Ma dov’è finita la Fiat dei miracoli, la Fiat del riscatto italiano, narrata recentemente nello strepitoso spot della Panda, firmato da Luciano Nardi? Dov^è il  Marchionne capace di ristrutturare aziende decotte, in Italia e negli Usa? Il manager che non ne sbaglia una? Sarò un po’ all’antica, ma credo che le politiche aziendali debbano essere giudicati sui risultati.

Ora, Marchione è Amministratore delegato dal 2004, guida l’azienda da 8 anni; il periodo ideale per valutare le scelte strategiche di un’azienda. Ha beneficiato dei favori dei mercati azionari che, per molto tempo, hanno premiato il titolo Fiat sulle aspettative, è stato coccolato dalla stampa, dai governi, dalle istituzioni, è riuscito a piegare il fronte dei sindacati. Insomma ha potuto fare (quasi)  tutto quel che voleva.

Ci si aspetterebbe l’Happy end e invece, dopo 8 anni, la Fiat dimostra di non saper più proporre modelli innovativi, ma solo tanti resyling di modelli chiaramente superati,  con l’unica parziale eccezione di Alfa Romeo. Dopo 8 anni Fiat perde quote di mercato e allora mi chiedo.

Cos’è andato storto? Marchione  ha improvvisamente perso la bacchetta magica? La colpa è di un sistema sindacale e di una legislazione che alla fine impedisce il rinnovamento e il necessario dinamismo, boicottando dall’interno le riforme? Rispecchia una cultura aziendale ormai fuori dal tempo? Il mancato rilancio è dovuto alla mancanza di adeguati investimenti e dunque da un capitale insufficiente? O alle crisi finanziarie dei subprime e a quella più recente del’eurozona? Ma se la risposta è si perchè altre aziende automobilistiche hanno retto meglio? E quanto incidono i debiti di Fiat?

Io non ho risposte certe, non essendo un giornalista economico, ma umilmente chiedo: E’ possibile sapere? Anzi, è possibile in Italia, parlare serenamente di Fiat, non per condannarla nè per difenderla a priori, spesso a dispetto dell’evidenza, ma per capire.Già, che lusso, capire, in Italia…

 

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