Dissento dalla maggior parte dei commenti sulle elezioni amministrative. I dati sono sotto gli occhi di tutto. Il Pdl ha perso, la Lega anche, il Pd traballa, prevalgono le liste alternative, ma è davvero l’antipolitica a trionfare? Io dico di no. Gli italiani non vogliono l’antipolitica, ma una politica gestita da persone di cui ci si possa fidare o perlomeno che ispirino fiducia e che oggi la gente non trova più nè nei partiti tradizionali, nè, attenzione, nel cosiddetto partito dei tecnici. Questa è anche la sconfitta di Monti e della sua squadra.

Che cosa accomuna il veronese Tosi al dipietrista Leoluca Orlando agli esponenti del movimento di Grillo? Non certo le idee, nè l’orientamento politico, che non potrebbe essere più disparato, però Tosi è amatissimo dai suoi concittadini e la valanga di voti con cui è stato rieletto dimostra che la sua popolarità è trasversale.
Orlando è visto dai suoi concittadini come la speranza di una Sicilia diversa ed evidentemente la sua immagine non è stata macchiata negli ultimi anni.
Grillo, benchè sia stato demonizzato da tutti, ha fatto emergere esponenti della società civile, che, mediamente, quando hanno avuto l’opportunità di parlare ai media a grande diffusione, uscendo dalla blogosfera e dai social network, non hanno affatto sfigurato. Ascoltandoli alla radio, molti hanno pensato: a me questi non sembrano nè pazzi nè irragionevoli.

Insomma, anzichè disperazione è emersa una voglia di speranza e di riscatto, confusa, dispersiva e ideologicamente non corrente. Ma tutto sommato un segnale di speranza. O sbaglio?

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