Mario Monti perde colpi: solo uno sprovveduto avrebbe accettato di presentare tre liste alla Camera, di cui due capeggiate da Fini e Casini per una ragione ormai chiara a tutti: divisi si perde.

Solo una persona molto piena di sé avrebbe fatto questa scelta pur sapendo che la lista Monti è stimata al 6,7% (sondaggio Sky) e in continua perdita di consensi, proprio da quando Egli ha deciso di “salire in politica”.

Solo una persona molto supponente avrebbe deciso di intraprendere una campagna elettorale contro un politico mediocre come Bersani, ma sostenuto dalla macchina da guerra elettorale dell’ex Pci ora al servizio del Pd, e da un politico che ha oscillato molto negli ultimi tempi, prima di prendere una linea chiara, come Silvio Berlusconi, ma che in campagna elettorale da sempre dà il meglio di sé, riuscendo, anche oggi, a fiutare gli umori e le aspettative di un’Italia borghese.

Ma Mario Monti in queste ore sta mostrando il suo vero volto, la sua vera indole, il suo vero spessore intellettuale; ignorando anche i consigli dei propri familiari e deludendo persino le aspettative degli ambienti europei (riecheggiati da Economist e Financial Times), ambienti a cui da sempre appartiene e che lo volevano ancora tecnico, per meglio (ri) piazzarlo al timone dell’Italia dopo le elezioni. Quello era il piano, che ora sta saltando perché Mario Monti, non ascolta più nessuno, se non il proprio ego, la propria insaziabile ambizione, forse accecato dai fasti e dalla rappresentazione del potere politico, e, come ogni persona priva di saggezza, si sopravvaluta.

In gioco, in queste elezioni, non c’è solo lo spread, c’è la democrazia; anzi, quel che resta della democrazia, della sovranità popolare, dei valori espressi dalla Costituzione. E che Monti mira a scardinare del tutto per trasferirli a un’Europa costruita non sul consenso popolare ma su quello delle élite e con modalità che sono autoritarie, sebbene non dichiarate.

Ecco perchè gli errori che Monti sta commettendo, assecondando la sua innata arroganza, sono un’ottima notizia. Avanti così, Mario!