Ma la Bce NON sta salvando l’Italia
Non mi stupisce che le Borse salgano dopo la decisione della Bce di procedere ad acquisti illimitati di titoli di Stato di Paesi Ue in difficoltà. E’ quel che chiedeva il mondo finanziario, ma l’accordo annunciato come provvidenziale, benefico, salvifico da certa stampa in realtà è molto preoccupante. Per due ragioni.
La prima: procedere ad acquisti illimitati di titoli di debito pubblico da parte di una Banca centrale è un’aberrazione economica. Roba da Unione Sovietica. Allora tanto valeva tenerci la lira e le sue svalutazioni economiche, perchè la Banca centrale da qualche parte deve trovare i fondi per procedere ad acquisti immensi. E dove li trova? Stampando moneta in proporzioni colossali, il che storicamente porta all’inflazione, ma ora praticamente equivale a nascondere sotto il tappeto problemi che però non vengono risolti.
Se la logica è questa, allora facciamo lo stesso per le aziende in difficoltà, per i cittadini indebitati. Stampiamo moneta e distribuiamo… Così semplice…
La seconda ragione riguarda le condizioni poste dalla Bce. Qui e lì, sapientemente nascosta negli articoli incensatori su Draghi, emerge la verità. Sul Corriere della Sera, ad esempio, leggo che
“Formalmente la domanda va rivolta ai ministri finanziari dell’area euro, per ottenere un programma basato sui fondi salvataggi Efsf-Esm. Ma per poter godere anche della forza schiacciante dell’azione della Bce, la Spagna e l’Italia dovranno sottoscrivere memorandum d’impegni solidi quasi come l’intervento della banca. E dovranno lasciarsi vigilare con puntiglio dalla stessa Bce, dalla Commissione europea e dal Fondo monetario internazionale”.
Dunqe, cari italiani, lasciatevi “vigilare con puntiglio” dal Fmi. Altro non significa che, prestando il suo generoso aiuto, la Bce di fatto prende il controllo del Paese con la Commissione europea e il Fmi, spazzando via quel poco di sovranità che resta ai Paesi europei.
Altro che accordo salvifico, questo è un inganno che, a voler essere pessimisti e malfidenti, potrebbe sembrare a qualcuno un golpe mascherato…
Grazie a tutti. Vedo dai commenti che qualcuno mi critica, anche pesantemente. Ben vengano le critiche. La soluzione che Draghi assomiglia tantissimo a quello che ha fatto Bernanke negli Usa e che può essere utile nel breve periodo ma non risolve il problema di fondo, che è molto semplice: se non ci sono abbastanza acquirenti del debito pubblico di Usa o dell’area euro, la Banca centrale interviene e compra i titoli invenduti per somme paurose. L’intervento di salvataggio dell’economia Usa dopo i subprime è costata una ciffra paurosa, molto più ampia dei 700 miliardi annunciati inizialmente. Nel 2010 la Fed aveva comporato debito pubblco e privato per 2,3 trilioni di dollari, cifra che nel 2012 è scesa a 1,7 trilioni di dollari. E dove trova i fondi la Fed per operazioni di dimensioni pazzesche come queste? Stampando moneta. Ma è la soluzione? Sarò un liberale all’antica, ma questo significa manipolare il mercato e tentare di mimetuzzare il problema, che però resta tale.
Il mio riferimento alla lira non è un’invocazione al ripristino della vecchia cara liretta, tema che andrebbe affrontato con calma e profondità, bens’ la constatazione della fine dell’illusine. L’euro non doveva portare rigore e serietà al posto di trucchi più volte condannati in quanto pochi seri come la svalutazione della lira o manovre di alleggerimento della Banca d’Italia. Se ora la Bce compie manovre che rappresentano un vero azzardo morale delle due l’una: o non avevo capito bene prima o l’euro è stato un fallimento. Con una differenza: le svalutazioni permettevano di far crescere l’Italia, che rimaneva padrona del proprio debito. Oggi invece dobbiamo compiere sacrifici immensi senza benefici nè a breve nè a lungo termine.
E qui vengo a Draghi, che si propone di replicare la ricetta della Fed, accompagnate però da misure pesantissime di ridimensionamento del deficit. Stangate su stangate con un commissariamento di fatto dell’Italia, senza alcun riguardo per la crescita. L’ho scritto più volte e lo ripeto: misure di contenimento del debito troppo drastiche fanno sprofondare l’economia in recessione. la recessione provoca un peggioramento dei conti pubblici, che comporta l’intervento di Bce, Fmi e Commissione europa che impongono nuovi sacrifici, che fanno sprofondare ancor più l’economia ed esplodere la disoccupazione, come sta accadendo in Spagna e in Grecia. Tutto questo perdendo la sovranità e il controllo del nostro destino. Una spirale angosciante. E dovrei unirmi al coro di chi elogia Draghi e il suo sodale Monti?Tag: accordo bond, banche, bce, crisi, debito, draghi, euro, europa, governo monti, italia salvata, spread, triffa banche

La Banca Centrale Europea è di proprietà delle varie banche centrali nazionali, molte banche centrali sono di proprietà delle banche private, ergo… Ormai tutti hanno capito che la grande finanza è un soggetto mostruoso, deleterio, rapace, speculativo, che genera enormi guadagni per pochi a scapito di perdite per moltissimi… non tutti sanno invece che anche in Italia esiste una finanza etica che opera in silenzio ma con grandi risultati, con metodi e per obiettivi totalmente opposti alla speculazione, per supportare l’economia concreta, e a cui hanno aderito già 39 mila italiani, ed è lo strumento con cui ripartire, informatevi anche voi… http://giannigirotto.wordpress.com/finanza-etica/
Non sono d’accordo col fatto che la monetizzazione del debito porti automaticamente inflazione. Questo può essere vero nei casi in cui vi sia completa occupazione ma sappiamo che in Italia abbiamo il problema opposto. Tutto il resto condivisibile. La BCE non è la Banca d’Italia prima del divorzio con il Tesoro, quindi questa generosa azione salvifica sui nostri titoli avrà un prezzo, e anche molto salata come ha bene sottolineato.
Andrea Pellis il 12 settembre 2012 alle 14:17:
E cosa sarebbe allora, capitalismo vuol dire dominio dei capitali, lo sò che è una visione un pò semplificata, ma i capitali a briglia sciolta non hanno mai dominato come ora, o è falso anche questo, in quanto al proletariato, molti sono già tornati in quella condizione, ed ancora di più ci torneranno, come la volete chiamare la miseria e la disoccupazione dilagante, non ti piace proletario, chiamalo poveraccio senza un soldo, la sostanza cambia di poco.
Andrea Pellis, Casagrande, Fabri, ecc… Tale ” leggi ” o ” consigli ” a cui certi miei post, sono architettati grazie ad un disegno ben preciso, e sono il proseguimento dei piani messi in opera alla fine del XIX secolo. Di fatti, quei protocolli son piu vivi che mai. E’ inutile controbatterli, sono effettivamente veri. In ogni caso, chi ogni tanto vada a curiosare sul sito di Donchisciotte, troverà le mie lunghissime lenzuolate su diversi temi:) La Storia, sia quella antica, passata, trapassata e recente( qualsiasi essa sia, NON è come la insegnano a scuola ), è ora che si inizi a riscriverla quasi tutta, dai Veda, passando per Mesopotamia sino ai giorni nostri. Piu leggo, e piu mi convinco che è cosi, senza ombra di dubbio. Cmq. : L’euro e l’Ue sono un dogma qua in Italia,sembra quasi che sia vietato dissentire per non essere tacciati di “populismo”, mentre in altri paesi europei c’è un’ampio dibattito,penso alla Gran Bretagna,agli scandinavi o ai paesi dell’Est come Bulgaria,Polonia e Lituania ,questi ultimi(così come il Regno unito)che non hanno nemmeno l’euro e a quanto pare hanno intenzione di adottarlo. Sarebbe utile per i nostri politici, “tecnici” o meno,invece di demonizzare gli “euroscettici” ,analizzare le cause del rifiuto verso questa Europa e dare più ascolto alla popolazione. “Un’alternativa a tutto questo c’è: uscire dall’euro, abbandonare questo progetto ormai in disuso, e porre le basi per un’altra Europa. L’Europa dell’autonomia e dell’autodeterminazione popolare, l’Europa delle libertà. Ma per i sacerdoti di Bruxelles, secondo i quali non c’è, nè potrà esserci, alternativa, affermare ciò è solo populismo. Contenti loro.
http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2012/09/il-dogma-europeista.html .
Essere consapevoli non è da tutti, questo è il grandissimo problema
Quella faccia da pugile suonato di Barroso ha fatto leggermente “adirare”
il vecchio Nigel Farage, che chiama Monti : Monstruous Mario!
Ahahahahah
http://www.zerohedge.com/news/farages-berating-rebuttal-barossos-state-union-banalities
Giordano bruno, l’equivoco c’è ma vorrei spiegarlo io.
Non è in atto una recessione, ma è in atto una rapina. La parte produttiva viene rapinata dal sistema socialista e dal sistema finanziario che per l’occasione sono diventati soci.
Qualsiasi teoria salvifica che presupponga, senza mettere minimamente in discussione, l’attuale moneta (riserva frazionaria) e il sistema socialista non può essere accettata. Almeno da me. Un saluto .
@mariolino il 12 settembre 2012 alle 13:15
Scusi Mariolino, ma il problema è di proporzioni un po’ più vaste da come lo riduce. C’è capitalismo e capitalismo. Qui siamo al turbo o tecnocapitalismo finanziario, quello che ha eroso l’economia reale con tanto di imprenditoria, industria, commerci e artigianato, lavoro vero, occupazione vera, maestranze, professionalità, per occuparsi solo di carta straccia. Una sorta di parassita che non pago di aver emesso carta-moneta ad libitum ora punta alla DEMONETIZZAZIONE degli stati di cui il nostro è il primo avamposto in Europa, e a controllarci con le carte prepagate e il credito trattenuto via cellulare o altro marchingegno elettronico.
@mariolino il 12 settembre 2012 alle 13:15:
Ancora con il capitalismo? Questo sarebbe capitalismo? Quando spunterà anche il proletario? Vabbè, ma allora non c’è nulla da fare, se uno non ci arriva non ci arriva.
Scusate, ma c’è un equivoco di fondo indizio di poca analisi macroeconomica.
Quando è in atto una recessione, ampliare l’offerta di moneta è un bene, aiuta le banche ad offrire credito e non genera inflazioni, perché dovrebbe in recessione? Non esiste sovrasfruttamento dei fattori produttivi, e l’inflazione che esiste è dovuta a cause esogene come lo shock petrolifero e le imposte. Non certo all’offerta di moneta.
Quindi la prima obiezione posta da chi scrive è pura retorica.
Secondo, dovremmo piantarla una volta buona con questa retorica della perdita di sovranità. La BCE, acquistando titoli, intende raffreddare la speculazione circa la caduta dell’euro, rendendo sconveniente per gli speculatori scommettere sulla caduta stessa. Pertanto occorre promettere rigore assoluto, altrimenti è come finanziare qualcuno che si droga perché smetta. Se non vigili presto tutto il finanziamento starà nelle tasche degli spacciatori. Esempio estremo ma spero che sia chiaro.
La BCE avrebbe dovuto intervenire prima, dopo che la speculazione si sarà raffreddata occorrerà procedere con riforme che riequilibrino il debito pubblico, è troppo alto e nelle ultime legislature in netta ripresa. È un tallone d’Achille e va ridimensionato.
Obama cameriere di Goldman & Sachs
Nell’aprile 2011 avevano letto, con rabbia, il rapporto del Psi (Permanent Subcommittee on Investigations) del Senato: accusava, documenti alla mano, Goldman&Sachs di aver venduto ai clienti prodotti finanziari definiti da loro stessi, sulle loro mail private, “spazzatura”( i migliori), “porci volanti” (gli altri). Dopo 16 mesi di indagini approfondite, immagino col supporto delle sue potentissime agenzie (FBI, CIA, ecc.), Obama ha deciso di rinunciare alla causa penale contro G&S. Avete letto bene, Obama rinuncia persino a denunciarli alla Magistratura ordinaria. (…). Essendo Obama uomo etico by definition, di certo nessuna relazione con i finanziamenti elettorali, passati, presenti, futuri, ricevuti (legali e trasparenti, of course). (…)
Com’è stato possibile? Da un recente libro americano cito liberamente “_ Se volete guidare le nazioni, imparate a capire il singolo uomo, i suoi desideri, le sue paure, i segreti che non vuole svelare, e quelli di cui nemmeno è consapevole_”. Poi, il passaggio chiave: “Ogni uomo ha un prezzo. E una volta che questo prezzo lo individuate, costui lo possederete per sempre, anima e corpo”. Avevo letto concetti simili, seppur espressi con linguaggio più grezzo, in siciliano stretto, da un certo “U Curtu”. Mi era però sfuggito un particolare, gli americani sono molto religiosi, non è ammissibile fare una causa penale a Lloyd Blankfein (CEO e Presidente di Goldman Sachs), essendo Vice-Dio gode di immunità perenne. (…)
Riccardo Ruggeri Italia Oggi
Saluti
Ps:Una volta avevamo politici che facevano affari. Oggi abbiamo affaristi che fanno politica.
Nessie il 12 settembre 2012 alle 11:10:
Ho letto il link, ma non mi meraviglio, è il capitalismo nella sua essenza più intima, ora fà vedere la sua vera faccia, chi controlla i movimenti del danaro controlla TUTTO, chi credeva che questo fosse il paradiso della libertà dovrebbe ricredersi.
Cangrande, Yauhwah, grazie. direi che abbia poca importanza se siano veri o meno. il loro contenuto è coerente con quello che succede, e se non li hanno scritti i banchieri li hanno presi ad esempio come libretto di istruzioni.
Vorrei azzardare che forse il Furher aveva visto giusto e commise l’errore di voler impostare un suo personale ordine mondiale. La stessa cosa.
E’ tempo di puntare ad un NUOVO ORDINE INDIVIDUALE.
Cercare l’indipendenza nell’individuo prima e nella nazione poi. Tendere ad una nazione unita nell’essere indipendente porta comunque ad un nazismo o un comunismo o un fascismo.
Una nazione sovrana mette al primo posto l’inviolabilità dei suoi cittadini e dei suoi territori, e il diritto alla proprietà privata.
Per il resto penso che meno sarà strutturata come stato e meno si presterà ad essre gestita, manipolata o sfruttata da qualsiasi organizzazione sia interna, come i politici, che esterna come altri stati o lobbies finanziarie.
NOI individualmente dobbiamo renderci indipendenti prima di tutto. Un saluto .
Vabbè, certificata la dittatura neuropea nazicomunista anche dai crucchi. E’ ora di espatriare. Io in questo schifo non ci voglio rimanere.
yahuwah il 10 settembre 2012 alle 18:37:
Interessanti i post, però davvero, fai una sintesi…
Fabio Cenci, figurarsi se la magistratura da sempre, il braccio armato del Nuovo Ordine MOndiale si metteva contro gli oligarchi e impediva la realizzazione del MES o ESM che dir si voglia. Hanno finto di mettere un tetto eppoi come era ipotizzabile, hanno detto: JAWOHL!
Certo che non c’è più alcun limite al peggio.
Segnalo questo articolo di Ida Magli, sul “corralito” di 50 euro messoci a dispozione dal duo Monti-Passera:
http://www.italianiliberi.it/Edito12/il-simbolo-della-nostra-ricchezza-50-euro.html
Il messaggio di questo scempio, a cui spero ci si ribelli (il tempo della tastiera è finito!) è chiaro: il vostro risparmio contante e sonante è tutto concentrato nelle nostre mani (o meglio, artigli) e solo noi “illuminati” possiamo decidere quanto darvene, come darvene, e dove darvene. Un’aberrazione disgustosa.
Buon giorno a tutti. Bravo Casagrande
Analogie semiotiche ? :
” Dobbiamo trasformare la Russia in un deserto abitato da Negri bianchi su cui imponiamo una tirannia di un genere che i despoti più crudeli dell’est si siano mai sognati. L’unica differenza è che questa tirannia non sarà di destra, ma da sinistra e non il bianco, ma il rosso, perché si sarà versato tali innondazioni di sangue che tutte le perdite umane delle guerre capitalistiche saranno pallide nell’insignificanza. I più importanti banchieri transoceanici staranno nel più intimo contatto con noi. Se vinciamo la rivoluzione e conquisteremo la Russia, si stabilirà il potere del SIONISMO sul suo relitto funerale e diventerà il tipo di forza a cui tutto il mondo si inginocchierù. Mostreremo quale potere reale è! Porteremo l’intellighenzia russa per completare l’idiozia, verso uno STATO di animali mediante bagni di sangue e terrore… Per il momento, i nostri giovani in giacche di pelle, i figli dei maestri orologiai da Odessa e Orsha, Gomel e Vinnitsa! Oh, come splendidamente e deliziosamente sono in grado di odiare tutto quello che sia Russo! Con quale piacere distruggeranno l’intellighenzia russa: ufficiali, tecnici, docenti, accademici, scrittori…”
In un discorso fatto da Leiba Bronstein Davidivich (Trotsky), il leader e il creatore della Guardia Rossa e poi dell’Armata Rossa, del Popolo della Guerra e Commissario della Marina, il Presidente
del Consiglio Militare Rivoluzionario.
Tratto e da tradotto da:
” The Cossack Atamans ” ,by A. Smirnov,
St. Petersburg, edizioni “Neva”, 2002.
Dall’ottimo sito dedicato ad un “grande” ma sconosciuto personaggio, appunto chiamato Nikolai Levashov, il tutto disponibile in varie lingue:
http://www.levashov.info
**********************************************
La Corte costituzionale tedesca ha detto sì al fondo salva euro Esm. I 16 magistrati di Karlsruhe hanno però rimarcato come esistano rilevanti problemi di costituzionalità. Ecco perché il governo tedesco dovrà mantenere le passività prodotte dall’impegno finanziario determinato dalla sua partecipazione all’Esm, pari a 190 miliardi di euro. Inoltre, eventuali nuovi garanzie superiori al capitale messo a disposizione dalla Germania per il fondo salva euro Esm dovranno essere approvate solo con un voto del Parlamento tedesco. Queste misure, però, ha rimarcato il presidente della Corte, sono compito della politica. Il sì è dunque un via libera alla politica europea condotta finora dalla Germania e dalla stessa Ue, anche se pesantemente condizionato, visto che limiterà i margini di manovra della canceliera in un eventuale peggioramento della crisi. I magistrati tedeschi hanno infatti rimarcato come già ora gli impegni dell’Esm siano costituzionalmente al limite, e solo un coinvolgimento del Parlamento nazionale può rendere legittimo il percorso europeo scelto dal governo. Una buona notizia a metà per Angela Merkel, che può dirsi sì davvero sollevata per il via libero al fondo salva euro, ma che è conscia di quanta sofferenza ci sia nella sua maggioranza conservatrice per i continui esborsi – in realtà quasi solo garanzie, finora – per i paesi in crisi. Già al momento dell’approvazione dell’Esm al Bundestag si era registrata la mancanza della cosiddetta “Kanzlermehrheit”, ovvero la maggioranza di governo. Il sì del Bundestag era arrivato solo col consenso di Spd e Verdi. Da allora la fronda anti euro è crescita, con parti signifiicative dei liberali della Fdp e dei cristiano sociali della Csu schierate per l’uscita della Grecia e che già hanno ribadito come non voteranno ulteriori misure di aiuto ai paesi in eurocrisi. Un’inquietudine ulteriormente aumentata dagli annunciati acquisiti di di titoli di stato della Bce.
secondo la corte costituzionale tedesca si puo’ comprare fino a 190B Euro sul mercato primario…..e secondo Draghi si puo’ acquistare in modo illimitato sul mercato secondario.
Alles klar?
@random64 il 12 settembre 2012 alle 00:50:Concordo Random qui sta il dramma Umano se hanno potuto fare questo ci rediamo conto in che Anarchia di fatto viviamo altro che Democrazia ma come dice il nostro buon Marcello il 99%della popolazione Ignora la Realta i qui vive e penso che Marcello sia stato ottimista al riguardo.
11 CONSIDERAZIONI E 11 QUESITI PER GLI 11 ANNI DAI FATTI DELL’11 SETTEMBRE
http://www.comedonchisciotte.org/site//modules.php?name=News&file=article&sid=10800
tempo…
Ciaoo
ps:
È la profonda ignoranza a suggerire il tono dogmatico
yahuwah il 11 settembre 2012 alle 19:57:
Attualmente niente in particolare, mi interessava il “metodo” per eventuali cose più in là.Saluti
a proposito di 11 Settembre, la questione “pod” sul secondo aereo..teorie e filmati..sembra proprio un “pod” basta guardare con obbiettivita’ anche sposando la “versione” ufficiale..mah:
http://www.youtube.com/watch?v=huK0MAb0Xa4&feature=youtube_gdata_player
@ Fabri 21.10
“I Protocolli dei Savi Anziani di Sion”
A quegli sprovveduti o in malafede che si ostinano ad affermare che sìano falsi, invito a leggerli.
Ritenerli falsi…….penso che sìa la solita operazione dei “soliti noti”.
Che sìano VERIDICI……. Leggeteli.
Si trovano, con un po’ di pazienza, in rete.
Yahuwah dell’11 ore 20 29, di chi si tratta? Chi è l’autore? Morgan, Rockfeller, Rothschild o chi altro?
Un saluto .
Caro Fausto, ti ringrazio per la tua premura ma non era il caso, ho interpretato fin dall’inizio nel modo giusto e mi son limitato a darti manforte nel siparietto.
Ti ho già detto che quando scherzo cerco di essere esplicito e uso “ih ih oppure eh eh” tra parentesi.
La storiella russa mi piace, ti ho risposto ad essa giusto per restare in ambiente ornitologico.
Spero che queste nostre spiegazioni possano essere d’aiuto a chiunque avesse male interpretato il nostro “spirito”. Sono certo della tua e della mia volontà di non prendere in giro nessuno a sua insaputa e\o alle sue spalle.
Concordo in pieno sulla necessità dell’umorismo, ci manca solo che ci tolgano anche quello.
Invece, tornando ai tuoi “problemi” con Aladino, se dovessi averne bisogno, conosco un paio di energumeni con esperienza decennale nel settore bracconaggio\recupero crediti (ih ih ih ). Fifty fifty naturalmente.. fammi sapere.
Un saluto .
ITALIA: COSA BOLLE IN PENTOLA AL DI LA’ DELLE DICHIARAZIONI UFFICIALI.
RENZI vincerà le primarie: questo perché oltre ad essere votato dai sostenitori del PD, sarà votato anche da molti del PDL: persino CONSIGLIERI COMUNALI PDL si sono apertamente schierati a spada tratta a favore di Renzi
—
Renzi ha già dichiarato che se vincerà lui, “chiederà a Monti di restare”… l’uomo di Goldman sachs potrebbe esser eletto (dal parlamento ovviamente) addirittura al Colle, dove sostituirebbe Napolitano, che da tempo lavora per questo scopo. In alternativa, o meglio “in caso di disguidi”, Monti potrebbe guidare il Ministero delle Finanze.
Nel frattempo….
Tutto l’11 settembre in 5 minuti
http://freeondarevolution.blogspot.gr/2012/09/tutto-l11-settembre-in-5-minuti-corbett.html
tempo…
Saluti
Parliamo di come funziona la finanza assieme alle Banche? Ok, parliamo del sistema Interno:
“.(…) Una spiegazione dettagliata dei prestiti interni. Non voglio parlare più di prestiti stranieri, perché essi ci hanno alimentato con i soldi nazionali ALTRUI. Ma per il nostro stato non ci saranno interventi stranieri, che è, niente di esterno.
Abbiamo preso vantaggio gli errori degli amministratori e del lassismo dei governanti per ottenere i nostri soldi due volte, tre volte e più volte; prestando denaro ai governi ALTRUI che non a tutti erano necessari da parte degli Stati. Qualcuno potrebbe fare lo stesso tipo di prestiti a noi? … Ovviamente no! Così andrò solo trattare con i dettagli dei prestiti interni:
Il processo inizia dallo Stato annunciando che ha bisogno di prendere in prestito denaro da parte del pubblico. Carta fruttifera (bills of exchange) sarà stampato e messa in vendita. In modo che queste sono alla portata di tutti per la capacità d’investimento, il prezzo di queste Obbligazioni sarà mantenuto basso, e sarà offerto uno sconto per i primi sottoscrittori. Il giorno successivo, con mezzi artificiali, il prezzo sale; il motivo presunto è che ognuno è a correre per comprarli. In pochi giorni la cassaforte del tesoro sarà così traboccante che non c’è più denaro di quanto possono occuparsi. La sottoscrizione, si è sostenuta, riguarda la questione del totale prestito fatto in molte volte.
E in questo si trova l’effetto di tutta la scena – “Hey look”, dicono, “quale fiducia viene mostrata nelle cambiali del governo”.
Ma una volta che la commedia è finita, emerge il fatto che sia stato creato un debito (e un debito eccessivamente oneroso). Al fine di pagare gli interessi su questo debito + che diventa necessario prendere nuovi finanziamenti, che non riducono, ma solo si aggiungono al debito dovuto. E quando questo credito è esaurito diventa necessario introdurre nuove tasse per coprire, non il principale quantum del prestito, ma solo l’interesse su di esso. Queste tasse sono un debito creato per coprire un debito…
Alla fine arriva il momento per la conversione della carta fruttifera in contanti. Ma a causa di problemi del grande debito sopra descritto, il governo annuncia che sarà necessario ridurre il pagamento degli interessi, senza coprire la porzione principale del debito. Un altro problema, è che essi sostengono che non possono fare questa conversione senza il consenso dei creditori; molti dei quali non sono disposti a convertire la loro carta. Se ognuno ha espresso la sua volontà e ha richiesto i suoi soldi indietro, il governo avrebbe agganciato le proprie promesse e si sarebbe trovato insolvente e non in grado di pagare le somme proposte.
Ma per fortuna per i governi ALTRUI, i sudditi di non sanno nulla di affari finanziari e hanno sempre preferito le perdite sul cambio e riduzione degli interessi per il rischio di nuovi investimenti dei loro soldi. Questo trucco ha consentito a questi governi di gettare un debito di parecchi milioni fuori le spalle in molte occasioni.
6. Al giorno d’oggi, con i prestiti esterni, questi trucchi non possono essere fatti su di noi dall’ ALTRUI perché sanno che noi faremo domanda di tutti i nostri soldi e darceli indietro.
In questo modo, il riconosciuto fallimento si rivelerà alla gente dei vari paesi che i loro governanti non hanno le risorse finanziarie per occuparsi di loro.
Vi prego di focalizzare la vostra attenzione su questo punto e su quanto segue:
al giorno d’oggi tutti i prestiti interni vengono consolidati dal cosiddetto ” a breve termine o prestiti ‘volanti’ “, che vuol dire, che hanno termini di pagamento più o meno vicini. Questi debiti sono costituiti dai soldi versati nelle casse di risparmio e fondi di riserva. Se lasciato per molto tempo nelle mani di un governo, questi fondi evaporeranno a titolo di pagamenti di interessi su prestiti stranieri. Ma i fondi sono collocati nel deposito presso queste banche per l’importo equivalente degli interessi.
L’affitto (interesse) pagato dalle banche su questi depositi dovrebbe annullare l’interesse per pagare i prestiti stranieri , demarca in se tutte le fughe dei tesori di stato ALTRUI.
Quando noi saliremo sul trono del mondo tutte queste cose finanziarie e simili tipi di trasferimenti di denaro, saranno spazzati via per non lasciare meamche una traccia, perché non sono in accordo con i nostri interessi. Saranno anche distrutti tutti i mercati del denaro, dal momento che noi non consentiremo il prestigio del nostro potere ad essere scosso dalle fluttuazioni dei prezzi impostati sui nostri valori. Noi potremo annunciare, dalla legge, il prezzo dei titoli che rappresentano il loro valore senza alcuna possibilità, abbassando o alzando il valore di esso. (L’incremento dà il pretesto per l’abbassamento, in quanto abbiamo fatto una partenza nel ridurre di tali valori ALTRUI).
Noi dovremo sostituire i mercati monetari da istituti di credito del governo grandioso, il cui scopo sarà quello di fissare il prezzo dei valori industriali (quotazioni) conformemente alle vedute di governo. Queste istituzioni saranno in grado di far volare sul mercato centinaia di milioni di obbligazioni industriali in un giorno, o a comprare la stessa quantità. In questo modo tutte le imprese industriali verrà a dipendere da noi. Si può immaginare ciò che noi dovremo garantire per noi stessi in questo modo, UN POTERE IMMENSO.”
Leggete con molta attenzione, e capirete tutti come funziona la musica ….. Domano parleremo del sistema Esterno. A domani, saluti
http://www.wsj.com/video
yahuwah se vuoi darci un’occhiata.Sse vedemm gente notte(BAT)
Monti ha ormai abbandonato ogni prudenza, agisce apertamente come un politico, prima il colpo di Stato era alla bell’e meglio mascherato, ora è evidente, alla luce del sole: Banchieri, Napolitano e grandi imprese, avevano necessità di certe operazioncine…buttato a mare Berlusconi, si è deicato a fare felici banchieri e imprenditori, ed ora penserebbe alle prossime elezioni e come qualunque politico ha avvertito i sudditi: sbloccherò 50 miliardi di euro per le infrastrutture..ma solo verso la fine della legislatura.. abile, anche se restano i dubbi che le elezioni ci vengano gentilmente concesse e quindi.. verrà mai la fine della legislatura? E se dovesse venire, potrebbero aprirsi altre ed interessanti considerazioni, premature per ora, ma non mancheranno. Per ora godiamoci la certezza di aver subito un colpo di Stato con i controfiocchi
http://www.a-realestate.it/news/curiosita/120911_monti_infrastrutture.html
mariolino il 11 settembre 2012 alle 19:38
Ciao di nuovo. Spegati meglio, che tipo d’informazione stai cercando ?
Alla faccia della tecnica (e dei “tecnici”), il governo Monti è il governo più “ideologico” della nostra storia. Lo hanno piazzato lì per fare l’economista che risana il bilancio, ma a quanto pare ciò non gli basta: vuole fare l’uomo politico e nonostante ripeta troppe volte che il suo è solo un “mandato episodico”, si vede lontano un miglio che vorrebbe prolungarlo, quel suo mandato. Vuol fare l’uomo etico (ricordate le tasse sulle bibite gasate poi rientrate? e la pubblicità sui “parassiti” che evadono?) ; ma soprattutto si comporta da “uomo ideologico”, il più ideologico della storia della nostra Repubblica. Nemmeno i leader dei vecchi regimi totalitari si sono mai illusi di poter sradicare del tutto il dissenso e l’opposizione alle proprie politiche impopolari. Lui invece, col suo zelo di euromassone gesuitico, ci prova. E lo ha fatto in due occasioni: al forum Ambrosetti a Cernobbio e a Sarajevo all’incontro “interreligioso” con la premiata comunità di S. Egidio del non eletto ministro senza portafoglio Andrea Riccardi (una vera e propria mascherata), sollecitando quanto prima un vertice a Roma contro i “populismi e i nazionalismi”.
http://sauraplesio.blogspot.it/2012/09/scenari-orrorifci.html
Doveroso O.T, visto che oggi è il 9/11:
“Presidente della Corte Suprema dell’Italia per rifere i crimini del 9/11 alla Corte penale internazionale. Dice che il 9/11 è stato una “False Flag” del terrore, proprio come la strategia della tensione in Italia. Ferdinando Imposimato è presidente onorario della Suprema Corte d’Italia ed ex Senior giudice investigativo, in Italia. Imposimato ha presieduto diversi casi connessi al terrorismo, tra cui il rapimento e ultimo assassinio del Presidente Aldo Moro, il tentativo di assassinio del Papa Giovanni Paolo II, altri omicidi politici e casi di rapimento e diversi casi contro la Mafia. Egli è un ex senatore che ha servito la Commissione Antimafia in tre amministrazioni. Imposimato è anche un ex consulente legale delle Nazioni Unite per quanto riguarda l’istituzione delle leggi per controllare il traffico di droga. Questa settimana, il giudice Imposimato ha dichiarato pubblicamente scrivendo ( vedere qui ) che il 9/11 fu proprio come la “strategia della tensione”, effettuata in Italia. In particolare, l’ex primo ministro italiano, giudici italiani e l’ex capo del controspionaggio italiano ammettono che la NATO, con l’aiuto del Pentagono e della CIA, hanno effettuato bombardamenti di terrore in Italia e in altri paesi europei negli anni cinquanta accusando i comunisti, al fine di ottenere il sostegno delle persone per i loro governi in Europa nella loro lotta contro il comunismo.
Uno dei partecipanti a questo programma segreto precedentemente ha dichiarato: “si doveva attaccare i civili, persone, donne, bambini, persone innocenti, gente sconosciuta, lontana da ogni gioco politico. Il motivo è abbastanza semplice. Avrebbero dovuto essere per forzare queste persone, il pubblico italiano, a rivolgersi allo stato per chiedere maggiore sicurezza”(e vedere questo) (Italia e altri paesi europei soggetti della campagna di terrore avevano aderito NATO prima che l’attentato si è verificato).Giudice Imposimato scrive che il 9/11 è stato lo stesso esatto tipo di attacco: un atto di terrore di falsa bandiera.Il Giudice Imposimato ha annunciato che ha intenzione di raccomandare che la Corte penale internazionale abbia un processo criminale per il 9/11. Imposimato ha osservato che la Corte penale internazionale è stata istituita per proteggere il mondo da atti criminali di guerra, e che è l’organo giudiziario perfetto per sentire un caso del genere. Numerosi studiosi ad alto livello legali sono d’accordo che è necessaria un’azione aggiuntiva. Imposimato non è il solo legale studioso a chiamare per procedimenti penali e/o ulteriori indagini sul 9/11. Molti altri ad alto livello giuridici giuristi, professori e avvocati processuali hanno detto la stessa cosa. Vedere questo e questo. Nota: Il giudice Imposimato è un membro degli avvocati per 9/11 Truth e un panelista sulle audizioni di Toronto.
http://www.globalresearch.ca/president-of-italys-supreme-court-to-refer-911-crimes-to-international-criminal-court/
yahuwah il 11 settembre 2012 alle 18:32:
Purtroppo è la risposta che sospettavo, in italiano si trova ben poco, io infatti per alcuni argomenti che mi interessano ho passato giorni e settimane nelle biblioteche dell’ex Ismeo e della società geografica italiana, ma ora non sono più a Roma e devo lasciar perdere, anche perchè purtroppo conosco bene solo l’italiano, si trovasse materiale anche in spagnolo che per noi è molto più accessibile, ma forse hanno lo stesso problema nostro che ha indicato, magari qualche sito di esempio mi interesserebbe, Saluti.
Un O.T. doveroso, visto che oggi è il 11/9 (9/11)
“Presidente della Corte Suprema dell’Italia per rifere i crimini del 9/11 alla Corte penale internazionale.
Dice che il 9/11 è stato una “False Flag” del terrore, proprio come la strategia della tensione in Italia.
Ferdinando Imposimato è presidente onorario della Suprema Corte d’Italia ed ex Senior giudice investigativo, in Italia.
Imposimato ha presieduto diversi casi connessi al terrorismo, tra cui il rapimento e ultimo assassinio del Presidente Aldo Moro, il tentativo di assassinio del Papa Giovanni Paolo II, altri omicidi politici e casi di rapimento e diversi casi contro la Mafia. Egli è un ex senatore che ha servito la Commissione Antimafia in tre amministrazioni.
Imposimato è anche un ex consulente legale delle Nazioni Unite per quanto riguarda l’istituzione delle leggi per controllare il traffico di droga.
Questa settimana, il giudice Imposimato ha dichiarato pubblicamente scrivendo ( http://www.journalof911studies.com/resources/2012-September—Imposimato-letter.pdf )che il 9/11 fu proprio come la “strategia della tensione”, effettuata in Italia.
In particolare, l’ex primo ministro italiano, giudici italiani e l’ex capo del controspionaggio italiano ammettono che la NATO, con l’aiuto del Pentagono e della CIA, hanno effettuato bombardamenti di terrore in Italia e in altri paesi europei negli anni cinquanta accusando i comunisti, al fine di ottenere il sostegno delle persone per i loro governi in Europa nella loro lotta contro il comunismo.
http://www.youtube.com/watch?v=7fB6nViwJcM
Uno dei partecipanti a questo programma segreto precedentemente ha dichiarato:
“si doveva attaccare i civili, persone, donne, bambini, persone innocenti, gente sconosciuta, lontana da ogni gioco politico. Il motivo è abbastanza semplice. Avrebbero dovuto essere per forzare queste persone, il pubblico italiano, a rivolgersi allo stato per chiedere maggiore sicurezza”(e vedere questo) (Italia e altri paesi europei soggetti della campagna di terrore avevano aderito NATO prima che l’attentato si è verificato).
Giudice Imposimato scrive che il 9/11 è stato lo stesso esatto tipo di attacco: un atto di terrore di falsa bandiera.
Il Giudice Imposimato ha annunciato che ha intenzione di raccomandare che la Corte penale internazionale abbia un processo criminale per il 9/11.
Imposimato ha osservato che la Corte penale internazionale è stato istituito per proteggere il mondo da atti criminali di guerra, e che è l’organo giudiziario perfetto per sentire un caso del genere.
Numerosi studiosi ad alto livello legali sono d’accordo che è necessaria un’azione aggiuntiva.
Imposimato non è il solo legale studioso a chiamare per procedimenti penali e/o ulteriori indagini sul 9/11. Molti altri ad alto livello giuridici giuristi, professori e avvocati processuali hanno detto la stessa cosa. Vedere questo e questo.
Nota: Il giudice Imposimato è un membro degli avvocati per 9/11 Truth e un panelista sulle audizioni di Toronto.
http://www.globalresearch.ca/president-of-italys-supreme-court-to-refer-911-crimes-to-international-criminal-court/
@fabri il 11 settembre 2012 alle 18:04: La storilla del Piccione non ha nessuno sottinteso e mi spiego
Una Domenica mattina non avevo il tempo di allegare un Aforisma o pensiero al tema trattato allora ho aggiunto “non pervenuto”come i bollettini meteo che si ascoltava alla radio temop fa ,nel contempo ho aggiunto il Piccione Viaggiatore non contento ho poi coinvoltio i Sindacati . E’solo e soltanto una storiella inventata che Aladino ha raccolto ma
“”"”in nessun modo é rivolto a chi scrive nel Blog di Marcello.”"”"
Il corvo e il piccione é tratta Fiabe-popolari-russe e mi sembrava carina ma riferita al SIPARIETTO .
A proposito oggi ho avuto una telefonata da un noto studio di Avvocati Americani la cosa si fa seria….
A volte un po di Umorismo non guasta o sbaglio?
Ciao Fabri
Un Saluto a tutti….
ps:Se siete seri, siete bloccati. L’umorismo è la via più rapida per invertire questo processo. Se potete ridere di una cosa, potete anche cambiarla.
>>>Errata corrige<<<
"Dollari non euro"
Mi domando:perchè tanto chiasso per un Debito Pubblico italiano pari a 2.000mila miliardi di euro,e non si fa tanto chiasso per il Debito Pubblico americano pari a 80.900milamiliardi di euro? Dati utilizzati dal(GAO)>>>General Acconting Office<<<(Ufficio Governativo Statunitense per la Contabilità).Ma fino a poco tempo fa,noi conoscevamo un Debito pari a 16.000mila miliardi di euro credo.Sarà vero? Non sarà vero?.Fonte John Williams o (KING WORLD NEW-BLOG).
(BAT)
Forse la Merkel,legge il blog di FoA,infatti,da tempo dico che un’EuropaRussia può può essere la prima Potenza Mondiale.E…non finisce quì!!! La Germania è invasa prettamente da turchi,e se questi entrassero anche in Europa? Eh…eh…eh…Sapranno ancora speculare su l’Euro le agenzie di rating e gli speculatori?.Non credo!!! Perchè avremmo una voce in capitolo,e oltre se la Russia dovesse far parte dell’Euro-Zona.(BAT)
Ad un anno dalle prossime elezioni al bundestag il Cancelliere della Germania Angela Merkel è stata denominata “padrino della mafia”. Se fosse stata un’invettiva da parte dell’opposizione, si sarebbe potuto ignorarla.
Ma la “sparata” è arrivata dalle retrovie del partito della Merkel, e specificatamente da Gertrud Hoehler, rappresentante dell’Ala di estrema destra dei democristiani. In Germania è uscito il suo libro dal titolare rivelatore: “La madrina: come la Merkel cambia la Germania”.
L’autrice del libro scrive che la Merkel presumibilmente pensa non a come salvare la zona Euro ma a come creare un’URSS europea. Gertrud Hoehler allude direttamente ai suoi “geni comunisti”. Ma nonostante tutte le invettive al suo indirizzo, le possibilità della Merkel di vincere le prossime elezioni non solo non diminuiscono ma, al contrario, aumentano. Secondo dati in possesso della compagnia televisiva ARD, il 70 % dei tedeschi si dicono soddisfatti di ciò che il Cancelliere sta facendo per salvare la zona Euro. Alexei Kuznetsov, Capo del Centro di Studi Europei presso l’Istituto per l’economia mondiale e le relazioni internazionali (IMEMO), è convinto che la Merkel ha tutte le possibilità di ottenere il terzo mandato di Cancelliere.
Il motivo principale dell’eventuale trionfo della Merkel è il suo merito individuale. Né in seno al suo Partito, né tra i rivali non ci sono personaggi di rilievo.
Secondo il politologo tedesco Alexandr Rahr, se la carica di Cancelliere passerà a Frank-Walter Steinmeier, rivale principale della Merkel, ex Ministro degli Esteri, si può aspettare una linea filorussa più positiva.
È un grande amico della Russia. All’interno dell’equipe di Gerhard Schrödere egli conduceva la politica di stretto avvicinamento con la Russia.
In sostanza, anche la Merkel sollecita rapporti stabili ed efficaci con Mosca. Aspettiamo il Settembre del 2013.
http://italian.ruvr.ru/2012_09_11/Angela-Merkel-Donna-di-Mafia-Germania/
Salve tutti!? Mariolino,ciàcià.Il web è un accumulatore-esportatore di notizie,vere e non,tocca a chi ne fa uso intuirne; e la sua positività e la sua negatività.Oggi parlare del copia e incolla,è da tutti,c’è chi integra la notizia e chi la lenzuola,ma va bene comunque.Solo che in un blog può dare fastidio”e magari non la si legge tutta” e può avvenire una trascuratezza di lettura da parte di utenti che non le garba.(BAT)
mariolino il 11 settembre 2012 alle 17:39
Condivido al 100%. In ogni caso, di biblioteche nel vero senso della parola, ce ne sono tantissime, purtroppo quasi tutte in inglese o altre lingue, non puoi spare quanto tempo mi ci vuole per tradurre quello che mi interessa per poi riscriverlo in italiano. Sta di fatto che, la stragrande maggioranza delle info, anche notizie (estere) – di fatti le leggo in inglese dai vari siti in giro per il mondo e mai in italiano perchè in italiano sono la solita pappagallata del regime – o delle cose che in italia poco conosciute ( anche della Storia, religioni , -delle quali sono piu che appasionato – ecc… ) o sono in inglese o addirittura in ebraico ( lingue che conosco abbastanza bene) ed in Latino ! ( lingua della quale non ho la piu pallida idea ma che grazie al cielo moltissime cose si trovano tradotte in inglese e qualcosa in italiano ), ……, inutile citare dei link….., sono a dozzine , centinaia, appunto biblioteche vere e proprie, sopratutto dei siti professionali e sopratutto Gratis, che contengono miliaia e migliaia di libri.Molti di essi nei siti di prestigiose università del Nord America , da Yale a Toronto, o israeliane, in questa nazione i siti dei musei hanno delle biblioteche di testo/immagini che fanno “paura”. Il progetto di google.it/books è una ottima fonte per cercare libri ” non convenzionali ” al pubblico.Son sicuro cmq., nel sostenere la comune frase: ” chi cerca trova “, oramai la digitalizzazione dei documenti è all’avanguardia, cosa che in Italia è praticamente tabu, o per mancanza di risorse o per altri motivi, le fonti sono praticamente INESISTENTI. Vuoi leggere un libro del secondo secolo avanti Cristo, sia “romano che greco”? Behhh, lo devi leggere o in latino, o in greco, o in inglese o in ebraico !! In italiano neanche se ti “ammazzi” ( lo si trova forse in una qualche libreria ” specializzata ” ), questa è la cultura italiota ( vi chiederete, il responsabile chi è ???: risposta: Governo+Vaticano)…… Sai le “pecore” devono sempre dormire. Ok, Saluti
Mia cara Annamaria, eh eh, adesso tocca a Fausto. LUI ha iniziato il lavoro e LUI lo finirà.
Un saluto affettuoso .
@ YAHUWAH 11 settembre 2012 alle 15:07 Ho letto con interesse l’affaire francese,di cui già i giornali hanno parlato. Sì, Hollande ha ridotto gli ” stipendi”…ma non ha ridotto…i ladroni! Bah. Buona serata.
@ fabri e fausto…11settembre 2012 alle 16:43 Dovete finire il siparietto alla Beckett! Che fate adesso? Aspettate Godot? Nel frattempo, in “Finale di partita” Hamm dice: “Ah, la vecchiaia moderna! Mangiare, mangiare, non pensano ad altro” …manca sempre…il tordo!
yahuwah il 11 settembre 2012 alle 14:42:
Ma chi sà davvero che quello trovato sul web corrisponda a verità, si trova su ogni argomento tutto e il suo contrario, spesso senza sapere chi lo ha scritto ne quando, per approfondire davvero molte cose bisogna andare per bilioteche e pure grosse, passarci tanto tempo e sapere come fare, sul web si trova una minima parte di tutto ciò, di quello che si trova in rete bisogna fare ampia tara e buttare la maggior parte.
http://www.cadoinpiedi.it/2012/09/10/nella_spirale_della_crisi.html#anchor
Poco da aggiungere a questo scenario…..da incubo
Fausto dell’11 ore 14 05, …mi sono perso. Di che risposta parli?! Io ho presunto che tu e Arabafenice foste la stessa persona.
Qui stiamo mettendo in scena un capolavoro del teatro dell’assurdo..
Relativamente al tuo P.S., tu, “MERLO” stai dicendo a me CORVO quanto sono nero?? ..(ih ih ih)
Un caro saluto .
Girda, parlando di Soros, il sommo Sesgallu:
“ … la crisi dell’euro minaccia di distruggere l’Unione Europea e i leader del vecchio continente stanno portando l’Europa alla rovina …. Se dovessi investire, scommetterei contro l’euro” .
Il giovane ragazzino, appena appena sposato con sua la nipotina ( tanto per non cambiar la vecchia tradizione), dopo aver rovesciato la sterlina britannica nel 1992, scommettendo contro la valuta britannica circa 10.000 milioni di euro, è diventato ancora piu ricco.
COSI’ E’ PIU’ CHIARO
http://www.investireoggi.it/economia/soros-la-germania-deve-scegliere-o-guida-leurozona-o-esce-dalleuro/
TANTO PER ESSERE ANCOR PIU’ CHIARI(COSI’ E’ PIU’ DETTAGLIATAMENTE ESPRESSO)
http://www.investireoggi.it/economia/soros-la-germania-deve-scegliere-o-guida-leurozona-o-esce-dalleuro/
yahuwah il 11 settembre 2012 alle 14:42
ok prendo atto, lungi da mè l’idea di dire a qualcuno come si deve porre, per carità, e quello che hai appeno pastato ha le sue basi ragionevoli, l’unica cosa..è che se a supporto di cose che ho postato aggiungessi il “rapporto” tale e quale che sò dell’ultima assemblea Ue..non ne usciamo più..ed è ovvio che sarebbe stato un’ottimo coronamento al mio “post” comprendo, ma non c’è dubbio che comunque annacqua e di parecchio le ottime osservazioni che fai, o si fanno..ed è un peccato, questo al di là della bontà o dell’alta qualità dello “scritto”..comunque ripeto mia opinione, ps con “fatica” continuerò a leggere le tue “astronavi”, ciao
In due mesi perde il 55% del valore. La svalutazione della divisa iraniana si e’ aggravata ancora con un tasso di cambio ufficioso di 26.300 Rial per dollaro che costituisce un decremento del 9% rispetto a ieri e del 20% rispetto a solo otto giorni fa. Si tratta di un fenomeno che, secondo un parlamentare, e’ destinato ad alimentare la gia’ elevata inflazione che colpisce l’economia iraniana alle prese con le sanzioni internazionali contro il suo controverso programma nucleare. Il presidente della Banca centrale, Mahmud Bahman, parla di ”guerra economica”.
Cosi si son sempre fatte le guerre, basta ricordare Troia, Napoleone, l’Italia e Germania anni ’20/’30, embarghi, ecc…. distruggere una nazione e una popolazione al suon di tamburi virtuali, come la finanza….. Cari amici, cosi si incominciano le guerre …….
Poche ore fa, l’ex premier francese, il marocchino Dominique Marie François René Galouzeau de Villepin, cugino di primo grado della moglie dell’editore Rodolfo De Benedetti, figlio di Carlo, è stato arrestato in una caserma della gendarmeria di Parigi, dove era stato convocato per essere interrogato su un caso di frodi e appropriazione indebita legato alla catena di hotel e ristoranti di lusso Relais & Châteaux. Il giudice di Strasburgo Jean-Baptiste Poli e i gendarmi stanno indagando da mesi su Régis Bulot, presidente fino al gennaio 2006 del Relais & Châteaux. I legami tra i due uomini sono al centro delle indagini da quando alcune intercettazioni hanno evidenziato il coinvolgimento di De Villepin, da sempre nelle fila dell’Ump francese, nella frode che avrebbe sottratto alle casse dello stato francese 1,6 milioni di euro……. Capito Annamiaria come funziona anche in Francia anche se si son ridotti gli ” stipendi ” ??
Carissomi Ramdom64 e Annamaria. Non me la prendo assolutamente per le V/s grate critiche. Non vedo il perchè NON si possa prendere spunto da internet in generale, per mettere assieme i pezzi di un grande puzzle qual’è la storia in generale. Che differenza fa in avere tutti i libri del mondo a casa, quando li posso trovare nel web? Di certo, non esiste nessun uomo sulla terra che si possa ricordare date, nomi, avvenimenti di ” secondo grado “. Che le mie ” lenzuolate ” siano lunghe, lo ammetto! Tutta via, è ben denotata nella sua articolarità, la presenza delle mie parole nel largo di tutte le ” lenzuolate ” derivate da articoli presi appunto in ” biblioeca “. Oggi non esiste piu la ” BIBLIOGRAFIA “, ma la ” WEB-GRAFIA “; un qualsiasi riferimento a date, nomi è collagato a sua volta ad altri eventi, che messi tutti insieme ( o quasi ), diventano tutto un UNO. A proposito di Wikipedia: come base è utilissima, ma è gravatà di errori/orrori madornali (talvolta anche deliberatamente fatti apposta), quali falsità e non concretezza dei fatti, e cosi via……. Se si vuole solo esprimere dei giudizi o delle opinioni, son d’accordo con tutti voi, bastano pochissime righe-parole; ma se si vuole far un articolo concreto, se poi storico ancora peggio, sfido chiunque a NON attingere nella comune e piu grande biblioteca universale del mondo, che si chiama WEB, l’importante è che sia alquanto logica, sequenziale e consona a fatti storici veraci-veritieri, e non le solite lestofansiasi che si possono trovare in giro.
Saluti
caro FAUSTO,
oltre a confermare che il piccione era buono con le patate arrosto; con le penne mi sono fatto un trofeo da vero Sakem.
Per gli accordi extra giudiziari sarò io che ti farò causa; ho impiegato tre giorni a digerirlo, tanti erano i pallini di piombo. Quindi ho fatto indigestione di digestivi a base di grappa con la ruta (che metterò in conto).
Ora che ricordo hai perso anche la scommessa del caffè. Vado dal commercialista a fare i conti.
A proposito di BCE qulcuno ha preso una cantonata. La BCE stessa è stata istituita per rovinare l’europa, non per salvarla. Dov’è la meraviglia ? ciao.
P.S.: caro Fausto per i tuoi artigli rapaci, ti ho spedito una limetta per le unghie. Arrangiati.
@fabri il 11 settembre 2012 alle 01:49:Caro Fabri sono sempre in attesa di una risposta :

—–
Fausto il 5 settembre 2012 alle 16:27:
@Aladino A proposito di Accordi extra giudiziari
—–
Visto che finora non ho ricevuto risposta ho proveduto ad inviare la mia richiesta per Posta Raccomandata,sono sicuro che Aladino gli é sfuggita la mia richiesta ,la “quale” sono sicuro oltre soddisfare le parti ,rinfranchera la nostra Amicizia..
—-
“…ma, a proposito, il piccione che ho mangiato io… allora di chi era?”
Caro Fabri non lo so , potresti chidere al all’Aeronautica Militare sezione Piccioni Smmariti
oppure al Sindacato dei Piccioni sezione Poste.
In attesa di buone nuove un sincero saluto.
ps:Un corvo osservò che i piccioni vivono comodamente e sono ben nutriti perché l’uomo pensa a dar loro da mangiare. Si tinse le penne di bianco e penetrò in una piccionaia. Dapprima i piccioni credettero che egli fosse uno di loro e lo lasciarono entrare ma il corvo si dimenticò per un attimo del suo travestimento e gracchiò come un vero corvo. Allora i piccioni lo beccarono e lo buttarono fuori. Ritornò dai corvi, ma questi, spaventati dalle sue penne bianche, lo cacciarono via, come avevano fatto i piccioni.
Bambiraptor dell’11 ore 08 52, un referendum sull’euro potrebbe essere un piccolo passo verso la riconquista di un pochino di sovranità.
Il vero referendum però dovrebbe essere tra moneta fiat e gold-standard, non mi stancherò mai di dirlo.
Un saluto .
Annamaria il 11 settembre 2012 alle 10:28
Ciao Annamaria, sono sicuro che il buon “vecchio” yahuwah non se la sarà presa a male..era un’osservazione che volevo fargli, visto che ultimamente mi era apparso un pò troppo “logorroico”..e i suoi post..sembravano un pò troppo quelle “astronavi” di guerre stellari..che non finiscono più..e quando capita che posti e leggi con uno smartphone..sono ca…voli…di nuovo senza “rancore” yahuwah..
Arabafenice, vero!, un po’ indigesto. Ma ora che mi dici che era di Monti, posso farne un motivo di vanto!
Non so se Aladino può fare altrettanto…(ih ih ih).
Un saluto .
Ida Magli : la “troika”?.Un’invenzione sovietica
Di Ida Magli
http://www.italianiliberi.it
Leggendo alcune recenti affermazioni di nostri governanti e di politici a proposito dell’Europa, si rimane davvero meravigliati. Anzi, spaventati. A sentir loro (Monti, Riccardi, Fini, Bersani, il Quirinale…) è soltanto guardando all’Europa che si scorge la luce della democrazia; anzi, qualsiasi governo futuro in Italia dovrà necessariamente seguire la rotta europeista fissata da quello attuale per non perdere di vista questa luce. Guai a coloro che tentassero strade diverse: sarebbero i peggiori degli antipolitici, esclusi da qualsiasi bene democratico.
Dicevo che si tratta di affermazioni che spaventano perché la cosa peggiore che possa accadere a un popolo è quella di essere governato da mistici, da visionari, come appaiono di fatto questi adoratori della democraticissima Ue. Il ministro Riccardi sembra essersi dimenticato di trovarsi al governo, insieme al suo Capo, in nome dell’Europa, senza essere stato eletto. Se c’è una cosa che tutti i governanti e i politici dell’Ue hanno sempre concordemente lamentato è proprio il suo “deficit democratico”. Un deficit programmato e voluto dagli innamorati dell’Europa perché il ricorso alla volontà dei cittadini avrebbe impedito la sua realizzazione.
Il rifiuto da parte dei popoli, invece, è stato guidato, in modo quasi istintivo, prima di tutto dai nomi che caratterizzano le istituzioni dell’Ue, nomi che odorano di dittatura lontano un miglio perché ispirati, fin dai primi abbozzi di unificazione dell’Europa, da quel massimo modello di socialismo totalitario che si era concretizzato in Russia. Si chiama “Unione”, infatti, sulla falsariga dell’Unione Sovietica, e non Stati Uniti d’Europa; si chiamano Commissioni e Commissari le strutture decisionali, lo stesso nome che Lenin e i suoi compagni hanno dato a se stessi formando il primo governo rivoluzionario russo. Anche nell’Ue, come nella Russia bolscevica, i Commissari non sono eletti ma nominati dal ristrettissimo gruppo di coloro che detengono il massimo potere, mentre l’unica istituzione eletta dai cittadini è quel finto Parlamento che, come la Duma, sonnecchia, fornisce poltrone ai politici, non governa e non fiata neanche durante una crisi come quella attuale in cui si è perfino ventilato il crollo dell’euro, della stessa Ue.
Ma non sono state copiate soltanto le principali istituzioni del potere passato alla storia come totalitario per eccellenza. Perfino la “troika”, di cui stiamo aspettando con ansia, insieme ai Greci, la sentenza di assoluzione o di condanna, è una delle più proficue invenzioni dei governanti sovietici. Alle prese con la fanatica ossessione di inesistenti atti controrivoluzionari, Stalin e i suoi compagni hanno creato l’apposita Commissione per la lotta al Debito (pardon alla Controrivoluzione) fornita di troike, dette anche “terne di fucilazione”, formate di tre persone dotate di potere investigativo e giudiziario, assolutamente autonome, delle quali rimaneva segreto al pubblico anche il nome. Alle loro sedute non potevano partecipare né i testimoni, né gli accusati, né gli avvocati. Ebbene è molto simile lo spirito democratico che vige in Europa e mi piacerebbe sapere: chi è stato ad adottare il nome di “troika”? Chi sono i tre potentissimi signori che ficcano il naso negli affari più intimi della nazione greca? Chi l’ha nominati? In base a quali norme democratiche i Greci dovrebbero accettarne il giudizio?
http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2012/09/ida-magli-la-troikauninvenzione.html
@ RANDOM 11 settembre 2011 alle 9:17 Grazie, Random! Per l’osservazione sulle “lenzuolate”! Così evito d’essere presa per ” beata ingenua ” , che lo sono, ahimè, ma l’ingenuità, alla fine,cade nella stupidità! Tu sai che non navigo su Internet, per cui mi fido. Ma hai fatto un’ottima osservazione…si perde il “personale contributo”…che è quello che conta! Hai riso abbastanza?! Un saluto.
Concordo: non è la soluzione (aggiungo: rischia di aggravare il problema nel lungo termine), ed èuna manipolazione del mercato.
Però interviene in un momento in cui altri hanno già ampiamente manipolato lo stesso mercato, in danno di alcuni Paesi. La BCE sta cercando di mettere una toppa. Mi pare chiaro che non possa essere l’unico provvedimento, comunque: nel frattempo si deve ridefinire il mercato, e non mi pare che lo si stia facendo.
Fausto il 11 settembre 2012 alle 06:11
Slovenia? il pseudostato che dovrebbe restituirci(avrebbe dovuto) restituirci l’Istria? se solo avessimo avuto gente con spina dorsale a rappresentarci e argomento che mise Martino sul fuoco prima che il governo Berlusca 94 andasse a casa? a quest’ora la Slovenia sarebbe piu’ “leggera” e potrebbe farcela…che dici?
yahuwah…perdonami, ma non ti sembra di esagerare con queste “lenzuolate”? ne va anche della pazienza di leggerle tutte, e magari sfugge pure il tuo personale pensiero nell’insieme..dai su “moderati”..pura osservazione, da amico, ciao
da un lato il “gesuita” che stamperebbe moneta illimitata sui rotoloni regina pompato da wallstrett ed obamba (carta straccia insomma non destinata a creare posti di lavoro ed infrastrutture), su un altro lato il baluardo della corte di karlshrue che domani si pronuncerà col conforto di Jens Weidmann versante bundesbank. Ma perchè nessuno può denunciare questi mascalzoni e ribellarsi a questi oligarchi che han creato la crisi finanziaria e la vogliono riversare su un’economia reale fatta di tanti sacrifici quotidiani e di generazioni? Un montibis in tempi normali non avrebbe avuto nemmeno un briciolo di credibilità ulteriore presentandosi con un rendiconto a cifre rosse pesantissime per tutta l’economia. Invece pare che sarà in qualche modo perpetuato con la complicità di un nuovo inquilino al colle della stessa risma (facciamo ipotesi tipo Casini, Prodi, lo stesso Monti), l’importante è sconfiggere i populismi e le spinte disgregatrici di questo progetto fantastico salvifico che dà la felicità per tutti che si chiama euro. Un bravo a Maroni per l’idea referendaria prossima ventura.
@ Fabri . 11 settembre alle 01:49 . Eccoti…accontentato! Era il piccione di Monti e ti è rimasto indigesto. Burlone!
@ GRAZIANO 10 settembre 2012 alle 19:40 Ops…allora non è beata ingenuità…ma pura stupidità! Ahimè! Ma, che senso ha copiare da WIKIPEDIA e poi…riportare il tutto sul blog?? Allora mi consola la massima di Socrate,presa da ” Vite dei filosofi”: ” Diceva di sapere questo solo: di non sapere”! Oppure,sempre per consolarmi, E.Henriot, scrittore francese del ’900,scriveva: “La cultura è ciò che rimane nell’uomo quando ha dimenticato tutto”.Il mio caso. Buona giornata.
Speciale Slovenia: Oh? Ma non Sapevate che sta Fallendo? OHHHHHHH
Ma tu guarda, abbiamo uno stato confinate con cui abbiamo più che discreti rapporti economici che sta fallendo e…. non lo sa nessuno in Italia. Sarà forse che la notizia non si accorda con il mainstream ufficiale del “Euro è bello, Europa è bellissima e tutto va bene madama la marchesa?”
—.
L’agenzia Moody’s ha calcolato che per risanare il settore bancario, Lubiana dovrebbe investire una cifra pari all’8% del suo prodotto interno lordo. Esistono però altre stime di esperti sloveni che pongono l’asticella al 20% del Pil. Il decennale sloveno ha oggi un rendimento del 7%, il valore oltre il quale si ritiene sia necessario fare ricorso agli aiuti europei perché i costi di finanziamento diventano insostenibili nel lungo periodo
—–
Questo è il quadretto generale, ma c’è di più e di peggio, il ministro delle finanze Sloveno Janez Šušterši ha ammesso candidamente che la Slovenia ha bisogno di 500 milioni di euro entro fine anno altrimenti sarà crac. Tanto per essere chiari o i soldi arrivano o a fine Ottobre Lubijana potrebbe cessare i pagamenti.
da Il Piccolo di Trieste
—–
Ma che volete che sia, solo 2 milioni di abitanti. Robetta, ovvio che non se ne parli ….
Saluti….
ps.
Propriamente si sa solo quando si sa poco; col sapere cresce anche il dubbio.
Fausto del 10 ore 19 23, caro Fausto, è veramente scandaloso…. è scandaloso che invece a riguardo della tragedia di Geltrude (il tuo piccione), non abbiano scritto nemmeno due righe.
…ma, a proposito, il piccione che ho mangiato io… allora di chi era?
Un saluto .
Io vorrei semplicemente inviare una mail ma non riesco a far funzionare il link creato appositamente per la posta elettronica. Se qualcuno potesse aiutarmi ne sarei grato.
@ Annamaria…. guarda che se cerchi su Wikipedia ti accorgerai che YAHUWAH sta copiando di sana pianta da lì….. eh beata ingenuità….
…. magari che invece d’imprecare bisognava guardare bene i termini dell’adesione all’UE ? Troppo bello “porconare” adesso che le cose vanno male perchè, di fatto, anche un cretino poteva capire che gli accordi per la nascita dell’UE e dell Euro erano monchi. Ma l’mportante era esserci ed attaccarsi alla mammella dei finanziamenti. Adesso che la polpa è finita tocca rosicchiare l’osso.
Corriere della Sera: come avremmo potuto vivere senza queste news?
Il Corriere della Sera da un po’ sta prendendo una deriva gossippara che non aumenterà di certo né vendite né visite on line.
Ci delizia con ben due news senza cui sarebbe stato impossibile vivere. Ad esempioUn intero redazionale sulla morte del cane della Regina Elisabetta, condito da due video.
http://menteattuale.blogspot.ch/2012/09/corriere-della-sera-come-avremmo-potuto.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed:+PensareGratis+%28Pensare+%C3%A8+gratis%29
Salutini
@ YAHUWAH….allibita, stordita, estasiata! Tu non sei “umano”! Sei un libro di storia “animato”!Domanda: fai anche dei copia-incolla,vero? O meglio, sei una “storia”…vivente!! Non ho più parole.Buona serata.
Luigi Luzzatti (Venezia, 1º marzo 1841 – Roma, 29 marzo 1927) è stato un giurista ed economista italiano, che fu Presidente del Consiglio dei ministri dal 31 marzo 1910 al 29 marzo 1911. È stato il fondatore della Banca Popolare di Milano e Presidente dello stesso istituto di credito dal 1865 al 1870, oltre ad esserne stato Presidente Onorario dal 1870 al 1927.Nato da genitori di religione giudaica, dopo aver completato gli studi in giurisprudenza all’Università di Padova attirò su di sé l’attenzione della polizia austriaca a causa delle sue lezioni di economia politica, e fu costretto ad emigrare… Con la pubblicazione nel 1863 dell’opera “La diffusione del credito e le banche popolari” divenne l’artefice della diffusione delle banche popolari in Italia. Partecipò alla fondazione dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, primo ateneo italiano per l’insegnamento dell’economia. Nel collegio di Oderzo, nel 1869 fu nominato da Minghetti sottosegretario di stato all’agricoltura e al commercio e in tale veste abolì il controllo governativo sulle imprese commerciali e promosse un’indagine conoscitiva sulle condizioni dell’industria. Benché in teoria sostenitore del libero commercio egli fu di fatto determinante nella creazione di un sistema economico protezionistico in Italia.Nel 1877 partecipò ai negoziati commerciali con la Francia, nel 1878 compilò il tariffario doganale italiano, e successivamente ebbe un ruolo di guida in tutti i trattati commerciali che l’Italia stipulò con gli altri paesi. Nominato ministro del tesoro nel primo governo Di Rudinì del 1891, con mossa avventata, abolì il sistema di compensazione della valuta fra istituti di emissione, misura che provocò la duplicazione di parte del denaro circolante e accelerò la crisi del sistema bancario del 1893. Nel 1896 entrò nel terzo governo Di Rudinì come ministro del tesoro e, tempestivamente legiferò in modo da salvare dal fallimento il Banco di Napoli. Dopo aver lasciato l’incarico nel 1898 la sua principale occupazione fu di condurre il negoziato commerciale Franco-Italiano, mentre come deputato, giornalista e professore, continuò a partecipare attivamente alla vita politica ed economica del paese.Fu nuovamente ministro del tesoro dal novembre 1903 al marzo 1905 nel secondo gabinetto Giolitti, e per la quarta volta dal febbraio al maggio 1906 nel governo Sonnino. Alla fine del suo mandato ottenne la conversione del tasso d’interesse sul debito pubblico italiano dal 5% (ridotto al 4% al netto delle imposte) al 3,5% e successivamente al 3%, operazione che altri ministri avevano tentato senza successo; sebbene la conversione non fu completamente portata a termine durante il suo dicastero, gliene va attribuito gran parte del merito.Nel 1907 fu presidente del congresso delle cooperative di Cremona. Nel secondo governo Sonnino fu ministro dell’agricoltura, industria e commercio.
Nel 1913 nacque l’Istituto Nazionale di Credito per la Cooperazione con regio decreto su interessamento sempre di Luigi Luzzatti . L’istituto assume nel 1927 la denominazione di Banca Nazionale del Lavoro e della Cooperazione e nel 1929 quella attuale di Banca Nazionale del Lavoro: all’atto costitutivo della “nuova” banca del 1929 parteciparono il Tesoro dello Stato, la Banca d’Italia e le Casse nazionali per le assicurazioni sociali. L’istituto si configura quindi come una sorta di Banca di Stato, caratteristica che manterrà anche nel dopoguerra.
Sidney Costantino Sonnino (Pisa, 11 marzo 1847 – Roma, 24 novembre 1922) è stato un politico italiano. Barone. Di padre di origini ebraiche e di madre britannica era anglicano. Ministro delle Finanze e Ministro del Tesoro del Regno d’Italia dal 1893 al 1896, riportò il bilancio dello Stato al pareggio e si oppose alla dispendiosa politica aggressiva di Francesco Crispi in Etiopia. Liberal-conservatore ed esponente della Destra storica, nel 1897, di fronte alle minacce del clericalismo e del socialismo, sostenne la necessità di un maggiore rispetto dello Statuto albertino con una piena restaurazione del potere esecutivo da parte del re. Fu Presidente del Consiglio dei ministri dall’8 febbraio al 29 maggio 1906 e dall’11 dicembre 1909 al 31 marzo 1910. Nel 1914 divenne Ministro degli Esteri e con tale carica, che conservò fino al 1919, condusse le trattative che portarono alla firma del Patto di Londra con cui l’Italia si impegnava ad entrare nella Prima guerra mondiale contro l’Austria. Dopo la vittoria, alla Conferenza di pace di Parigi (1919), partecipò alle trattative rivendicando per l’Italia i territori promessi dal Patto di Londra contro la posizione degli Stati Uniti. Fu meridionalista e si occupò delle problematiche della classe contadina sostenendola.
Con legge del 1874 venne istituito un Consorzio comprendente le sei banche espressamente autorizzate all’emissione: Banca Nazionale nel Regno d’Italia, Banca Nazionale Toscana, Banca Toscana di Credito, Banca Romana, Banco di Sicilia e Banco di Napoli. Questi sei istituti furono chiamati ad anticipare allo Stato le somme necessarie al fabbisogno di bilancio emettendo biglietti “Consorziali” in regime di corso forzoso. I sei istituti furono resi solidalmente responsabili nei confronti dei portatori dei biglietti consorziali emessi per conto dello Stato. Nel 1874, la prima legge organica sull’emissione introdusse un oligopolio legalizzato e regolato: la situazione esistente fu cristallizzata. Non si realizzò dunque l’idea cavouriana di una banca unica – che in Svezia, in Inghilterra e in Francia era già nata rispettivamente nel 1668, nel 1694 e nel 1800 – soprattutto per la forza degli interessi regionali.
Nel 1881, la migliorata situazione del bilancio dello Stato (pareggio dei conti grazie anche a provvedimenti di inasprimento fiscale quali la tassa sul macinato) indusse il Governo ad abolire il corso forzoso assumendo in forma diretta la gestione dei biglietti Consorziali, la cui intestazione fu modificata in “Già Consorziali“. Nel 1887 il corso forzoso fu di fatto reintrodotto. Veniva rigidamente determinato il tetto massimo di banconote che ciascuno dei sei istituti di emissione poteva emettere, così come i rapporti tra le riserve metalliche e i biglietti in circolazione. La Banca Nazionale continuava ad essere di diritto privato, ma i controlli ministeriali erano rafforzati. Nel frattempo il governo aveva raggiunto il pareggio del bilancio e nel nuovo clima di fiducia il corso forzoso fu abolito. I fatti dimostrarono la teoria degli economisti che sostenevano che la moneta, in condizioni normali, aveva, sostanzialmente un corso fiduciario, parzialmente svincolato dal rigido rapporto con la riserva metallica. Nel 1893 si unì alla Banca Nazionale Toscana, alla Banca Nazionale di Credito e alla liquidata Banca Romana dando vita alla Banca d’Italia.
Nel 1913 nacque l’Istituto Nazionale di Credito per la Cooperazione con regio decreto su interessamento di Luigi Luzzatti con l’obbiettivo di concedere alle organizzazioni dei lavoratori, agevolazioni creditizie analoghe a quelle offerte dalle banche ordinarie agli altri tipi di imprese. La banca fu la prima banca a formulare forme di credito speciale per l’agricoltura, [1] per il cinema e per la pesca in un contesto in cui l’Italia si avviava, pur se timidamente, a trasformare la sua realtà rurale in industriale. In particolare l’Istituto Nazionale di Credito per la Cooperazione finanziava le organizzazioni a carattere cooperativo, in primis le cooperative agricole, di produzione e di consumo. Sostenuto lo sforzo bellico della Prima guerra mondiale, attraverso il finanziamento delle cooperative impegnate nella produzione industriale e l’acquisto di derrate alimentari, la banca vive anch’essa il momento di turbolenza politica che porta, con la marcia su Roma, all’avvento del regime fascista. Nel 1925, grazie all’appoggio del ras di Cremona Roberto Farinacci, sale alla carica di direttore dell’istituto Arturo Osio, che attraverso un’amministrazione quasi ventennale (1925-1942) riesce ad affermare l’istituto come una delle maggiori realtà nel panorama bancario italiano.L’istituto assume nel 1927 la denominazione di Banca Nazionale del Lavoro e della Cooperazione e nel 1929 quella attuale di Banca Nazionale del Lavoro: all’atto costitutivo della “nuova” banca del 1929 parteciparono il Tesoro dello Stato, la Banca d’Italia e le Casse nazionali per le assicurazioni sociali. L’istituto si configura quindi come una sorta di Banca di Stato, caratteristica che manterrà anche nel dopoguerra.
Insieme di tre progetti di banconote da 100, 500 e 1000 lire realizzati dall’American Banknote Company
http://www.bancaditalia.it/media/fotogallery/museomoneta/museomoneta/931/lotto931_a_600.jpg
A seguito di insistenti pressioni dell’Autorità Militare Alleata, il 23.3.1944 la Banca d’Italia deliberò di affidare alla American BankNote Company, sotto il controllo del Tesoro degli Usa, la fabbricazione delle proprie banconote. A causa dell’urgenza e dei molti impegni già in corso, la banca statunitense preparò i bozzetti di tre valori (da Lire 100, da Lire 500 e da Lire 1000) con materiale grafico già disponibile, aggiungendovi il ritratto di Garibaldi. Alcuni campioni, riprodotti con processo fotografico, vennero inviati in Italia e giudicati non idonei dalla Banca d’Italia, che decise di recedere dall’impegno.
I PROPRIETARI DELLA BANCA D’ITALIA.
Ma qualcosa si sa (*). Ed è abbastanza singolare. Anzi anomalo. Dei 77 soci, quattro maggiori gruppi bancari ( proprio quelli ultimamente coinvolti nelle incredibili vicende dei risparmiatori italiani) detengono il 66,6 % del capitale sociale di Bankitalia, cioè l’istituto che dovrebbe essere preposto al controllo delle banche stesse.
Dire in certi “salotti dell’alta finanza” a chi spetta il controllo dev’essere piuttosto imbarazzante. E dirlo dentro gli ambienti politici lo è ancora di più (sembra proprio che nessuno voglia fare chiarezza – nonostante tanti strepitio di voci)
(*) Banca Intesa, cioè la più grande banca italiana “possiede la maggioranza relativa delle quote di partecipazione in Via Nazionale” e lo dice lo stesso Giovanni Bazoli presidente della Intesa con l’abito di maggior socio. “Qualcuno ha ravvisato una grave anomalia nella singolarità dell’assetto istituzionale che vede il capitale della banca centrale detenuto da istituti soggetti alla sua vigilanza”.
Una governance che dà vita a un conflitto di interessi. Ma, prosegue Bazoli:
“E’ sufficiente osservare che tale assetto proprietario non consente ai partecipanti di esercitare la minima interferenza nè sulla composizione degli organi di vertice, nè sulla gestione. La struttura di governo di Banca d’Italia è tale da garantire una rigida separazione tra proprietà formale e poteri effettivi”.
La cosa è abbastanza singolare, e se qualcuno ha “ravvisato” che è una “grave anomalia” non c’è da meravigliarsi. Un “padrone” si comporta sempre da padrone. E non ha bisogno di palesarlo. Soprattutto se ha il “coltello per il manico” (i crediti).
Si parla tanto di “riforme” ma i vertici “padronali” premono per una “autoriforma” fatta in casa (cioè fatta dal “padrone” della “casa”)
“Che tipo di Riforma? Deve cambiare la proprietà. Non può essere di proprietà delle banche, di fatto i vigilati sono alla fine dei conti i padroni” (il Ministro Alemanno in una intervista al Corriere d.S.)
“C’è un’idea della Banca d’Italia assolutamente sorpassato; continuano a funzionare come se fossimo a 10 o a 20 anni fa, quando le quote del Tesoro erano in passato in mano alle banche che erano però pubbliche, mentre oggi sono private. Va evitato il conflitto d’interesse fra controllante e controllore. Il capitale della Banca d’Italia dev’essere esplicitamente pubblico” (il Seg. Gen. della Cgil Epifani in una intervista al Corriere d.S.)
Prima o poi ne vedremo delle belle! O forse (dopo tanto baccano) si ritornerà agli “opportuni (e opportunistici) silenzi”. O al massimo all’autoriforma, mantenendo integro l’autogoverno, l’autogestinone, l’autocrazia, e quindi la vigilanza (sic!) dei conti dei propri padroni.
Oggi Monti al servizio della finanza anglosasossone ( no è che ce ne sia un’altra), sta facendo all’Italia la stessa cosa: la sta mandando in frantumi per svalutare il valore delle sue aziende pubbliche (quelle 3/4 rimaste) per aumentare il debito ( per cosi obbligare a pagarlo ), a svendere tutto.. Questo è il nuovo mondo di conquistare nel terzo millennio. Si gioca in borsa e con il neonato concetto dello SPREAD ( spalmare nutella sul pane a volontà e piacere ), altalena condotta e manovrata dal duo frankista per eccellenza Bernanke-Draghi ( uno frankista di matrice ebraica e l’altro frankista di matrice gesuita) con al centro come arbitro il Vaticano, ormai piu che inquinato, una specie di Monopoli a tavolino ( questo lo compro, questo lo vendo, svendo, vendo e poi ricompro), insomma questa gente contro l’intero pianeta. Anche a Monti lo chiamano ( certamente i lestofanti e gli zombi )” Salvatore della patria.. ” e gli erigeranno statue, che le pagheremo noi però pure quelle statue..
A Ingolstadt, grazie all’appoggio finanziario dei banchieri Rothschild, la società segreta cospiratoria degli “Illuminati di Baviera”. Il capo di questa potente e pericolosa organizzazione era un ex gesuita discendente da una ricca famiglia di ebrei convertiti, Adam Weisshaupt. Feroce anticattolico, era seguace dell’Illuminismo ateo e materialista ma allo stesso tempo coinvolto nell’occulto, in particolare della tradizione rosacrociana e templare. L’obiettivo della setta era distruggere le monarchie cattoliche o comunque cristiane e il papato, al fine di instaurare una “repubblica universale”. Il disegno dei Rothschild era conquistare tutte le nazioni e assoggettarle al potere delle banche e della finanza, nonché stampare privatamente le monete nazionali (signoraggio). Il loro patrimonio era stimabile di gran lunga superiore alla ricchezza dello stesso re di Francia; erano la famiglia più potente dell’epoca. I congiurati di Weisshaupt entrarono nella massoneria ufficiale. Lo storico Alan Stang attesta che nel 1788 tutte le 266 logge del Grande Oriente di Francia erano sotto il controllo degli Illuminati; il gran maestro era diventato Filippo di Orleans. L’ossessione degli Illuminati era vendicare la condanna a morte dell’ultimo gran maestro templare Jacques De Molay (di cui si dicevano continuatori), fatto giustiziare da re Filippo IV il Bello di Francia il 13 ottobre 1314; il loro progetto era sterminare la “razza dei Capeti”, i Capetingi.Il boia che giustiziò materialmente il 21 gennaio 1793 Luigi XVI era un discendente dell’ultimo gran maestro dell’Ordine del Tempio. Con questo orrendo delitto i giacobini dell’Illuminato di Baviera Maximilien Robespierre scatenarono una feroce persecuzione contro i loro nemici, i controrivoluzionari, accanendosi in particolar modo proprio contro quel popolo di cui tanto si facevano paladini, che invece voleva rimanere fedele ai Borbone e alla Chiesa.
L’ascesa di Napoleone Bonaparte segnò l’inizio della conquista massonica dell’Europa. L’esercito francese disseminava logge in tutti i territori occupati, Italia compresa. Il 20 giugno 1805 nacque a Milano il Grande Oriente d’Italia, la più grande obbedienza della penisola, però non riconosciuta dalla Loggia Madre di Londra. In quel periodo nacque anche la Carboneria, una metamorfosi rurale della Massoneria, che ebbe come gran protettore il cugino di Napoleone, Gioacchino Murat, “re” di Napoli e delle Due Sicilie. Scopo delle società segrete italiane era “liberare” l’Italia dai vecchi Stati feudali e dalla Chiesa cattolica. Questo à lo scorgere dell’azione della Massoneria dietro tutte le rivoluzioni in Europa e in America del 1820-21, 1825, 1830-31 e del 1848. Il Risorgimento italiano, guidato dal massone Cavour e aiutato dai “fratelli” Mazzini, Garibaldi, Manin, D’Azeglio e tanti altri, portò alla “indipendenza” italiana nel 1861. Lo Stato Pontificio fu conquistato solo il 20 settembre 1870 con la breccia di Porta Pia per opera dei bersaglieri dell’esercito sabaudo, nonostante l’eroica resistenza di papa Pio IX, spesso ingiustamente accusato dalla storiografia progressista come un anti-italiano. Anzi, esisteva un progetto dello stesso pontefice volto ad unificare in maniera federativa gli Stati italiani, onde evitare il pericolo di una rivoluzione laicista e anticlericale. Fatto sta che dal 1870 al 1929 il papa è stato prigioniero in Vaticano e che dal 1861 al 1922 il Regno d’Italia è stato governato da un regime oligarchico e liberal-massonico, nonostante il patto Gentiloni-Giolitti del 1913. Dalle società segrete socialiste francesi che avevano dato vita alla congiura di Babeuf emigrate in Germania, nacque nel 1834 la Lega dei Proscritti. Questi gruppi cospiratori discendevano in linea diretta dagli Illuminati di Weisshaupt. Nel 1836 ci fu una scissione all’interno dei Proscritti; nasceva così la Lega degli Uomini Giusti. Nel 1840 circa, entrarono a far parte di questo gruppo Kiessel Mordechai Levi, alias Karl Marx e Friederich Engels, i padri del comunismo. Marx, fu iniziato alla loggia “Apollo” di Colonia. Nel 1847 gli Illuminati inglesi affidarono ai due filosofi il compito di rielaborare i principi di Weisshaupt e Babeuf in forma nuova e scientifica, mentre i fondi necessari per la pubblicazione del “Manifesto Comunista” del 1848 provennero da Clinton Roosevelt e Horace Greely (avo di Hjalmar Schact, ministro dell’economia del Terzo Reich), entrambi membri della loggia “Columbia”, fondata a New York dagli Illuminati bavaresi. Le agitazioni rivoluzionarie fomentate da comunisti, socialisti, anarchici e radical-democratici sfociarono nella Comune di Parigi del 1871, un violento rivolgimento politico indirizzato contro il governo del conservatore Adolphe Thiers. La rivolta fu domata in poche settimane. A cavallo tra l’ ’800 e il ’900 i principali governi europei e americani erano anticlericali, soprattutto la Francia e l’Italia, egemonizzati da partiti liberal-moderati, progressisti e radical-socialisti.
Garibaldi uni l’Italia non coi 1000 straccioni ma con la flotta inglese a largo della Sicilia.. i Savoia avevo debiti con i Rotschild che chiesero in cambio invadere e conquistare il sud… al vigliacco lo chiamano eroi dei due mondi, Nel marzo del 1821, in aiuto del re Ferdinando I, l’esercito austriaco entrò nel Regno delle Due Sicilie ed occupò Napoli.
Questo evento aprì la porta agli interessi dei Rothschild e Carl von Rothschild aka di Bauer( – il titolo di barone o Freiherr fu dato da Francesco I d’Austria, precedentemente Francesco II, ultimo Sacro romano imperatore, per riconoscere la concessione di nobiltà – ) fu inviato a Napoli dove fondò la ” C M de Rothschild & Figli ” affinché operasse da ufficio satellite del quartier generale della Famiglia bancaria Rothschild di Germania a Francoforte sul Meno ( SEDE DELLA BCE); dispose prestiti consistenti allo Stato della Chiesa ed i vari re di Napoli, oltre al Ducato di Parma e al Granducato di Toscana. Quando scoppiò la rivoluzione e Giuseppe Garibaldi occupò Napoli il 7 settembre 1860 e insediò un governo provvisorio, Adolf von Rothschild, figlio di Calmann (Carl) ” scappò ” a Gaeta con il re Francesco II delle Due Sicilie, fine delle trasmissioni per il Regno: sostenere finanziariamente il re deposto. Un vile servo contro la patria italica.. che combattè anche in sudamerica a favore dei banchieri europei, e il Papa gl concesse un divorzio segreto per potersi risposare.. Gli hanno fatto statue ovunque che andrebbero abbattute.
Dopo il 1849 il nuovo re, Vittorio Emanuele II, perseguì (o sarebbe meglio dire il ministro Cavour) una politica improntata sulla preparazione del Piemonte per ritentare la guerra. Lo stato sabaudo, e Torino, ospitarono un grande numero di esuli politici fuggiti dalle altre regioni italiane dopo la sconfitta del 1848 e ciò contribuì a fare della città un centro culturalmente e politicamente attivo e vivace caratterizzato da un dibattito politico, dentro e fuori dal parlamento, serrato e spesso rude, alla continua nascita e morte di periodici delle più diverse tendenze. L’approvazione, nel 1850, delle leggi Siccardi, che abolivano i privilegi ecclesiastici di stampo feudale, aprì un lungo contenzioso tra la gerarchia della chiesa cattolica e lo stato sabaudo. Nel decennio tra il 1849 ed il 1859 grande impulso ricevettero anche i trasporti: venne completata la ferrovia Torino-Genova, vennero realizzati collegamenti con altre città del Piemonte, si cominciò a ipotizzare la realizzazione di un grande nodo ferroviario a cui convergessero tutte le linee (la successiva stazione di Porta Nuova) e, nel 1857, vennero iniziati i lavori di scavo del traforo del Frejus che avrebbe dovuto collegare il Piemonte con la Savoia.In città il continuo aumento della popolazione e la conseguente ricerca di terreni edificabili portò alla scomparsa, nel 1856, della cittadella cinquecentesca che, dismesso ormai il suo ruolo militare, vide scomparire i suoi bastioni uno ad uno per fare spazio a nuove strade fiancheggiate da edifici; l’unica parte sopravvissuta è il mastio. Nel 1861 al termine della seconda guerra di indipendenza e dell’Impresa dei Mille che portarono alla nascita del regno d’Italia, Torino divenne la prima capitale dell’Italia.
Nasce nel risorgimento dal Regno di Sardegna, privato nel 1860 del Nizzardo e della Savoia ceduti alla Francia. Il periodo del regno di Vittorio Emanuele II di Savoia che va dal 1859 al 1861 (ovvero il periodo che va dai primi plebisciti alla proclamazione del regno d’Italia) viene anche indicato come Vittorio Emanuele II Re Eletto. Infatti, nel 1860 il Ducato di Parma, il Ducato di Modena ed il Granducato di Toscana votano dei plebisciti per l’unione con il Regno. Nello stesso anno vengono conquistati dai piemontesi il Regno delle Due Sicilie, tramite la Spedizione dei Mille, e la Romagna, le Marche e l’Umbria, tolte allo Stato della Chiesa. Tutti questi territori vengono annessi ufficialmente al regno tramite plebisciti. Con la prima convocazione del Parlamento italiano del 18 febbraio 1861 e la successiva proclamazione del 17 marzo, Vittorio Emanuele II è il primo re d’Italia nel periodo 1861-1878. Nel 1866, a seguito della Terza guerra di indipendenza, vengono annessi al regno il Veneto e Mantova sottratti all’impero austro-ungarico. Nel 1870, con la presa di Roma, al regno viene annesso il Lazio, sottraendolo definitivamente allo Stato della Chiesa. Nel 1871, con legge 3 febbraio 1871 n. 33, Roma viene dichiarata ufficialmente capitale d’Italia (prima lo erano state in ordine Torino e Firenze).
La Banca Nazionale degli Stati Sardi (*) nacque dalla fusione tra la Banca di Torino (NESSUNA FONTE) e la Banca di Genova (**) , come società privata, nel 1849. Grazie alle pressioni di Cavour si vide affidata compiti di Tesoreria di Stato. Aveva una sede a Torino e un’altra a Genova. La sede di Torino fu alquanto attiva, in quanto vi era una forte contiguità col governo. La Banca divenne il braccio finanziario di Cavour, essendo l’unica banca autorizzata ad emettere cartamoneta. Il 24 maggio 1851, Cavour, presentò un disegno di legge che autorizzava la Banca a portare il suo capitale da 8 a 16 milioni, imponendole in pari tempo l’obbligo di istituire due succursali a Nizza e a Vercelli e di assumere le funzioni di cassiere dello Stato.Con la nascita del Regno d’Italia prese la nuova denominazione di Banca Nazionale nel Regno d’Italia. Nel 1893 si unì alla Banca Nazionale Toscana, alla Banca Nazionale di Credito e alla liquidata Banca Romana dando vita alla Banca d’Italia.
La Banca Nazionale del Regno d’Italia è la denominazione che assume nel 1867 la Banca Nazionale degli Stati Sardi che ingloba sia la Banca di Parma sia la Banca delle Quattro Legazioni.(***)
La Banca delle Quattro Legazioni fu fondata a Bologna da Marco Minghetti nel 1857 con l’appoggio del marchese Luigi Pizzardi, poi primo sindaco di Bologna. Prese il nome dalle quattro legazioni che erano la suddivisione amministrativa con cui lo Stato pontificio governava Bologna e la Romagna. Le quattro legazioni avevano sede a Ferrara, Bologna, Ravenna, Forlì . Marco Minghetti (Bologna, 8 novembre 1818 – Roma, 10 dicembre 1886) è stato un politico italiano, appartenente alla destra storica. Sotto il suo secondo governo si raggiunse (nel 1876), per la prima volta in Italia, il pareggio di bilancio. Nel 1857, fondò la “Banca delle quattro legazioni” e, su indicazione del Cavour, scrisse alcune relazioni sullo stato delle province pontificie da presentare al congresso di Parigi. Nel 1858, collaborò all’attività del comitato bolognese della “Società nazionale”. Tra il 24 marzo 1863 e il 28 settembre 1864 succedette a Carlo Farini nella carica di presidente del Consiglio. Facendosi forte della decisa azione italiana contro la spedizione di Garibaldi all’Aspromonte, Minghetti fu in grado di negoziare un favorevole accordo con la potenza protettrice del Papa, la Francia. All’interno della Convenzione con la Francia, il governo Minghetti incluse la clausola dello spostamento della capitale da Torino a Firenze, suscitando sdegno e costernazione nella popolazione torinese. A seguito della brutale repressione delle pacifiche manifestazioni popolari di protesta, che provocò oltre 50 morti e centinaia di feriti tra Piazza Castello e Piazza San Carlo, il Re costrinse Minghetti a dimettersi dal governo.Tra le sue più interessanti proposte ci fu quella di una riforma in senso autonomistico dello stato (progetto appoggiato anche da federalisti come Giuseppe Montanelli).Nel 1870, subito dopo la breccia di Porta Pia, con l’appoggio di Quintino Sella e di Ruggiero Bonghi riformò l’Accademia dei Lincei sul modello dell’Institut de France. Fu nuovamente presidente del Consiglio tra il 10 luglio 1873 ed il 25 marzo 1876. Durante questa legislatura si trovò in disaccordo con la Destra, alla quale nonostante tutto apparteneva. Motivo del contendere era la rigorosa politica fiscale che perseguì e che portò al pareggio di bilancio, annunciato il 16 marzo 1876.
In questo modo diventava senza alcun dubbio la più importante banca del Regno d’Italia, ormai unificato e aprì sue filiali anche nelle altre regioni.Nel frattempo lo stato per far fronte alle spese sia militari che civili dell’unificazione ricorse all’istituzione del “corso forzoso”, concesso a tutti gli istituti di emissione. La banca, a fronte dei prestiti concessi allo stato era esonerata dall’obbligo di convertire in moneta metallica i biglietti che venivano ad assumere la veste di una sorta di prestito forzoso senza interessi. La banca, entro dei limiti massimi fissati dalla legge, poteva stampare banconote senza aver l’onere di dover far fronte alla conversione in oro, i cittadini erano esposti ai rischi di svalutazione, perché l’aumento del circolante senza una corrispondente incremento di beni reali porta alla perdita del “potere di acquisto”.Tra il corso della moneta metallica e quella delle banconote si creò subito una differenza, chiamata aggio che raggiunse anche valori consistenti.
Il corso forzoso a favore di istituti bancari di diritto privato favoriva gli interessi particolari dei ceti industriali, commerciali, agrari, ma per contro aiutò, a realizzare un incremento del credito. Per limitare i possibili abusi, nel 1874 fu costituito il Consorzio Obbligatorio degli istituti di emissione.
I punti cardine dell’Europa, e quindi, negli ultimi 2 secoli scorsi nel mondo intero, erano i luoghi naturali di sviluppo dei grandi banchieri. Anche il nostro paese fu cliente di questa grande stirpe della finanza. Torniamo un attimo indietro, in questa saltellante narrazione di finanza e politica. Sua Maestà Vittorio Emanuele II, Re di Sardegna, aveva un giovane e brillante ministro delle finanze, tale Camillo Benso, conte di Cavour, che era giunto a tale carica nel 1851, sotto il governo D’Azeglio, dopo una significativa esperienza come ministro dell’agricoltura (carica all’epoca tutt’altro che secondaria, in un paese prevalentemente ad economia agricola). Il predecessore di Cavour alle Finanze, Nigra, aveva ottenuto proprio dalla casa Rothschild di Parigi un prestito per pagare le riparazioni di guerra dovute a Vienna dopo la sfortunata, e scriteriata, avventura militare del predecessore di Vittorio Emanuele. Potrà far sorridere il fatto che i banchieri di Vienna, tramite la loro casa di Parigi, finanziassero un nemico di Vienna per pagare i soldi dovuti a Vienna. Ma bastava che i soldi girassero, e in fondo erano tutti contenti. Tutti, meno Cavour che, per primo, cercò di stimolare la concorrenza e per far ciò diede mano anzitutto a una prima serie di riforme fiscali, che garantissero un miglior gettito tributario allo Stato, nella convinzione che un governo col bilancio in pareggio aveva le carte in regola per presentarsi come cliente primario alle banche. Non aveva torto: la Banca Hambro di Londra concesse un finanziamento allo Stato Sardo e la cosa non fu presa bene dai Rothschild, che si sentivano messi da parte in una posizione che consideravano come spettante loro di diritto: non erano forse i banchieri per eccellenza? Ma il piccolo ministro del piccolo stato seppe tener duro, anche se i potenti banchieri fecero il possibile per deprimere il corso dei titoli piemontesi quotati alla Borsa di Parigi. Per curiosità, ricordiamo che in questa operazione, con cui in pratica Cavour riuscì a rimborsare parte del debito che lo Stato aveva con i Rothschild, ottenendo denaro a condizioni migliori dalla casa Hambro, fu condotta da un suo uomo di fiducia, il conte Thaon de Revel, che qualche anno dopo sarebbe divenuto uno dei più strenui avversari del grande statista. Cavour non poteva ancora prescindere dal credito privato nella gestione dello Stato, ma continuava nella sua politica di sviluppo della concorrenza, resa possibile dallo sviluppo economico che contraddistinse il Regno di Sardegna, e che era indispensabile anche in vista della politica di espansione che già era delineata nella sua mente, e che avrebbe portato alla guerra vittoriosa del 1859.
Così, quando alla fine del 1852 Cavour arrivò alla vetta del potere con la carica di Primo Ministro, volle mantenere per sé il portafoglio delle Finanze e continuò nella sua linea per un’altra delle grandi opere che si era prefisso: lo sviluppo ferroviario, come supporto indispensabile ad uno sviluppo generale dell’economia. La ferrovia da Torino alle Alpi e la gigantesca opera di traforo del Moncenisio furono finanziate dai banchieri Laffitte e Rothschild di Parigi. E quando la partecipazione alla guerra di Crimea riportò il bilancio dello Stato a livelli di deficit preoccupante, Cavour si rivolse per un primo prestito di venticinque milioni di lire (a cui ne seguì un secondo) direttamente al governo inglese, non volendo legarsi eccessivamente a banchieri privati, e riuscendo a spuntare un tasso del 3%. La conclusione veloce del conflitto in Crimea permise però a Cavour di riprendere a dedicarsi al suo chiodo fisso: lo sviluppo dell’economia, le facilitazioni all’imprenditoria, per creare quel clima di fiducia che favorisse, finalmente, gli investimenti esteri e non solo i finanziamenti. E i fatti gli diedero ragione. Nel decennio 1850 – 1860 affluirono sul Piemonte investimenti dall’estero per oltre un miliardo di lire: il capitale straniero giudicava il Regno di Sardegna meritevole di fiducia e si impegnava quindi anche come capitale di rischio e non solo come finanziatore. I banchieri di Cavour erano ormai numerosi: Rothschild, Laffitte, Hambro, e i fratelli Péreire, gli ebrei francesi proprietari di quel Crédit Mobilier che, come avevamo visto, era il nemico dichiarato dei Rothschild a Vienna.
Insomma, lo staterello del Re Sabaudo, guidato da un politico che aveva idee innovative, apparve nel secolo scorso molto più vivace e aggressivo dei Grandi Stati nella dialettica coi giganti della Finanza, e i Rothschild seppero stare al gioco, sia perché avevano un giro d’affari così ampio che un cliente un po’ seccatore non poteva infastidire più di tanto, sia perché non faceva parte del mestiere del banchiere, inteso nello stile Rothschild, fare troppo chiasso o troppe negoziazioni. Un dispiacere però i Rothschild lo diedero a Cavour; quando questi iniziò la ricerca dei finanziamenti necessari per quella che doveva comunque essere l’opera più importante della sua politica, la guerra contro l’Austria. Per quanto le trattative fossero segrete, le intenzioni bellicose del Regno di Sardegna erano note e poco convincenti erano le richieste di un credito di quaranta milioni, necessario per costruire ferrovie e banchine portuali. I Rothschild, anche se la richiesta era rivolta come sempre alla loro sede di Parigi, si ricordarono di essere anche, a Vienna, i banchieri di quell’imperatore contro cui Cavour voleva combattere e, da buoni banchieri, non rifiutarono l’offerta, ma rimandarono semplicemente alle calende greche una risposta. Un atteggiamento che costrinse Cavour a lunghi negoziati con altri banchieri e con lo stesso Napoleone III, e, presumibilmente, anche se nessun documento ufficiale ce lo dice, a concessioni maggiori del previsto all’alleato francese.
Con l’unificazione d’Italia che ne derivò, e la crescente tensione tra Adolf e il resto della famiglia, dopo 42 anni di attività il casato di Napoli, chiuse nel 1863. Mathilde Hannah von Rothschild (1832–1924), del ramo austriaco della famiglia, che sposò Wilhelm Carl von Rothschild di Napoli/Francoforte, fondò e rifornì la Biblioteca Rothschild a Francoforte sul Meno come un ente pubblico. Nel 1901, al momento della chiusura della sede Rothschild di Francoforte, ebbero luogo dispute familiari riguardanti la disposizione degli archivi del casato di Napoli. Alphonse James de Rothschild osteggiò l’idea di preservare i documenti della Biblioteca Rothschild a Francoforte ed alla fine si è concordato che tutti i registi della filiale di Napoli fossero distrutti.
Nitti inoltre stabilì che, alla nascita dell’Italia unita, il regno borbonico era lo stato che portava minori debiti e più grande ricchezza pubblica sotto tutte le forme.Tuttavia, Nitti riteneva che tale ricchezza pubblica fosse dovuta ad un sistema economico statico e con un’esigua spesa pubblica, in particolare a livello infrastrutturale. Nitti così descrive in breve la situazione finanziaria delle Due Sicilie nel 1860:
“Nel 1860 la situazione del Regno delle Due Sicilie, di fronte agli altri stati della penisola, era la seguente, data la sua ricchezza e il numero dei suoi abitanti: 1. Le imposte erano inferiori a quelle degli altri stati.2. I beni demaniali ed i beni ecclesiastici rappresentavano una ricchezza enorme, e, nel loro insieme, superavano i beni, della stessa natura, posseduti dagli altri stati.3. Il debito pubblico, tenuissimo, era quattro volte inferiore a quello del Piemonte, e di molto inferiore a quello della Toscana.4. Il numero degli impiegati, calcolando sulla base delle pensioni nel 1860, era di metà che in Toscana e di quasi metà che nel Regno di Sardegna.5. La quantità di moneta metallica circolante, ritirata più tardi dalla circolazione dello Stato, era in cifra assoluta due volte superiore a quella di tutti gli altri Stati della penisola uniti insieme. ”
Le finanze del Regno erano gestite col più assoluto rigore: questo atteggiamento contribuì a mantenere in ottimo stato la situazione finanziaria delle Due Sicilie fino alla fine del RegnoScriveva a tal proposito l’economista (e ministro borbonico) Giacomo Savarese:
“Gli atti del governo esprimono tutti un principio: le risorse finanziarie dello stato non bisogna cercarle nè nel debito, nè nei nuovi tributi, ma esclusivamente nell’ordine e nell’economia. Perché veramente il miglior governo è quello che costa meno.” da: Le finanze Napoletane e le finanze Piemontesi dal 1848 al 1860″, 186
Ciò fu confermato oltretutto da Vittorio Sacchi nel 1861. Infatti al Sacchi venne ordinato, dopo l’annessione delle Due Sicilie, di andare a dirigere le finanze napoletane per conto del governo di Torino, e si espresse con queste parole:
” Nei diversi rami dell’amministrazione delle finanze napoletane si trovano tali capacità di cui si sarebbe onorato ogni più illuminato governo.”
Il 2 dicembre 1804 Napoleone si incoronò Imperatore dei Francesi. In conformità col nuovo assetto monarchico francese Napoleone trasformò anche la precedente Repubblica Italiana in Regno d’Italia e si autonominò Re d’Italia. Il 26 maggio 1805 a Milano vi fu l’incoronazione. Eugenio di Beauharnais, uomo del quale il Bonaparte si fidava ciecamente e del quale era sicuro di non dovere temere che perseguisse obiettivi politici propri, fu nominato Viceré.La nuova forma data allo stato italiano lo mise in contrasto con l’Imperatore del neonato Impero austriaco Francesco II che, essendo prima di tutto Imperatore dei Romani, risultava de iure anche Re d’Italia. La situazione si risolse con la guerra contro la Terza coalizione: l’Austria fu sconfitta (2 dicembre 1805) e il trattato di Presburgo (26 dicembre 1805) pose di fatto fine al Sacro Romano Impero che verrà però sciolto solo nel 1806. Il regno cessò di esistere nel 1814 con la fine del periodo napoleonico: il 6 aprile 1814, Napoleone si disse pronto ad abdicare, atto che fu formalizzato il giorno 11. Il giorno 16 il Beauharnais comunicava di avere concluso anch’egli un armistizio con il feldmaresciallo austriaco Bellegarde, anche se sperava che il suo trono potesse essere salvato dalla disfatta napoleonica. Tuttavia, dopo i disordini milanesi del 20 aprile con il linciaggio a morte del ministro delle finanze Giuseppe Prina ad opera della folla inferocita, Beauharnais capì di non avere l’appoggio della popolazione. La gente lo identificava infatti con i detestati francesi e così il 26 abdicò, lasciando il giorno successivo l’Italia per ritirarsi in esilio in Baviera presso i suoceri. Fu inoltre il primo Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, cosi come il suo successore Nathan Mayer , futuro e primo nonchè straniero ( inglese) sindaco di Roma. Rocordiamo che la prima cannonata nella presa di Porta Pia, fu sparata proprio da un ebreo.
La distruzione di Napoleone fu i gran parte dovuta ai soliti ignoti …. La fortuna di Rothschild e la crescita della superiorità furono costruiti sulle relazioni commerciali con William I, Landgrave di Hesse-Cassel. William aveva ereditato ciò che era stato asserito di essere tra le più grandi fortune in Europa ed eventualmente venne a dipendere sostanzialmente da Mayer amministrando le sue fortune, particolarmente durante e dopo l’invasione e la conquista dell’area da parte di Napoleone . William I andò in esilio per alcuni anni, lasciando le sue fortune nelle mani di Mayer Amschel Bauer aka di Moses Amschel Bauer, beneficiato dall’importazione di merci in elusione del blocco imposto da Napoleone, e verrà nel 1817 insignito del titolo nobiliare postumo da Francesco I imperatore d’Austria, personaggio che vedremo piu avanti chi fu. Nel 1798 il terzo figlio, Nathan Mayer Bauer, fu naturalizzato cittadino inglese nel 1804 e quindi ha istituito una banca nella City di Londra ( La City) .
Il figlio minore, il quinto, Jakob aka ” James ” nel 1822 , venne nominato console generale dell’Impero Austriaco. James assieme ai suoi quattro fratelli venne insignito del titolo nobiliare di barone sempre dall’imperatore d’Austria Francesco I , grazie a Salomon suo fratello, che fece connessioni tra l’aristocrazia del paese e la sua élite politica attraverso il Principe Klemens von Metternich e Friedrich von Gentz. Sotto la direzione di Salomon , la banca viennese fu un grande successo, giocando un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’economia austriaca. In riconoscimento dei suoi servizi, nel 1822 Salomon Mayer Rothschild fu reso parte della nobiltà austriaca quando l’Imperatore Francesco I gli conferì a tutti i fratelli il titolo ereditario di “Freiherr” (Barone). Salomon Nel 1843, diventò il primo ebreo ad aver ottenuto la cittadinaza onoraria austriaca e sua figlia , Betty Salomon von Rothschild (1805–1886) – sposò suo zio James Mayer de Rothschild nel 1824. Continuando cosi un incesto per altri decenni sino ad oggi ……….
” James ” fu inviato dal padre a Parigi nel 1811, con il compito di impiantare in Parigi una impresa bancaria per espandere anche in Francia l’impero bancario di famiglia per rafforzare la capacità della famiglia di operare in tutta Europa. Ciò ha permesso loro di trarre profitto dalle opportunità di finanziare gli eserciti Wellington in Portogallo, che richiedettero il prestito di grandi quantità d’oro per conto del governo britannico.Quando il re di Francia Luigi XVIII si rifiutò di ricevere a corte la moglie perché non era cristiana , James decise di non fare più affari con il re. In seguito alla rivoluzione di luglio del 1830, che vide l’insediamento di Luigi Filippo a re di Francia, James de Rothschild finanziò in due successive riprese la stabilizzazione economica del paese; in segno di gratitudine per i suoi servigi fu nominato Grand’Ufficiale della Legion d’onore. Nel 1817 James de Rothschild acquistò la residenza nella quale erano nati i figli che divenne Château Rothschild (Boulogne-Billancourt). Nel 1838 acquisì da Charles Maurice de Talleyrand la grande residenza di Parigi, al 2 di rue Saint-Florentin su Place de la Concorde che rimase fino al 1950 nelle mani della famiglia; in seguito venne acquistata dal governo degli USA come sede consolare. I discendenti della famiglia ebbero fortuna in tutta l’Europa grazie alle “cinque frecce” nel settore bancario. Il figlio Amschel Mayer comprò una banca di Francoforte e Salomon si trasferì a Vienna. Nathan trasformò la filiale di Londra in una delle più potenti istituzioni bancarie (NM Rothschild & Sons), Calmann (“Carl”) ha istituito una filiale a Napoli e Jacob ( “James”) è diventato un gigante della finanza a Parigi. Secondo Niall Ferguson, nel suo libro The House of Rothschild (vol. 2): The World’s Banker: 1849-1999, nel 1815 il capitale della casa Rothschild parigina di James Mayer ammontava a £55.000; al 1852 era divenuto £3.541.700 e un decennio dopo la sua scomparsa la casa parigina operava con un capitale di £16.914.000. Salomon James de Rothschild, suo quato figlio sposò Adèle von Rothschild , figlia di Mayer Carl Freiherr von Rothschild (Fráncfort del Meno, Alemania, 5 de agosto de 1820 – ibídem, 16 de octubre de 1886) figlio di Carl Mayer von Rothschild figlio di Kalman Mayer Rothschild aka “Carl ” (24. April 1788 in Frankfurt am Main; † 10. März 1855 in Neapel) ; Alphonse nel 1857 sposò la cugina, Leonora “Laure” de Rothschild (1837-1911), figlia di Lionel, figlio di Nathan (16 September 1777 – 28 July 1836) fratello di JamesIl più piccolo dei figli di James , Edmond Benjamin James nel 1877 sposò Adelheid del ramo di Napoli, figlia di Wilhelm Carl von Rothschild. Il Regno delle Due Sicilie fu uno stato sovrano dell’Europa meridionale esistito tra il 1816 ed il 1861. Il regno venne istituito dal re Ferdinando di Borbone, allorché, dopo il Congresso di Vienna e il Trattato di Casalanza, soppresse il Regno di Napoli e il Regno di Sicilia e la relativa costituzione che li teneva separati.Al momento dell’istituzione del Regno delle Due Sicilie, la capitale fu fissata in Palermo, ma, l’anno successivo, fu spostata a Napoli; Palermo, però, almeno formalmente, continuò a mantenere dignità di capitale, essendo considerata, appunto, “città capitale” dell’isola di Sicilia.
Casualità Storiche?
La legge del 20 aprile 1818 fissò l’unità monetaria del Regno nel ducato d’argento del peso di grammi 22,943, con 833 1/3 millesimi di fino. Un ducato corrispondeva a 100 grana, un grana corrispondeva a 2 tornesi. A partire dal 1815 nelle Due Sicilie furono coniate monete di rame (tornesi), monete d’argento (grana e derivati: “carlino” da 10 grana, “tarì” da 20 grana, “mezza piastra” da 60 grana e “piastra” da 120 grana) e monete d’oro da 3, 6, 15 e 30 ducati. Nel saggio “Nord e Sud”, Francesco Saverio Nitti rileva che, al momento dell’introduzione della lira, nel Regno delle Due Sicilie furono ritirate 443,3 milioni di monete di vario conio , di cui 424 milioni d’argento (metallo di gran valore in quel periodo), pari al 65,7% di tutte le monete circolanti nella penisola. Il Regno era seguito dallo Stato Pontificio con 90,7, dal Granducato di Toscana con 85,3 e dal Regno di Sardegna, con 27,1 milioni.L’economista liberista Antonio Scialoja riconobbe che questa quantità prodigiosa d’argento circolante fu coniata dalla zecca di Napoli in seguito alla grande crescita delle esportazioni delle Due Sicilie avvenuta negli anni ’50 dell’800, questo perché per espressa volontà dei governi borbonici in tutte le operazioni commerciali o di vendita doveva necessariamente circolare moneta in metallo prezioso, come previsto dalla dottrina del mercantilismo. È da ricordare che a Napoli ci fu in quel periodo l’unica filiale italiana dei banchieri Rothschild, i quali diedero vita al ramo napoletano del casato. Nel 1822, fu concesso ad ognuno dei cinque fratelli Rothschild a capo delle banche di famiglia in varie parti d’Europa, il titolo di barone o Freiherr dall’ultimo Sacro romano imperatore, incoronato imperatore dei Romani nel duomo di Francoforte ( attuale BCE) Francesco Giuseppe Carlo Giovanni d’Asburgo-Lorena Franz II, Erwählter Römischer Kaiser (Firenze, 12 febbraio 1768 – Vienna, 2 marzo 1835) , secondo figlio e primo maschio dell’allora granduca di Toscana Pietro Leopoldo di Toscana, successivamente imperatore del Sacro Romano Impero Leopoldo II, e di Maria Ludovica di Borbone-Spagna. .L’11 agosto 1804 Francesco Giuseppe Carlo Giovanni d’Asburgo-Lorena , con una “saggia previsione”, aveva proclamato l’impero austriaco, rinunciando di fatto all’attribuzione di Imperatore dei Romani (cosa che avvenne formalmente due anni dopo), ponendosi così allo stesso livello di Napoleone, che pochi mesi prima aveva proclamato l’impero di Francia. Come tale , i membri della famiglia di Napoli usavano “von” Rothschild per riconoscere la concessione di nobiltà.
La famiglia di banchieri Rothschild di Napoli fu fondata da Calmann (Carl) Mayer von Rothschild (1788–1855) che fu mandato nel Regno delle Due Sicilie da Francoforte sul Meno nel 1821 da suo padre Mayer Amschel Rothschild. Desideroso che i suoi figli avessero successo e per ampliare l’azienda di famiglia in tutta Europa, Mayer Amschel Rothschild aveva disposto che il suo primogenito di rimanere a Francoforte, mentre i suoi altri quattro figli andassero in diverse città europee per fondare un istituto finanziario per investire in business e fornire servizi bancari. L’endogamia all’interno della famiglia era una parte essenziale della strategia dei Rothschild, al fine di assicurare il controllo della loro ricchezza rimanesse nelle mani della famiglia. Attraverso i loro sforzi di collaborazione, i Rothschild salirono alla ribalta in una varietà di tentativi, compresi i prestiti bancari, titoli di Stato ed il commercio di lingotti. I loro finanziamenti offrivano opportunità di investimento e nel corso del XIX secolo diventarono i principali soggetti interessati nel settore minerario su larga scala e le imprese di trasporto ferroviario furono fondamentali per la rapida espansione dell’economia industriale d’Europa. Nel 1820, la banca N M Rothschild & Sons era già operativa con successo a Londra in Inghilterra, de Rothschild Frères a Parigi, e SM von Rothschild a Vienna, in Austria, dove Salomon Mayer von Rothschild diventò un potente alleato del principe austriaco Klemens von Metternich. Nel marzo del 1821, in aiuto del re Ferdinando I, l’esercito austriaco entrò nel Regno delle Due Sicilie ed occupò Napoli. Questo evento aprì la porta agli interessi dei Rothschild e Carl von Rothschild fu inviato a Napoli dove fondò la C M de Rothschild & Figli affinché operasse da ufficio satellite del quartier generale della Famiglia bancaria Rothschild di Germania a Francoforte sul Meno.
Carl von Rothschild sviluppò un buon rapporto di lavoro con Luigi de’ Medici, il “Direttore della Segreteria di Azienda del Regno di Napoli” (ministro delle Finanze), e con il suo intervento divenne la casa bancaria dominante a Napoli. Come risultato del successo di Carl, i Rothschild ebbero una consistente presenza bancaria in Inghilterra e in altre tre grandi capitali europee, dando alla famiglia notevole influenza e un vantaggio rispetto ai loro concorrenti. Durante l’inverno del 1826, Leopoldo di Sassonia-Coburgo, futuro Re del Belgio fu ospite di Carl von Rothschild nella sua villa a Napoli. Nel 1829, fu nominato console generale di Sicilia, a Francoforte e nel gennaio del 1832 il banchiere ebreo fu insignito del nastro e la stella del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio in una cerimonia con il nuovo Papa cattolico romano, Gregorio XVI. La banca C M de Rothschild & Figli dispose prestiti consistenti allo Stato della Chiesa ed i vari re di Napoli, oltre al Ducato di Parma e al Granducato di Toscana. Tuttavia, nel 1830, Napoli seguì la Spagna con un graduale passaggio dalla emissione di obbligazioni convenzionali che cominciarono ad incidere sulla crescita e redditività della banca. Durante la seconda metà del 1840 l’attività non evidenzia alcuna crescita ed il profitto fu solo marginario. L’anno 1855 fu uno di notevoli cambiamenti per la famiglia Rothschild, con la morte del capofamiglia sia del ramo di Napoli che di quello tedesco. Dei tre figli di Carl von Rothschild, il maggiore, Mayer, e il minore, Wilhelm, successero allo zio Amschel Mayer von Rothschild a Francoforte, che nn aveva avuto figli, mentre il figlio mezzano Adolf accettò a malincuore di occuparsi della sede di Napoli. I negoziati di successione furono segnati da rancori notevoli, verso il cugino Anselm von Rothschild, allora capo della Famiglia di banchieri Rothschild d’Austria.
La fine della filiale di Napoli cominciò quando scoppiò la rivoluzione e Giuseppe Garibaldi occupò Napoli il 7 settembre 1860 e insediò un governo provvisorio. A causa delle strette connessioni politiche della famiglia con l’Austria e la Francia, Adolf von Rothschild fu colto da una delicata situazione. Scelse di mettersi rifugio temporaneo, a Gaeta con il re Francesco II delle Due Sicilie , Francesco II di Borbone, battezzato Francesco d’Assisi Maria Leopoldo (Napoli, 16 gennaio 1836 – Arco, 27 dicembre 1894), è stato re del Regno delle Due Sicilie dal 22 maggio 1859 al 13 febbraio 1861, figlio di Ferdinando II di Borbone e della prima moglie Maria Cristina di Savoia (figlia di re Vittorio Emanuele I).
Fu il quinto ed ultimo re Borbone sul trono di Napoli e, in assoluto, l’ultimo re del Regno delle Due Sicilie., ma i casati Rothschild a Londra, Parigi e Vienna “non erano preparati a sostenere finanziariamente” il re deposto, che disse :
” Io sono Napolitano; nato tra voi, non ho respirato altr’aria, non ho veduti altri paesi, non conosco altro suolo, che il suolo natio. Tutte le mie affezioni sono dentro il Regno: i vostri costumi sono i miei costumi, la vostra lingua la mia lingua, le vostre ambizioni mie ambizioni.”
(( Suo successore sarà Vittorio Emanuele II di Savoia (Vittorio Emanuele Maria Alberto Eugenio Ferdinando Tommaso di Savoia; Torino, 14 marzo 1820 – Roma, 9 gennaio 1878) , figlio a sua volta di Carlo Alberto Amedeo di Savoiaultimo re di Sardegna (dal 1849 al 1861) e il primo re d’Italia (dal 1861 al 1878) il promulgatore dello Statuto albertino che rese il Regno di Sardegna, prima, e l’Italia, poi, una Monarchia costituzionale. Lo Statuto fu, fino all’adozione della Costituzione repubblicana, la legge fondamentale e fondativa dello stato italiano. Dal 1849 al 1861 fu inoltre Principe di Piemonte, Duca di Savoia e Duca di Genova, coadiuvato dal primo ministro Camillo Benso, conte di Cavour, aka di Camillo Paolo Filippo Giulio Benso, conte di Cavour, di Cellarengo e di Isolabella, noto semplicemente come conte di Cavour o Cavour, portò infatti a compimento il Risorgimento nazionale e il processo di unificazione italiana. A lui è dedicato il monumento nazionale eponimo del Vittoriano, sito a Roma, in Piazza Venezia .))
Prima dell’unità del Regno d’Italia sul territorio c’erano gli istituti bancari autorizzati ad emettere banconote. Nel 1860 vi era la Banca Nazionale Sarda, la Banca di Parma, Banca delle Quattro Legazioni (Bologna e dintorni), la Banca Nazionale Toscana.
Nello stesso anno nasce anche la Banca Toscana di Credito, anch’essa autorizzata ad emettere banconote. Nell’anno successivo, con la proclamazione del Regno d’Italia, la Banca Nazionale Sarda assume la denominazione di Banca Nazionale del Regno d’Italia, assorbe la Banca di Parma e la Banca delle Quattro Legazioni e diventa il piu importante istituto di emissione del neonato Regno d’Italia, estendendo la sua attività anche all’Italia centrale e meridionale.
Nel 1866 anche il Banco di Napoli viene autorizzato ad emettere banconote, mentre nell’anno successivo godr� della stessa autorizzazione il Banco di Sicilia. Tre anni dopo, siamo quindi nel 1870, la Banca dello Stato Pontificio riassume la vecchia denominazione di Banca Romana, ottenendo anch’essa dal governo centrale iI riconoscimento del diritto di emissione. Alla fine del 1870, quando il giovane Stato Italiano può stabilire a Roma la propria capitale, circolano dunque su tutto il territorio nazionale banconote emesse dai seguenti istituti: Banca Nazionale del Regno d’Italia, Banca Nazionale Toscana, Banca Toscana di Credito, Banco di Napoli, Banco di Sicilia, Banca Romana.
Tutte le banconote emesse da questi istituti hanno corso legale. Ma già dal 1866 le banconote circolavano in “corso forzoso”.
Il motivo principale di questo provvedimento furono le spese per le operazioni belliche del 1859 e del 1866 che erano state eccezionali per l’intraprendente Re di Sardegna (1859) e per il novello Re d’Italia (1866). Che erano poi la stessa persona, S.M. Vittorio Emanuele II di Savoia. E poichè far debiti è una bella cosa, ma poi bisogna anche pagarli, la quadratura del cerchio si chiamava appunto “corso forzoso”, concesso in contropartita ai finanziamenti che lo Stato aveva avuto dalla Banca Nazionale del Regno, ma esteso ovviamente agli altri istituti bancari (provvedimento questo inevitabile: in caso contrario infatti le banconote degli altri istituti avrebbero soppiantato quelle della Banca Nazionale del Regno).
Se riflettiamo però sugli effetti pratici del corso forzoso, ossia sull’attribuzione “ope legis” di valore a un pezzo di carta (la banconota), noteremo come il corso forzoso si traduca, nella pratica, in un prestito obbligatorio, oltretutto senza interessi, imposto ai cittadini. Si traduce cioè nel trasferire sulle tasche dei cittadini il debito contratto dallo Stato con la Banca.
Questa sa che pui stampare banconote senza che ne venga chiesta la conversione in oro, quelli devono accettare le banconote che, per loro natura, conoscono però un fenomeno sconosciuto invece all’oro: la svalutazione, ossia la perdita del “potere di acquisto”. E’ vero che la legge mi impone di credere che cento lire siano sempre cento lire, ma è altrettanto vero che l’ortolano, il salumiere, il panettiere (che sono poi da sempre i problemi del vivere quotidiano) mi danno, giorno per giorno, qualcosina in meno a fronte di quelle cento lire, perchè a loro volta nutrono poca fiducia in un mero pezzo di carta, anche se la legge autorizza una banca ad emetterlo senza dar nulla in cambio.
L’imposizione del corso forzoso della lira ingenera quindi i primi fenomeni di inflazione, per usare un termine oggi fin troppo conosciuto.
Alla fine del 1866 il “circolante” ammontava a lire 650 milioni. Ma il vero problema ingenerato dal corso forzoso non era tanto quello dell’inflazione indotta, quanto il fatto che, essendo all’epoca le banche di emissione delle semplici società per azioni, ossia organi di diritto privato, si dava il là ad una autonomia bancaria sfrenata, si creavano cioè dei soggetti privati investiti della facoltà di “creare ricchezza”. E questi soggetti potevano essere (come del resto erano) portatori di interessi particolari (industriali, commercianti, latifondisti ecc.). Se è vero che il periodo del corso forzoso favori una forte crescita industriale, perchè permise un allargamento del credito, indispensabile in una nazione agricola che muoveva i primi passi verso una struttura piu moderna, è altrettanto vero che questa espansione (basata su una presunzione di sviluppo e non su solide garanzie già esistenti) rischiava di diventare una bomba a scoppio ritardato.
Questa serie di preoccupazioni portarono a un primo intervento legislativo: nel 1874 fu costituito il Consorzio Obbligatorio degli istituti di emissione. Le sei banche autorizzate all’emissione venivano sottoposte ad una regolamentazione uniforme, e per ciascuna di esse veniva fissato l’importo massimo di banconote che potevano essere emesse, fissando altresi gli scarti massimi che si potevano tollerare rispetto alle riserve in metalli o valute pregiate. Le banche mantenevano la loro struttura di società di diritto privato, ma veniva riconosciuta al Ministro dell’Industria e del Commercio la facoltà di controllo e ispezione.
Nel frattempo la politica governativa (era al potere la “Destra Storica”) era tesa al risanamento finanziario dello Stato e il pareggio di bilancio, conseguito nel 1876 dal governo Minghetti, contribui al consolidarsi di un clima di fiducia in un sistema economico che sembrava ben instradato, tant’è che nel 1884 il corso forzoso venne abolito, con l’intento soprattutto di invogliare i capitali stranieri ad investire in Italia. Non si verificò la corsa alla conversione in oro delle banconote (paventata dalla Destra che, proprio nel 1876, dopo aver pareggiato il bilancio dello Stato, aveva dovuto però cedere il potere alla Sinistra), perchè ormai la lira riscuoteva fiducia sia all’interno che all’estero. Infatti solo 250 milioni vennero convertiti, a fronte di un circolante ormai superiore al miliardo, e nel giro di un paio di anni quasi la metà di quell’oro era già tornato nei forzieri delle banche di emissione. Era una prova di grande stabilità per la nostra lira, che aumentò di quotazione in tutte le Borse estere, attirando capitali stranieri, che vennero investiti in Italia per oltre un miliardo.
Se la lira dell’ancora adolescente Regno d’Italia iniziava il suo cammino nelle valute di importanza internazionale, il sistema bancario di emissione evidenziava invece i suoi difetti di fondo e la carenza di controlli veramente efficaci. Il Diavolo, è cosa nota, produce ottime pentole ma, in quanto a coperchi, non vale molto. In vena di proverbi, vorremmo citarne un altro: “La tentazione fa l’uomo ladro”. Ma prima di spiegarvi perchè citiamo questa popolar saggezza, permettete, cari lettori, una domanda un po’ maliziosa; mettetevi una mano sul cuore e rispondete con tutta sincerità: chi di voi, se in un domani, per qualche strana ed eccezionale circostanza, si trovasse autorizzato a stampare dei bei foglietti di carta con scritto “vale lire mille”, se la legge imponesse a tutti i cittadini di accettare questi foglietti, chi di voi, dicevamo, non indugerebbe, almeno per un attimo, nel pensierino di quante cose belle si potrebbero fare se il pulsante che ferma la macchina da stampa si guastasse, e la macchina continuasse a stampare, stampare, stampare.
Scherzavamo, naturalmente, per introdurre l’argomento dello scandalo della Banca Romana, scandalo per certi versi provvidenziale, perchè fu quello che fece scattare i primi campanelli d’allarme sul sistema di emissione delle banconote.
La Banca Romana era sorta nel 1835, per iniziativa di un gruppo di capitalisti francesi e belgi. Nel 1851 aveva assunto la denominazione di Banca dello Stato Pontificio, divenendo l’istituto di emissione degli Stati della Chiesa. Dopo gli eventi militari e politici che culminarono nel 20 settembre del 1870, e con la proclamazione di Roma Capitale, la banca riassunse la sua vecchia denominazione, mantenendo, come avevamo già visto, il suo diritto ad emettere banconote. La proclamazione di Roma Capitale aveva provocato una vera “febbre” edilizia e per alimentare i cantieri che sorgevano come funghi gli imprenditori fecero un gran ricorso al credito. Nell’atmosfera da “conquista del West” in cui si svolgeva questa attività erano carenti i controlli sulla reale solvibilità dei debitori, ed esistevano già (vizio antico, Calvi, Sindona & C., in fondo, non hanno inventato proprio nulla di nuovo…) i clienti e le “clientele” a cui non si poteva negare un credito bancario.
Quando il grande boom edilizio si sgonfiò ed iniziarono i fallimenti, la Banca Romana risultò una delle piu esposte, sepolta sotto una valanga di cambiali che valevano come carta straccia, data l’insolvenza dei debitori. Fin qui, non vi sarebbe stato nulla di particolarmente nuovo: una banca che rischia di andare a picco per aver concesso crediti a eccessivo rischio non era una novità. Altro era l’aspetto veramente allarmante: come accertarono gli ispettori del ministero dell’Industria, Alvisi e Biagini, il governatore Bernardo Tanlongo, “dominus” della Banca Romana, aveva trovato un’elegante soluzione al problema dei clienti insolventi: emetteva banconote “a ruota libera”. Aveva superato spensieratamente di 25 milioni il limite consentito, e poi, non soddisfatto, ne aveva stampati altri nove clandestinamente, senza alcuna annotazione nelle registrazioni contabili. Eravamo nel 1889. Inaugurando un comportamento che sarebbe divenuto col tempo uno dei piu popolari sport nazionali, Crispi, allora primo ministro, insabbiò l’inchiesta: erano in troppi ad aver banchettato con le casse della Banca Romana. Per la cronaca, ministro del Tesoro era all’epoca tale Giovanni Giolitti.
E proprio quest’ultimo, quando divenne a sua volta primo ministro, tentò il colpo gobbo per calare definitivamente il sipario sullo scandalo della Banca Romana: propose la nomina di Tanlongo a senatore (i senatori erano all’epoca, giova ricordarlo, di nomina regia). Ma venne battuto sul tempo da un irruente deputato repubblicano, già combattente garibaldino, Napoleone Colajanni, che il 20 dicembre 1892 rendeva noto in Parlamento il rapporto dell’ispettore Alvisi (che l’aveva affidato, in punto di morte, ad amici per scaricarsi la coscienza). Una commissione d’inchiesta, che concluse i suoi lavori il 20 marzo 1893, rilevò tra l’altro, oltre a quanto già appurato a suo tempo dagli ispettori, un “buco” di cassa di 20 milioni. II cassiere principale, Lazzaroni, sfuggi col suicidio al carcere, le cui porte si aprirono invece, il 13 giugno del 1893, per il governatore della Banca, Tanlongo. Giolitti rassegnà le dimissioni da primo ministro e per una decina d’anni dovette restarsene in freezer.
Non ci soffermiamo sulla faida Giolitti-Crispi che caratterizzò tutta la faccenda: entrambi implicati, entrambi speranzosi di fregarsi vicendevolmente, entrambi infangati politicamente dallo scandalo. Al di là di queste poco edificanti lotte per il potere, il segnale d’allarme però era grosso. il potere di emettere banconote era stato usato illecitamente e lo scandalo rischiava di vanificare anni di lavoro che, come vedevamo sopra, avevano generato una diffusa fiducia nella lira italiana.
Nel 1893 si attua cosi la prima riforma del sistema di emissione. La Banca Romana veniva posta in liquidazione e le operazioni erano affidate al nuovo istituto, la Banca d’Italia, sorta dalla fusione della Banca Nazionale del Regno con la Banca Nazionale Toscana e con la Banca Toscana di Credito. La Banca d’Italia nasceva con la forma giuridica della società anonima (oggi diremmo “società per azioni”) e, sotto la guida del governatore Stringher, iniziava a “rimettere ordine” nella circolazione monetaria.
Restavano a questo punto tre istituti autorizzati ad emettere banconote: la neonata Banca d’Italia e i due banchi meridionali, il Banco di Napoli e il Banco di Sicilia. Il nuovo secolo iniziava tra speranze di progresso e di benessere. Nascevano in quegli anni, con capitali tedeschi, due banche che avrebbero rianimato la finanza e dato una grossa spinta all’industria: la Banca Commerciale Italiana e il Credito Italiano. Il trasferimento di forza-Iavoro all’industria decongestionò i campi, rendendo meno disagiata la condizione di vita dei contadini, mentre le nuove leve operaie, pur con tanti problemi di integrazione nelle città, non conobbero i paurosi livelli di sfruttamento a cui era stato sottoposto un secolo prima l’operaio inglese. Il ritardo della nostra “rivoluzione industriale” infatti fece si che questa coincidesse con lo sviluppo del movimento sindacale e quindi coi primi seri tentativi di tutela del lavoratore. Insomma, tutto andava bene: il Paese progrediva e la nostra lira viveva un momento quieto. Era una moneta convertibile, che nel 1909 arrivò addirittura a “far aggio” sull’oro, cioè a valere piu del suo corrispettivo in metallo prezioso, con una circolazione regolare, ora piu vigilata dopo la dura lezione data dal clamoroso scandalo della Banca Romana.
Ma la vecchia Europa era piena di convulsioni; l’impero Austro-Ungarico, mutilato negli anni a beneficio della Prussia e dell’Italia, era deciso a non subire ulteriori umiliazioni. L’Italia aveva intrapreso la conquista della Tripolitania e della Cirenaica approfittando dei contrasti tra il Kaiser e la Francia, che aveva occupato il Marocco. I paesi balcanici stavano costituendo una lega per scacciare definitivamente i Turchi dall’Europa. Tutto questo fuoco che covava sotto la cenere scoppi� definitivamente il 28 giugno del 1914, quando le rivoltellate di Gavrilo Princip contro l’arciduca d’Austria Francesco Ferdinando diedero il pretesto a Vienna per iniziare la guerra contro la Serbia. In poco piu di un mese Germania, Russia, Francia e Inghilterra scesero in campo. La nostra neutralità durò meno di un anno.
Come inevitabile conseguenza dell’entrata in guerra, il “corso forzoso” fu nuovamente introdotto nel 1915. Lo sforzo bellico comportava spese eccezionali, nè si poteva rischiare una corsa all’oro in cambio di banconote. E la lira rimase non convertibile per altri dodici anni, fino al 21 dicembre 1927, quando il corso forzoso fu abolito e fu stabilito il nuovo rapporto di 3,66 lire-carta per una lira oro, sancendo cosi ufficialmente, pur col mantenimento della convertibilità, la divaricazione tra valore nominale della cartamoneta e valore effettivo. Ma nel settore della monetazione, l’avvenimento importante era già accaduto l’anno precedente: con la legge 812 del 6/5/26 l’emissione di banconote era stata assegnata in esclusiva alla Banca d’Italia, alla quale venivano assegnate le riserve metalliche del Banco di Sicilia e deI Banco di Napoli e che doveva, in contropartita, farsi carico per intero della produzione del circolante necessario alle esigenze economiche del paese.
In quel 1926 fu quindi creata la situazione in cui viviamo tuttora: la Banca d’Italia è l’unico istituto autorizzato ad emettere banconote. Le banconote dei banchi meridionali circolarono ancora per un quinquennio, ad esaurimento, venendo via via ritirate e sostituite con quelle della Banca d’Italia. Questo provvedimento doveva essere quello definitivo per il riordino della monetazione, anche in armonia col resto dell’Europa, dove ogni paese aveva un solo istituto di emissione, con l’eccezione della Gran Bretagna, che manteneva la differenza sul suo territorio tra sterlina inglese, scozzese e irlandese (peraltro tra loro intercambiabili), per poter esercitare meglio e in modo accentrato il controllo sulla massa circolante di danaro liquido. L’esclusiva alla Banca d’Italia arrivava dopo che il grande aumento della massa circolante (favorito dal corso forzoso) aveva causato un incremento dei prezzi all’interno e un crollo delle quotazioni internazionali della lira. All’epoca la moneta di riferimento era la sterlina (come oggi è il dollaro).
Nel 1922 per acquistare una sterlina erano necessarie 90 lire. Nel 1926 ne servivano 154. Il governo di Mussolini fece del ritorno a “quota novanta” una questione di prestigio: l’obiettivo fu raggiunto nel dicembre del 27, quando fu fissata una quotazione di lire 92,46 per una sterlina. E il 21 dicembre, come dicevamo sopra, il corso forzoso veniva abolito.
Era però alle porte un’altra crisi, quella del 29, che dal crollo di Wall Street portò i suoi effetti in tutto il resto del mondo occidentale.
E nel 1925, pur mantenendo la convertibilità della lira, venne sospeso l’obbligo della copertura in oro in misura del 40%.
Curioso modo all’italiana per reintrodurre un “quasi-corso forzoso”. L’anno successivo la Banca d’Italia fu trasformata in Istituto di diritto Pubblico, assumendo anche la funzione di `”banca delle banche” e di controllo sull’esercizio del credito. Intanto il governo proclamò, a conclusione della guerra con l’Etiopia, l’Impero: l’entusiasmo fu tale da far passare in seconda linea il fatto che la faccenda era costata la bellezza di dodici miliardi. Poi ci fu la partecipazione alla guerra civile in Spagna e di li a poco il mondo sprofondava nella tragedia della Seconda Guerra Mondiale. Il “corso forzoso” diveniva la norma in cui viviamo tuttora, con la particolarità che sempre piu spesso i decreti ministeriali di autorizzazione alla Banca d’Italia all’emissione di banconote omettono un piccolo particolare: l’importo massimo dell’emissione. Con tutti i limiti della sintesi, abbiamo cosi visto come la banconota, da “certificato di deposito” di un valore reale sia diventata essa stessa “valore”. E ci sorge una maligna domanda: Tanlongo fu un furfante o solo un anticipatore? In fondo, non aveva fatto altro che emettere banconote a fronte di un oro che non aveva…..
Per chiudere, vorremmo accennare ad altri mezzi di pagamento cartacei. In primis, il “biglietto di stato”. Chi non ricorda il biglietto di stato da lire 500, stampato perch� le monete d’argento di pari importo erano sparite dalla circolazione, divenendo di fatto pezzi da collezione? E chi non è piu giovanissimo ricorderà i “biglietti di stato a corso legale” da lire una, due, cinque e dieci. Dal punto di vista pratico, per il cittadino, il biglietto di stato è del tutto assimilabile alla banconota. Non viene però emesso da una banca, ma dallo Stato stesso, che può cosi porre rimedio a carenze di piccoli tagli (come fu nel caso delle cinquecento lire), oppure può autofinanziarsi per proprie esigenze, emettendo, di fatto, dei pezzi di carta che rappresentano un debito pubblico fluttuante, senza interessi. E’ da notare che per il biglietto di stato non si pone neanche il problema del “corso forzoso”, perchè questo è insito nel biglietto stesso, che infatti non contiene una promessa di pagamento (“pagabile a vista al portatore”), ma solo la dizione “a corso legale”. Non esistono ai giorni nostri “biglietti di stato” in circolazione, ma in passato si è fatto spesso ricorso a questo mezzo di pagamento. Attualmente tutte le banconote sono emesse dalla Banca d’Italia, mentre la Zecca di Stato (gestita dall’Istituto Poligrafico dello Stato) provvede solo alla battitura delle monete metalliche che, come è noto, non sono di metallo pregiato e in tal senso costituiscono anch’esse una moneta a “corso forzoso”.
Da ultimo, vorremmo ricordare il curioso fenomeno dei “mini-assegni”. Negli anni 1976 e 77 la carenza di monete di piccolo e piccolissimo taglio era diventata cosi grave da indurre alcune banche ad emettere assegni circolari per importi che variarono dalle cinquanta alle trecentocinquanta lire, per far fronte alle richieste della clientela che aveva bisogno di questi tagli per le normali esigenze quotidiane di pagamenti. Per ragioni pratiche questi assegni erano piu piccoli dei tradizionali assegni del “libretto”: da qui la denominazione di “mini-assegni”. Le banche che non erano autorizzate all’emissione di assegni circolari trovarono l’escamotage di emettere assegni bancari, da loro interamente compilati a stampa, ma ufficialmente tratti da loro clienti a favore di “portatore”. La faccenda durò un paio d’anni e fu un ottimo rimedio ad una carenza di spiccioli che diventava davvero insopportabile, ma si tradusse anche in un ottimo affare per le banche: infatti moltissimi di questi mini-assegni non tornarono mai alla banca per il pagamento, vuoi perchè smarriti o deteriorati dall’eccessiva circolazione, vuoi perchè divenuti oggetto di collezione, con tanto di quotazioni. E cosi diverse banche assunsero per due anni la veste di “istituti di emissione” di piccoli tagli, a corso forzoso, stabilito non de iure, ma con i dati di fatto.
Il fenomeno cessò quando la Zecca di Stato, passata in gestione al poligrafico dello Stato, fu finalmente in grado di far fronte alle necessità di piccoli tagli. All’epoca dei mini-assegni ci fu polemica perchè si disse che in diverse banche avessero operato tanti piccoli Tanlongo, emettendo assegni circolari senza avere il deposito liquido previsto dalla legge. Nulla ci autorizza ad avallare questo sospetto. Sta di fatto che l’affare le banche lo fecero comunque, perchè a fronte di quei titoli, per emettere i quali avevano ricevuto un deposito in danaro, le richieste di rimborso furono minori della massa circolante. E questo non è indubbiamente un “corso forzoso”, ne ottiene però i medesimi risultati.
Giornali e televisioni ogni tanto ci dicono che il popolo italiano ha un mostruoso debito pubblico, ma nessuno ci dice verso chi siamo debitori. Apparentemente la cosa non è semplice da spiegare, in effetti la spiegazione è semplicissima. Per farla capire dobbiamo tuttavia rifarci al 1861. L’anno dell’unità d’Italia.
Nel 1849 si costituiva in Piemonte la Banca Nazionale degli Stati Sardi, di proprietà privata. L’interessato Cavour che aveva infatti propri interessi in quella banca; impose al parlamento savoiardo di affidare a tale istituzione compiti di tesoreria dello Stato. Si ebbe, quindi, una banca privata che emetteva e gestiva denaro dello Stato! A quei tempi l’emissione di carta moneta veniva fatta solo dal Piemonte, al contrario il Banco delle Due Sicilie emetteva monete d’oro e d’argento. La carta moneta del Piemonte aveva anch’essa una riserva d’oro (circa 20 milioni), ma il rapporto era che ogni tre lire di carta valevano una lira d’oro. Il fatto è che, per le continue guerre che i savoiardi facevano, quel simulacro di convertibilità in oro andò a farsi benedire, sicché ancor prima del 1861 la carta moneta piemontese era diventata carta straccia per l’emissione incontrollata che se ne fece.
(ci meravigliamo poi che gli Usa, abbiano fatto la stessa cosa, quando il 15 agosto del 1971, Nixon annunciò a Camp David la decisione di sospendere la convertibilità del dollaro in oro, e l’abrogazione unilaterale degli accordi di Bretton Woods “svincolando” il dollaro dal cambio con l’oro.)
Avvenuta la conquista di tutta la penisola, i piemontesi misero le mani nelle banche degli Stati appena conquistati. Naturalmente la Banca Nazionale degli Stati Sardi divenne, dopo qualche tempo, la Banca d’Italia. Avvenuta l’occupazione piemontese fu immediatamente impedito al Banco delle Due Sicilie (diviso poi in Banco di Napoli e Banco di Sicilia) di rastrellare dal mercato le proprie monete d’oro per trasformarle in carta moneta secondo le leggi piemontesi, poiché in tal modo i Banchi (del bistrattato Sud) avrebbero potuto emettere carta moneta per un valore di 1200 milioni e così facendo sarebbero potuti diventare padroni di tutto il mercato finanziario italiano.
Invece quell’oro piano piano passò nelle casse piemontesi. Tuttavia, nonostante tutto quell’oro rastrellato al Sud, la nuova Banca d’Italia risultò non avere parte di quell’oro nella sua riserva. Evidentemente aveva preso altre vie, che erano quelle del finanziamento per la costituzione di imprese al nord operato da banche, subito costituite per l’occasione, che erano socie (!) della Banca d’Italia: Credito mobiliare di Torino, Banco Sconto e Sete di Torino, Cassa generale di Genova e Cassa di sconto di Torino.
Le ruberie operate e l’emissione non controllata della carta moneta ebbero come conseguenza che ne fu decretato già dal 1 MAGGIO 1866, il corso forzoso, cioè la lira carta non poté più essere cambiata in oro.
Da qui incominciò a nascere il Debito Pubblico: lo Stato cioè per finanziarsi iniziò a chiedere carta moneta a una banca privata. Lo Stato, quindi, a causa del genio di Cavour e soci, ha ceduto da allora la sua sovranità in campo monetario affidandola a dei privati, che non ne hanno alcun titolo ( la sovranità per sua natura non è cedibile perché è del popolo e dello Stato che lo rappresenta ).
Oltretutto da quando nel 1935 fu decretato definitivamente che la lira non era più ancorata all’oro, si ebbe che il valore della carta moneta derivò da allora semplicemente e unicamente dalla convenzione di chi la usa e accetta come mezzo di pagamento. La carta moneta, dunque, è carta straccia e in realtà alla Banca d’Italia (che è privata), a cui si dovrebbe pagare il debito pubblico, non si deve dare nulla. (*)
Ed è necessario, infine, ricordare che ancora oggi le quote dell’attuale Banca d’Italia sono possedute da varie Banche e da Assicurazioni, cioè enti privati su cui la Banca d’Italia dovrebbe…. vigilare.
Da tutto questo potete facilmente capire in mano a chi siamo e che, dato che la Banca d’Italia e soci azionisti hanno un immenso potere finanziario e…. politico….. qualsiasi governo in Italia conta come il due di briscola. (**)
(*) Il debito pubblico non è il debito che i cittadini hanno con la banca, bensì il prestito che i cittadini fanno alla banca sotto forma, per lo più, di titoli di stato. I soldi con cui i cittadini comprano i titoli di stato vengono spesi dal governo o dalla banca dello stato (che come abbiamo notato sono fratello e sorella). Gli interessi del debito pubblico (che lo stato deve ai cittadini contraenti) non sono ricavati dall’investimento dei soldi che hanno acquistato i titoli, bensì dalle imposte che gravano sui cittadini tutti. Da questo punto di vista, il debito pubblico non fa altro che consolidare una fascia di creditori dello stato che si assicurano tramite i titoli comprati una rendita, che è parte delle imposte.
(**) Questo spiega, perchè quando ci sono i governi in crisi, il premier è quasi sempre un governatore della Banca d’Italia (Carli – addirittura a un certo momento assume la presidenza della Confindustria, per poi tornare al governo (assistenzialista) come ministro del Tesoro). Cioè con i “santi” al vertice delle autorità monetarie e quindi di governo.
Fabio Cenci il 10 settembre 2012 alle 10:00:
ti riferisci all’annoso problema della “spazzatura” de Napule…bè a di altro non mi pare ti riferisca..
Ucciso il n°2 di Al-Qaeda.
Forse,un missile lanciato da un drone americano è stato a colpire al-Qaeda?.Ma gli Stati Uniti,di solito non commentono tali attacchi?.(BAT)
San’a,Yemen,forse un attacco aereo ha ucciso al-Qaeda N° 2 leader in Yemen assieme ad altre cinque persone che viaggiavano con lui in una macchina.(BAT)
english.capital.gr/News.asp?id=1610076
Sera tutti!? Ciàcià Fauso,grazie!!! Mme raccomando!!! Metti insieme una foto fotogenica di quei TRADITORI.”aahhahhaha”
>>>Intanto,il nostro Ministro dell’Economia Grilli,pianifica ulteriori aggiustamenti di bilancio<<<
Italy's Economy Minister:Not Planning Further Budget Adjustme…
UN NUOVO ORDINE EUROPEO?
Il MES (Meccanismo Europeo di Stabilità) è stato approvato dal Parlamento il 19 luglio scorso. Pochi sanno cosa sia e quali ricadute abbia sui cittadini dei Paesi che lo hanno sottoscritto. E’ una sorta di mostro europeo con poteri incontrollati e quasi illimitati leggendo il suo statuto…Video
http://www.cadoinpiedi.it/2012/09/07/un_nuovo_ordine_europeo.html#imgpost
Saluti…
QUANDO POCHE PAROLE SERVONO A FAR CHIAREZZA
http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=201209101303501382&chkAgenzie=TMFI&titolo=Soros sogna un’Eurozona latina guidata dalla Francia
Caro Foa grazie , ancora , per i suoi illuminanti ed onesti articoli.
@Fabio Censi Nel Frattempo
Ungheria lacia la Monsanto e il FMI
E ‘sufficiente una lotta Davide contro Golia, o di un Cappuccetto Rosso contro il Lupo, per fare una domanda i bulli. Ora, io non so davvero Victor Orbán, tutto quello che so è la descrizione dei media occidentali di lui, non una fonte molto affidabile, e che potrebbe essere lui stesso un bullo. Ma mi piace ancora la storiella Cappuccetto Rosso (e non amano la Monsanto e il FMI) sufficiente a dargli il beneficio del dubbio, per ora.
http://theautomaticearth.com/Finance/hungary-throws-out-monsanto-and-the-imf.html#ixzz25xnG4pLI
Ciaooo
La prima di cui voglio scrivere è la proposta del premier Mario Monti.
Ecco le sue parole: “C’è il rischio che mentre la costruzione europea si perfeziona, le difficoltà dell’eurozona facciano emergere grandi, crescenti e pericolosi fenomeni di rigetto nelle opinioni pubbliche dei vari Paesi con tendenze all’antagonismo e populismi che mirano alla disgregazione”. Secondo il premier, la “contrapposizione tra Paesi del Nord e del Sud dell’Europa” fa “riemergere vecchi stereotipi e vecchie tensioni: è paradossale e triste che mentre si sperava di completare l’integrazione europea si verifichi un pericoloso fenomeno opposto che mira alla disintegrazione dell’Europa. E questo avviene in quasi tutti i Paesi“.
—–
Una proposta del genere avrebbe dovuto scatenare l’indignazione popolare. In un paese civile e progredito si sarebbe dovuto levare un grido di disprezzo verso chi straccia, come se fosse la cosa più normale del mondo, le normali regole democratiche, per far prevalere gli interessi di un ristrettissimo numero di personaggi, oggi ai vertici del potere mondiale e in grado di decidere e imporre le proprie idee sulla testa milioni di persone.
Invece è stata solo l’ennesima “domenica delle salme“, una domenica come tante, silenziosa e terrificante.
“Nella loro propaganda antirazionele i nemici della libertà inquinano sistematicamente le fonti del linguaggio per forzare le loro vittime a pensare, a sentire,ad agire nel modo in cui vogliono farli pensare, sentire, agire, essi, i manipolatori dei cervelli.
Gli antichi dittatori caddero perchè non sapevano dare ai loro soggetti sufficente “pane”, miracoli e misteri. Non possedevano un sistema efficente per la manipolazione dei cervelli. In passato liberi pensatori e rivoluzionari furono spesso prodotti della educazione più ortodossa e più osservante. Un fatto che non ci deve sorprendere perchè i metodi usati da quell’educazione erano e sono quanto mai inefficaci. Ma sotto un dittatore scientifico l’educazione funzionerà davvero e di conseguenza la maggior parte degli uomini e delle donne cresceranno nell’amore della servitù e mai sogneranno la rivoluzione. Non si vede per quale motivo dovrebbe crollare una dittatura integralmente scientifica“.
E’ un pezzetto di un saggio di Aldous Huxley facente parte della raccolta “Ritorno al mondo nuovo”. Era solo una delirante profezia ma oggi è divenuta una mostruosa realtà.
Tempo….
http://www.oltrelacoltre.com/?p=13390
Saluti…..
ps:“
Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col timore dell’intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l’ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti.
Dr. Foa, condivido l’articolo. Ricondurrei il solito problema della BCE o della FED al fatto che dispongono di una “grazia divina”, cioè essere autorizzati a stampare moneta fiat e imporla a stati che ormai di “sovrano” non hanno più nulla.
Vedo che molti di voi la pensano come me e mi fa piacere.
A proposito del fatto che il mandato della FED scade a fine anno, cosa si sa? cosa sta succedendo dietro le quinte? Riusciranno gli americani a cogliere la palla al balzo e passare ad un gold-standard?
Un saluto .
@ Dr. Marcello Foa .
Mi riferisco al Suo post del 05 ore 19 00, quello in cui parlava di questo blog.
La ringrazio per la risposta che tuttavia non mi soddisfa e ne’ condivido, la trovo incoerente con quanto Lei afferma.
Il blog è suo, e giustamente Lei fa come meglio crede.
Non voglio invocare la libertà di espressione poichè considerando il blog proprietà privata non mi sembra la sede adatta. Io infatti rispetto prima di tutto la libertà individuale e la proprietà privata.
Se uno non si sente libero, può sempre andare a cercarsi un’altro “speakers corner”.
Secondo me però è stata compromessa la libertà di dialogo. Se io mi stò confontando con un altro blogger, se magari attendo una risposta, e se Lei decide di bannarlo, automaticamente, Lei diventa il controllore del nostro dialogo. Al mio interlocutore viene negato il diritto di replica. Il mio interlocutore può anche decidere di non rispondermi ma deve essere LUI a decidere.
Tutto ciò ora non è più un problema dal momento che Lei ha dichiarato le Sue volontà e quindi chi partecipa al blog sa che non potrà contare su di una totale libertà di dialogo.
Per ovviare a questo inconveniente che definirei tecnico, prporrei ai partecipanti, che, come me, credono nella libertà di espressione e di dialogo, ad inserire accanto al nick name anche l’indirizzo e-mail giusto per non lasciare spazio ad equivoci.
Dr. Foa, sia ben chiaro che apprezzo comunque moltissimo lo spazio che ci mette a disposizione e la ringrazio come La ringrazio di non essere mai stato bannato. Un saluto .
Sinceramente, profondamente e disgustosamente, mi vergogno moltissimo per Casini!!Ha ragione Fabio Cenci: un nome,un presagio e…aggiungo una jattura! Nomen homen!Se questo…è un uomo…abbia il coraggio di sparire dalla politica. C’è ancora qualche uomo politico, in Italia,degno di questo nome? Vedo solo asini e capre…ma pare che questi siano animali intelligenti!Ergo…faccio il paragone con le “amebe”. Decisamente più azzeccato.
Guardate questo grafico e capirete perche’ non si puo’ agitare lo spauracchio dell’inflazione se si lascia l’Euro.
http://goofynomics.blogspot.com/2012/09/per-maggior-chiarezza.html
Il grafico riporta quanto successo dopo che l’Italia fu costretta a lasciare lo SME!
Inflazione piatta dopo pochissimo….
Leggete…
Divagando un po’ ….ieri mi sono divertito un mondo ad ascoltare le parole del grande statista Casini, un nome un presagio.
Lui diceva che si sono PERSI 20 anni!
Non e’ un petit bijou? Il bello ci sta dicendo che lui da Palazzo Chigi ci passava per caso, come turista! Come magic Veltron davanti a Botteghe Oscure.
Ma non sono MERAVIGLIOSI?
Come Fini che faceva il saluto Romano gettando fiori davanti alle coste Istriane 20 anni fa…..chi se lo ricorda piu’?
JE ME SOUVIENS TOUJOURS Monsieurs……
andrea il 8 settembre 2012 alle 11:37:
COMPRENSIBILISSIMO LO SFOGO E LO CONDIVIDO, PURTROPPO TRA LE FURBATE C’E’ ANCHE QUESTO ACQUISTO DI TITOLI DA PARTE DELLA BCE CHE E’ SOLO IL TENTATIVO DI UN NAUFRAGO CHE STA AFFOGANDO DI RESPIRARE.
ALTRO CHE RIPETERE QUANTO FATTO DA BERNANKE. ALTRO CHE BANCA CENTRALE,…TITOLI FINO A 3 ANNI ACQUISTATI AL MERCATO SECONDARIO….CHE TRISTEZZA, MA COME SI FA A DAR RETTA A QUESTI SOLONI.
D’ALTRA PARTE UNA PICCOLA RIFLESSIONE:
MA DOVE PENSATE CHE FOSSERO QUESTI SALVATORI DELLA PATRIA 5-7 ANNI FA A RACCOGLIERE MARGHERITE SU MARTE O GIA’ OCCUPAVANO POSTI CHIAVE DI POTERE?
MA VOI LI AVETE SENTITI MAGARI DIRE ALLORA CHE SI STAVA ANDANDO A PU….NE E CHE STAVA ARRIVANDO LA CRISI??
yahuwah il 8 settembre 2012 alle 12:15
OTTIMO LINK, OTTIMO POST, OTTIMA RICERCA.
MEDITATE PERCHE’ IL SUCCO DEL DISCORSO E’ QUESTO, POI CI POSSONO ESSERE DETTAGLI….
@ YAHUWAH 9 settembre 2012 alle 18:29 Non mandarmi al diavolo! Sempre a proposito di Hollande. Come ha fatto le Président…a convincere i suoi ministri e gli alti funzionari d’ogni tipo ad accettare le decurtazioni, in alcuni casi notevoli di stipendi e prebende varie? Da attribuirsi allo sciovinismo francese? O, c’è altro? In Italia, un tentativo del genere è fallito sul nascere! Grazie e buona giornata.
Egr. Dott. Foa la invito a cautelarsi, anche Lei so che tiene famiglia, da eventuali accuse di populismo e anzi di volerlo fomentare. Come avrà sentito le mosse successive, per mantenere l’area euro invulnerabile a critiche non conformi, e alle cosidette sirene del populismo( di fanno parte tutti coloro che vanno perdendo il lavoro) Monti ha deciso per un vertice tra i capi di stato europei per far fronte comune al populismo nascente. Se Dario Fo cantava E tutti allegri bisogna stare, oggi dovrebbe aggiungere anche banchieri e tecnocrati alla lista di quelli cui dobbiamo sempre sorridere, anche se stiamo in mutande.
da molto assente, vedo che un altro utente utilizza il nome “andrea”…..
leggero con calma i vecchi post, gli interventi e quant’altro…cmq il sig. andrea per dovere di trasparenza non sono io…
apriti cielo
http://www.ilgiornale.it/news/interni/tutti-servi-monti-836030.html
apriti cielo
http://www.ilgiornale.it/news/interni/tutti-servi-monti-836030.html
Stiamo vivendo una pesante crisi della democrazia che oltre esserci stata palesemente strappata con il golpe Monti-Napolitano, rischia di non venire mai più ripristinata. Il tifo a Cernobbio per un Monti bis, da parte del Gotha della finanza, non lascia presagire proprio niente di buono. D’accordo, questo di cui metto il link, è uno dei tanti cazzeggi di Dagospia, ma scherzando scherzando, non è poi così lontano dalla realtà che potrebbe capitarci:
GRANDI POTERI INTERNAZIONALI, QUELLI CHE DICONO DI MUOVERE I MERCATI E CHE HANNO SOSTENUTO L’AVVENTO DI GOLDMAN MONTI A PALAZZO CHIGI, HANNO STABILITO ANCHE UNA SERIE DI COSINE CHE CI RIGUARDANO E CHE CI VERRANNO COMUNICATE A TEMPO DEBITO COME SE FOSSERO CASUALI. ANZI, COME SE LE AVESSIMO DECISE NOI DA BRAVI CITTADINI, SIA PURE CON L’AIUTO ILLUMINATO DEI MEDIA LOCALI. ECCO LE PRINCIPALI: – 2- DRAGHI TORNERÀ IN ITALIA COME PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, LA BCE DIVENTA FINALMENTE A GUIDA TEDESCA PER ASSICURARE LA VITTORIA ELETTORALE DELLA MERKEL, MONTI RESTERÀ A PALAZZO CHIGI ANCHE DOPO LE ELEZIONI, MA SOLTANTO SINO AL 2014 QUANDO DIVENTERÀ PRESIDENTE DEL CONSIGLIO EUROPEO AL POSTO DI VAN ROMPUY – 3- MA ALLORA A CHE SERVONO LE ELEZIONI ITALIANE? A NIENTE, AL MASSIMO SERVIRANNO A DECIDERE CHI SARANNO I VICEPRESIDENTI DEL CONSIGLIO TRA I CAPI DEI PARTITI CHE, AVENDOLO SOSTENUTO IN CAMPAGNA ELETTORALE, AFFIANCHERANNO MONTI FINO AL 2014.
http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/1-i-grandi-poteri-internazionali-quelli-che-dicono-di-muovere-i-mercati-e-che-43645.htm
Le elezioni? Un’anticaglia da relegare in fretta in soffitta. Il vero governo è ALTROVE, nelle mani del Bilderberg, della Trilaterale, della Goldman Sachs, della Troika e proprio come disse Gordon Gekko al suo allievo in Wall Street di Oliver Stone: “Buddy, non crederai mica anche tu alla democrazia?”
Sory….
http://videos.arte.tv/de/videos/goldman-sachs-eine-bank-lenkt-die-welt–6894428.html
@Damy Grazie Damy ora mas o meno siamo tutti concordi volevo completare il quadro con questo documentario in Francese o Tedesco ,per il resto vediamo
Goldman Sachs – Una banca dirige il mondo
Per cinque anni, la banca d’affari statunitense Goldman Sachs è tutti gli eccessi della speculazione finanziaria e deragliamenti. Con le offerte altamente speculative con l’insolvenza delle famiglie statunitensi, la Banca è stata in grado di arricchire l’attuale crisi finanziaria ed è stato salvato grazie ai loro legami politici, anche dal fallimento. Mentre la crisi americana spazzato attraverso l’Atlantico verso l’Europa, Goldman Sachs è stato uno dei protagonisti della crisi dell’euro: la speculazione la Banca si impegnano a contrastare la moneta unica europea e il saldo del debito sovrano greco sono impreziositi da operazioni in valuta complesse e opache. Mentre i governi europei successivamente l’ira degli elettori è stato vittima Goldman Sachs ha approfittato del momento favorevole per espandere la loro treccia complessa influenza per il vecchio continente.
Goldman Sachs è più di una banca. Si tratta di un impero invisibile, la cui attività a € 700.000.000.000 supera il budget dello stato francese del doppio. Si tratta di un impero finanziario sul lato soleggiato, che ha trasformato il mondo con le sue speculazioni selvagge e la sua avidità in un casinò gigantesco. Con i link unici e un esercito di 30.000 banchieri Goldman Sachs potrebbe ottenere negli ultimi cinque anni di crisi, forti profitti, rafforzare la propria solidità finanziaria, rafforzare la sua presa sul governo e per garantire la parte di impunità americana ed europea giudiziaria totale.
Le pratiche di business della banca è molto discreto. La loro influenza si estende lontano nella vita quotidiana delle persone – dalla IPO di Facebook sulla nomina del presidente della Banca centrale europea, fino alla hall contro la regolamentazione del settore finanziario. Il braccio della banca è lungo, ed è sempre dalla parte dei vincitori.
http://videos.arte.tv/fr/videos/goldman-sachs-la-banque-qui-dirige-le-monde-vod–6908972.html
Ciaoo
Una ” puntualità ” perfetta, kabbalistica al 100%:
” Dopo l’angelus: Benedetto XVI: in Libano nel segno della pace. Il Papa annuncia il suo viaggio: non rassegnarsi alla violenza, l’impegno per il dialogo e per la riconciliazione sia prioritario.
«In Libano sotto il segno della pace».
Lo dice Papa Benedetto XVI dopo l’Angelus, a proposito del viaggio che lo vedrà impegnato dal 14 al 16 settembre.In francese (ma il testo è stato fornito anche in arabo) Ratzinger richiama l’attenzione sugli «incessanti conflitti», sull’«angoscia dei mediorientali quotidianamente immersi in sofferenze di ogni tipo», sui profughi e le violenze. LE PAROLE DEL PAPA – «Non ignoro la situazione spesso drammatica vissuta dalle popolazioni di questa regione da troppo tempo straziata da incessanti conflitti – dice Benedetto XVI -. Comprendo l’angoscia dei molti medio-orientali quotidianamente immersi in sofferenze di ogni tipo, che affliggono tristemente, e talvolta mortalmente, la loro vita personale e familiare. Il mio preoccupato pensiero va a coloro che, alla ricerca di uno spazio di pace, abbandonano la loro vita familiare e professionale e sperimentano la precarietà degli esuli. Anche se sembra difficile trovare delle soluzioni ai diversi problemi che toccano la regione, non ci si può rassegnare alla violenza ed all’esasperazione delle tensioni». «L’impegno per un dialogo e per la riconciliazione – aggiunge – deve essere prioritario per tutte le parti coinvolte, e deve essere sostenuto dalla comunità internazionale, sempre più cosciente dell’importanza per tutto il mondo di una pace stabile e durevole nell’intera regione. Il mio viaggio apostolico in Libano, e per estensione nel Medio Oriente nel suo insieme, si colloca sotto il segno della pace, facendo riferimento alle parole del Cristo: “Vi do la mia pace”».
Quello in Libano è il 24esimo viaggio internazionale di Benedetto XVI.
Corriere.it – Redazione Online
9 settembre 2012 | 12:46
Quando ci si nasconde su discorsi di tutt’altra natura, spicca la verità del viaggio : son sicuro che andrà a far “baldoria pastorale” assieme agli israeliani per Rosh Hananah, il Capodanno ebraico il primo (in verità Settimo mese nel calendario religioso) Tishri 5773 – 16 settembre 2012 ( Primo mese nel calendario civile ebraico)
– che in realtà commemora la festa babilonica denominata “AKITU” in onore di Tammuz commemorata nell’omonimo ma “specchiare” calendario civile, il primo di Nisan, Primo mese dell’anno religioso sia ebraico (Tanakh) che babilonico (questo in genere non la sa quasi nessuno) -
discorso privatissimo che non leggeremo mai, e “tiro” ad indovinarlo:
” 2000 anni e se semo presi tutto insieme , è arrivata l’ora per la messa in opera degli accordi già fatti&presi anni fa, per la creazione della moneta unica mondiale ”
Champagne e Caviale a volontà, tra guerre e crisi, quale miglior opportunità ?
Questa la mia idea ….. Saluti.
Fausto,scusa sse tte rompo gli azz:ma tu sei bravissimo a postare video e quant’altro.
Mme faresti un favore? Se mi posti un manifesto tipo le facce che ho citate nel post 9-settembre-2012-alle 17:27: con l’aggiunta di quelle di Bossi e Prodi grazie se non ti è di fastidio.Mi raccomando:scrivi “TRADITORI”o(TRADITORI NAZIONALI).La mia è la responsabilità naturalmente.(BAT)
Apparentemente OT, ma non tanto…. L’intervista di Stefano Lorenzetto pubblicata su Il Giornale di oggi è particolarmente interessante e…. inquietante.
Forse qualcuno di noi ne è già al corrente, ma giova che l’informazione giri sempre a favore di tutti. La demodoxalogia, per me ignota fino a oggi, è cosa che ci condiziona in modo staordinario, non c’è moltissimo per approfondire, ma intanto il sempre ottimo Lorenzetto ha portato a conoscenza questa branca così fondamentale dell’informazione e soprattutto della formazione della famigerata opinione pubblica.
Buona lettura !!!
http://www.ilgiornale.it/news/interni/societ-quasi-segreta-sonda-lopinione-pubblica-835836.html
Ciauuuuuuu
Fausto,ciàcià.Bruno Poggi non ha fatto altro che descrivere un’osservazione già scritta nel blog di FoA.(Ma tempo fa)!!!Comunque è un bravo.A proposito di condominio,citato nel filmato da Bruno Poggi,la Svizzera non facendone parte è il primo Paese migliore nel mondo.Addirittura prima di Singapore,che è secondo”.
La Svizzera è il Paese più competitivo a livello globale,ricevendo il punteggio più alto complessivo dal WEF.
Tale punteggio è stato ottenuto:(6,6 su 7)nella qualità delle sue infrastrutture,(Il più alto di tutti i 144 Paesi),nell’istruzione superiore,qualità del sistema educativo,la disponibilità di servizi di ricerca e di formazione,e la portata della formazione del personale,cooperazione nel lavoro e datore di lavoro e la disponibilità di servizi finanziari.Eh…Eh…Tutto l’opposto dell’Italia in mano a parassitisciacalli.Simpaticone? Posso consigliarti una osservazione? Credo,che non è il voto che può stabilizzare il Paese,ma la radicazione”Sse scrive cosi?” dei politici che campano che di sol politica.Per es.se domani mi imbattessi su un manifesto politicoelettorale,e vedessi facce dell’azz come:la Bindi,D’Alema,Weltroni,Fassino,Letta,Bersani,la Turco,Casini,Vendola Monti,Fornero, Di Pietro,”Berlusconi?”(Anche!)Fini,Napolitano,la Fonocchiaro ecc.con la scritta;(Hanno TRADITO l’ITALIA)o “TRADITORI NAZIONALI” Rimandiamoli allinferno!!!Migliore sorte non si addice.Voterò l’inventore di tale gesto politicocoraggioso.(BAT)
Quello che ha scritto Marcello Foa’ e’ sacrosanto, ma sopratutto molto semplice, ha accennato ovviamente alla famosa diminuzione di sovranita’ Nazionale, che la questione euro/ue ha comportato, ora, la questione e’ maledettamente seria e per il popolo assurda, o i “pianificatori” di cio’ che a noi umili “servi della gleba” sembra una grande e assurda truffa antidemocratica, sanno qualcosa a medio e lungo termine e ci tengono volutamente all’oscuro(sempre dandogli il beneficio della buonafede…!!) e allora devono parlare e subito…oppure la questione del mancato parere democratico in tutte le sedi dal trattato di lisbona, mes, accettazione di nuovi “fessi”..(paesi) nel “club” ecc ecc lo dico sempre e’ GRAVE INDICE di delinquente malafede, non ci sarebbe neanche da dibattere( questo per chi si sente persona con vero spirito democratico e pensante) ora che il “Mortimer” se ne esca con condanne cattedratiche..sulle critiche alla Ue, e addirittura dia segnali di “censura” a questa visione..e’ quanto meno allarmante oltre a dimostrare l’assurdita’ completa della situazione attuale, cioe’ un non eletto democraticamente, conferma gli aspetti antidemocratici della fondazione Ue, e cassa chi e’ contrario(glielo hanno chiesto? ce lo hanno chiesto mister Mortimer?) a questo truffapparato..ci sarebbe da ridere, se la questione non fosse profondamente seria..Caro Foa’ mi sa’ che il problema e’ proprio il parere popolare, il parere popolare per questa gente e i loro “prostituti” politici e’ ormai nullo, il dibattito sulla Lira no o si, sovranita’ no o si, non esula dal semplicissimo parere popolare…e ormai dopo aver scentemente previsto la peggior tornata politica di tutti i tempi..sapevano che avrebbero trovato gli Europei gli Italiani demoralizzati, Demotivati, disillusi. e avrebbero accettato passivamente questa porcata “costituzionale” per “emergenza”.. il brutto e’ sapere che per molti guardando il vergognoso panorama politico che abbiamo e’ sempre meglio un “Mortimer” eterodiretto che mette le “cose apposto”..ma purtroppo il tipo non ha ne’ l’elmetto ne la mascella “volitiva” e neanche la “pelata”…
FUORI DA QUESTA EUROPA
@Fabio Cenci Concordo….
Le armi proibite della guerra dell’Europa. Dal MES all’ERF(Fondo Europeo di Redenzione) Video…
Cossiga 10 min
Nonti 13 min
http://www.testelibere.it/video/le-armi-proibite-della-guerra-delleuropa-dal-mes-allerf
Tempo….
Un saluto a tutti
Buona Domenica a tutti!?
E…si!!! A chi sono serviti i 700.000.000.000.000 dollari stanziati nel 2008 per il salvataggio di un’economia globale,in particolare quella USA?”A ZERO meno ZERO”.
Infatti,a 21 banche”Che almeno 1 miliardo di dollari hanno ricevuto” più grande d’America,è stata fatta la stessa domanda:dove sono finiti i soldi per l’emergenza salvataggio? Risposte;un pò li abbiamo prestati,non ne abbiamo prestati un pò,non abbiamo dato alcuna contabilità,ecco lo stiamo facendo,disse Thomas Kelly,portavoce di JPMorgan Chase,che ricevette 25 miliardi di dollari.In sintesi,le banche che hanno usufruito di miliardi di aiuti dai contribuenti”E si…sempre i CONTRIBUENTI” degli Stati Uniti,non sono in grado di monitorare esattamente come stanno utilizzando i soldi,o vogliamo dire che si RIFIUTANO di PARLARE!?.Ma l’Associated Press,non si è arresa,e ricontattando le 21 banche,diciamo ha rifatto le stesse domande,ma raggirate.Quanto è stato speso? Com’è stato speso?”Riferimento al miliardo”,Quanto si terrà il risparmio,e che piano avete per il restante.(Naturalmente zero)Infatti nessuna delle banche ha fornito risposte specifiche.
“Non siamo in dollari-in,dollaro-out di monitoraggio”,disse Barry Koling,portavoce di Atlanta,Georgia-baset Sun Trust Banks Inc.,che ottenne 3,5 miliardi di dollari dei contribuenti.
Però,alcune banche qualcosa l’hanno detta:semplicemente di non sapere dove il denaro è stato collocato.
“Niente,gestiamo il nostro capitale nel suo complesso”,disse il Portavoce Regions Financial Corp.Tim Deighton,che la società di Birminghan Alabama,non sta seguendo a cuore come sta spendendo 3,5 miliardi di dollari ricevuto dal piano per il salvataggio finanziario.
Eh…Eh…Eh…Caro Draghi!!! In anticipo Le rivolgiamo le stesse domande:avremo risposte di dove si andranno a collocare i soldi salva:stati?Industria? O chi?”Forse solo tasche di parassitisciacallipolitici”.Buon pranzo (BAT)
Concordo pienamente con Marcello Foa e con l’autore dell’articolo riportato da Yahuwah su come funziona il sistema monetario; nell’attuale sistema le parole debito e denaro di carta = paper money/fiat money. a corso legale coincidono.
Se si estinguesse il debito il denaro di carta evaporerebbe, semplice. Il debito deve esistere sempre o il sistemameconomico muore.
Monti e Draghi sono allievi di Goldman e seguaci delle famiglie dell’alta finanza che dominano il mondo, a distanza di 100 anni dalla nascita della FED, nata per stroncare la competizions bancaria crescente a cavallo del 19. e 20. secolo dopo i distastri dei booms e busts causati dai continui fallimenti bancari degli stati Americani sin dall’epoca coloniale.
Le pratiche delle Banche Centrali Inglesi e Tedesche furono adottate in pieno dalla FED, grazie, si fa per dire, all’azione di Paul Warburg, un Tedesco che si puo’ considerare la vera anima ispiratrice della FED…..in complicita’ con il potere politico, Woodrow Wilson, etc….. e del mondi Accademico, che si vendette per denaro e potere cosi’ come si e’ venduto alle Lehman e alle Goldman, ecc. nel 2008, basta vedere il film documentario Inside Job come gia’ segalato.
I Rockefeller e i Morgan, padroni dell’America, in complicita’ con i loro agenti, i Morgan, dominano dopo 100 anni la finanza mondiale e la FED e la Bank of England, ecc.
Non scordiamo che l’attacco contro i paesi periferici e’ stato scatenato da Goldman Sachs la scorsa estate per dare inizio allo sparigliamento geopolitico gia’ evidente nel comcomitante attacco ai paesi del Nord Africa e non solo.
Goldman diede ordine, diciam che consiglio’ ai propri grandi clienti, le grandi Banche, di vendere in massa i titoli di stato Italiani e non solo, il che ha portato al golpe bianco che conosciamo bene….del 2011; l’attacco NON e’ stato casuale.
In USA l’inascoltato Ron Paul avverte da tempo che scenari dittatoriali non sono affatto da escludere visto che non c’e’ soluzione alla crisi del debito senza il ritorno al gold standard e alla fine del sistema a riserva frazionaria.
I Rockefeller e i Morgan non consentiranno al potere politico e ai Paul di prevalere. Loro hanno creato la FED per stroncare la competizione. e creare un potere oligarchico mondiale che usa i politici come fantocci.
Questa e’ Storia, NON complottismo, lo dice un super scettico come me.
Basta leggersi la storia delle Banche Americane, in Penns., Rhode Island,Illinois, dal tempo in cui erano colonie.
Il sistema a riserva frazionaria crea cicli di bolle e sgonfiamento dellle bolle inflattive i cui costi devono, secondo i piani dei soliti noti, essere pagati dal taxpayer….per essere travasati, i soldi, nelle tashe dei …….soliti…..
E’ storia, posso mandare i riferimenti bibliografici.
Draghi e Monti sono sempre stati a libro paga dei soliti…..noti….e la loro visione del mondo e’ la stessa di Cecil Rhodes…..e dei rothschild e dei morgan……la Nazioni devono sparire, i Parlamenti, secondo le recenti testuali affermazioni del Monti….sono spesso d’ intralcio! Beccandosi ovviamente le reprimende del Bundestag….perche’ li’ c’e’ gente che ancora si ricorda delle ditatature feroci,,,,a diferenza delle Smemorande Italiane….Franza o Spagna purche’ se magna…….
@ YAHUWAH 8 settembre 2012 alle 21:22 Spero di non passare il resto dei mie giorni…a dirti grazie! Chi fu Alberto Beneduce? Ora lo so, non ho bisogno di leggere altro. Il tuo scritto è stato eccellente, semplice e chiaro…anche per i profani come me! Buona domenica. P.S. Sai qual è la tua grande dote…tra le tante? Riesci a non far sentire “idiota”…chi ti legge!
@ Nessie il 8 settembre 2012 alle 19:31: Ciao Nessie Solo due cose sono infinite, l’universo e la stupidità umana, e non sono sicuro della prima.
——-
Il dogma europeista
Invece di analizzare le cause scatenanti di questo fenomeno,i burocrati di Bruxelles e i nostrani politici,”tecnici” o meno,puntano alla semplice demonizzazione ,pur di rimanere ciecamenti fedeli al dogma europeista.Nessun passo indietro,son necessari i “sacrifici di tutti”,”l’euro è un successo” questi gli slogan lanciati dalla “nostra” classe dirigente pur di proseguire nell’edificazione del superstato europeo:poco importa a questi “tecnici” se i sacrifici li fanno sempre i soliti e che l’euro si è rivelato un disastro
—–
.Ma forse il “successo” dell’Europa unita sta proprio nel suo fallimento:lo scopo è quello di rendere l’Ue sempre più centralizzata al fine di creare lo stato unico d’Europa fondato sull’utopia,anzi la distopia tecnocratica.Sono già operative diverse forze militari europee,come l’Eurogendfor,l’Euromarfor e l’Eufor,anche se manca un vero e proprio esercito,e si vuole una “super Bce” pur di salvare l’euro.Insomma il cosidetto nuovo ordine europeo è già presente,seppur in modo embrionale.I sacerdoti del dogma europeista hanno detto che la “nuova Europa” sarà la panacea di tutti i mali,ma per esperienza c’è ben poco da aspettarsi.Un’alternativa a tutto questo c’è:uscire dall’euro e abbandonare questo progetto ormai in disuso,e porre le basi per un’altra Europa,l’Europa dell’autonomia e dell’autodeterminazione popolare, l’Europa delle libertà.Ma per i sacerdoti di Bruxelles ,secondo i quali non c’è nè potrà esserci alternativa,affermare ciò è solo populismo.Contenti loro.
tempo…
http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2012/09/il-dogma-europeista.html
ps:Il dogma – cioè l’affermazione definitiva e quindi indiscutibile di ciò che è vero, buono e giusto –, come pure le decisioni di fatto irreversibili, cioè quelle che per loro natura non possono essere ripensate e modificate (come mettere a morte qualcuno o provocare una guerra), sono incompatibili con la democrazia
Il dogma europeista
Di Salvatore Santoru
Mario Monti ha recentemente proposto un vertice europeo straordinario per contrastare il crescente populismo euroscettico,che a suo dire,mira a disintegrare l’Europa unita.Invece di analizzare le cause scatenanti di questo fenomeno,i burocrati di Bruxelles e i nostrani politici,”tecnici” o meno,puntano alla semplice demonizzazione ,pur di rimanere ciecamenti fedeli al dogma europeista.Nessun passo indietro,son necessari i “sacrifici di tutti”,”l’euro è un successo” questi gli slogan lanciati dalla “nostra” classe dirigente pur di proseguire nell’edificazione del superstato europeo:poco importa a questi “tecnici” se i sacrifici li fanno sempre i soliti e che l’euro si è rivelato un disastro.Ma forse il “successo” dell’Europa unita sta proprio nel suo fallimento:lo scopo è quello di rendere l’Ue sempre più centralizzata al fine di creare lo stato unico d’Europa fondato sull’utopia,anzi la distopia tecnocratica.Sono già operative diverse forze militari europee,come l’Eurogendfor,l’Euromarfor e l’Eufor,anche se manca un vero e proprio esercito,e si vuole una “super Bce” pur di salvare l’euro.Insomma il cosidetto nuovo ordine europeo è già presente,seppur in modo embrionale.I sacerdoti del dogma europeista hanno detto che la “nuova Europa” sarà la panacea di tutti i mali,ma per esperienza c’è ben poco da aspettarsi.Un’alternativa a tutto questo c’è:uscire dall’euro e abbandonare questo progetto ormai in disuso,e porre le basi per un’altra Europa,l’Europa dell’autonomia e dell’autodeterminazione popolare, l’Europa delle libertà.Ma per i sacerdoti di Bruxelles ,secondo i quali non c’è nè potrà esserci alternativa,affermare ciò e solo populismo.Contenti loro.
http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2012/09/il-dogma-europeista.html
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&p=130206#130206
Monti: in Ue populismi pericolosi. E lancia il vertice a Roma (Video)
http://multimedia.quotidiano.net/?tipo=media&media=28710
Tempo…
Non sono d’accordo sulla prima obiezione.
Non sono un economista, ma in una situazione crisi profonda come quella attuale difficilmente un acquisto di massa di titoli di stato può essere un grande problema. Se non sbaglio l’Eurozona è una delle poche entità a non avere una Banca Centrale che non compra sul mercato primario.
Sulla seconda obiezione ovviamente do totalmente ragione a Foa: useranno questo “scudo” come arma di ricatto per spezzarci le ossa, e di questo se ne sta parlando poco.
Enniodaroma il 8 settembre 2012 alle 18:34:
Eh gia’. Con la Legion Etrangere che fa’ quasi i doppi turni per schiacciare qualsiasi Capo di Stato africano che cerchi di scuotersi di dosso le multinazionali francesi. Costa d’ Avorio, Mali, ecc. E 57 centrali nucleari tutte in esercizio aiutano non poco, no?
Ciao Ennio, era tempo che non ti leggevo. Potresti aggiungere il franco delle Colonie Francesi Africane, la moneta utilizzata da 14 paesi africani creato al momento della ratifica da parte della Francia degli accordi di Bretton Woods e di cui il Trésor public Francaise, ancora dopo 60 anni suonati, continua a garantire la convertibilità della moneta, cui denominazione fu modificata nel ’58, il CFA, il quale ha due “corsi legali” egregiamente studiati dai francesi per continuar a tenerli ” sotto controllo ” non solo finanziario, ma anche politico: il CFA dell’Africa occidentale non può essere utilizzato nei paesi dell’Africa centrale, e il CFA dell’Africa centrale non può essere utilizzato nei paesi dell’Africa occidentale!!!! , il cui cambio è addirittura fisso!!!! 1 euro = 655.957 CFA: enigma che va oltre qualsiasi logica economico-finanziaria ?? Nazioni che saranno vassalle e SERVE PER SEMPRE, e senza crescita ?? Aivoglia ad estrarre petrolio, diamanti ed uranio GRATIS !!!! Tutto ciò porta solo ad un dato di fatto nonchè a una domanda doverosa: se salta la Francia, salta un QUARTO dell Africa ? O magari è una loro ” benedizione ” un caso del genere ? Anche e sopratutto tutto questo, fu la scelta della Demolizione coatta di Gheddafi e con esso il suo sogno del Dinaro D’Oro, moneta unica Africana, oltre che petrolio, uranio e sopratutto di enormi riserve di ACQUA PURISSIMA ( quasi nessuno lo sa e magari non fa notizia ) in mezzo al suo deserto !! Chi deterrà le risorse di acqua, andrà a far parte dei dominatori del mondo tra pochissimi anni, e si, la vita è proprio tosta….. Ciao…..
@Marcello Foa Concordo e aggiungo che “Bernanke Draghi” cercano ( solo e soltando di guadagnar Tempo.. in quanto lo scopo ultimo sara il tentativo di imporre la “moneta unica globale”o parziale ,guerre permettendo..
“La Finanza somiglia al camaleonte perché cambia natura in ogni caso concreto”.
——
<>
—–
“L’ esplodere la disoccupazione ” aggiungo :la cosa piu grave che un’intera Generazione viene espulsa di fatto dalla Societa Civile portandoci all’”Implosione della Coesione Sociale” ,la base di un sitema sociale o sbaglio?
——
La somiglinza agli anni 30 é evidente (stessi attori)con una varibile non da poco “LA TECNOLOGIA” che grazie alla Scienza moderna non ha pari nella storia recente dell’uomo.
Cordialmente…
ps:La tecnologia è un invisibile tiranno che porta i suoi effetti distruttivi nei più profondi recessi della psiche, più di quanto possano fare i denti a sciabola della tigre o dell’orso.
Risalve a tutti, grazie Annamaria. Trovando questo articolo, penso sia interessante trasmetterlo integralmente:
BENEDUCE, Alberto
Caserta, 29 marzo 1877 – Roma, 26 aprile 1944
Figlio di un tipografo partenopeo, nacque a Caserta nel 1877. Il padre era filo-socialista e anticlericale; il fratello Ernesto, affiliato alla Massoneria, lo convinse ad entrare in Loggia.
prese la tessera del Partito socialista italiano. Si sposò a vent’anni ed ebbe cinque figli, nessuno dei quali venne battezzato. A tre delle quattro femmine pose nomi di inequivocabile contenuto ideologico: Idea Nuova Socialista, Vittoria Proletaria e Italia Libera.
Nonostante le modeste condizioni della famiglia, Si iscrisse all’Università di Napoli nel 1900 e
si laurea nel 1904 in discipline matematiche a Napoli; nel 1904 Poi si trasferì a Roma dove è assunto al Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio, nella sezione preposta alle statistiche. Nel 1910 collabora con il Commissariato dell’Emigrazione e con il Consiglio Superiore di Statistica, di recente istituzione.
Nel corso dello stesso anno consegue la libera docenza per l’insegnamento di Statistica e Demografia; l’anno successivo predispone le operazioni per il compimento del quarto censimento demografico e del primo censimento industriale nazionale. Collaborò con Ernesto Nathan, primo sindaco di Roma anticlericale (e massone), senza perdere i contatti con il partito socialista, specialmente con l’ala riformista guidata da Leonida Bissolati e Ivanoe Bonomi.Entra a far parte della direzione del «Giornale degli economisti» e, a partire dal 1911, abbandona il campo delle ricerche demografiche per dedicarsi ai nuovi interessi nel campo della finanza, mentre si avvicina agli ambienti politici di orientamento radicale e social-riformista. Sempre nel 1911 Francesco Saverio Nitti ministro dell’Agricoltura, Industria e Commercio lo chiama a collaborare col governo al progetto di fondazione dell’Istituto nazionale delle assicurazioni (Ina), l’istituto pubblico che avrebbe gestito, in regime di monopolio, le assicurazioni sulla vita.
Beneduce eseguì la missione e Nitti, come premio, gli offrì una candidatura alla Camera, che Beneduce non accettò.
Nel 1914 ottiene la cattedra universitaria presso l’Istituto Superiore di Studi Commerciali di Genova.
Come gli altri socialisti riformisti, allo scoppio della prima guerra mondiale, Beneduce sostenne le ragioni degli interventisti e sostiene, con Bissolati e Nitti, i gruppi democratici che auspicavano lo schieramento a fianco delle democrazie occidentali.. Prima volontario (a 38 anni) e poi ufficiale col grado di sottotenente del genio territoriale del Regio Esercito in un reparto combattente del Genio, ma dopo pochi mesi passati tra il fiume Tagliamento e il Carso, ritornò a casa congedato.
Lasciato il fronte per assumere nel 1916 l’incarico di Consigliere delegato dell’Ina.
Si occupa dei problemi economico-finanziari connessi alle necessità belliche e collabora con Bonaldo Stringher, allora Direttore Generale della Banca d’Italia, alla istituzione del Consorzio per sovvenzioni su valori industriali, lo strumento destinato ad aiutare finanziariamente le imprese industriali nella congiuntura di guerra.
Il 28 giugno 1917 accompagnò il gran maestro della massoneria ed Ernesto Nathan a Parigi, al Congresso delle massonerie dei paesi alleati e neutrali.
Finita la guerra, nel 1919 si dimise dalla carica per candidarsi alle elezioni politiche nelle liste del
Nel novembre del 1919 è eletto Deputato, aderisce al Partito Socialista Riformista Italiano, divenendo successivamente presidente della commissione Finanze della Camera..
Come Presidente della Commissione Finanza e Tesoro della Camera ha una parte importante nella formulazione della legislazione economica e finanziaria dei governi Nitti e Giolitti.
Entra infine a far parte del Governo costituito da Ivanoe Bonomi nel luglio 1921, con la carica – di recente istituzione – di Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale.
Tra il 1919 e il 1922 l’attività politica di Beneduce è particolarmente intensa, a causa della sua partecipazione a numerose commissioni e all’assunzione di diversi incarichi speciali. È infatti membro della Commissione di Vigilanza sugli Istituti di Emissione, della Commissione per la Difesa della Valuta Italiana, del Comitato per i Trattati di Commercio, e delle missioni ufficiali alle Conferenze internazionali di Bruxelles (1920) e di Genova (1922), indette per discutere i più urgenti problemi economico-finanziari del dopoguerra; collabora inoltre con Stringher alla costituzione dell’Istituto nazionale dei cambi con l’estero, di cui diviene Consigliere di amministrazione nel 1919.
In questo periodo Beneduce si allontana dai programmi socialisti e sostiene la necessità dell’intervento diretto dello Stato nell’economia attraverso adeguati strumenti finanziari e istituzionali di stimolo e controllo dello sviluppo.
Sostiene inoltre la necessità di una normalizzazione dei rapporti finanziari internazionali attraverso forme di collaborazione fra i governi che consentano di sostenere i programmi di ricostruzione post-bellica e di sviluppo industriale.
Tra il 1921 e il 1922 Beneduce segue con crescente preoccupazione l’evoluzione della lotta politica in Italia, in particolare dopo la “marcia su Roma” e il conferimento a Mussolini dell’incarico di formare il Governo. In questi anni oscilla tra un giudizio assolutamente negativo sul Fascismo e la speranza che il movimento rientri nella legalità. È all’ipotesi di collaborazione con il Fascismo che guarda a partire dalla seconda metà del 1925, di fronte al rafforzamento del regime e alla dispersione dell’opposizione democratica.
L’esperienza sui problemi di finanza interna e internazionale e la posizione che occupa nella politica dei finanziamenti delle imprese elettriche e telefoniche quale organizzatore degli enti pubblici – è a capo dal 1919 del Consorzio di credito per le opere pubbliche (Crediop) e dal 1924 dell’Istituto di credito per le imprese di pubblica utilità (Icipu) –, gli offrono l’occasione per avviare i contatti con esponenti del governo: grazie all’appoggio dell’allora Ministro delle Finanze Giuseppe Volpi, nel 1926 Beneduce assume la Presidenza della Società per le strade ferrate meridionali (Bastogi), società finanziaria di primaria importanza nel settore elettrico; nel 1927 lo stesso Volpi lo incarica di collaborare con Stringher alla predisposizione delle complesse operazioni finanziarie necessarie all’interno e all’estero per attuare la riforma monetaria e la politica di rivalutazione della lira del dicembre 1927.
Le competenze tecniche economico-finanziarie di Beneduce e la fedeltà dimostrata al Governo fascista accrescono il suo prestigio personale e gli fruttano la fiducia di Mussolini, al punto che diviene il consigliere del Duce in materie finanziarie, nonostante sia mal tollerato da diversi ambienti politici e governativi fascisti.
In questi anni Beneduce si trova a occupare una posizione nevralgica per la vita economica del Paese, controllando il credito all’industria attraverso l’operato dei due enti finanziari pubblici (Crediop, che agisce nel settore delle opere di bonifica, stradali, portuali, ferroviarie, di elettrificazione ferroviaria, dei trasporti marittimi e delle opere pubbliche realizzate dai Comuni e dalle Province; Icipu, che opera a favore di imprese impegnate nella produzione e distribuzione di energia elettrica e dei servizi telefonici) e di una società finanziaria privata di grande importanza come la Bastogi.
Le soluzioni proposte da Beneduce nella gestione del credito industriale sollecitano un largo ricorso al mercato finanziario attraverso emissioni di titoli obbligazionari. Questa impostazione rappresenta un’innovazione importante, in un’epoca in cui il mercato dei titoli a reddito fisso e a lungo termine è ancora dominato quasi esclusivamente dai titoli di Stato. Intorno al 1930 la politica di finanziamento industriale che Beneduce propone contrasta, però, con la prassi seguita dalle maggiori banche ed industrie italiane, in gravissima difficoltà per le conseguenze della politica di rivalutazione – “quota novanta” – e le ripercussioni della crisi mondiale iniziata nel 1929.
A cominciare dal 1930 molte imprese, per la crisi industriale, appaiono in condizioni di dissesto, e le banche interessate alla loro sopravvivenza non possono avviare un’azione di smobilizzo, che porterebbe alla svalutazione del patrimonio in misura tale da compromettere la loro stessa sopravvivenza.
Dopo il fallimento del tentativo di superare la crisi con apposite società di smobilizzo (concentrandovi le partecipazioni industriali prima detenute dalle banche) e la costituzione dell’Istituto mobiliare italiano (Imi), l’intervento dello Stato nell’economia nazionale colpita dalla crisi è avviato da Beneduce con la costituzione dell’Istituto per la ricostruzione industriale (Iri), nel 1933, insieme alla definizione di un nuovo assetto dei rapporti tra banche e industrie attraverso il “risanamento bancario” nel 1934 e, infine, a una vera e propria riforma degli ordinamenti bancari del Paese nel 1936.
Con la costituzione dell’Iri e la regolamentazione bancaria si interviene sulle modalità di gestione del credito industriale esercitato da larga parte del sistema bancario fin dalla guerra mondiale, sull’ ingerenza delle banche nelle direzione delle imprese, e sui rapporti di reciproco controllo esistenti tra banche e industrie, che si erano accentuati e diffusi nel primo dopoguerra.
Per Beneduce in quel difficilissimo frangente lo Stato deve mettere a disposizione i capitali necessari a coprire le perdite e compiere le operazioni di salvataggio, acquisendo però i titoli e le proprietà industriali delle banche e provvedendo, per proprio conto, alla loro gestione e al successivo smobilizzo.
Egli è inoltre convinto assertore della separazione tra credito ordinario e credito industriale. Il nuovo Istituto per la ricostruzione industriale, presieduto dallo stesso Beneduce, si propone di realizzare un esteso intervento d’urgenza attraverso l’attività di due sezioni: la Sezione finanziamenti e la Sezione smobilizzi. Su quest’ultima viene a gravare la parte più rilevante e determinante dell’intervento, cioè il riordinamento complessivo dei rapporti tra lo Stato, l’istituto di emissione, le banche e le imprese.
La riforma sancisce la scomparsa della cosiddetta “banca mista”, vietando alle banche di credito ordinario di operare nel settore del credito industriale.
L’Iri rileva tutte le posizioni attive degli istituti di credito e della Banca d’Italia e si trova così a detenere partecipazioni in un gran numero di aziende, nei settori bancario e finanziario, elettrico, telefonico, armatoriale, siderurgico, meccanico, chimico, tessile, immobiliare, agricolo.
All’indomani del risanamento bancario è avviato lo smobilizzo mediante vendita ai privati di numerose partecipazioni azionarie.
Il caso di maggior rilievo è rappresentato dalla cessione a un sindacato privato – costituito dalle società Pirelli, La Centrale, Montecatini, Assicurazioni generali, Edison, Fiat – del pacchetto azionario di controllo della Bastogi.
Il fallimento delle maggiori banche italiane, che detenevano anche numerose partecipazioni azionarie nelle imprese industriali, fu evitato grazie all’intervento dello Stato. Il «sistema Beneduce» prevedeva la netta separazione fra banche ed imprese industriali, con la partecipazione diretta dello Stato al capitale di controllo delle imprese. Le aziende pubbliche rimanevano comunque società per azioni, continuando quindi ad associare, in posizione di minoranza, il capitale privato.
Lo Stato si riservava, inoltre, un ruolo di indirizzo dello sviluppo industriale, senza entrare nella gestione diretta: in luogo della nazionalizzazione venne decisa una serie di interventi finalizzati al salvataggio e al sostegno finanziario di singole imprese. A tale scopo furono fondati:
nel 1931 l’Istituto Mobiliare Italiano, istituto pubblico specializzato nel credito industriale.
nel 1933, l’Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI).
Alberto Beneduce fu, assieme al futuro Governatore della Banca d’Italia Donato Menichella, il principale ispiratore di queste riforme, così come della legge bancaria del 1936, rimasta in vigore fino al 1993, che vietò alle banche l’esercizio congiunto del credito a breve ed a lungo termine.
Beneduce fu il primo presidente dell’IRI, dalla sua costituzione fino al 1939. Fu fautore di una gestione delle aziende ispirata a criteri privatistici e libera da influenze politiche; improntò il rapporto con gli industriali privati ad uno spirito di collaborazione, con la cessione agli stessi di alcune aziende già rilevate dall’IRI: tra queste, la holding elettrica Bastogi, di cui Beneduce fu presidente, carica che mantenne anche dopo il passaggio ai privati. Beneduce fu anche consigliere d’amministrazione di Fiat, Pirelli, Montecatini, Edison e Generali.
Ritiratosi progressivamente dalla vita politico-economica a causa delle precarie condizioni fisiche, dovute a un ictus che lo colpì al ritorno da una riunione della Banca dei Regolamenti Internazionali a Basilea il 13 giugno 1936, morì a Roma nel 1944.
Con queste operazioni la posizione di Beneduce nella vita finanziaria italiana risulta ulteriormente consolidata. Nel 1936 è presidente dell’Iri, del Crediop, dell’Icipu, dell’Istituto per il credito navale, membro del Consiglio d’amministrazione dell’Imi, del Comitato centrale amministrativo del Consorzio per sovvenzione su valori industriali e dell’Istituto nazionale dei cambi; nel settore privato è presidente della Bastogi e membro del Consiglio di amministrazione delle società che ad essa fanno capo.
Solo con un provvedimento del giugno 1937 l’Iri assume il carattere di ente permanente e di organo della politica industriale dello Stato e, quindi, una fisionomia diversa da quella iniziale.
Da quel momento l’attività di smobilizzo rallenta: vengono anzi acquisite nuove partecipazioni e diviene prevalente e primaria la funzione di organizzazione, integrazione e gestione delle partecipazioni dello Stato in imprese industriali.
Gli ordinamenti finanziari e l’assetto della proprietà dei capitali dell’industria qualificano da quel momento, in Italia, un tipo di economia “mista” di iniziative pubbliche e private.
Nonostante sia gravemente malato dal 1936, Beneduce mantiene la presidenza dell’Iri fino al 1939, anno in cui viene nominato Senatore: in quella occasione gli venne conferita la tessera di iscrizione al Partito nazionale fascista, al quale non aveva mai aderito formalmente, limitandosi a manifestare la sua personale devozione al Duce.
Poco dopo la nomina a Senatore, Beneduce lascia le cariche pubbliche e si dedica alla gestione della Bastogi, che detiene, da sola o in compartecipazione, posizioni di rilievo in numerose imprese, controlla le tre società elettriche operanti nel Mezzogiorno e nelle Isole, e possiede uno dei maggiori pacchetti azionari della Montecatini; dispone inoltre di consistenti quote di minoranza nelle società Italcementi, Sade, Edison, Sip, Valdarno, e di maggioranza nelle società Sabiem, Stigler, Cgs, Meccanica di Arezzo e in altre minori imprese. Beneduce muore a Roma nell’aprile 1944.
La figura di Beneduce è stata generalmente interpretata in modo positivo, come esempio di grande funzionario di Stato, competente e lungimirante, capace di realizzare con l’IRI una “formula” originale per evitare i fallimenti bancari e tale da garantire allo Stato un ingente patrimonio industriale, formidabile strumento di politica economica per i decenni a venire[4]; questo soprattutto in contrapposizione con altri esempi di funzionari e politici di minori competenze e capacità. Obiettivo dell’azione di Alberto Beneduce nel terreno dei rapporti economici fu quello di creare circuiti di mobilitazione del risparmio paralleli ed indipendenti sia dalle deboli istituzioni finanziarie allora attive in Italia (che non erano in grado di mobilitare efficacemente il risparmio), sia dallo Stato e dal rischio che potessero essere fagocitati dalla corruzione e dal clientelismo. In questo senso vanno intese le logiche di autonomia sulle quali Beneduce spinse in ogni suo lavoro, dall’Ina al Crediop all’Iri.
Le strutture erano agili, i rapporti di natura privatistica. Una definizione calzante a questa prassi può essere quella di: “Stato fuori dallo Stato”, complementare all’apparato statale ordinario nel raggiungimento degli obiettivi, ma indipendente sotto il profilo della gestione finanziaria.
I critici preferiscono metterne in luce l’opportunismo politico, che gli permise di passare, senza scossoni, dalle idee socialiste al fascismo, accettando anche incarichi di primo piano. Il suo primo referente politico, Francesco Saverio Nitti, che dai fascisti subì aggressioni e violenze personali e fu costretto all’esilio, ebbe per Beneduce “giudizi morali durissimi”, pur ricordandone sempre intelligenza ed onestà, perché non assunse mai una netta posizione contro il regime.
Per un giudizio sereno è necessario tuttavia rammentare che Beneduce non appoggiò apertamente il fascismo – mai prese la tessera del partito – e non rinnegò le sue idee, suscitò, piuttosto, il sospetto di molti gerarchi vicini al duce che, come confermano carteggi ritrovati in vari periodi dopo la seconda guerra mondiale, ne chiesero più volte l’allontanamento.
Un ulteriore aspetto saliente nella vita di Beneduce fu il suo legame con il finanziere Enrico Cuccia: il futuro capo di Mediobanca era un giovane funzionario neoassunto all’IRI che, frequentando la casa di Beneduce, conobbe la figlia Idea Nuova Socialista e la sposò nel 1939; il potente suocero favorì gli inizi della carriera del genero, caldeggiandone l’assunzione presso la Comit guidata da Raffaele Mattioli. Oltre al vincolo di parentela, si tende a vedere tra i due una sorta di continuità nella comune capacità di rimanere ai vertici del potere economico, a cavallo tra settore pubblico e settore privato.
E DA ALLORA NACQUE MEDIOBANCA…………..
http://www.albamediterranea.org/index.php?option=com_k2&view=item&id=443:beneduce-alberto-biografia-sintetica&Itemid=16
p.s: concordo con quello che ci ha gentilemnte esposto il dottor Foa. Non tutti i blogger rispondono ai suoi utenti, e questo è veramente un segno di totale collaborazione, nonchè sapere che ci legge tutti, dunque segue con passione quello che semina….., a differenza di tanti altri, i soliti LESTOFANTI che troviamo in giro. Saluti.
@Marcello Foa il 8 settembre 2012 alle 18:47:
Caro Foa, se la può consolare siamo almeno in due ad essere liberali all’antica. E io certo non mi unisco ai pelosi o ignoranti cori di lode ai due traditori.
Quanto al ritorno alla lira, trattasi di argomento di sommo interesse che andrebbe appunto discusso con calma e senza preconcetti. Un prossimo post?
MONTI come BAVA BECCARIS. Dopo le tasse, le angherie, il liberticidio di venir commissariati tramite golpe tecno-finanziario, l’economicidio basato sulla progressiva deindustrializzazione del nostro Paese, ecco ventilare l’ipotesi di eventuali pallottole. E se non pallottole di piombo come ai tempi del Bava, sciogliere quanto prima i movimenti euroscettici ed eurocontrari e disattivare opinioni anti-Ue.
Adesso falliMOnti in compagnia di Van Rompuy (quella sottospecie di viscido Smigol da Signore degli Anelli) al forum Ambrosetti di Cernobbio, dopo aver incassato il bis da parte dei suoi colleghi banchieri che vorrebbero un doppio golpe con tanto di sospensione della democrazia anche per tutto il 2013, si è montato la testa e vuole dare la caccia ai movimenti a lui antagonisti, che chiama con l’appellativo generico di “populisti”.
POtrebbero – a detta sua – avere una funzione disgregatrice al progetto Ue :
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2012/09/08/-Vertice-Ue-contro-forze-antieuropee-populismi_7445836.html
@yahuwah…8 settembre 2012 alle 17:56 . EGREGIO, grazie per esserti limitato a scrivere…Oooooops!La classe non è acqua! E…grazie,per la seconda volta…di avermi ricordato…per ciò che riguarda la Francia…ciò che avevo dimenticato!!Desolata, prendo atto della mia ignoranza, nel senso di non sapere.E’ necessaria una visione politica, totale,globale di geopolitica, dimestichezza, perfetta memoria, capacità di sintesi e di analisi etc.Diversamente i facili abbagli…sono dietro l’angolo! Grazieeee ancora!
Grazie a tutti. Vedo dai commenti che qualcuno mi critica, anche pesantemente. Ben vengano le critiche. La soluzione che Draghi assomiglia tantissimo a quello che ha fatto Bernanke negli Usa e che può essere utile nel breve periodo ma non risolve il problema di fondo, che è molto semplice: se non ci sono abbastanza acquirenti del debito pubblico di Usa o dell’area euro, la Banca centrale interviene e compra i titoli invenduti per somme paurose. L’intervento di salvataggio dell’economia Usa dopo i subprime è costata una ciffra paurosa, molto più ampia dei 700 miliardi annunciati inizialmente. Nel 2010 la Fed aveva comporato debito pubblco e privato per 2,3 trilioni di dollari, cifra che nel 2012 è scesa a 1,7 trilioni di dollari. E dove trova i fondi la Fed per operazioni di dimensioni pazzesche come queste? Stampando moneta. Ma è la soluzione? Sarò un liberale all’antica, ma questo significa manipolare il mercato e tentare di mimetuzzare il problema, che però resta tale.
Il mio riferimento alla lira non è un’invocazione al ripristino della vecchia cara liretta, tema che andrebbe affrontato con calma e profondità, bens’ la constatazione della fine dell’illusine. L’euro non doveva portare rigore e serietà al posto di trucchi più volte condannati in quanto pochi seri come la svalutazione della lira o manovre di alleggerimento della Banca d’Italia. Se ora la Bce compie manovre che rappresentano un vero azzardo morale delle due l’una: o non avevo capito bene prima o l’euro è stato un fallimento. Con una differenza: le svalutazioni permettevano di far crescere l’Italia, che rimaneva padrona del proprio debito. Oggi invece dobbiamo compiere sacrifici immensi senza benefici nè a breve nè a lungo termine.
E qui vengo a Draghi, che si propone di replicare la ricetta della Fed, accompagnate però da misure pesantissime di ridimensionamento del deficit. Stangate su stangate con un commissariamento di fatto dell’Italia, senza alcun riguardo per la crescita. L’ho scritto più volte e lo ripeto: misure di contenimento del debito troppo drastiche fanno sprofondare l’economia in recessione. la recessione provoca un peggioramento dei conti pubblici, che comporta l’intervento di Bce, Fmi e Commissione europa che impongono nuovi sacrifici, che fanno sprofondare ancor più l’economia ed esplodere la disoccupazione, come sta accadendo in Spagna e in Grecia. Tutto questo perdendo la sovranità e il controllo del nostro destino. Una spirale angosciante. E dovrei unirmi al coro di chi elogia Draghi e il suo sodale Monti?
>Andrea Pellis il 8 settembre 2012 alle 16:10:
Lo possiamo anche chiamare gioco delle tre carte visti gli effetti.
P.S.: non coinciderà col liberismo teorico e almeno utopico quanto il comunismo prima maniera ma in ogni caso questo è l’unico “liberismo” reale che conosciamo. E quant’è buono lo vediamo ogni giorno. Pronto a ricredermi quando sarà applicato con effetti benefici da qualche parte (nella galassia).
Una delle tante ” neo-liberal ” trovate dell’Impero (nostrano):
Tegucigalpa, 8 set. (Adnkronos/WashingtonPost) – Città “private”, con leggi autonome in materia di ordine pubblico, amministrazione e sistema fiscale, “create” per favorire lo sviluppo dell’Honduras. L’esperimento del gruppo d’investitori statunitense Mgk, che stanzierà 15 milioni di dollari per porre le basi del progetto, avrà luogo vicino Puerto Castilla, sul versante caraibico del Paese. Qui sorgerà la prima delle tre “città artificiali”, che seguirà solo in parte l’ordinamento legislativo honduregno. Non manca, tuttavia, chi si oppone all’iniziativa. Il popolo indigeno dei Garifuna e alcuni gruppi civici di Puerto Castilla hanno manifestato la loro ferma opposizione al progetto. Oscar Cruz, un ex procuratore costituzionale, ha presentato istanza alla Corte Suprema definendo l’idea delle città privatizzate incostituzionale e “una catastrofe per l’Honduras”. Secondo le stime presentate dal presidente del Congresso honduregno, Juan Hernandez, la “città modello”, che sorgerà dopo l’autorizzazione definitiva del governo agli investimenti sulle infrastrutture, creerà 5.000 posti di lavoro nei primi sei mesi e 200.000 opportunità avorative nel futuro. Dopo Puerto Castilla, gli altri due “siti privatizzati” sorgeranno rispettivamente nella Sula Valley e nel sud del Paese.
Non sanno piu cosa inventarsi per schiavizzare le popolazioni per trarre profitto al massimo: li useranno come al solito, per poi alla fine delle merende, tutti spariti dopo una epidemia controllata… o semplicemente con 1 ” grazie ed arrivederci “. Son troppo cattivo ? Mahhhh…. Costo di un paio di scarpe da ginnastica di notissime marche in Vietnam: 15 centesimi di Dollaro/paio, Vendita al pubblico a Milano: 120 euro/paio come minimo…….. E con questo passaggio, tolgo le tende. Buon weekend a tutti.
@ YAHUWAH
“Francia vive alla grande e si può permettere questo ed altro ( avendo ancora colonie in giro per il globo)”
Eh gia’. Con la Legion Etrangere che fa’ quasi i doppi turni per schiacciare qualsiasi Capo di Stato africano che cerchi di scuotersi di dosso le multinazionali francesi. Costa d’ Avorio, Mali, ecc. E 57 centrali nucleari tutte in esercizio aiutano non poco, no?
Annamaria il 8 settembre 2012 alle 17:56:
Ooooooops
grazie alle risorse naturali della Libia oltre che alla stecca Franco-Usa-Qatariota dell’Oro libico e della morte altrui, la Francia vive alla grande e si può permettere questo ed altro ( avendo ancora colonie in giro per il globo) mentre in Italia ( cacciata letteralmente via dal mondo intero ) si muore di fame….
Si parla ovviamente d’Italia,ma gli altri stati che fanno?In Francia,per esempio? Così ho letto.Hollande ha abolito le auto blu,le auto aziendali degli alti funzionari che possono comperare una macchina…con i propri soldi!!E pare abbia commentato:” diversamente o è troppo avido, stupido o disonesto”.Il 15 agosto ha creato 175 istituti di ricerca scientifica, ha assunto 2560 giovani scienziati disoccupati.Ha abolito lo scudo fiscale socialmente immorale e con decreto presidenziale,ha imposto una tassazione del75% di aumento per tutti quelli che guadagnano più di 5 milioni di euro all’anno. Con quei soldi, nel rispetto del fiscal compact,ha assunto 59.870 laureati disoccupati. Ha tolto alla Chiesa 2,3miliardi di euro, che finanziavano licei privati, ha varato un piano di costruzione di 4.500 asili nido e 3.700 scuole elementari. Ha creato il “bonus cultura”presidenziale per aprire cooperative o librerie indipendenti. ha abolito tutti i sussidi governativi a riviste, fondazioni e case editrici.Ha varato un provvedimento dove si propone alle banche una scelta: offrire crediti agevolati alle aziende con relative agevolazioni fiscali e chi offre strumenti finanziari paga una tassa extra. Ha tagliato del 25% lo stipendio dei funzionari governativi, del 32% dei parlamentari e del 40% degli alti dirigenti statali, con più di 800.000euro all’anno.Non solo, per le donne mamme single disagiate stipendio fisso per 5 anni per il bambino fino a 5 anni e per tre anni, se il bambino è più grande.Risultato:pare che lo spread con i bund tedeschi sia sceso ed arrivato a 101.L’inflazione non è salita e la competitività e la produttività è aumentata a giugno, dopo tre anni! Così ho letto.Voi ci credete? Hollande è un genio???P.S. Scusate la lunghezza…che odio…e spero di non essere O.T!!!
Leggere tanto, scrivere il necessario, basterà a farla finita? Incredibile che il mondo intero o quasi, sia sotto le grinfie dei soliti ” ignoti “. Quanti sono? 1000, 10.000, 100.000, 1 milione, magari 10 milioni? Possibile che possano ” vincere ” avendo ( diciamo contro ) 7 miliardi di persone? O magari quelli che leggono e scrivono il necessario sono di quantità inferiore ai soliti IGNOTI ( eufemismo Kantiano ) ? Sembra un film di fantascienza macabra, alla Dario Argento, una triste realtà , è come vivere ancora nel medio evo ….. La domanda universale è: sino a quando può durare una simile atmosfera ?
Buonasera,
Quello che Draghi , Monti e Hollande sono riusciti a fare al livello politico , con l’appoggio di Van Rompuy, Barrosso , e … Obama … riguarda la costruzione di una rete intorno alla Germania per condizionarla ad abbandonare una certa rigidità nell’abbordare la politica economica dell’Unione. Rigidità che molte volte sposava perfettamente gli interessi nazionali tedeschi a scapito della visione europeista dichiarata.
Hanno fatto bene ? Hanno fatto male ? Si vedrà … Per ora tiriamo un respiro di sollievo … finché dura …
Cordialmente,
Dekebalos
Draghi e il Gruppo dei Trenta
Cos’è il Gruppo dei Trenta?
Nello sforzo di affrontare la questione geoeconomica Europea in maniera adeguata è necessario organizzare le istituzioni senza conflitti di interessi, siano essi ideologici, economici o altro. Specialmente per scongiurare interventi di attori estranei alla zona europea, istituzionali (si parla di un pericoloso prestito proveniente da Washington) o privati è bene affrontare alla radice la struttura Comunitaria; per tali motivi proponiamo un’introduzione alla questione sollevata dal CEO.
Il Gruppo dei Trenta è un club-organizzazione i cui membri sono i banchieri centrali ed i banchieri di spicco di grandi banche private, come Goldman Sachs, JP Morgan e UBS. E’ stato istituito per discutere di regolamentazione bancaria globale – e per influenzare la legislazione.
—-
Mario Draghi ha fatto avanti e indietro tra il mondo delle banche pubbliche e private. In precedenza è stato membro del Gruppo dei Trenta quando lavorava per Goldman Sachs, banca di investimenti di Wall Street. Ora partecipa alle attività come presidente della Banca centrale europea. Il Gruppo dei Trenta emette regolarmente relazioni su questioni controverse, e il suo portavoce (Jacob Frenkel, JP Morgan) è un partecipante ansioso nel dibattito sulla normativa finanziaria e parla spesso in nome del Gruppo dei Trenta.>>>>
http://coriintempesta.altervista.org/blog/draghi-e-il-gruppo-dei-trenta/?doing_wp_cron=1347119395.1137900352478027343750
tempo….
Saluti
Sig. Pellis, vedo che lei e’ un veggente visto che sa gia’ che l’Italia chiedera’ un intervento che nemmeno Monti vuole (perche’ rovinerebbe i suoi piani di apparire come salvatore della patria)… Quanto al compact ho gia’ detto che e’ una fesseria epocale (come le norme Eba sulle ricapitalizzazione delle banche, una follia).
E tutti, Nobel o meno possono sbagliare. Non mi basta una tecnocrazia con forti insofferenze verso il voto democratico (insofferenze, non complotti occulti) per farmi pensare che uno stato federale Europeo non sia necessario. Anzi, lo e’ piu’ di prima, visto che quello che abbiamo adesso non e’ ne’ carne ne’ pesce (complice la Germania stessa, tra gli altri).
@Marco Beltrame il 7 settembre 2012 alle 18:07:
1)Noto qualche confusione. Vero, noi l’intervento del trattato truffa non l’abbiamo chiesto (per ora) ma lo chiederemo, e in ogni caso siamo obbligati a rientrare di 40 bei miliardi l’anno, pena commissariamento. Miliardi che ovviamente dovremo, ma guarda un po’, chiedere a prestito. In più ne dobbiamo versare 120 nel MES che dovremo, anche loro, chiedere a prestito. Se qualcuno pensa che noi si sia in grado di cacciare 160 miliardi l’anno prossimo, vabbè, gli asini volano… Così arriverà il principe azzurro sul cavallo bianco in forma di BCE e FMI per prestarci i soldi necessari per salvarci, ovviamente a fronte della rinuncia definitiva alla sovranità e alla democrazia. E’ tutto scritto nei trattati, basterebbe leggerli prima di parlare…
2)Prendo atto della sua opinione sull’abbattimento della dittatura neuropea e della sua moneta, ma con tutto il rispetto, mi fido di più dello stuolo di premi nobel che continuano a dirci che siamo stati dei matti ad entrarci (questo fin dagli anni 90), e siamo suicidi a rimanerci. Senza contare ovviamente il buon senso…
@Soldat Mikhail il 7 settembre 2012 alle 19:46:
LIBERISTA????????? Ommammamia…
Capito su questo blog per caso, ma non posso non reagire di fronte a chi è ignorante delle cose e pontifica. Tutto quello scritto dopo ‘prima:’ è errato e quindi anche le tesi e le conseguenti conclusioni. Draghi si è impegnato a usare il bazooka senza allargare la base monetaria, come? si informi signor Foa! perchè questa è una delle parti più geniali del piano.
lo vogliamo capire o no che la politica recessiva “comandata” e distruttrice della nostra economia, delle nostre risorse, delle nostre proprieta’ ordidata dai criminali bancari e dai loro “prostituti” politici, sta rubando il frutto di anni di risparmio, di mutui(trappola) di pignoramenti di case, di vendita all’asta, stanno distruggendo famiglie..sui beni primari, se non ci sara’ qualcuno che interviene SU QUESTI PUNTI e’ tutta aria fritta, la gente defraudata della PRIMA E UNICA CASA, va sotto i “ponti” vanno bloccati i pignoramenti e le aste, ormai copiose, sulla prima casa, se non si difende, blinda, questo bene, non c’e futuro, spread o non spread, chiunque andra’ al governo DOVRA’ AFFRONTARE questi temi BASE, va’ al di la’ di imu o non imu, polizia fiscale, distrizione dell’ economia, equitalia raptor, interessi bancari, ma che cazzo stanno facendo? blindando, questi aspetti proprietari, mettendo paletti CHE ESISTONO “carta europea” firmata anche dal nostro strambo paese, che pero’ quando in ballo c’e la pura difesa dei diritti dei cittadini se ne strafotte!! Sveglia e’ ora che iniziamo a mettere VERI E VISIBILI ARGINI agli attacchi ai diritti base, pd, pdl, sel, idv..ce ne freghiamo, dobbiamo focalizzare gli ultimi bastioni e barricate sui diritti fondamentali e da li si RIPARTE!! se no saremo troppo dispersivi, banche o non banche, ue o non ue.
Questa fissazione dell’austerità e del contenimento del debito pubblico sta distruggendo persino la “perfetta” Finaldia: http://www.forexinfo.it/Crisi-in-Finlandia-ecco-tutte-le
Quando la si smetterà di fare economia per secondo un criptico culto del contenimento dei debiti pubblici?
@random64 il 8 settembre 2012 alle 08:00:Giusto Random la questione ” potere di acquisto”
“stato di diritto” erano conquiste consolidate ,ORA NON PIU….e la implosione Sociale una Realta ,i MEDIA Non pervunuto….
——-
L’Europa sta diventando il nuovo Terzo Mondo: 116 milioni di poveri
10,4%. La crisi ha prodotto in tutta Europa circa 25 milioni di disoccupati, 18 milioni dei quali nell’Eurozona. Il lavoro è diventato più precario. Circa il 94% dei posti di lavoro creati nel 2011 è infatti part-time, senza distinzione di età. Inoltre, quattro giovani lavoratori su dieci (il 42,5%) ha contratti a tempo determinato. Preoccupa poi un altro dato: nel 2011 il numero delle persone a rischio povertà in Europa è arrivato a 116 milioni.
——-
Capito? 116 milioni di europei sono a rischio povertà. Un’enormità se pensiamo che in Europa siamo all’incirca 730 milioni. Praticamente rischia la povertà il 15% della popolazione europea. I dati poi sono più allarmanti se ci si occupa del lavoro femminile: tre donne su dieci hanno un impiego part-time, mentre tra gli uomini solo uno su dieci ha questo tipo di lavoro.
Parlare di dramma, pare essere ormai un eufemismo. Se poi guardiamo ai dati italiani, credo che si possa tranquillamente parlare di un incubo senza fine, alimentato peraltro dalle costanti prese per il sedere di questo governo, che finora ha fatto di tutto per demolire quel che resta del nostro ormai asfittico tessuto economico.
Soluzioni? O morire o emigrare da qualche altra parte (fosse possibile, persino su Marte o sulla Luna). L’Europa non è un paese per esseri umani, ma per bestie da soma e da macello.
tempo….
Ciaoo
http://informazioneconsapevole.blogspot.ch/2012/09/leuropa-sta-diventando-il-nuovo-terzo.html?spref=fb
ps:
La felicità non viene dal possedere un gran numero di cose, ma deriva dall’orgoglio del lavoro che si fa; la povertà si può vincere con un sistema costruttivo ed è di fondamentale importanza combattere l’ingiustizia anche a costo della propria vita.
Non sembra un golpe mascherato,è la continuazione di un golpe mascherato.La crisi del debito si affronta ,in caso di necessità,con l’acquisto senza limiti e senza condizioni.La BCE ha annunciato il primo requisito ,ha sostituito il secondo con clausole che non si conoscono ma che comunque prefigurano la subalternità dei governi alla finanza.L’intervento quindi,a mio avviso,è corretto dal punto di vista economico,è inaccettabile da quello politico.La sovranità non dovrebbe essere in vendita.E’ chiaro che se non si pongono limiti,esiste l’opzione di stampa.E’ altrettanto chiaro che questa deve essere modulata osservando l’inflazione.Non è chiaro perchè ci si lamenti di questo.Se si abbandonano le complicate teorie e si ragiona con il semplice buonsenso,si deve riconoscere che del debito può essere richiesta la liquidazione.E’ improbabile ma non impossibile.Per questo motivo chi ha fatto debiti è come se avesse stampato moneta,togliendola momentaneamente dalla circolazione.La concretizzazione di questa liquidità dipende dalla benevolenza e dalle necessità del creditore non dalle aspettative del debitore che dovrebbe avere ,per questa eventualità,una opzione di scorta.Se si vuole evitare il default,l’unica è la stampa ed è per questo che è stato un errore rinunciare alla sovranità della moneta riducendo di fatto il paese in condizioni teoriche di insolvenza.
PERCHE’ CHI COMPRA TITOLI DI STATO COMMETTE REATO
Economia DI ANTONIO MICLAVEZ
Riceviamo e volentieri pubblichiamo
Moody’s ha dichiarato che è contenta del risultato ottenuto dal nuovo Governo italiano; vuol dire che la fine è vicina, che lo sporco lavoro a vantaggio delle banche è stato fatto, che l’industria è a terra e quindi cedibile a pochi soldi, che l’Italia è decotta ed è pronta per essere venduta, servita su un piatto d’argento, alle banche che Moody’s, Standard & Poors e gli altri compagni di merende rappresentano. Pardon: ad essere “privatizzata”, come ci si dice dando ad intendere che il Cittadino, il Privato, avrà la possibilità di comprare un’azienda che lo Stato non ha ben gestito per poi metterla a disposizione della Comunità con più efficienza, togliendo una perdita dal settore pubblico e scrivendo qualche cifra a nove zeri nel bilancio statale.
Scordatevelo: nessuno di noi mortali potrà mai comprare nulla: ci sono già le multinazionali e il cartello bancario pronti a mangiare: fà parte del piano di “salvataggio” Monti!
Ricordate le Autostrade che invece di diventare nostre come promessoci negli anni ’70 (in Germania, Austria, e Slovenia paghi un ticket annuo autostradale equivalente alla tratta Udine-Roma) furono “privatizzate” a Benetton, appoggiato dalle Banche che ora ne son diventate proprietarie?…. Benetton serviva solo da facciata, per farci credere che un cittadino laborioso poteva aiutare il bilancio statale acquisendo beni statali (un po’ come Garibaldi che fu mandato coi suoi 1.000 a unificare l’Italia dando all’operazione un taglio popolare, mentre al largo c’era la flotta inglese di appoggio con i cannoni puntati verso terra). E così le autostrade vennero vendute a un cittadino, uno dei nostri, uno che dava lavoro agli italiani, un virtuoso. Peccato che adesso le Autostrade sono delle banche. Grazie, Benetton. E così, alla fine della “Crisi” tutto sarà passato alle banche, che da serve son diventate padrone mettendo ai vertici del Governo i loro dipendenti. Tutto sarà delle Banche, e noi verremo pagati se Lorsignori vorranno con lo stipendio che ci sarà concesso. Grazie.
Ecco realizzato il piano di salvataggio dell’Italia.
E Moody’s dirige il concerto a suon di “ratings” che non fanno certo gli interessi delle nazioni né dell’economia, bensì delle Banche e della Borsa, entrambe sovrane di Stato e Cittadini servi. Poiché gli Stati, si sa, ormai la sovranità l’hanno persa, a parte gli Stati del Sud America, dove da quando hanno dato un calcio nel sedere al FMI stanno benissimo, ma nessuno ne parla. Noi invece rimaniamo schiavi delle banche, della borsa, del debito pubblico.
Debito Pubblico che corrisponde ai Titoli di Stato emessi come collaterale dalle Nazioni per attingere a quella liquidità – chiamiamola primaria – creata dalle Banche Centrali quali la Banca d’Italia, la Banca Centrale Europea etc, che come sappiamo a parte il nome sono dei club privati e creano denaro con un semplice “click” sulla tastiera dei loro computer senza garanzie, senza rischi…. una follia, una usurpazione della sovranità monetaria, una cessione senza giustificazione della proprietà di tutto il denaro circolante; ma anche la creazione di un debito infinito, inestinguibile se non con una guerra che azzera tutto o con l’azzeramento immediato del Debito Pubblico.
Dove finiscono tali collaterali emessi dai nostri Stati che paradossalmente le banche “centrali” ci chiedono a garanzia del denaro che emettono, senza invece darci delle garanzie proprie? Nelle mani di chi possiede liquidità, e può permettersi di investirla in titoli a scadenza predeterminata, guadagnando in tal modo un soldo a basso rischio; l’unico rischio che può far saltare il facile guadagno è il default dello Stato che ha emesso i Titoli di Stato.
Ma se nessuno comprasse più BOT e CCT – diversamente da quanto suggeriscono gli economisti prezzolati – questo gioco al massacro si interromperebbe prima di averci distrutti.
Già, perché se la Deutsche Bank compra 100 miliardi di BOT italiani al 5%, quel 5% alla Deutsche Banck lo paghi tu che stai leggendo ma che domani ci pagherai le tasse, o le accise sulla benzina.
Ma è ladro chi ruba e chi tiene il sacco: in questo caso è ladro chi i Bot li ha creati (il legiferatore amico delle banche che ha creato il giochino a favore di chi avrebbe guadagnato), e chi tiene il sacco che sei tu che li affitti per 12 mesi. Va bene, per il 90% sono banche che comprano i BOT, ma in piccola percentuale anche tu, cittadino, che magari mi stai leggendo, e che paradossalmente stai pagando il 5% di utili sui tuoi BOT pagando la benzina 2€ invece di 0,40€. E fin lì andrebbe bene, poiché incassi 2 e spendi 2 e vai alla pari, ma li stai facendo pagare anche al tuo vicino di casa, che invece i BOT non li possiede. Ovvero; è il tuo vicino di casa che ti paga gli interessi sui tuoi Bot. E fin che sei sotto soglia di usura và bene, ma se lo superi? Bada bene; il reato è consumato in Italia, anche se compri BOT greci o spagnoli, e vige la legge italiana.
Ma invece di capire il meccanismo suicida del Debito Pubblico in tutto il mondo si discute su come pagarlo, ‘sto misterioso debito, dimenticandoci che estinguerlo è MATEMATICAMENTE IMPOSSIBILE! Come fai a tornare 2.000 miliardi di prestito se per averli devi crearli, e per crearli devi chiedere in prestito altri 2.000 miliardi che per averli devi creare il collaterale di 2.000 miliardi di BOT portando il Debito Pubblico a 4.000 miliardi? Con interessi annui di 240 miliardi da recuperare con nuove tasse!
Ah scusate, dimenticavo; l’alternativa è la privatizzazione. Ma anche se “privatizzassimo” – ovvero se svendessimo – beni nazionali, ad esempio l’Altare della Patria oppure tutta Roma storica a Unicredit o a Deutsche Bank accreditando, ovvero scrivendo a costo e rischio zero la cifra 1.970.000.000.000 € in “dare” nel conto bancario di Bankitalia, azzerando in tal modo il Debito Pubblico, saremmo sì a zero, ma dovremmo ricreare i denari contanti che giornalmente ci servono, ricreando NUOVO debito pubblico.
Ma allora perché non svendere TUTTA l’Italia per saldare il Debito Pubblico e anticipare qualche soldino di credito per il futuro? Certamente Monti e i suoi padroni della Goldman Sachs sarebbero felici, i giornali loderebbero la manovra come risolutrice dei problemi presenti e futuri, e noi saremmo finalmente EUROSCHIAVI DEFINITIVI. E a Monti gli farebbero un bel monumento vicino a Garibaldi con su scritto “il salvatore della Patria e dell’Euro”.
Eh già, perché essendo TUTTO il denaro imprestato (ovvero creato dal nulla senza garanzie dalle Banche), ed essendo tale denaro gravato da interessi (i cedolini dei Bot e CCT), ne abbiamo bisogno sempre di più, anche se il PIL crolla, anche se non abbiamo gli utili per pagarli.
Eh già, perché se il circolante è 7.000 miliardi, e l’interesse medio del prestato è il 5%, dovremmo avere una resa di 350 miliardi l’anno solo per pagare gli interessi sul denaro prestato (=creato dal nulla senza garanzie dalle banche). Ma se adesso siamo in crisi e lavoriamo in perdita, con cosa li paghiamo?
E se l’inflazione l‘ del 4%, ovvero dobbiamo creare 280 miliardi per mantenere lo stesso potere d’acquisto del circolante, dove prendiamo quei 280 miliardi?
Ma il bello dei Titoli di Stato è che hanno scadenze, e quando i Titoli scadono, se non li rinnoviamo dobbiamo tornare capitale ed interessi, e non riuscendo a pagare neanche gli interessi, figuriamoci il capitale!!
Ma se non li rinnoviamo, i BOT, ci troviamo con 2.000 miliardi da pagare (cascherebbe il palco che evidenzierebbe il debito impagabile), per cui cerchiamo di piazzare i nuovi titoli per mettere una pezza, ma delle mie parti si dice “peggio il tacon del buso”, ovvero peggio la soluzione al problema del problema stesso. In quanto – piccolo particolare – mentre banche o privati finanziano i BOT, Stato e Cittadini ne pagano gli interessi o si svendono – vedi autostrade – in modo definitivo al nemico.
Ma ormai siamo in un meccanismo sbagliato per cui o lo interrompiamo creando il nostro denaro e azzerando i debiti con lebanche, o continuiamo col prestito, anche perché ed essendo TUTTO il denaro a prestito (vedi sopra), rimarremmo SENZA DENARO del tutto.
Altro che Credit Crunch !! Rimarremmo a secco proprio !! Eh già, perché ogni volta che mendichiamo denaro alle banche centrali (= club privati), dobbiamo creare titoli di stato. Per poi tornare il capitale a scadenza con i relativi interessi, ovvero i cedolini. Ecco a cosa ha portato la cessione della sovranità monetaria: a un debito impagabile i cui interessi portano il bilanci statali sempre in negativo.
E se calcoliamo che la resa media dei Bot e CCT negli anni sia stata del 5%, su 2.000 miliardi fanno 100 miliardi di interessi annui (guarda caso, è l’aumento annuo del Debito Pubblico degli ultimi 5 anni), troviamo che dal dopoguerra ad oggi, il Debito Pubblico è circa la metà degli interessi pagati sui cedolini dei BOT e CCT !!!!! Quindi, se avessimo creato il nostro denaro da soli a costo zero, NON AVREMMO DEBITO PUBBLICO!! Anzi, avremmo un “credito pubblico” di 2000 miliardi con cui spingere l’industria, pagare le pensioni, sostenere lo Stato sociale.
E invece no! E allora continuiamo a rinunciare alla Sovranità Monetaria, teniamoci il banchiere Monti che fa gli interessi delle banche sostenuto dai giornali-spazzatura che non vi dicono quello che sto scrivendo, e ci fanno festeggiare felici quando qualcuno compra i nostri BOT e CCT…. viva la borsa che vola, muoia lo Stato, muoia il Cittadino, muoiano le PMI, viva le multinazionali che le tasse le pagano alle Cayman e si finanziano con soldi riciclati a valle, ma soprattutto riciclati a monte con il pre-riciclaggio dei BOT: un pre-lavaggio, diremmo in gergo Dixan. Nella prima versione di Euroschiavi, che per fortuna Marco della Luna mi corresse per evitare querele, scrissi “Ciampi lava più bianco”, alludendo all’immissione in circolo di denaro sporco derivato dall’attività fraudolenta del riciclaggio “a monte” dei BOT e CCT.
Truffa troppo evidente per essere vista? Pare di sì. Troppo consolidata per eliminarla per sempre? Spero di no.
Viva i Rating che modificano lo Spread, viva i conflitti di interesse, viva la borsa che ci guida. Ma guida dove?
Ma come si fa a prendere sul serio una borsa che oggi è a +5% e domani a -4,3%? Cos’è che è cambiato di così radicale nel mercato, da giustificare un delta di 9,3% in due giorni? Niente, sono solo speculazioni, che non rispecchiano l’economia. Finanza, fuffa, truffa, Bocconi, Monti, Goldman Sachs, Partiti politici conniventi, Senatori conniventi, Mafia, Giornali e televisioni pagate, Giornalisti venduti o ciechi. Che schifo.
E il tutto accompagnato dal bordone di sottofondo che ci minaccia come un potere occulto, che ci insidia come un esattore delle tasse, che ci appesantisce come un obeso col colesterolo a 400, che ci fa sentire in colpa come il misterioso onnipresente peccato originale: Il DEBITO PUBBLICO.
Chi lo ha creato, lo abbiamo visto: i vari farabutti al potere che han firmato per noi i tradimenti di Maastricht e Lisbona. Ma ‘sto Debito Pubblico, chi lo alimenta?
Quelli che prendono in affitto i Titoli di Stato sperando in un’utile garantito anche se modesto, oppure in un’utile alto ma a rischio con l’acquisto dei BOT degli Stati in difficoltà (Grecia, Spagna, Italia etc) credondo forse di fare una cosa corretta.
Ma acquistare un titolo che rende il 24%, ovvero estorcere in un anno 24 miliardi di interessi su 100 miliardi finanziati ai cittadini di uno Stato in difficoltà, non è forse usura?
I tassi soglia di usura per i finanziamenti sono intorno all’8%; qui siamo 3 volte sopra; quindi, di fatto siamo degli usurai.
Esercitiamo quella che l’art 644 del Codice Penale definisce: Usura Oggettiva.
Inoltre, se la Grecia non piazza i suoi 100 miliardi di BOT, non ha liquidità per sopravvivere neanche un anno; e noi, ben sapendo che la buttata successiva dovrà essere di almeno 124 miliardi, glieli prestiamo lo stesso. Prestiamo quindi soldi a qualcuno che si trova in difficoltà e probabilmente fallirà prima di tornarceli, dandoci la possibilità poi di comprare per niente i suoi beni; esercitiamo quella che l’art 644 del Codice Penale definisce: Usura Soggettiva.
Inoltre, convinciamo i poveri Greci ad accettare di dover pagare il 24% di interessi poiché così dice il loro Premier, messo lì da un golpe finanziario – come il nostro Monti – dai complici del delitto che si sta commettendo, e gli spieghiamo che: o piazzano i BOT al 24,4%, o saltano.
La legge difinisce tale illecito: Estorsione.
Inoltre, esercitiamo questi crimini in allegra compagnia di banche, giornali, Bocconi, Monti, Draghi, Bernake, Moody’s: la legge definisce tale illecito: Associazione a delinquere.
Insomma, se concorriamo alla distruzione dell’economia dello Stato di cui acquistiamo i Titoli di Stato, e invece di vantarci che siamo stati furbi, andremmo messi in galera.
Se così si facesse, si disincentiverebbe quella fattispecie criminale che spero fra 20 anni troverà posto solo nei libri di criminologia organizzata: il Debito Pubblico.
Voi direte: che interesse potrebbero avere le Elite che gestiscono le banche ed i Governi a creare questo casino? L’ho già detto:
POSSEDERE TUTTO.
E tu Cittadino, che probabilmente non fai parte di quella Elite, e che non vuoi possedere tutto ma ti basta possedere molto, valuta se vuoi far parte di questa manovra.
In un mondo dove la finanza prevale sull’economia (dovrebbe essere il contrario, o dovrebbero almeno essere due mondi separati), ci sono i furbetti che fanno gli interessi propri, danneggiando la Comunità. Il bello è che lo fanno con l’aria di quello che aiuta e devi dirgli anche grazie; in realtà vanno puniti applicando le stesse leggi che in casi meno plateali manderebbero in galera chiunque: la legge sull’Estorsione e sull’Usura.
Svegliamoci dal torpore; l’unico modo di uscirne non schiavi è riappropriarci della sovranità monetaria dichiarando irredimibile, ovvero ricusandolo, il Debito Pubblico.
O facendolo pagare a chi lo ha causato, ovvero le Banche, sequestrando i loro beni.
Non è politica, è matematica.
Antonio Miclavez
7.09.2012
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=10780&mode=&order=0&thold=0
Buon weekend a tutti.
L’articolo è un orrore.
Dal punto di vista economico.
Si dice che “porterà all’inflazione”, ma ovviamente è falso. E difatti non è questo quello che pensano i mercati, visto che l’Euro si è apprezzato su dollaro e sterlina. E difatti, nonostante la Fed stampi moneta da due anni, l’inflazione in USA è morta e sepolta.
La speranza è che l’inflazione vi sarà, che significherebbe domanda in ripresa. Ma finché siamo in queste condizioni, pagare miliardi di interessi in più per paura di un’inflazione che non può arrivare è davvero da dissennati. Ci sarà tempo di pensare all’inflazione quando l’economia ripartirà.
Dal punto di vista politico.
Si dice che “vi saranno condizionamenti”, come se già non vi fossero, ma non si spiega come agire in alternativa. Il giornalista pensa forse che ci sia qualche potenza in giro per il mondo che ci compra il debito senza chiedere nulla in cambio? Onestamente preferisco la BCE alla Russia o alla Cina. Se il giornalista ha altre idee, le espliciti.
Partiamo da un presupposto: Abbiamo un debito. Non agire non è un’opzione, quindi si deve confrontare questa possibilità (BCE) con un’alternativa.
Dobbiamo lavorare sul bilancio per ridurre il deficit (come è stato fatto, anche se il Giornale scrive articoli contrari anche a questo, sia per la riduzione delle spese sia per l’aumento delle tasse) ma serve anche che un prestatore di ultima istanza garantisca per ridurre i tassi di debito pagati. Che UK paghi il 1.75% per il suo debito e l’Irlanda l’8% è una stortura economica, tutte le banche centrali hanno sempre agito da prestatori di ultima istanza per tranquillizzare i mercati. Senza stampare effettivamente moneta, basta la minaccia e lo speculatore cambia bersaglio.
Non ci sono soluzioni indolori, non ci sono pasti gratis in economia o in politica.
Qual’è l’alternativa che l’articolo porta per trovare i soldi per pagare le pensioni?
VIVA MONTI E VIVA DRAGHI
Solo così possiamo mandare a casa una classe politica e una classe dirigente che ha fatto dell’inciucio il suo normale lavoro quotidiano e che ha distrutto l’Italia. Sarei ultra felice di poter avere la classe dirigente e i politici tedeschi come classe poliotica e dirigente dell’Italia. Sparirebbero le mafie, i nepotismi e tutti gliinciuci compreso quel mondo di Italiani che esalta i furbi e i furbetti alla Berlusconi!!!
tanto non possiamo fare nulla.
Quindi noi giovani laureati (e tra i miei ex colleghi di università sono il dodicesimo) ce ne andiamo fuori dall’Europa.
Non vi preoccupate, quando cambieranno le cose almeno io tornerò.
Ciao a tutti
Non sono d’accordo . Gli acquisti avverranno sul secondario e non sul primario e inoltre il drenaggio contemporaneo di liquidità lascerebbe la massa monetaria invariata -> no inflazione. Per quanto riguarda l’auspicio di un ritorno alla lira secondo alcune ricerche nei primi 2 anni dalla fine dell’euro si avrebbe un -12,3% in termini di pil (per fare un confronto quest’anno dovrebbe calare del 2,4% ) mentre la disoccupazione crescerebbe del 12 % nel solo secondo anno . Per non parlare poi del prezzo della benzina , che finiremmo per pagarla 3 degli ex euro a litro (dato che il petrolio è quotato in dollari e noi andiamo a comprarlo con una valuta svalutata).
L’intervento di Draghi èra necessario per riportare fiducia nel sistema anche se ovviamente rimane il problema della crescita , che è però compito dei governi e non della Bce
Gentile Signor Foa, può – cortesemente togliermi un dubbio? Grosso modo, la linea adottata (con Draghi) dalla BCE non è la stessa che proponeva qualche anno fa Giulio Tremonti, quando era ministro del Governo Berlusconi, sostenendo – tra l’altro – che, qual’ora la sua proposta fosse stata accolta a scala europea, sarebbe bastato l’effetto ‘annuncio’? La ringrazio anticipatamente per l’attenzione.
[...] Ma la Bce NON sta salvando l'Italiail Giornale (Blog)Non mi stupisce che le Borse salgano dopo la decisione della Bce di procedere ad acquisti illimitati di titoli di Stato di Paesi Ue in difficoltà. E' quel che chiedeva il mondo finanziario, ma l'accordo annunciato come provvidenziale, benefico, …Europa. Il cortisone del dottor Mario DraghiInternazionaleL'italiano no limitsQuotidiano.netIl piano Draghi rafforza il ruolo chiave della Bceeuronewseuronews -Finanzaonline.com -Il Sole 24 Oretutte le notizie (879) » Nessun tag [...]
N’giorn tutti,e buon weekend!?
La ripresa,più che dentro di noi,è dentro: e il condominio europeo e dentro i due condomini italiani”Camera e Senato”.Una domanda a tutti quelli che hanno sostenuto e appoggiato MontiNERI:vi piace vivere in un condominio o in una casa privata? Credo più in quest’ultima!!! Allora azz appoggiate un condominio,se ognuno privatizza nello stesso tutto ciò che non vuole dividere i millesimali? Possibile che non si riesca a capire che lo stabile condominiale europeo, è diventato una struttura WTC7″l’unica in acciaio mai crollat per un incendio?”(crollata comunque). Giusto per capire che demolizione controllata sta subendo il condominio italiano; pianificata? intenzionale?.Una cosa è certa:prima che cada il condominio WTC7 cadranno tutti i condomini ai quali non è stata data attenta manutenzione.Eh…eh…eh…tutto sta nel intuire che tipo di crollo verticale potranno subire i condomini locali.random64 ciàcià,credo la NON PROPRIETA’è stata espropriata per alloggiare in un CONDOMINIODITTATORIO.Buon pranzo.Se leggem nel pomeriggio.(BAT)
EGR. DOTT. FOA, COME SOLITAMENTE, MI TROVO PERFETTAMENTE D ACCORDO CON QUANTO LEI SCRIVE. VORREI SOLO SAPERE SE L INNO E LA BANDIERA ITALIANA VERRANNO PROSSIMAMENTE ABOLITI E SOSTITUITI DA UN NUOVO INNO “VIVA LE BANCHE” E DA UNA BANDIERA CON UNA BELLA CARTA DI CREDITO COME EMBLEMA !!!!!!
SIAMO CHIARAMENTE DIVENTATI SUDDITI DEI POTERI FORTI E DI CHI CI VIENE AMMANITO OGNI GIORNO SULLE NOSTRE TELEVISIONI COME IL NUOVO SANTO PATRONO DEL PAESE !!!!!!!!!!! SE BERLUSCONI AVESSE IMPOSTO TALE E TANTA PRESENZA TELEVISIVA, NON SO COSA SAREBBE POTUTO SUCCEDERE !!!!!!!!! MANCA SOLO LA SANTIFICAZIONE MONTIANA SUGLI ALTARI E POI SAREMO A POSTO. STO CERCANDO DI FARE DELL IRONIA MA, NELLA SITUAZIONE DI DOMINAZIONE BANCARIA DOVE CI TROVIAMO, EST MOLTO DIFFICILE. IN PIU, LA SFACCIATA TRACOTANZA DI QUESTI “BANCHIERI” NON HA LIMITI – FORSE NON ANCORA SODDISFATTI DAL FATTO CHE L ITALIA HA PERDUTO UN BEL 30 PER CENTO DI AFFLUSSO TURISTICO GRAZIE ALLE LORO SCELLERATE DECISIONI ED AI NOTI BLITZ DELLA GUARDIA DI FINANZA, ORA VORREBBERO ANCHE IMPORRE CHE, A PARTIRE DA UNA SPESA DI CINQUANTA EURO LO SI DEBBA POTER FARE SOLO CON CARTA DI CREDITO (EMESSA, OVVIAMENTE, DALLE SOLITE BANCHE !!!!!!!!!) — COME SI PUO COMMENTARE UNA PROPOSTA DEL GENERE …… STIAMO AVVIANDOCI AD UNA DITTATURA TOTALE BANCARIA CHE ACQUISIRA PARECCHI MILIONI DI SUDDITI IN UN COLPO SOLO !!!!!!!!!!!! NON HO PIU PAROLE, O MEGLIO NE AVREI TROPPE E NON CONSONI CERTO ALLE AREE PROTETTE. POVERA ITALIA ……. CREDEVO CHE NON VI POTESSE ESSERE UN PEGGIO PER QUELLO CHE SI RIFERIVA AI NOSTRI POLITICI, MA AL PEGGIO NON VI EST VERAMENTE LIMITE, PERLOMENO DA NOI !!!!!!!!
GRAZIE PER L OSPITALITA.
GIANFRANCO AMBROSINI
PER TUTTI COLORO CHE HANNO CREDUTO NELLE BALLE DEL PIAZZISTA E LO HANNO PURE VOTATO, CHE VEDO QUI NUMEROSI: QUAL’è la vostra alternativa a Monti? E che credibilità avete?
Se vogliamo una comunità europea vera, ne dobbiamo accettare le regole, così come se da cittadini liberi vogliamo vivere in un paese civile.
Perché in Italia la destra è così becera? Perché la sinistra è così antiquata? perché non esiste l’aggettivo moderno?
Facciamo crescere i giovani, ma intanto sosteniamo Monti: è una persona seria capace ed onesta. Not tutto è condivisibile, ma un paese in difficoltà DEVE essere solidale con un suo governo internazionalmente accreditato.
I fascismi, le autarchie, le “lirette” lasciamole ai nostalgici e agli ignoranti.
Concordo in pieno con Marista. La gente non capisce, si limita ad “incassare” una buona giornata di borsa, e ne e’ felice, parla dei super Mari che stanno spezzando le reni agli antipatici teutonici. L’ignoranza non si cura per decreto.
La BCE ha parlato di sterilizzazione del credito aggiuntivo e di controlli ferrei, anche con il GRANDE supporto del mitico FMI…..della serie…..i soldi che eventualmente ! daranno…..ce li farebbero sudare….Rajoy ha mangiato la foglia e traccheggia per non finire nelle mani degli avvoltoi e finire come una colonia del 700…ma ha da trovare presto 180 Miliarducci…..
Zio Ben e’ parte di un singolo Stato, ha meno problemi, puo’ usare l’elicottero per inondare il suo popolo di carta straccia……per servire il politico di turno in difficolta’…ma il risultato sara’ sempre quello…..la distruzione della ricchezza dei privati, la socializzazione delle perdite, garantito.
Prevedo tempi durissimi…
Come volevasi dimostrare, di fatto stanno applicando il MES senza neanche averlo approvato e tutti contenti, Germania in primis. Il monti continua a spacciarsi per Salvatore della Patria, con il sostegno dei giornali complici di questo inganno. Il cappio è sempre più stretto attorno al nostro collo, e vedrete che tra qualche giorno improvvisamente si renderà necessario ricorrere a questo aiutino, ovviamente firmando un impegno capestro a tenere i conti in ordine con buona pace dei banchieri e degli “imprenditori” di Cernobbio. Siamo alla follia pura. Possiamo ancora cambiare qualcosa se lo vogliamo http://democraziammt.info/site/presentazione/
[...] viaMa la Bce NON sta salvando l’Italia – Il Blog di Marcello Foa. © Copyright 2012admin, All rights Reserved. Written For: teleradionews ♥ non solo notizie da caiazzo & dintorni var twt_lb_ret = {username : 'TeleradioNews',follower_count : '20',show_once : '1',display_on_page : '1',display_on_post : '1',delay : '1000',exc : '[exclude]'}; [...]
Fausto il 8 settembre 2012 alle 06:24:
e se la politica non fosse MAI esistita? dubbio atroce, si e’ parlato di tappe di avvicinamento epocali, a questo stato di cose, la “politica” e’ potrebbe essere stata solo la “glassa” esterna per convogliare con il voto il “capitale” del popolo bue, sistematizzarlo, ordinarlo e poi arrivati al clou spartirlo senza colpo ferire “legalmente” la politica convoglia il. consenso e decide con leggi “manovrate” come la NON PROPRIETA’ potra’ essere “usata” all’abbisogna..perche’ cari amici voi per caso vi sentite proprietari di qualche cosa? e’ proprieta’ un’immobile su cui gravano imposte espropriative? della serie se non paghi ipoteco? e poi pignoro? no non e’ proprieta’ e’ una maledetta FREGATURA e piu’ ne avete..e’ peggio e’, bisogna fare proteste serie, come per esempio l’intoccabilita’ della prima casa…ad esempio, ma avete notato che non c’e’ uno sputo di protesta sulla minaccia ai beni primari quale la casa? le gabelle i pizzi sono passati con silenzio, neanche le nostre case sappiamo difendere, dare uno stop simbolico a questi antropofagi istituzionali, basterebbe una dura lotta su questo importante punto e sarebbe l’inizio della svolta…ricordate Balilla?
Siamo “tutti” concordi la politica é Scomparsa?
Nel leggere i quotidiani in edicola stamane si può apprezzare appieno la figura dell’eroe senza macchia e senza paura che interviene a salvare la patria, schiacciando i “falchi” tedeschi che volevano abbatterla e per completare l’apoteosi l’eroe é pure un italiano (vero) a beneficio di tutti i beoti che ancora attribuiscono alle banche ed ai banchieri una qualche nazionalità.
—–
Davvero qualcuno di voi pensa che grazie all’opera taumaturgica di Draghi domattina troverà lavoro? Che le imprese non continueranno a chiudere e delocalizzare come e più di prima? Che la banca inizierà a farvi credito anche se non avete le garanzie? Che il prezzo della benzina non continuerà a salire e l’introito dei miseri salari ancora esistenti a scendere? Che magicamente scompariranno le cartelle di Equitalia che vi manderanno sul lastrico, additato come evasore?
—–
Il denaro necessario alla BCE per acquistare i titoli di stato sarà rastrellato dalle vostre pensioni, dai vostri salari, dalla vendita delle vostre case. Ottenuto attraverso il vostro licenziamento, l’aumento delle tasse e quello dei prezzi al consumo. Raggranellato privandovi progressivamente di tutti i servizi al cittadino, dalla sanità alla scuola, passando attraverso tutti gli altri.
—–
Pensate che non sia possibile? Che si tratti solamente di un esercizio di pessimismo o del delirio di una cassandra?
Fra un applauso e l’altro provate a voltarvi indietro, guardando dove eravate una ventina di anni fa (quando secondo i banchieri vivevate al di sopra delle vostre possibilità) e poi prendete coscienza di dove siete adesso. A furia di applusi fra qualche anno anche questo vi sembrerà un luogo ameno da rimpiangere disperatamente, statene certi.(Marco Cedolin)
tempo…
ps:Solo rimettendo in discussione il mercato capitalistico, le sue regole e le sue cosiddette «leggi», è possibile rispondere al bisogno di giustizia e di senso che cresce in ogni angolo della Terra.
Buongiorno,
Secondo me l’intervento di Draghi è stato coraggioso e opportuno. E’ sbagliato pensare che è lui che deve risolvere la crisi: non è questo il suo ruolo e non ha gli strumenti per farlo. Quello che è riuscito a fare, come giustamente osserva Krugman ( http://www.forexinfo.it/Crisi-Euro-Paul-Krugman-Mario ), è assicurare un po’ di respiro a breve termine ( ha comprato tempo )
Sicuramente per l’Italia è stato un bene in quanto ha fatto calare gli interessi che lo Stato deve pagare per i suoi debiti. Quindi più soldi per investimenti e più possibilità di far ripartire l’economia.
… in my opinion …
COrdialmente,
Dekebalos
Sulle gaffes di Berlusconi è stato tutto un florilegio di articoli, programmi, satire, sberleffi, vignette, scoop ecc.
Ora abbiamo FalliMonti che con aria mistica e ispirata da vero gesuita, ci dice che la ripresa non la si vede nei numeri, ma che è dentro di noi, e a parte qualche filmatino satirico da me reperito on line, per ciò che concerne la stampaglia, tutti zitti e mosca.
Bene, riscoltiamolo qui e scompisciamoci di risate, visto che non possiamo fare altro. Propongo un nuovo slogan demenziale : TROVA LA RIPRESA CHE E’ GIA’ DENTRO DI TE:
Chissà perchè qualcosa mi dice che questo nuovo prodigioso gioco delle tre carte liberista, ammesso che duri, non portera nè a nuovi posti di lavoro decenti nè a redditti decenti nè a qualità dell’esistenza decente – con queste trovate ad effetto sembra di vivere nel “1984″ di Orwell…
è da quando si ventilavano i nomi di Monti e di Draghi,che sostengo che i due sunnominati non sono altro che i cavalli di Troia ( lo scriverei volentieri minuscolo)di quella cupola o loggia o “Spectre” rappresentata dal Sistema bancario internazionale con radici (marce ed antidemocratiche) negli USA nel UK ed emissari ovunque in posizioni di responsabilità.La Merkel avrà tanti difetti ma , è stat la prima a fiutare il marciume che esala dal FMI egrandi consessi bancari.In Italia il pupillo di Monti, tali Grilli &Co onanizzano sui 50 Euro e basta di liquidità che dovrebbero essere a disposizione dal 2013 “per contrastare l’evasione fiscale….”Sarebbe meglio contestare l’evasione di testa del Muppet show che pretende di governare l’Italia…Oggi sentivo in Tv il discorso a Bari( 1 parola ogni 5 secondi) del fake premier nostrano e stata la festa del senza mani ne’ piedi, dell’insulsaggine, della presa in giro del friggere l’aria.Mi chiedo quando la Lega prenderà i forconi ed il PDL staccherà la spina.Poi qualcuno mi spiegherà perchè (si fa per dire) ogni volta che Draghi apre la bocca lo spread(la forbice od il divario…..) cali anche di 100 punti : chi è? Mandrake, Nembo Kid, Superman, Batman? o il mare(grande) conducator dei barracuda e coccodrilli globali?
Ricordiamoci che le rivoluzioni nascono per fame……e temo che non ci vorrà molto…….
@ RICCARDO il 7 settembre 2012 alle 13:19:
Lei è felicissimo.. de gustibus..ma temo non le sia ben chiaro a cosa andiamo incontro, nè le è chiara la differenza fra quello che fa la FED e la condotta criminale degli Euroentusiasti con i soldi degli altri…
vede, la Bce compererà solo i titoli di quel Paese che avrà prima chiesto aiuto ai fondi “salva-Stati” come l’Efsf o il Mes. Niente a che vedere con quello che sta facendo la FED… noi cadremo sotto le sgrinfie della troika UE, BCE e FMI… saremo finiti, capito? FINITI; si prenderanno tutto e di più privatizzeranno tutto, come in Grecia nemmeno le pensioni si salveranno, faranno aumentare la disoccupazione,la povertà la recessione, niente sovranità economica… ASSERVITI. NON é QUELLO CHE FA LA FED, SI INFORMI meglio su certi meccanismi che paiono pensati per toglire di torno Stati concorrenti contro i quali si combattono guerre finanziarie più che organizzare UNIONI. I due Mario sono Italiani.. se anche questo non le dice nulla … mi spiace per lei, resti pure ignaro e felice!
I due Mario ci hanno messo il cappio alo collo, non mi meraviglierei se in seguito venissimo a sapere che la manovra era stata preparata. Monti ci ha segato le gambe, nemmeno troppo nascostamente, con manovre fortemente recessive, siamo stati sottoposti ad una strana “cura” che ha portato alla moria di migliaia di PMI imprese al giorno, e le PMI hanno sempre costituito un discreto pilastro per l’Italia. Le famiglie sono state impoverite e preseguitate, spaventate tanto da non consumare o quasi: recessione. Ora arriva Draghi che spinge in sostanza perchè noi si debba chiedere aiuto BCE sotto il controllo del FMI , perdendo ogni sovranità. Grazie a questo governo Monti, come era facile immaginare, siamo stati spinti nel burrone… privatizzeranno a 4 soldi, ci priveranno di ogni libertà. Ridotti come si voleva, come la Grecia,per noi un destino da Bangladesh d’europa.
Sig. Pellis, il fiscal compact e’ e rimane una fesseria, resta il fatto pero’ che l’Italia in questo momento non ha chiesto niente a nessuno, nonostante le pressioni per farlo ci siano state. Non certo un merito di Monti, che da bravo tecnocrate e’ completamente incapace di far ripartire l’economia nostrana.
Resta il fatto che finche’ non sara’ firmato qualcosa che obblighi la BCE a comprare roba nostra, non succedera’ granche’. Personalmente ipotizzo che finita l’euforia i mercati torneranno ai livelli di pre-annuncio.
E ribadisco che un ritorno all’autarchia per cosi’ dire, tanto favoleggiato in giro, sarebbe solo un incredibile danno. Non si risolvono le storture di un’economia globale tirando su i paletti per difendere l’orticello.
Ecco a cosa è servita la manifestazione Martini:a evadere gli immobili della chiesa.Infatti sono 600milioni di euro,che i contribuenti si accolleranno per il recupero di tale cifra.Non è stata politica? Cos’è allora?.(BAT) OT utile(Spero).(BAT)
Il risultato di tutta questa manfrina e del prossimo QE3 di Bernanke e’ l’aumento vertiginoso delle quotazioni di oro e argento, come era facile prevedere.
Il mondo va verso un hard landing…..non si puo’ continuare ad iniettare liquidita’ non esistente che non raggiunge l’economia reale senza provocare iperinflazione prima o poi.
Tutto previsto…..si andra’ verso una Unione delle Repubbliche Kafkiane Sovietiche….con gli stati membri privati di qualunque liberta’ democratica….vedasi anche alla voce ….virtualizzazione del contante ….numeri su un computer.
I tedeschi della Bundesbank sanno bene cosa e’ Weimar……sfortunatamente Giannino aveva ragione quando li difendeva.
Quanto ci costera’ dilazionare la resa dei conti attuata da Draghi e Zio Ben?
Qualche giornalista serio puo’ andare a Bruxelles e chiedere al Drake come puo’ un membro alla fame della Unione Europea finanziare il fondo salva stati?
Come puo’ un clochard finanziare un altro clochard?
Mistero…nessuno chiede…..
@nick1964 il 7 settembre 2012 alle 16:00:
Se legge la citazione nel mio post più sotto capirà che purtroppo le istituzioni di cui parla il golpe lo stanno facendo eccome, e non perchè sono costrette da noi. Frasi simili sono “scappate” a diversi naziburocrati neuropei, non ultimo il traditore monti. Che vi sia in corso un processo extrademocratico in Europa non è speculazione, è un fatto certificato dalle parole stesse di chi lo sta mettendo in atto. Senza contare l’evidenza, ovviamente.
Dimenticavo: approvo e ripeto TUTTI gli insulti che i membri di questo blog riversano su M.M. ed i suoi tecnici maledetti.
Stavolta sono pienamente d’accordo con Foa, a parte l’ultima frase sul golpe mascherato di cui credo le istituzioni sospettate farebbero volentieri a meno, se solo gli stati “maiali” fra i quali l’Italia fossero in grado di riformarsi e risollevarsi da soli.
Io preferisco la crisi finale il prima possibile, il grande botto di questo schifo di Italia in agonia per avere poi la possibilità di rifarne un’altra, molto diversa e migliore di questa.
Appena possibile voterò per quelli di O. Giannino e “fermareildeclino” ma purtroppo credo che per la normale via democratica non cambierà quasi niente, visto l’assoluto dominio dello statalismo-assistenzialismo sulle povere menti del popolo-bue italiano.
Solo una vera catastrofe finanziaria ed economica ( che in ogni caso prima o dopo arriverà comunque…) potrebbe svegliare e rinsavire l’homus italicus, sperando naturalmente che quella non sia troppo grave e che non sia troppo tardi.
Il vero problema di fondo e’ l’Europa e’ un non-Stato e quindi al suo interno esistono Stati che hanno un’economia e delle regole diverse. Questi sono tutti pagliativi. La vera domanda e’ : gli Europei vogliono gli Stati Uniti d’Europa ? Se la risposta e’ si, prima si deve fare un’unione politica, poi fiscale e (questa in parte c’e’ gia’) legislativa e solo dopo un’unione fiscale, altrimenti si lascia il campo aperto alle speculazioni sui tassi (che in uno Stato unico sarebbero uniformi) da un lato e al ricatto della grande finanza sui singoli Stati dall’altro. L’intervendo dalla BCE e’ soprattutto di natura psicologica ma e’ un pagliativo : visto che oggi gli Stati Uniti d’Europa non esistono, se gli Stati “canaglia”: Italia, Grecia, Spagna, Portogallo e, in parte, Irlanda non riprenderanno a vivere secondo le loro reali possibilita’, non smetteranno di affidarsi al debito pubblico, non riduranno il peso dello stato sociale e dei privilegi per tutti, lo spread riprendera’ a salire comunque perche’ quello in realta’ la BCE non ha la forza di calmierare il mercato in modo illimitato.
…ancora 60 giorni…
C’è un detto: l’unione fa la forza!?
Invece,propongo un altro detto:mai è esistita un unione senza viltà!!! Perchè viltà? Perchè chi si associa con altri è perchè in sse per sse è già un vile!!!Quindi,TRADITORE!!!Può mai un TRADITORE non tradire? NO!!! Egli tradirà sempre,oltre se stesso anche il gruppo in cui si mimitizza.Il TRADITORE,è il piu sporco ESSEREINUMANO vivente.Chi ha tradito i suoi elettori,la sua cooalizione,”Vedi il Casini alloggiare in tutte le sezioni parassite d’Italia di ogni partito”,la sua famiglia,la sua politica,il suo ideale,la sua libertà ecc…che affidabilità patriota può dare al;suo Paese? “ZERO sotto ZERO”.L’Europa credo sia stata creata da questo tipo di schifo di gente.Fosse un’Europa creata da noo vili,sarebbe stata più:potente,altruista,sovrana,moneta unica in tutti i sensi,lavoro per tutti,anche se non c’è,”Nel senso che chi ne ha di più deve donarlo ad un’altro senza e così via.Non per niente la vera risorsa italiana è il privato,senza di esso non si va da nessuna parte.”Altro che grandi Lobby dell’azz”. FoA,aspettiamo a dare un’analisi riguardante,”le borse che stupiscono per il loro rialzo”…Siamo a settembre,e dopo il letargo delle ferie gli investitori azzardano un pò,giusto per non tradire il loro DNA di pazzia per le berse.Vedremo il sciacquarsi tanto la bocca Monti per lo Spread giù,senza ricordarsi e far presente agli italiani,che al 12-settembre-2011 lo Spread era di 3,81%.E…ha la faccia tosta di dire che:>>>ABIAMO EVITATO il CROLLO<<<.FFANKIULL!!!!!!!!!(BAT)
della serie se stai nella “merda” non e’ detto che colui che ti tira fuori lo faccia per il “tuo” bene..massima sul leone che tira fuori il pulcino dal “pantano” e ripulendolo..si lecca i baffi..l”Fmi sappiamo per certo come avvenne per l’Argentina non da’ milioni, miliardi di dollari, senza avere come minimo la certezza del controllo della finanza dello stato a cui concede il “prestito” stessa cosa la Bce..con il prestito alla spagna del fondo di 100 miliardi..ormai passata di “proprietario” , noi gli “inermi” siamo solo e semplicemente inermi, mi fa’ ridere chi parla di “voto” alternativo..primo ci dobbiamo arrivare e prima di arrivarci e’ da vedere..poi dobbiamo vedere quale sara’ allora l’offerta( se non sara’ un cartello politico tarocco) ..e poi bisognera’ vedere se non saranno “produzioni” ricoperte di “glassa” populista dei soliti “noti”..bisogna cercare un sistema di vita alternativa su cui non abbia presa il piu’ possibile questa grande truffa/cappio antidemocratica…
@Marco Beltrame il 7 settembre 2012 alle 13:57:
Ecco, appunto… Non le risulta che abbiamo firmato alcunchè???????? E il trattato fiscal compact? E il MES? E gli altri trattati neuropei? Il fatto che quasi nessuno lo sappia la dice lunga su quanto a nostro favore siano…
Il cappio ce l’abbiamo già al collo, stiamo solo aspettando che si stringa. E tanti dementi voteranno pure il “caro” monti o gli altri majali che siedono in parlamento e hanno ratificato i trattati senza nemmeno degnarsi di farcelo sapere.
Mascherato, caro Foa? Nemmeno tanto, fin dalle parole dei “padri nobili” (nobili?????) di questa neuropa, tipo Jean Monnet.
“Europe’s nations should be guided towards the superstate without their people understanding what is happening. This can be accomplished by successive steps, each disguised as having an economic purpose but which will irreversibly lead to federation.”
La verità è che si è sempre saputo che la neuropa sarebbe stata costruita sulla pelle della gente e in chiave assolutamente non democratica, e così infatti è. E fa spavento che ancora tanta gente creda alla favoletta dell’integrazione europea… Ce ne sono tanti anche su questo blog.
Quanto a mario-bis, non è meno traditore di quell’altro, nè ha più a cuore le sorti dell’Italia e men che meno dei suoi abitanti.
Mi sembra un’analisi nella prima parte molto superficiale. Senza entrare in tecnicismi, l’acquisto “illimitato” non dovrebbe portare all’aumento di inflazione perchè la BCE agisce in contemporanea con pari intensità sulla massa monetaria in modo che non ci siano spinte inflazionistiche (che è il primo obiettivo della Banca). Un’azione che è stata fatta da tutti gli stati con economia di mercati (in URSS non lo avrebbero mai fatto così…)) compresa la Germania negli anni 70.
Secondo punto, gli impegni. Capisco il suo punto ma non ho mai visto nessuno che ti finanzia il debito e non si informa di cosa vuoi farne: se conosce qualcuno che ragiona così me lo dica perchè lo contatto subito!
E’ intuitivo che i mercati abbiano apprezzato questa azione per mille motivi come per esempio il più banale migliorare l’accesso al credito per tutti, comprese le aziende in difficoltà che lei cita.
Ciò non toglie che questa sia solo una parte del problema che era e resta in maggior parte politico come del resto continua a dire Draghi da mesi. Io penso che di Draghi dovrebbero essercene tanti in Europa e penso che sia l’unico che abbia al momento messo sul tavolo una misura che, all’interno del suo mandato, veramente utile.
Ora la palla passa ai politici che non hanno più scusanti al loro non agire visto che sono “protetti” dal punto di vista economico.
Dott. Foa, io non credo affatto in Draghi salvatore della patria (come credo poco in tentativi del genere e nutro perplessita’ sull’efficacia stessa a lungo andare) , ma non credo nemmeno a sovranita’ cedute a Poteri Occulti anche perche’ per ora non mi risulta che l’Italia, pure con quel mediocre di Monti, abbia firmato alcunche’. Limitiamoci ai fatti prima di inventare perdite di sovranita’. Che, detto per inciso, in una vera Europa politica – non certo la tecnocrazia attuale – ci sarebbero comunque con l’unica differenza di ottenere vantaggi in cambio, con buona pace degli iperlocalisti nostrani.
Caro Foa, concordo con il tuo assunto. Credo inoltre che la maggior parte di questa iniziativa di Draghi, che approvo, consista i due azioni diverse: 1) una minaccia credibile per gli speculatori che attaccano l’euro che, se esagerano, rischiano di perdere quattrini invece di guadagnarli. 2) una minaccia altrettanto credibile ai Paesi che non si adeguano perchè in cambio dell’aiuto si troveranno in casa chi li obbligherà ad attenersi alle regole.
Infine: trovo giusto che i Paesi che non sono in grado di salvarsi trovino un aiuto economico da parte della Bce e dall’altra la perdita di sovranità a favore di chi potrà imporre le regole accettate. Forse non è giusto, ma questa è un’altra storia.
@yahuwah….7 settembre 2012 h.13:19 Complimenti! Analisi fantastica! Posso dire che oggi ho imparato molto! Grazie. Il post-mini, si riferisce all’argomento precedente…ma non sapevo…dove inserirlo. Ma mi sembra che si allacci, comunque, anche al nuovo.
L’interventoi del salvastati e della BCE è inevitabile per l’Italia. Come la Troika, altrettanto inevitabile. Tutto il resto è aria fritta, ci sarà la richiesta di intervento e faremo quello che dice la Troika. Indorare la pillola non serve, così andrà e Monti lo sa bene.
Ma vista la qualità della politica nostrana, forse è meglio ci pensino loro.
@ umberto schenato: carissimo, visto che l’euro di fatto non appartiene a nessuno, chi avrebbe dovuto svalutarlo? Seconda cosa: è chiaro che l’acquisto di titoli di stato non era più rinviabile, altrimenti l’euro e con lui la BCE non avrebbero avuto più senso di esistere. Insomma anche con la bombola ad ossigeno, si tenta di salvare il carrozzone legato all’euro. Cordiali saluti.
Ma lei ha insistito come tutti gli altri tromboni che la BCE dovesse comprare come la FED e ora si lamenta che ci sara’ inflazione? Vuole la botte piena e la moglie ubriaca?
La condizionalita’ poi e’ necessaria ed e’ l’anticamera per un’ulteriore integrazione europea che, ovviamente, significa meno sovranita’ per gli Stati Nazionali. Ovvio. Io personalmente ne sono felicissimo.
Egregio Dott. Foa La crisi dell’euro sarebbe stata evitata se ,quando gli stati uniti svalutarono il dollaro, avessimo svalutato l’euro mantenendo il rapporto uno a uno. Il petrolio ci sarebbe costato di piu’ ma avremmo potuto ridurlo con l’uso e la fabbricazione di centrali nucleari. Draghi e l’unione arrivano con ritardo, ma meglio tardi che mai. Ancora una volta il tempo mi ha dato ragione. Saluti
Sono solo parzialmente daccordo.
Draghi afferma l’irreversibilità dell’euro da una parte e la stretta condizionalità dell’acquisto dei bonds (che significa controllo da parte della troika Commissione-BCE-FMI) dall’altra. Ma quanto è credibile?
Fino a che si parla di Grecia, il 3% del GDP dell’eurozona, è una cosa. Anche in caso di non rispetto delel condizioni gli si possono chiudere i rubinetti ed incassare la perdita senza danni catastrofici all’euro. Ma Mettiamo che la Spagna (15%) accetti inizialmente le condizioni e poi si rifiuti di seguire le prescrizioni della BCE e del FMI. La BCE chiuderebbe davvero i rubinetti, forzando lo stato spagnolo, dopo aver esaurito gli euro in 2-4 settimane, a stampare nuove pesetas per onorare i propri pagamenti, annientando l’”irrevrsibilità” dell’euro e probabilmente aprendo la strada ad Italia, Portogallo e chissà chi altro?
Io non credo.
C’era un vecchio adagio quando ancora c’era la lira: se ho un milione di debiti è un problema mio, se ne ho mille miliardi il problema è di tutti gli altri.