/italia/alert-nuova-imu-tassazione-record-fino-al-200-per-negozi.aspx
la situazione mi sembra in netto peggioramento.
ps sulla costituente sono d’accordo con aladino
Ammesso e non concesso che De Benedetti scenda in campo. Cosa pensa (o spera) di raccogliere ?
Un po di qua e un po di la. A discapito degli altri agglomerati del c.sx. Sicuramente avrà dalla sua parte le banche ed i vecchi ferri ruggini della vecchia (e morta) nomenclatura della Prima Repubblica. Spera forse di essere un novello Prodi per mettere insieme da Vendola a Di Pietro, passando per D’Alema e Rosi Bindi ? Con quale programma si presenta ? Che credibilità avrebbe ? Che continuità può garantire ? Un governo del genere riuscirebbe a passare le 24 ore ? Bah !
L’Italia decotta e moribonda ha bisogno di una Costituente per rifare tutto. Per riprenderci le nostre sovranità. Per riprenderci una Italia libera da furbetti del quartierino.
Teniamoci pronti. L’ora della riscossa si avvicina. L’attuale situazione non dura. Non può durare. L’Italia avrà l’occasione di essere una Nazione guida. L’alternativa è di restare un popolo bue e seguire le mandrie. A noi la scelta.
ciaooooooooo.
Caro Marcello,
concordo con lei, ma noto una differenza rispetto alla crisi di inizio anni 90, da lei già messa in evidenza in un post precedente: l’Italia non è più un paese sovrano, avendo ceduto la propria sovranità quasi per intero alla UE. Ci saranno anche spazi politici da occupare, ma chiunque riuscirà a farlo sarà condannato all’impotenza. O meglio, riuscirà a fare solo gli interessi personali sfruttando il poco potere di cui disporrà. E non è un caso che si muova De Benedetti, un maestro in questo campo.
Io non sono bravo a scrivere, quindi mi fermo ma consiglio la lettura di questo articolo di Ernesto Galli Della Loggia: http://www.corriere.it/editoriali/12_marzo_07/della-loggia-contenitore-indispensabile_de6ee90c-681c-11e1-864f-609f02e90fa8.shtml
Un saluto.