Solito spettacolo all’italiana. Il governo Monti, per una volta, fa la cosa giusta ovvero annuncia di voler tagliare la spesa pubblica, ma secondo la miglior tradizione italiana lo fa male.

L’Italia ha bisogno che le politiche pubbliche non solo siano eque nei loror effetti sui cittadini, ma che siano giuste e meritocratiche. Bondi & Monti hanno invece optato per taglio che di fatto sono lineari. Perchè punire regioni virtuose come la Lombardia e il Piemonte alla stessa maniera di regioni disastrate come Sicilia e Campania. Nel campo della Sanità, come in ogni altro ambito, un governo davvero preparato costringerebbe al risanamento prima le regioni e gli enti più spreconi, limitando allo stretto indispensabile i sacrifici delle regioni più parche e produttive; poi, ottenuto un riequilibrio virtuoso, se ancora necessario, può continuare a tagliare ma a questo punto in maniera omogenea.

Che senso ha ridurre i piccoli ospedali, seguendo l’unico criterio dei posti letto? Piuttosto bisognerebbe chiedersi: quell’ospedale, per quanto piccolo, serve una comunità sufficientemente ampia? E nel farlobisogna valutare se i collegamenti stradali sono adeguati, se le ambulanze attrezzate.
Perchè vietare ai medici di fare, dal posto di lavoro, interurbane o di chiamare numeri di cellulare? Si presuppone che i medici usino il telefono pubblico solo o prevalentemente per fini personali, il che denota una fortissima sfiducia civica e una straordinaria miopia professionale: come fa un medico a consultare uno specialista di un’altra città o a fissare una visita fuori provincia? Deve farlo a spese proprie?

E ancora: Stamattina ho ascoltato alla radio il senatore del Pd Marino, intervistato da Alessandro Milan, il quale poneva una domanda impeccabile: perché in quest’epoca di tagli, nessuno rimette in discussione gli acquisti per cacciabombardieri da 15 miliardi? Sono davvero necessari? Perchè Monti tace al riguardo? La domanda, naturalmente, è retorica… Non è difficile immaginare la risposta.

L’impressione è che l’aver infranto (finalmente!) il tabù dei tagli alla spesa pubblica, si risolva alla fine nell’ennesima operazione demagogica con effetti imprevedibili ma comunque ingiusti. Come spiega perfettamente e da tempo Luca Ricolfi, non basta individuare gli sprechi, che anche nella Sanità sono ingenti, occorre procedere a studi specifici che richiedono tempo e preparazione. Invece il governo dei professori ha scoperto quanto sia distante la realtà dalle loro elucubrazioni ideologiche e per togliersi dall’imbarazzo ha incaricato Bondi, il quale ha fatto il suo lavoro di manager, dimenticandosi però che lo Stato non può essere trattato come un’azienda. Ci vuole perlomeno competenza, virtù che Bondi e men che meno Monti hanno.

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Spesa pubblica? Taglia meglio, Mario..., 4.6 out of 5 based on 42 ratings