Il sempre informato Franco Bechis, in questo articolo, svela un’altra delle tante sorprese del governo Monti. Il ministro della Difesa Gianpaolo di Paola vuole ridurre gli effettivi dell’esercito da 190’000 a 150’000. La ragione è al passo dei tempi: bisogna risparmiare e infatti questa misura permetterà un minor esborso per lo Stato per 2,2 miliardi. Ci sarebbe da chiosare – e non poco – sulle ragioni e l’utilità di un passo del genere, evidenziando ad esempio come lo Stato abbia bisogno di più sicurezza e non meno oppure che i primi risparmi si potrebbero ottenere ritirandoci dalle tante missioni all’estero che non hanno più senso, a cominciare da quella in Afghanistan, ma lasciamo perdere; possiamo anche prendere per buone le spiegazioni ufficiali.

Bechis però svela che i 2,2 miliardi risparmiati in realtà non serviranno ad abbattere il debito pubblico ma verranno reinvestiti… in armamenti. L’editorialista di Libero se ne scandalizza e ha ragione. Io però non mi meraviglio. Questa è solo una conferma, anzi l’applicazione all’Italia di un modello collaudato all’estero e descritto con straordinaria precisione da Janine Wedel, autrice da me molte volte citata. Presunti tagli alla spesa pubblica si risolvono in realtà in gigantesche regalie, sovente monopolistiche e senza concorso pubblico, ad aziende private, lontano dai riflettori dei media che di solito nemmeno si accorgono di certi maneggi.

E infatti è quel che sta accadendo. Pochi, a parte Bechis, il sottoscritto e pochi altri, criticheranno Monti e Di Paola, nessuno ricorderà i loro legami con certi ambienti internazionali che di queste e di altre liberalità si nutrono, nessuno spiegherà retroscena e finalità di un modello di potere che, come spiega la Wedel, scardina la democrazia e il libero mercato.
Tanto pagano i cittadini, come al solito…

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Monti moderno Robin Hood: toglie ai soldati per dare ai produttori (di armi), 4.3 out of 5 based on 57 ratings