Se, come sembra, i partiti pro euro hanno vinto in Grecia, la conseguenza immediata sarà un rialzo, verosimilmente effimero, dell’euro. Effimero perché i problemi dell’Irlanda, del Portogallo e, soprattutto, della Spagna restano tali e perché anche l’Italia sta finendo nel vortice del debito. Per i greci significa approvazione del memorandum ovvero di un programma durissimo e insensato, voluto dal Fondo monetario internazionale e da una donnetta senza alcun spessore politico quale si sta dimostrando sempre  di più la Merkel, che avrebbe potuto risparmiarsi il commento infelice di questa sera (“I greci ora dicano grazie”).

Grazie di che? I greci hanno accettato di farsi cavare quel poco di sangue che rimaneva nelle loro vene, senza che all’orizzonte si profili una soluzione concreta dei loro problemi economici e men che meno la speranza di una crescita. I greci diventeranno schiavi del Fmi, della Bce, della Commissione europea,  nei cui programmi c’è molto dirigismo e poco liberalismo. E per questo la Grecia è condannata alla povertà eterna. In nome dell’euro e tra gli sberleffi della figlia ottusa di un pastore luterano, tutta morale e  niente saggeza.

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