Grande emozione: il bambino invisibile…
Dopo “Il ragazzo del lago” arriva in libreria “Il bambino invisibile“. E’ un’altra storia vera, intensa. L’ho scritto con la stessa passione de Il ragazzo del lago. Manuel Antonio non è Aimone, ma la sua storia è altrettanto avvincente se non più commovente. Una storia che fa bene al cuore, profonda nel suo messaggio, che aiuta a dare un senso alle nostre difficoltà, alle nostre sofferenze e a ritrovare la speranza quando tutto sembra andare per il verso sbagliato.
“Il bambino invisibile” è appena arrivato in libreria, sarà presentato alla Mondadori Duomo di Milano il 24 maggio (oree 18.30), al Segnalibro di Lugano il 1 giugno (ore 17.30), alla libreria al Ponte di Mendrisio il 12 giugno (ore 20.30).
Spero di avere il privilegio di avervi, anche questa volta, tra i miei lettori.
Ecco una sintesi della trama:
Manuel ha cinque anni e un grande cuore indomito. Vive in Cile in un villaggio di contadini piccolo e gretto. Manuel è un bambino sorridente, ma è emarginato da tutti senza che nessuno gliene spieghi la ragione. In molti probabilmente sapevano perché non aveva una mamma, e perché vivesse insieme a un uomo che chiamava nonno (ma lo era davvero?) e che conosceva un solo linguaggio – la violenza – e un solo valore, la crudeltà. Un uomo che nascondeva un segreto sconvolgente sul passato di quel bambino e di sua madre, un segreto di cui Manuel aveva perso ogni ricordo.
Quando la verità riemerge dall’oblio, Manuel decide che la sua famiglia sarebbero stati gli alberi, i ruscelli, i cespugli di frutti selvatici che tante volte lo avevano sfamato. Se il mondo degli uomini lo maltrattava, se i suoi concittadini e persino gli altri bambini lo emarginavano, fino a toglierli il saluto, fino a renderlo invisibile, la natura sembrava accoglierlo, gli uccelli cantavano la forza della vita, le fronde stormivano e i prati lo accarezzavano come nessuno aveva mai fatto. Se casa è un posto dove sentirsi protetti, lì era casa sua.
Per molti mesi, anni, Manuel vive da solo nel bosco, in silenzio, mangiando frutti selvatici, imparando a cacciare dai gatti, a costruirsi una fionda, a pescare a mani nude. Un piccolo ragazzo selvaggio che coltiva dentro di sé la libertà. Nel contatto con la natura Manuel scopre la sua vera dimensione, intuisce l’esistenza di DioNiente lo avrebbe convinto a tornare nella prigione di prima, nemmeno l’inverno, nemmeno il vento gelido.
Fino a quando il destino non inizia il suo lungo viaggio in cerca del bambino invisibile…
Pagina Facebook de il bambino invisibile:
PS Una delle blogger più presenti su Il cuore del mondo, Cristina Agnello, ha letto il libro in poche ore e mi ha inviato il suo commento. Poi ne o ricevuto un altro, da Simona. Desidero condividerlicon voi. Quale miglior ricompensa per uno scrittore?
Caro Marcello, ecco fatto: letto il libro. Ne vale veramente la pena. Sì, perché le prime pagine sono una vera pena. Io quel abuelito lì l’avrei strozzato molto volentieri e intanto anche un personaggio così negativo, terribile nella sua miseria umana, è stato in fondo il vero artefice della nuova vita di Manuel. Una lucina penetrante una cortina nero pece, la lucina di Dio, che diventa riscatto anche per lui.
Voglio molto bene a Manuel e sono felice per la sua famiglia e quei meravigliosi genitori italiani. Adesso sono ancora un po’ emozionata per questa storia incredibile, devo sedimentare ed elaborare i sentimenti. Comunque grazie di cuore e, quando ne avrai la possibilità, ti prego di estendere i miei profondi sentimenti di amicizia a queste persone straordinarie.Ed ecco quello di Simona:
Buongiorno Marcello,
ho letto il Suo nuovo libro in una notte in cui non riuscivo a dormire perchè stavo molto male fisicamente.
Continuando a leggere, il dolore fisico passava perchè io mi sono proiettata là, in quel villaggio.
Ricordo ogni pagina, ogni istante. Ho sottolineato cio’che più mi colpiva della vita di Manuèl, immaginavo i suoi occhi, immaginavo il volto di sua madre. Una notte ho persino sognato sua madre vestita di bianco che chiamava Manuèl e lo portava con se’in un bosco verdissimo.
Ho pianto moltissimo, la storia è davvero molto commovente. All’inizio pensavo fosse un po’lenta, poi ho compreso il motivo, mi sono trovata in quel bosco, con Manuèl, con le sue difficoltà. Con il suo cuore, il cuore di un bambino che ha provato il vero senso dell’abbandono, il senso della solitudine piena, della paura…. problematiche che nemmeno un adulto saprebbe affrontare.
Anche io ho una bambina di 5 anni e il solo pensiero di vederla in solitudine anche solo per un’ora mi fa impazzire percio’immagino come potesse sentirsi Manuèl e come puo’essere oggi questo uomo che nonostante cio’ grazie alla Natura e alla Provvidenza è riuscito ad uscirne a creare il suo mondo,il suo lavoro, la sua famiglia…. a farsi amare, ad amare i suoi bambini, a non abbandonarli mai, perchè lui sa bene cosa cio’possa significare.
Oggi sarebbe impossibile pensare ad un bambino solo in un bosco eppure, là, credo che nulla possa essere cambiato purtroppo.
Su questo libro si potrebbero fare tantissime considerazioni, in un’unica parola è davvero eccezionale, arriva al cuore.
In bocca al lupo,
SimonaTag: bel libro, il bambino invisibile, il ragazzo del lago, libri foa, libro entusiasmante, nuovo libro marcello foa, romanzo foa

Buongiorno Marcello,
ho letto il libro “il bambino invisibile” in due giorni perché non volevo finirlo in poche ore. E’ bellissimo, avvincente e fa bene al cuore. Ho pensato di regalarlo ad alcune amiche per far loro un regalo al proprio cuore. Grazie a te ed al bambino invisibile.
Gentile Dany,
grazie mille per il messaggio, inatteso. Mi fa molto piacere! E complimenti per la vostra inziativa…
Teniamoci in contatto!
Tanti cari saluti a lei e a tutti i lettori di Progetto Colibretto!
Marcello
Gentile Signore Foa,
Sto leggendo il libro ‘Il ragazzo invisibile’ dopo aver letto ‘Il ragazzo sul lago’. Vivo in Belgio, ho 56 anni e ho studiato per dieci anni la lingua Italiana nella scuola ‘serale’. Leggo il libro insieme con altri lettori del ‘Progetto Colibretto’, un circolo elettronico che si svolge sul sito web: http://www.progettocolibretto.jimdo.com
Troviamo i tuoi libri fenomenali !
Grazie
Dany Corneillie
Progetto colibretto
Sono io che ti ringrazio, Tiziana, e di cuore, sapendo che tutto ti riesce tranne non essere sincera. E la tua commozione, per questo, è ancora più bella e coinvolgente. Grazie, grazie, grazie!
Ciao Marcello,durante la presentazione del tuo ultimo libro, da “umile montanelliano” come ti sei definito hai giustamete detto che l’ultima parola spetta ai lettori. E io ti scrivo, come amica e come lettore: si perchè il tuo libro l’ho comprato subito all’uscita e da subito (in metro) ho cominciato a leggerlo….e come poco prima durante l’intervista a Manuèl, non sono riuscita a trattenere le lacrime. Ho pianto raramente leggendo un libro, mentre i films hanno maggior impatto emotivo, si sa.Da lettore e da amica voglio dirti grazie. Grazie per le emozioni che sai regalare con le tue parole. E grazie di averci faccio conoscere Manuél e la sua storia. Ti auguro che qualcuno un giorno ne faccia un film all’altezza! Un abbraccio
Stimato signor Foa, l’epiteto di bastian contrario me lo ha dato giá molte volte mia moglie. Lo sono diventato dovendo marciare da balilla con una nmassa di cretini. La mia sfortuna é che dopo ottsnt’anni sono diventato cinico al vedere questo continuo armeggiare senza scopo di fiumane di esseri umani. Mi é difficile provare emozioni fuori del circolo familiare e dell’aura della musica. L’ultimo libro che veramente mi fece impressione fu “La memoria di Stefano” di Barolini e l’ultimo poeta che mi fece volare l’immaginazione fu Lucio Piccolo. Vengo da una miscela di famiglie borghesi filoinglesi, filofrancesi e filotedesche che probabilmente erano piú europee nel loro dominio delle lingue, letteratura e musica della massa che oggi si batte pro e contro la UE. Sono irremedibilmente un borghese con il senso di riservatezza e dignitá del secolo decimoottavo come ereditato da mio padre. Siamo rimasti in pochi e trovo una affinitá straordinaria col “Odi comunum vulgus et arceo” di Orazio. Per giustificare la mia presenza nel suo blog, é che lo faccio per scappare all confusine che generano nipoti e nipotini quando arrivanoa a casa.
Fausto,ciàcià.Come sempre hai postato ottimi post!!! E quello sul terremoto e quello sui bambini.Sarò monotono nel usare l’io,ma è la realtà.Qualche bambino figlio di amici,durante qualche passaggiata tra amici appunto,ha rivolto questa frase alla madre;”Volevo avere come PADRE DamyEku”(Naturalmente con il mio nome naturale).Il senso è:che tanti genitori non sanno fare nè il padre nè la madre,purtroppo tanti figli vengono al mondo con questa frase:”E’CAPITATO!!!”(Cioè avere un figlio).Ecco il genitore disgustoso che non merita di esistere al mondo oltre affianco un figlio.(BAT)
@Dammy
Lo scollamento della famigia moderna (e non solo) http://www.youtube.com/watch?v=VlHjlVX85rI&feature=watch_response
Salve tutti!? Piero,ciàcià.I bambini che hai citato non sono soli e abbandonati,diciamo:li hanno abbandonati a essere in solitudine.Tante famiglie vogliono adottarli,ma lo Stato e i politici schifosi non ti danno tale possibilità.L’unica è quella di adottarli a distanza x non far mai arrivare un cent.a questi poveri disgraziati.Non ho letto il libro di Foa ancora,ma so solo che ne stò adottando uno di mia nipote dal vivo,cercando di non fargli mancare niente, ciò che è nelle mie possibilità,perchè i genitori hanno un lavoro a corrente a chiamata alternata.(BAT)
mi sono trovata in quel bosco, con Manuèl, con le sue difficoltà. Con il suo cuore, il cuore di un bambino che ha provato il vero senso dell’abbandono, il senso della solitudine piena, della paura…. problematiche che nemmeno un adulto saprebbe affrontare.
………….
Lo so di essere cattivo,rompiballe e molto fastidioso in questo blog,ma una cosa vorrei dire: Pensare ai tanti bambini soldato dell’età di Manuel sparsi in Africa,Colombia e Messico,al loro senso di abbandono ,abbandonati da una società,la loro,e anche dalla nostra, occidentale,alla loro solitudine,alla loro paura,non dovrebbe farci riflettere tutti ?
Immaginare la paura negli occhi di quei bambini,non dovrebbe far piangere moltissimo chi ha figli e anche chi non ne ha?
Oggi sarebbe impossibile pensare ad un bambino solo in un bosco ,scrive Simona.Eppure ce ne sono tanti soli e con le armi in pugno,costretti a tenerle per volere di altri.
Non sarebbe bello che Dio si occupasse anche di loro come si è occupati di Manuel?
Grazie di cuore se mi pubblicherà questo scritto.
Piero
Simona, sono io che mi emoziono leggendo un commento così bello e intenso. Grazie di cuore.
Buongiorno Marcello,
ho letto il Suo nuovo libro in una notte in cui non riuscivo a dormire perchè stavo molto male fisicamente.
Continuando a leggere, il dolore fisico passava perchè io mi sono proiettata là, in quel villaggio.
Ricordo ogni pagina, ogni istante. Ho sottolineato cio’che più mi colpiva della vita di Manuèl, immaginavo i suoi occhi, immaginavo il volto di sua madre. Una notte ho persino sognato sua madre vestita di bianco che chiamava Manuèl e lo portava con se’in un bosco verdissimo.
Ho pianto moltissimo, la storia è davvero molto commovente. All’inizio pensavo fosse un po’lenta, poi ho compreso il motivo, mi sono trovata in quel bosco, con Manuèl, con le sue difficoltà. Con il suo cuore, il cuore di un bambino che ha provato il vero senso dell’abbandono, il senso della solitudine piena, della paura…. problematiche che nemmeno un adulto saprebbe affrontare.
Anche io ho una bambina di 5 anni e il solo pensiero di vederla in solitudine anche solo per un’ora mi fa impazzire percio’immagino come potesse sentirsi Manuèl e come puo’essere oggi questo uomo che nonostante cio’ grazie alla Natura e alla Provvidenza è riuscito ad uscirne a creare il suo mondo,il suo lavoro, la sua famiglia…. a farsi amare, ad amare i suoi bambini, a non abbandonarli mai, perchè lui sa bene cosa cio’possa significare.
Oggi sarebbe impossibile pensare ad un bambino solo in un bosco eppure, là, credo che nulla possa essere cambiato purtroppo.
Su questo libro si potrebbero fare tantissime considerazioni, in un’unica parola è davvero eccezionale, arriva al cuore.
In bocca al lupo,
Simona
La humanidad ha dado ejemplos de personajes extraordinariamente malos mezclados con realidad y ficción, historias que son parte a veces de mi quehacer como profesora en Escuelas de Chile, relatos que sobrepasan los libros, muchos de ellos llevados en silencio por mis alumnos, niños extraordinarios que sonríen libremente a la adversidad.
Desde Chile un saludo cordial, aún no he leído su libro.
@Alessandro Di Prospero. Nel libro non si tratta di ” conversione in un DIO e non verso MADRE NATURA che lo ha accolto a braccia aperte”.
E’ diverso. E’ il percepire la forza e l’amore di un Qualcosa di superiore, ignota ma intuita profondamente (il bimbo ha cinque anni e nessuna forma di educazione) proprio per il rapporto non solo fisico (sarebbe troppo elementare, di sussistenza e istinto di conservazione. Il bimbo si nutre di bacche) ma una percezione extrasensoriale del linguaggio della Natura, in completa, perfetta armonia e nello stesso tempo espressione di un Qualcosa di superiore, senza nome, inafferrabile e tuttavia presente.
Niente di strano. Un bimbo, a quell’età prende coscienza della realtà che lo circonda con i mezzi che ha, istintivi ancora e non razionali. Vivendo questo rapporto così empatico con la Natura, fino a sentirsi addirittura non più una forma umana, con i suoi limiti, ma un uccellino. Ci pensa la dura realtà a portarlo tra gli umani, lasciando intatto il profondo amore per quella Madre che tanto lo ha amato, accolto e aiutato. Dio, per come lo conosciamo noi nella nostra cultura ormai avulsa da tutta la grande prateria della nostra indole creativa ed emozionale, si presenterà davvero, ma nelle figure dei due genitori italiani.
Leggere per credere !!!
In questo libro del “BAMBINO INVISIBILE” (Dalla società umana e NON dalla Natura) che non ho letto, troneggia alla fine (Come penso si evincerà)la conversione in un …DIO e non verso MADRE NATURA che lo ha accolto a braccia aperte.
Questo “DIO” , secondo me ed altri, potrebbe benissimo essere uno delle tante Confessioni Religiose ed affini del Pianeta. Non ho compreso comunque di quale ” DIO” trattasi. SE avete certificati di “originalità” gradirei vederli. Grazie.
@Caro Marcello Finche l’uomo non comprende “che esso é la rappresentazione della vita”e il suo tranmite é “la natura stessa”
La nostra vera Madre é la terra ma questo é stato dimenticato da chi ci ha dominato ,é solo questione di tempo….
——
A proposito di bambini e l’attualita:
I Bambini NO.
Stragi di stato, stragi mafiose, bombe per colpire simboli del malessere, bombe per distogliere l’attenzione del popolo dai veri problemi del paese, attentati per uccidere…
I Bambini NO.
Loro lasciateli stare, loro non hanno colpe, sono innocenti, non devono pagare per gli errori degli adulti.
La loro innocenza, il loro candore, la gioia che trasmettono semplicemente esistendo, loro non sono colpevoli.
Colpire i Bambini è uno dei gesti più vigliacchi e bastardi che si possano fare, non possono difendersi, non possono competere con l’arroganza e la prepotenza degli adulti, non è giusto.
Condanno con forza l’attentato a Brindisi che vede come vittime, innocenti Bambini, che nessuna colpa hanno se non quella di essere andati a scuola, una scuola che porta il nome di Falcone.
Attentato laido, infimo, vigliacco, ingiusto, senza un apparente perchè.
Come è possibile che la cattiveria umana possa spingersi a tanto?
Perchè?
Profondo cordoglio per le famiglie delle vittime dei bambini feriti, MORTI.
Un giorno come tanti, il proprio figlio a scuola, per un’altra normale giornata di istruzione, per imparare qualcosa d’altro, per arricchire il proprio bagaglio culturale, per prepararsi alla VITA.
Invece NO.
Oggi tutto si è spento, innocenti Bambini, le speranze dei genitori, l’amorevole preparazione del Bambino per un’altra giornata di scuola, la merenda per la pausa delle dieci, l’attesa del rientro a casa, il racconto di un voto bello o ingiusto, le lacrime per una nota, il dolce abbraccio e il tenero bacino del figlio che finalmente torna per pranzo.
Mi stringo in un abbraccio forte, commovente, rabbioso, alle famiglie, che si vedono private ingiustamente, nella maniera più vigliacca, di un pezzo di vita, di una parte di cuore, di una speranza per un futuro migliore, del proprio innocente figlio.
Le lacrime per un gesto del genere non sono sufficienti, non basteranno mai, come la rabbia e il dolore che scava nel cuore, creando un vuoto profondo che difficilmente sarà colmabile.
Non è giusto.
È profondamente sbagliato.
Maledettamente diabolico.
I Bambini NO.
Loro sono innocenti.
Sempre.
Un saluto e auguri per il suo libro
è vero, c’è un destino per ognuno di noi che ad un certo “punto ti trova” e talvolta purtroppo, senza spiegazione, ti è pure contro. L’alternanza nella vita di momenti drammatici e di esaltazione rende l’esistenza incomprensibile ed a tratti farsesca come in un teatro dove il lieto fine non è per nulla scontato. Tutto sommato nasciamo con la consapevolezza di morire… So già a chi regalerò il libro.
Se convinco anche il sempre molto esigente Rodolfo…. non temo piu´ nessuno. Grazie mille.
Caro Lord BB mi fa piacere questa circostanza, diciamo che esistono due Marcello Foa: il saggista e il narratore… ma fino a pochi anni fa non ne ero consapevole. I casi (ma e` davvero un caso?) della vita…
@ MARCELLO FOA
… figurati, graize a te che ci ospiti!
p.s> sono qui in questo blog grazie ad un tuo collega giornalista che lavora in un giornale di Ticino, e mi ha paralto a Londra del tuo libro “Gli stregoni della notizia” (spin doctor), quello molto interessante…quello, ad esempio, e’ il mio genere
LordBB
Marcello, grazie a te !! Io di solito preferisco la saggistica (ho una libreria un po’ “pallosa”..
) anche un po’ per autodifesa. Se attacco un libro che racconta la realtà, non riesco a non arrivare alla fine, perché si crea una situazione empatica tra me lettrice e la storia che sto leggendo. Naturalmente, se lo scrittore è così capace da provocarla questa empatia
Agli amici del blog, dico che questo libro può essere considerato un romanzo solo in quanto la vita vissuta di ognuno di noi è tale. Ogni vicenda umana ha dei risvolti a volte così incredibili e assurdi che, veramente, è difficile resistere alla tentazione di scriverne. Naturalmente per chi è capace di farlo !!
Leggetelo, perché è consolante, nella sua terribile crudezza. Se ne possono trarre tanti spunti di riflessione, perché l’universalità dei sentimenti, dello spirito e della mente dell’uomo, si esprime sotto qualsiasi latitudine. I tortuosi e imperscrutabili percorsi di vita che segnano la vita di ognuno di noi, ci rendono così simili e così diversi.
Marcello stesso, nell’affrontare questa incredibile vicenda, all’inizio entra in punta di piedi, quasi timoroso, forse incredulo, di approfondire una vicenda umana così lontana dai nostri canoni “metropolitani”, finché anche lui entra in profonda empatia con Manuel, condotto per mano dal protagonista che ha trovato in lui uno strumento per elaborare la sua infanzia con i suoi dolori, la sua solitudine così ingiusta e alienante, supportata però da un’indole buona e positiva. Una straordinaria esperienza umana anche per Marcello.
Amici, che dire ? Buona lettura !!
Ciauuuuuuuu
Caro Marcello,
ho scaricato il libro da Google Play a 9,90, forse 10,00 sarebbe stato più limpido, quale penso Lei sia.
L’ho aperto con l’ottimismo di chi sa che a pensar male non si sbaglia quasi mai.
All’inizio ho sofferto; credo che molti grandi, anche se su scafi diversi, si ritroveranno da piccoli. Inizia con un Inverno senza Natale, per continuare con una Primavera in progressione.
Direi, in ordine temporale: disidrata – disseta – appaga – arricchisce!
TOUCHET!
Ringrazio Lorb BB per la precisazione (apprezzo!) e molto Talita e Umberto Schenato con una precisazione…: questo non è il mio primo romanzo. Ho già pubblicato nel 2010 Il ragazzo del lago ( http://ilragazzodellago.ning.com/ )
Cara Cristina, tu mi commuovi. La tua è la primissima recensione al di fuori dai pochissimi che lo hanno letto in bozza e per questo doppiamente importante: quale miglior viatico? Grazie, grazie di cuore!
Lessi 50 anni fa LA VITA SEMPLICE di Ernst Wiekert. Ne fui entusiasto . Lo rilessi cinque anni fa e ne fui deluso.
Sig. Foa La sua storia mi ha riempito di dubbi, domande e stupore
in quanto non pensavo che lei scrivesse romanzi o poesie. Mi sembra evidente che Lei si e’ stancato di trattare argomenti politici ed economici ed ha optato per ‘la vita semplice’ anche se piena di fatti a lungo tempo traumatici. Leggero’ il suo libro con molta attenzione. Le auguro successo , sopratutto morale perche’ ritengo che questo sia cio’che conta di piu’. Il’ moderatissimo’ Umberto
Caro Marcello, ecco fatto: letto il libro. Ne vale veramente la pena. Sì, perché le prime pagine sono una vera pena. Io quel abuelito lì l’avrei strozzato molto volentieri e intanto anche un personaggio così negativo, terribile nella sua miseria umana, è stato in fondo il vero artefice della nuova vita di Manuel. Una lucina penetrante una cortina nero pece, la lucina di Dio, che diventa riscatto anche per lui.
Voglio molto bene a Manuel e sono felice per la sua famiglia e quei meravigliosi genitori italiani. Adesso sono ancora un po’ emozionata per questa storia incredibile, devo sedimentare ed elaborare i sentimenti. Comunque grazie di cuore e, quando ne avrai la possibilità, ti prego di estendere i miei profondi sentimenti di amicizia a queste persone straordinarie.
@ MARCELLO FOA
…anche se non leggero’ il suo libro (perche’ non e’ il mio genere…)
le auguro un sincero successo, anche come scrittore!
LordBB
Caro Marcello,
auguro tantissima fortuna al suo libro.
Lo leggerò anch’io, e spero di non sentirvi la “fatica” di scrivere, ma solo la gioia di raccontare.
E grazie fin d’ora per aver raccontato il coraggio: ne abbiamo tanto bisogno oggi. Tutti noi.
Ma che gentile Cristina Agnello! E grazie di cuore anche a un vecchio amico come Andrea Cortesi e a Demy Eku. Caro Fabio Cenci, lei mi capisce benissimo… Se non sento la storia, non riesco a scrivere… E quando scrivo non mi stanco di perfezionare con una missione: mai annoiare il lettore. Ci riuscirò anche questa volta?
Auguri Marcello per il suo libro; ha ragione, scrivere e’ una fatica bestiale, devi “sentire” quello che scrivi, lo devi “vivere”, non e’ semplice. Ecco perche’ in genere la letteratura delude, sono pochi, veramente pochi, quelli che riescono a vivere i personaggi.
E’ come essere bravi attori; devi vivere la parte, non fissarti alla telecamera!
Me lo scarico anche io su iPAD.
Noto che i tempi durissimi che stiamo vivendo ci stanno disumanizzando.
Vivendo a Roma mi “diverto” a guardare le facce della gente e le loro reazioni: a volte rabbrividisco. C’e’ una tendenza al ritorno ….nella giungla.
Auguri per il suo lavoro, questo e quelli che seguiranno!
@ Cristina Agnello
chi fa business non ha tempo di girare per i pub…
l’euro e’ in crisi, non e’ un novita’, vediamo cosa accadra’…io lo so gia’
LordBB
Auguri Marcello, se li merita.
Sono contento che faccia ancora cose “normali”.
I pensieri focalizzati sempre su un solo punto,spesso portano al vicolo cieco.
Cordialmente
Andrea Cortesi
Strana la politicapoliticante.Berlusconi indagato da ventanni,saltano teoremi x non aver commesso un fatto,mentre ne commettono chi lo voleva inchiodare;”E…nessuno sa niente!?”(Ne vedremo di lacrimeparassite”.(BAT)
Salve tutti!? MMa guarda un pò: non ho letto mai la bibbia e cosa del genere, mme tocca leggere Foa”Ironizzo naturalmente”.Comunque,anche se sono un lettore di quotidiani,leggo volentieri:Marcello Foa e Mario giordano.Auguroni Foa!!!Sperando la vendita va oltre le 15.000 per migliorarsi.La critica”E non il criticare”(Visto il libro non lo si è ancora letto) è ben accetta credo,è anche giusto che Foa lo pubblicizza nel suo blog,”Dico pubblicizza non costretti a comprarlo”.Buona serata(BAT)
Marcello, il tuo libro adesso è sul mio iPad. Mi auguro buona lettura da sola !!
)
Caro Biagio Morabito, non mi aspetti commenti sul libro, però ci sono tanti modi per manifestare interesse, incoraggiamento o solo simpatia per l’autore. Tra l’altro siccome l’altro mio romanzo sempre basato su una storia vera, il ragazzo del lago, ha ottenuto un lusinghiero successo, esiste un pubblico interessato al Marcello Foa scrittore e siccome non abuso mai del mio blog per interessi o fini personali, chiedo semplicemente rispetto.
Gentile dott. Foa come si fa a giudicare un libro che non si è letto?
Che commenti si aspettava ci potessero essere oltre che agli auguri per la riuscita dell’impresa?
Distinti Saluti,
Grazie a tutti, anzi grazie a Rodolfo de Trent, Andrea, Enrica, random 64, Salvatore Franco, Cristina Agnello,Maria Rosa Beligni, Eddi. Ad Americo dico: non c’è proprio niente di De Amicis, è una storia vera ed attuale, come fa a giudicare il libro da poche righe? Va bene che lei è sempre un bastian contrario, però…
Agli altri blogger dico: io sono sempre molto tollerante, però scrivere un libro non è come scrivere un articolo o il post di un blog. E’ una bellissima impresa, ma estenuante, assorbe, oltre a tantissime ore, la tua anima. Non pensate che meriti un po’ di rispetto?
Volete ignorare il mio libro? Ne avete diritto, io non impongo nulla a nessuno, ma infarcirlo di OT è francamente irritante.
OT
Gentile Angelo, fino a qualche anno addietro e soprattutto prima dell’ingresso dell’Italia nell’Eurozona, i tempi erano più brevi perché allo Stato era sufficiente, per pagare, aumentare un po’ le tasse o ancor più facilmente il deficit.
Oggi, che il pareggio dovrà essere raggiunto entro il 2013 e le tasse cominciano ad essere avvertite come eccessive dai più, questo non è più possibile. Da cui l’allungamento dei tempi.
Premesso, però, che parte di quei crediti sono fittizi perché riferiti ad appalti che se fossero stati concessi nel Privato lo sarebbero stati per cifre sicuramente inferiori, ciò che colpisce è l’affermazione di Passera secondo cui si starebbero per avviare cantieri per ulteriori 100 bilioni di Euri quando nel contempo si nega il pagamento dei precedenti 80 perché non ci sono i soldi (e realmente, salvo di non tagliare altrove, non cisono)!
Riguardo al Davigo pensiero potrei essere d’accordo a condizione che le regole siano, a partire da quelle che regolano il Fisco, oltre che poche e ferree anche giuste e condivisibili.
Distinti Saluti,
Ritrovo la traccia del De Amicis, un secolo piú tardi con lo stesso sentimentalismo ottocentesco. Andava bene quando un ragazzino ma adesso mi sa di stattio.
per Andrea: Lei legge solo libri storici? più tristi di così ! continuiamo a fare gli stessi errori da secoli!!! in bocca al lupo al sig. Foa e leggerò questo racconto che probabilmente sarà stato scritto con l’anima molto più che con il cuore.
Biagio Morabito il 18 maggio 2012 alle 14:46:
Ti ho fatto questa domanda perchè curiosamente solo adesso ci accorgiamo che lo stato è un cattivo pagatore, quasi che prima dell’attuale governo, tutto filasse liscio.
Intanto continuo a rimuginare su queste poche righe:
“Questo è un paese infarcito di una infinità di regole la cui violazione è abitualmente tollerata. Un paese serio è un paese dove ci sono poche regole fatte ferreamente rispettare. Questa è la differenza fra il suddito e il cittadino: il suddito è un soggetto cui sono imposti infiniti obblighi e infiniti divieti; normalmente gli si permette di farne strame ma se alza la testa gli si chiede conto e ragione di tutte le violazioni fino a quel momento perpetrate. Il cittadino è un uomo a cui sono imposti pochissimi obblighi, pochissimi divieti per la cui violazione non c’è perdono, non ci sono il condono edilizio, il condono fiscale, l’amnistia, l’indulto: c’è il rigore. Ma, rispettati quegli obblighi, è un uomo libero e più nessuno può infastidirlo”. P. Davigo
“A una certa età rileggo (quasi) sempre gli stessi libri”, diceva un tale.
E io sono come quel tale.
Anzi, a esser precisi, lo sono diventato, dal momento che oggi la letteratura offre poco, e quel poco sovente manca di “robustezza”.
Acquisterò il Suo, lo leggerò; e spero diventi uno dei libri (“robusti”) da… rileggere.
Buona serata a Lei e a tutti.
OT
Gentile Angelo, la situazione è varieggiata ma si può dover attendere anche alcuni anni.
No comprendo invece la Sua domanda “Ma allora è giusto ora e non prima?”.
Distinti Saluti,
Biagio Morabito il 18 maggio 2012 alle 13:06:
Mi può levare una curiosità:
Da quanto tempo lo stato non paga?
Non posso pensare da 5/6 mesi, ma credo molto di più.
Ma allora è giusto ora e non prima?
@LordBB – Che ci dici in proposito ? Anche tu fai giri nei pub ?
http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/crac-the-city-la-londra-finanziaria-gi-pronta-alla-morte-delleuro-e-a-rispolverare-39123.htm
Marcello, un grosso in bocca al lupo… !!
Però questo OT non lo posso evitare
De Gucht non est disputandum…. E così ci siamo.
http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/piano-di-emergenza-il-commissario-europeo-de-gucht-dice-lindicibile-ma-inevitabile-alla-bce-39128.htm
altro giro altro stop…ps Marcello In Bocca al Lupo per il Libro.
(…per evitare troppi OT)
Ma come sono diventato educato…non mi riconosco più!
OT
Gentili Signore e Signori, “non” ci sono i soldi per tagliare le tasse (quando solo basterebbe tagliare anche le spese) ma, salvo che il governicchio non pensi di sommare anche questi agli 80 miliardi che non vuol cacciare: http://www.ilgiornale.it/interni/quante_imprese_rischio_crac_se_stato_non_paga_80_miliardi/18-05-2012/articolo-id=588310-page=0-comments=1 , quelli per l’assistenzialismo non mancheranno mai: http://www.ilgiornale.it/economia/infrastrutture_esecutivoinveste_100_miliardi_euroopere_avviate_entro_anno/opere_pubbliche-corrado_passera-infrastrutture-cantieri_italia-lavoro/18-05-2012/articolo-id=588465-page=0-comments=1 .
Distinti Saluti,
OT
Gentili Signore e Signori, a mero titolo di esempio, esistono soluzioni ai rischi palesati dal filmato riguardante l’esattore befera:
http://www.paradisifiscali.org/articoli/protezione-immobiliare.html
http://www.paradisifiscali.org/articoli/protezione-immobiliare-2.html .
Distinti Saluti,
altro giro altro stop..ps Marcello In Bocca al Lupo per il Libro.
Questa e’ l’Italia che vi commanda, REAGITE.
http://iljester.wordpress.com/2012/05/17/befera-di-equitalia-intesta-la-casa-ai-propri-figli-che-diventa-impignorabile/
LordBB
Ho avuto il privilegio di conoscerla a un incontro a Lugano qualche anno fa e non manchero’alla presentazione del libro. A presto, Enrica
Dimenticavo… IN BOCCA AL LUPO!
Perdonatemi, ma il commento di Apolicasse mi ha fatto schiantar dal ridere! Comunque e’ un commento fuori luogo (anche se continua a farmi ridere…..hahahahahahahaha sul serio)
Non amo i romanzi di fantasia e filosofia, sono molto piu’ propenso verso temi storici, ma proverei volentieri ad abbozzare la lettura di questo, se solo avessi la certezza di un lieto fine! Odio le storie tristi…
Forgiato nello stesso forno e costretto a prender strade diverse e meno poetiche. Marcello, ma se il sunto commuove, il libro uccide? Lo leggerò e se mi farà troppo male, allora, chiederò i danni morali! Auguri e felice sempre!
Siamo alla frutta cari miei……