Obama, vendetta o giustizia? La multa per i subprime non convince…
Ma è davvero un attacco alla finanza quello lanciato nelle ultime ore da Obama, che ha fatto causa a Standard & Poor’s per i mutui subprime? C’è da dubitarne. Vediamo perché.
A sbagliare le valutazioni sui mutui subprime, che ricevettero la AAA mentre erano titoli speculativi, non fu solo Standard & Poor’s ma anche anche le altre due agenzie di rating, Fitch e Moody’s. Tuttavia solo la prima è stata incriminata. Perché questa discriminazione? La Casa Bianca non ha saputo fornire risposte plausibili, tuttavia chi ha buona memoria ricorderà che Standard & Poor’s nel 2011 abbassò per la prima volta il rating del Debito pubblico americano, suscitando una reazione violentissima del governo americano, talmente brutale da indurre le altre due agenzie a non dar seguito alla tentazione di fare altrettanto.
Passati due anni solo Standard & Poor’s viene colpita da un provvedimento spettacolare, per fatti commessi ben cinque anni prima: se fosse vera Giustizia avrebbe dovuto colpire tutti indiscriminatamente e, invece, così, è lecito chiedersi: trattasi di regolamento di conti?
E ancora: perché un’azione civile e non penale? Se i fatti sono stati così gravi, sarebbe necessario un processo e in grande stile, con tanti imputati non solo tra le agenzie di rating ma anche tra le grandi banche americane. Ormai sappiamo tutto della vicenda dei mutui subprime e su come risparmiatori, banche, fondi di investimento siano stati gabellati su ampia scala. Il dolo c’è, eccome. Però, in cinque anni, nemmeno un’azione penale è stata avviata contro i grandi banchieri di Wall Street ed è stato proprio il governo Obama a giustificare questa incredibile passività, con argomentazioni che persino un quotidiano certo non ostile al presidente, come il New York Times, ha giudicato risibili. Forse perchè la stessa Amministrazione è infarcita di lobbisti della grande finanza?
L’impressione, sgradevole per un grande Paese come gli Usa, è che le élite del mondo finanziario beneficino, di fatto, di un’immunità penale, secondo una regola tacita che vale solo se non viene violata o se non si stabiliscono dei precedenti. E allora, contro quei pochi che sono chiamati a rispondere delle proprie responsabilità viene usato il diritto civile, avanzando richieste di risarcimenti fantasmagorici (5 miliardi di dollari) che fanno titolo, sensazione, danno l’impressione al popolo che Giustizia è fatta, mentre lasciano di fatto intatta l’immunità della Casta, ristretta, dei superbanchieri di Wall Street.
E tanta perplessità in chi segue queste vicende con disincanto.

”Il sistema bancario è marcio!” Finalmente un politico che lo dice chiaro e tondo in TV, e nessuno lo smentisce. https://www.youtube.com/watch?v=Ae3WVVeBqtI
depaoli.fabrizio@libero.it il 8 febbraio 2013 alle 11:49:ù
Puro non è mai nessuno nella realtà, ne liberista ne socialcomunista, ma per ora si è sempre visto andare il liberismo verso il monopolio o l’oligopolio, che per quanto riguarda il popolino cambia poco, il potere e i soldi tendono sempre verso la concentrazione, ai danni dei piccoli naturalmente, questi mi sembrano fatti non teorie, in che modo ovvieresti ad un andazzo del genere, regole non ne vuoi, ma la fine è quella.Saluti.
Jack The Leopard, il libero mercato sono gli scambi tra gli individui.
Le uniche due condizioni poste perché ciò avvenga in modo pacifico sono: rispetto della proprietà privata e volontà degli individui ad effettuare lo scambio, o per semplificare rispetto dell’individuo.
È un’organizzazione sociale perché poiché avvenga uno scambio sono necessari almeno due individui.
Essendo un individuo sociale e pacifico, accetto di buon grado quelle due condizioni perché ritengo siano alla base di una convivenza tranquilla.
In uno scambio non è necessario che intervenga uno stato con regole extra, perché ci sono le due condizioni di base.
Per esempio: gli uomini e le donne si accoppiano. la condizione perché ciò sia organizzato in modo pacifico è la volontarietà degli individui che vi partecipano.
Se uno degli individui che partecipano all’accoppiamento non vuole, c’è violenza: la condizione per mantenere quel modo pacifico non viene rispettata.
La correlazione con la felicità posso vederla io o altri come me. Come ti ho già detto, il concetto di felicità è soggettivo, uno può essere felice rubando, prevaricando, stuprando, uccidendo ecc. In un sistema di libero mercato un individuo che è felice rubando si sentirebbe molto triste.
Sì! Il libero mercato è una questione di principio.
Un saluto .
Mariolino, oggi sulla pagina web de Il Giornale, compare un’articolo su Oscar Giannino, viene definito “liberista puro”. Una BESTEMMIA bella e buona.
Tu forse confondi i liberisti con i monopolisti. Un monopolista che goda di concessioni valide solo per sé, che sia investito da uno stato o che sia lo stato stesso, avrà buone possibilità di affamare il popolo. Comunque sia, anche fosse la persona o lo stato più buono e generoso del mondo, non potrebbe essere definito liberista.
Un monopolio in sé non è una cosa negativa se raggiunto in un libero mercato (praticamente impossibile), è negativo e pericoloso quando viene raggiunto con la complicità di uno stato o quando è detenuto dallo stato stesso.
Ma ripeto, quello non è liberismo.
Un saluto .
@fabrizio.depaoli
Mi sembra di capire che nel suo ragionamento vi sia un legame fra libero mercato e realizzazione dell’individuo, ma non riesco a capire quale dei due concetti venga prima. I casi sono tre:
1) è più importante l’individuo e il libero mercato è un modo, che lei ritiene giusto a posteriori, di organizzare la società per favorire l’individuo. E’ l’unico modo? A priori ne ammetterebbe altri?
2) c’è un legame intrinseco fra le due cose. Ovvero, la felicità individuale può realizzarsi solo in una società in cui viga la legge del libero mercato.
3) (caso degenere) il libero mercato è la cosa più importante (forse l’unico tipo di organizzazione autocnosistente) e la felicità dell’individuo sarebbe un effetto collaterale.
E fin qui si parla di principii e assiomi.
Lei ne fa un discorso di principio o parte da considerazioni pragmatiche? Del tipo: un mondo di libero mercato non c’è mai stato (chiediamoci il perchè…), gli altri sistemi sperimentati sono di fatto fallimentari ed autodistruttivi, non resta che sperimentare il libero mercato e sperare che vada bene. Qui il verbo sperare è d’obbligo, intrinseco nel presupposto della prassi.
depaoli.fabrizio@libero.it il 7 febbraio 2013 alle 14:28:
Molti economisti pensano il contrario, che la gente veramente egoista sono gli altri, e non i Keynesiani, ovvero i superliberisti che se ne fregano altamente del resto del popolo, anzi fanno di tutto per affamarlo sempre più.
Talita il 7 febbraio 2013 alle 14:45:
Vero, infatti io dico che vige la legge del più forte, in quel caso intendevo in forma organizzata, ho anche detto che mi piacerebbe un mondo dove questa legge di natura valesse meno, farla scomparire è impossibile, ci vorrebbe un uomo “nuovo”, ma anche chi dice di averci provato poi ha fatto il contrario, per li squali che si aggirano ora ci vorrebbero i siluri, purtroppo li hanno loro enon noi.Saluti.
Nel Frattempo….i media ??????
STA ACCADENDO IN GRECIA… PRESTO ANCHE DA NOI
Nel silenzio più totale e vergognoso dei nostri media, giungono lo stesso dalla Grecia notizie terribili. Guardate queste scene incredibili: alcuni contadini fuori dal Ministero dell’Agricoltura di Atene distribuiscono frutta e verdura gratuitamente.
Pensionati, cittadini comuni, disoccupati s’accalcano per mendicare un sacchetto di cibo.
Nonostante i ripetuti inviti alla calma, la fame e la frustrazione hanno portato non solo a code molto lunghe, ma anche a disordini.
Alcuni uomini, caduti a terra nella ressa generale, sono stati calpestati…
Questa è anche la nostra Europa insignita perfino del premio Nobel per la pace.
Da cittadino italiano ed europeo provo vergogna ed indignazione.
tempo…..
http://www.vocidallastrada.com/2013/02/sta-accadendo-in-grecia-presto-anche-da.html
Saluti
Fausto
L’attuale creazione di denaro dal nulla, operata dal sistema bancario, è identica alla creazione di moneta da parte dei falsari. La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto.
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MATRIMONIO GAY: QUEL CHIODO FISSO DA OBAMA A MEZZA EUROPA
Qual è l’atto saliente e inaugurale che unisce le sinistre nel mondo quando vanno al potere, da Zapatero a Obama, da Hollande a mezza Europa? Il matrimonio per le coppie gay
Qual è l’atto saliente e inaugurale che unisce le sinistre nel mondo quando vanno al potere, da Zapatero a Obama, da Hollande a mezza Europa? Il matrimonio per le coppie gay.
Non entro nel merito, mi limito a notare questa assoluta priorità che le accomuna. Tra mille problemi seri e drammatici che investono l’Europa, tra mille disparità che dovrebbero indignare la sinistra, davanti allo spettacolo del potere del denaro che domina su tutto, la disoccupazione avanza, chi stava male se la passa sempre peggio, l’unico atto concreto e culminante della sinistra al governo è quello: riconoscere le nozze omosessuali. Un atto che già riguarda una minoranza, i gay.
E poi una minoranza della minoranza, i gay che hanno una relazione stabile e palese. E poi ancora una minoranza della minoranza della minoranza, le coppie gay che vogliono un vero matrimonio. Milioni di cittadini attendono risposte dalla politica e la sinistra offre una soluzione sul piano privato che riguarda neanche l’otto per mille, anzi per centomila. E alcuni settori della Chiesa e del centro-destra, incalzati e storditi dalla campagna mediatica, aprono al tema come se fosse la Questione Sociale del nostro tempo.
Ma avete perso il senso, non solo della natura e della storia, ma il senso della realtà, della misura e delle cose che s’aspetta la gente? È la miseria della politica che ridotta all’impotenza, succube di finanza e affari, borse, banche e direttive burocratiche, si rivale sulla famiglia, distrae l’attenzione e fa politica sui sessi. Omo homini lupus.
FONTE: http://www.ilgiornale.it/news/interni/882736.html
Salutini
Fausto
Un’agenzia di rating è come un insegnante di scuola privata che riceve lo stipendio da coloro che promuove o boccia. Per mantenersi sereni nella valutazione, bisogna essere eroi.
L’avrà fatto per stizza o per ripicca o, addirittura, per evitarle guai maggiori, fatto sta che un’agenzia di rating, fatto unico nella storia americana, è chiamata a rispondere del suo operato in tribunale. Civile o penale che sia.
Di Obama, che personalmente mi ha molto deluso, si può pensare tutto quello che si vuole ma non che non sia stato il primo ad osare tanto.
First
Lord BB,
“A) oggi –> MERCATO + LIBERO dove + = moneta (fiat, oro, etc)”
Non sta in piedi.
Mercato è lo scambio.
Moneta è lo strumento per agevolare lo scambio.
Per forza di cose lo strumento deve avere un valore.
Il valore della moneta scaturisce quindi dallo scambio.
Se il valore della moneta (che è lo strumento) non scaturisce dal mercato, esso non può essere libero.
Se la moneta è imposta dall’esterno del mercato, lo scambio non può essere libero perché i valori dello strumento sono falsati e non son dati dal mercato.
Uno scambio falsato non è più un mercato, perché nello scambio tra due soggetti i valori dei beni da scambiare sono soggettivi e lo strumento deve avere come minimo un valore. Quel valore poi deve essere riconosciuto da entrambi i soggetti perché possa avvenire un libero scambio.
Un libero scambio è tra due o più soggetti che riconoscono lo stesso valore allo strumento, non può esistere un extra-soggetto che impone un suo strumento con un valore che riconosce solo lui e impone a tutti.
Un saluto .
se venite a Londra in vacanza vi suggerisco di far un giretto al museo della banca d’inghilterra naturalmente e’ gratuito, e sono 2 ore piacevoli da passare in mezzo alla storia della moneta….portateci anche i bambini si divertono un sacco
http://www.bankofengland.co.uk/education/Pages/museum/default.aspx
Oggi grazie alla moneta (+) possiamo scambiare prodotti e servizi a livello globale, planetario.
La finanziarizzazione del economia di scambio, in economia capitalistica industriale a oggi ad economia capitalistica finanziaria, molti di voi posso permettersi di consumare, oggetti, prodotti, servizi che ancora gran parte del pianeta povero non conosce. Quando anche questi economia saranno finanziarizzate il livello di ricchezza indivuduale dovrebbe essere piu’ allargato. Oggi non e’ cosi, ma non ha causa della moneta, ma perche’ e’ controllata dai privati, e non da stati liberali, communita’ liberarali.
Meno Stato Per Tutti, vuoi dire che S&P non ha un briciolo di indipendenza?
Beh, se è così devo prendere atto che siamo messi anche peggio di come immaginassi.
Un saluto .
concludendo il ragionamento il mercato oggi e’ cosi
A) oggi –> MERCATO + LIBERO dove + = moneta (fiat, oro, etc)
B) un volta era –> MERCATO E LIBERO dove e = baratto
Il caso A ha creato ricchezza individuale, cioe’ la capacita’ di vendere alla massa con i soldi, e sfruttando economie primitive basata ancora sullo samcbio (VEDI ASIA E AFRICA)
Il caso B ha creato una ricchezza collettiva, cioe’ la capacita’ di ognuno, forse, di soddisfare i suoi bisogni, ma con un grande spesa di tempo ed energie individuali per cercare il produttore gisuto che scambia i propri proditti/servizi (VEDIA AFRICA, ASIA)
meno stato per tutti il 7 febbraio 2013 alle 17:08:
Francamente non sono sicura sul perché Obama faccia causa, ma – se come tu dici – gli Usa sono minacciosi per i loro armamenti, magari la vincerà pure.
Poi i premi Nobel:
dopo quello assegnato a Dario Fo, credo che possano davvero assegnarlo a chiunque.
Basta che sia funzionale a determinati scopi. Loschi.
Ciao anche a te.
Jack The Leopard,
1) ho già detto a Mariolino quali sono le regole del libero mercato ed anche Meno Stato Per Tutti le ha spiegate.
In un libero mercato, quali sarebbero le posizioni privilegiate cui alludi?
Io le uniche che vedo sono legate al territorio più o meno ricco di risorse. Risorse sono sia naturali che umane (cervelli e operosità).
2) libero mercato non può voler dire tante cose, il mercato libero o lo è, o non lo è.
Nel mondo di oggi non lo è.
Se il mercato del lavoro fosse libero probabilmente le aziende che ora vanno dove costa meno rimarrebbero qui. Dico probabilmente perché un’azienda valuta una serie di fattori es. pressione fiscale, restrizioni, costi energetici, burocrazia ecc. e non solo il costo del lavoro.
La maglietta di cotone costerebbe sicuramente meno di 5 euro.
3) nella storia di cui parli i governi o tiranni di turno si erano già “impadroniti” della moneta.
Tuttavia rispetto ad ora, possiamo solo guardare a quei tiranni o governi con ammirazione, perché almeno utilizzavano una moneta riserva di valore, cosa che noi in questo momento possiamo solo sognarci.
4) l’esempio che ho fatto a Mariolino (tu sei autorizzato a battere moneta?..) era proprio per mettere l’accento sul fatto che le regole non sono uguali per tutti. Per la legge c’è differenza tra un pirla come me ed una banca, infatti lei stampa soldi mentre io no.
Io NON sono sostenitore dello stampare moneta, NO!
Se sostengo la libertà di mercato come potrei esserlo?
La moneta in un mercato libero scaturisce naturalmente e si afferma per le caratteristiche che le vengono attribuite dagli attori del mercato stesso: valore attribuito dal mercato, garanzia di quel valore se si tratta di banconota e stabilità.
5) concorrenza sì, ed è un bene. Ti ricordi la magliettina di prima che costerebbe meno di 5 euro? Non solo costerebbe meno, ma sarebbe anche più bella perché l’unico modo che avrebbe l’imprenditore per venderla sarebbe offrire miglior prezzo e miglior qualità.
Ci guadagna chi la compra, spende meno, ha un prodotto migliore ed è più soddisfatto. Un buon passo avanti verso la felicità.
C’è un’aspetto che non prendi minimamente in considerazione: il mercato ha portato evoluzione, ha stimolato l’imprenditore a fare meglio, di più e con meno energie, questo fatto ha portato ad ottenere più beni godibili impiegando minore fatica.
Dissodare un ettaro di terreno con una vanga richiede più tempo che farlo con un’aratro e un cavallo = più tempo libero, farlo con un aratro e un trattore = ancora più tempo libero.
Quello che voglio dire è che grazie alla tecnologia e l’evoluzione, quindi al mercato è stato necessario sempre meno tempo ed energia per soddisfare i bisogni primari.
Questo è un vantaggio per tutti, chi produce ha interesse a vendere, chi vuol avere di piu (che sia imprenditore o dipendente non ha importanza) dovrà innanzitutto lavorare meglio (non necessariamente di più), se poi lavorerà meglio e di più, avrà ancora di più. Ma nessuno ti obbliga. Certo non puoi pretendere di vivere senza far nulla perché in quel caso dovrà esserci qualcuno che produce anche ciò che tu consumi. Ti pare giusto? A me no.
Io come te, voglio perseguire la mia felicità. Un concetto soggettivo.
Per me per esempio, la felicità deriva innanzitutto dall’essere libero, dal godermi ciò che produco, dal sapere che i risultati che ottengo sono merito mio e dal viaggiare per il mondo a testa alta perché so di non aver rubato niente a nessuno.
Il mercato è una cosa, e deve funzionare con le sue regole naturali, la convivenza sociale è altra cosa: nessuno vieta ad una società di creare e rispettare regole condivise.
Un saluto .
vorrei dire la mia sul libero mercato…
Prima di tutto bisogna definire cosa vuol dire libero e poi mercato, perche’ libero mercato non e’ la somma di libero + mercato, ma di libero e mercato. Cioe’ non e’ una somma di concetti (+) ma una intersezione di concetti (e). Scusatemi quest breve introduzione di filosofia di linguaggio, ma ci vuole.
Libero vuol dire essere soggetto attivo di agire, esprimere uno stato di essere, qualita’ individuale. Quindi sono libero, una istituzione, un oggetto e’ libero, se e’ se stesso.
Mercato rappresenta un almeno 2 soggetti “liberi” che compiono uno scambio “libero”, entrambi per soddisfare il loro bisogni materiali/servizi/finanziari/psicologici/sessuali/spirituali ( mercato e libero
Semplicemente perche’ come argomentavo la moneta sostituisce la e con il + , e quindi si CREA la finanziarizzazione dello scambio, con vatnaggi e svantaggi che stiamo vivendo, perche’ se poi la moenta da controllo politico, passa a controllo privato voi capite bene che il mercato libero no esiste piu’ (+) perche’ proprio quel + lo uso a mio favore se controllo la moneta (inflazione/deflazione) e quindi rendo gli scambi liberi, o meno liberi.
No voglio annoiarvi, volevo solo allargare il punto di vista, perche’ se non si tiene conto del potere intrinseco, come connettore logico-conettuale della moneta, nel processi cognitivi e nella idea di MERCATO LIBERO, ma con un realta’ diversa, si rischia di credere che la percezione della realta’ e’ uguale a quello che molti di noi pensano del mercato libero (mercato e libero), quando invece noi sperimentiamo questo ogni giorno grazie alla moneta –> mercato + libero dove il piu’ e’ ora sotto il controllo dei PRIVATI/BANCARI, io invece da liberale voglio che sia sotto il controllo dello STATO LIBERALE.
Cosa sia uno stato liberale per me e’ semplice! una communita’ di individui consapevoli e con valori comuni che sia autodeterminano e regolamentano (MA STIAMO PARLANDO FORSE DI UTOPIA/SOGNO/IDEALE…)
Vendetta o giustizia pari sono! Standard & Poor’s è il minimo che si merita, e spero che non rimanga solo sulla carta!!!
@talita
il problema è che ne s&p, ne moody’s ne flitch, anche se dovrebbero farlo, possono dare il voto che merita il debito statunitense, e cioè una bella D
che significa default. che significa fallimento.
gli usa sono falliti nel 2008, ma sono estremamente armati ed è difficile dargli contro.
e le agenzie di rating lo sanno benissimo.
ora obama intenta causa a s&p, e come ho gia detto, è solo un’operazione di facciata. pura propaganda…
gli stati uniti socialisti falliti d’america, non accetteranno mai di aver di fatto perso l’egemonia economica mondiale. ma tant’è.
sarà comunque un bel botto
e per alcuni, ci sarà da ridere, ma per la stragrande maggioranza della gente sarà da piangere.
ps: vi ricordo che obama ha ricevuto il premio nobel per la pace sulla fiducia, poi è diventato presidente ed ha bombardato un po di qua e un po di la in giro per il mondo.
uahuahuahauhauhauhauhauh
pure l’europa quest’anno a ricevuto il nobel per la pace. infatti dopo la libia staimo andando a bombardare il mali.
uahuahauhuahauha
spero non diano il premio nobel per la pace anche a me, mi roderebbe parecchio dover bombardare il linchestain…
uahuahuahuahauh
ciauz
http://www.radiobombo.com/…/trani/trani-riscrive-la-finanza-mondiale-chi...
adriano il 7 febbraio 2013 alle 15:02:
Questa storia delle agenzie di rating è stucchevole.
_________
A me non sembra.
Anzi mi pare un argomento da approfondire e da chiarire, ove fosse possibile.
Le agenzie di rating lavorano per i loro clienti, dici.
Non c’è dubbio, ma occorre valutare di CHE LAVORO si tratti. Perché non inviano i loro pareri per raccomandata A.R. e solo ai loro clienti: li comunicano urbi et orbi, sempre decretando vantaggi o svantaggi per questo o quello.
Il punto è: sono pareri ONESTI?
Non sembra, se poi finiscono spesso al vaglio della magistratura.
http:/www.radiobombo.com/…/trani/trani-riscrive-la-finanza-mondiale-chi…
Salve tutti!?
Parla Obama e tutto l’Universo si muove.
Non dimentichiamo che in Austria,alcune di queste agenzie di rating hanno perso una causa civile,in seguito a class action,e dovranno sborsare una cifra pari a sei volte di quella che ha chiesto Obama,qualcosa come 24miliardi di euro.E…non finisce quì:infatti in Italia se si calcola il danno erariale in 120 miliardi di euro, stima ricavata da;Consob e la Procura Generale della Corte dei Conti e pian pian altri Paesi a chiedere dei danni,queste agenzie fanno in tempo a chidere il fallimento se non vorranno essere spogliate dei danni provocati e premeditati.
http/www.radiobombo.com/…/trani/trani-scrive-la-finanza-mondiale-chi…
(BAT)DamyEku
vi ricordo che è sempre l’offerta che genera la domanda. mai il contrario.
in un regime di libero mercato ognuno è libero di fare quello che gli aggrada. non è questione di “legge del piu forte” in quanto la storia ci insegna che le persone tendono di loro spontanea volontà ad associarsi, quindi il mercato di per se tende ad equilibrarsi. certo non sarà mai in equilibrio, questo non è possibile, ma ad ogni disequilibrio che si assisterà, ben presto il mercato stesso comincerà ad apportare le sue doverose correzioni. è sempre stato cosi e sempre sarà cosi, anche nonostante le famigerate politiche economiche messe in atto dai vari governi.
l’unica vera legge del mercato è questa: lasciare libere le persone di ottenere i propri fini, nel rispetto delle due grandi istituzioni sociali mondiali, il rispetto del prossimo (diritti inviolabili) e il rispetto della proprietà privata.
tornando in tema: l’azione di obama è piu di facciata che altro, in italia si direbbe “atto dovuto”. obama sa benissimo che non può scagliarsicontro s&p, perche rischia di far saltare wall street e quindi di far sltare la fed e quindi di far saltare l’intero governo federale. pensate sia cosi stupido? o che siano cosi stupidi i vecchi volponi del congresso usa? è solo uno specchietto epr le allodole da dare in pasto al popolino che vedrà il Mr. President fare quello ceh tutti vorrebbero fare, ovvero castigare i cattivoni della speculazione.
peccato che la causa della speculazione stessa (intendo la speculazione ingegneristica moderna, non la sana speculazione reale), è proprio lo stato stesso e la sua banca centrale, in usa la FED, in europa la BCE ecc ecc…
ciauz
Mi piace l’intervento di Jack the leopard e mi chiedo se un mercato incentrato sul ritorno da investimento di capitale – quindi dove la mole maggiore dei profitti sono generati dall’azione lievitante del mero denaro a “creare” più denaro – possa davvero definirsi libero. Forse è il libero mercato dell’interesse quello a cui dovremmo fare riferimento. E in quest’ottica allora ciò che si manifesta nelle vergognose manovre politiche mi sembra più che legittimo e naturale.
Sebbene non offra facili collegamenti con la campagna elettorale, l’argomento è molto interessante. E’ l’ennesima dimostrazione che la politica non è espressione democratica della volontà popolare, ma segue altri interessi.
Al di là di questo, mi piacerebbe inserirmi nel dibatitto sul libero mercato senza essere considerato un “troll”. Secondo depaoli.frabrizio il libero mercato sarebbe la soluzione del problema. Ho cinque osservazioni (fra le tante).
1) Un meracto veramente libero è un’utopia. In assenza di regole, nulla vieterebbe a chi è in posizioni privilegiate di approfittarne.
2) Nel mondo di oggi, libero mecato può voler dire tante cose. Ci sono tante variabili e tante possibili evoluzioni. Ad esempio, come possiamo realizzare una condizione di libero mercato del lavoro se le nostre stesse fabbriche occidentali sfruttano manodopera in paesi meno evoluti o depredano risorse naturali a popoli che non posso difendersi? Siamo davvero sicuri che nel libero mercato la magliettina di cotone del mercato continuerebbe a costare cinque euro? E cinque euro cosa vogliono dire per un indiano che lavora (sfruttato) nelle piantagioni di cotone da cui proviene quella maglietta?
3) Nella storia, la moneta spesso veniva coniata da re o imperatori con l’oro rubato ad altri re o imperatori. Proveniva cioè da aioni di guerra, non è vero che “nasceva dal mercato” e poi il signore di turno la monopolizzava.
4) depaoli.fabrizio chiede a mariolino: “Tu sei autorizzato a battere moneta? Io no.” Vorrei chiedere: lei è un sostenitore della teoria che per uscire dalla crisi basterebbe immettere liquidità nel mercato? Spero di no, è una castroneria colossale, aprliamone.
5) Sempre depaoli.fabrizio, fa l’esempietto dell’ozioso che va a pescare al laghetto e dell’industrioso che si da da fare. Francamente, Credo che un regime di libero mercato cstringerebbe tutti a darsi da fare come dei matti. Si sa, la concorrenza è spietata e non si troverebbe più tempo per far niente fuorchè lavorare. Io mi metto in un’ottica di progresso umano differente: per me una buona società dovrebbe dare a tutti lo spazio per realizzarsi tanto nella vita lavorativa quanto in quella privata, premiando non chi lavora e arraffa solo per sè ma chi dà i più grandi contributi per la società stessa. E ovviamente rendendo impossibili situazioni di parassitismo. In altre parole, il sistema economico (e statale) dovrebbe essere un mezzo per il perseguimento della felictà e del benessere degli individui, in rispetto e armonia col prossimo e la collettività. Mi paicerebbe sapere qual’è il suo ideale di progresso, signor depaoli.fabrizio. Lei parla di libero mercato ma sicuramente non riduce il tutto ad una questione di organizzazione economica della società.
Questa storia delle agenzie di rating è stucchevole.Anche se ci fosse per esse un conflitto di interessi, l’adulto vaccinato lo sa e ne tiene conto.Scaricare oneri impropri su di loro è ridicolo.Il loro parere è rivolto agli investitori loro clienti che necessitano elementi di giudizio su cui basare i loro impieghi.Se qualcuno che non lo è si lascia influenzare ,affari suoi.Il governo americano è cliente di Standard&Poor’s?Qualora lo fosse l’azione giudiziaria sarebbe giustificata altrimenti no.Per quanto riguarda l’immunità globale della finanza pasticciona,purtroppo è una deprecabile realtà acquisita.
Su entrambi le coste dell’Atlantico il più pulito ha la rogna, a quanto pare….
http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/1-ci-pensa-il-wall-street-journal-di-murdoch-a-fare-scoop-sul-monte-50554.htm
E adesso pover’uomo ?
mariolino il 7 febbraio 2013 alle 14:03:
Caro mariolino,
scusa l’intromissione, ma il tuo discorso non è rettilineo.
“L’epoca della sopraffazione dei più forti verso i più deboli” non è affatto cominciata con la civiltà: è proprio una legge di natura (vedi Darwin).
Come pure la “cosiddetta civiltà” ha portato altro: per esempio, terapie e vaccini, e proprio per questo Keines ha potuto dire “NEL LUNGO PERIODO siamo tutti morti”: prima il periodo era desolatamente breve (cfr. aspettativa di vita nei secoli e, oggi, nei Paesi cosiddetti sottosviluppati).
Poi gli squali.
È vero che sono un problema, ma è altrettanto vero che possono nuotare e strafogarsi perché noi li stiamo a guardare.
E dire che esistono diversi metodi di shark-fishing. In questo caso accetterei perfino le reti a strascico.
Mariolino del 07 ore 14 03.
Ti auguro che tua figlia non legga mai il tuo post del 07 ore 14 03 perché se ora siamo in queste condizioni possiamo dire grazie a gente egoista che pensa e ha pensato in passato come Keynes. .
Un saluto .
depaoli.fabrizio@libero.it il 7 febbraio 2013 alle 12:11:
La proprietà privata come la intendiamo noi ha un preciso atto di nascita, l’avvento dell’agricoltura, non è un fatto di natura, prima uno possedeva solo le cose che riusciva a portarsi dietro nelle continue migrazioni, si è sviluppata la cosidetta civiltà, ma è anche iniziata l’epoca della sopraffazione dei più forti verso i più deboli, la nascita del potere dello stato, molti credono sia giusta legge “naturale”, certo è uguale a quella degli animali, pesce grosso mangia pesce piccolo, lupo mangia pecora, io vorrei che l’uomo fosse un pò meglio dal punto di vista etico, e non solo più intelligente, e poi per il resto si comporta come le belve, ma loro si accontentano di mangiare il giusto che gli serve, i nostri squali invece non sono mai pieni.
Come diceva uno che non ti piace, Keines, nel lungo periodo siamo tutti morti, quella è l’unica regola davvero non modificabile, almeno per ora.Buon per te che speri ancora in un mondo migliore.
Leggi in altro blog intervento di un amico, dice cose reali almeno a mio avviso.
un breve intervento i “subprime”, i derivati, sono asset finanziari, per essere piu’ precisi contratti finanziari che ingloblano debiti, passivita’ come forme di investimento. Non sono obbligazioni/bonds! Hanno solo un obiettivo finanziarizzare l’economia reale, e rendere piu’ liquidi i mercati finanziari.
Poi ci son questi isituti che danno un rating a questi investimenti…ci rendiamo conto!!!
I derivati hanno creato migliaia di posto di lavoro inutli nel’investment banking, sono stati venduta alla PA italiane come strumenti di investimento, e le alla PMI come strumenti “assicurativi”!!!!
Ora, l’obbiettivo è Standards & Poor’s.
Prima dell’elezioni di Novembre 2012 l’obbiettivo era il “Gallup Polls” perchè
sfornava previsioni di voto NON gradite ad Obama.
Quale sarà il prossimo obbiettivo? Forse Fox News
perchè ogni tanto è l’unica TV che lo critica ed Obama Non è ancora riuscito a fare Eliminare il “Primo Amendamento della Costituzione”; cioè “La Libertà di Parola/Stampa/Opinione?
Per farla breve, meditiamo sulle parole di un bravo cittadino americano di razza nera, esponente di spicco nell’amministrazione Reagan ) che recita:” O Fermiamo Obama oppure gli Stati Uniti d’America Cesseranno di esistere.”
USA
il paese dell’ipocrisia totale eretta a sistema.
Peccato… perche’ presi singolarmente molti statunitensi sono acuti ed intelligenti.
Forse un po’ ingenui e manipolabili, questo si’!
Mariolino, infatti uno stato dovrebbe come prima cosa difendere e tutelare il principio della proprietà privata.
Ma come può farlo questo tipo di stato se si arroga addirittura lui il diritto di violarlo per primo?
Mariolino, finisco di completare questa frase: “Mariolino, fin dalla notte dei tempi qualsiasi moneta “buona” è scaturita dal mercato, mano a mano che si affermava, il tiranno o stato di turno se ne impadroniva”. Fino ad arrivare a sostituirla addirittura con una falsa.
Un’altra cosa che mi è sfuggita: tu parli di assenza di regole, ma non è così, il libero mercato si basa su di una regola assoluta e non modificabile: la proprietà privata e la volontà individuale di effettuare uno scambio.
Un saluto .
depaoli.fabrizio@libero.it il 7 febbraio 2013 alle 10:19:
Mi pare che le prime monete risalgano al tempo dei faraoni o forse anche prima, con le prime città della mesopotamia, erano tutte monarchie assolute per diritto divino, altro che libero mercato, e ai tempi dell’Impero i sesterzi chi li batteva, Ottaviano Augusto e successori.
Un mondo che si autoregolasse senza stato sai che piacerebbe anche a me, ma li squali che ho nominato prima, chi li dovrebbe frenare secondo te, perchè altrimenti si ritorna come ora o anche peggio in un amen, lo squalo umano può essere moderato un pò solo dalla legge oppure dalla violenza fisica, ma in quel modo andrebbe per la maggiore la legge del più forte e siamo punto e accapo, i più forti e più furbi avrebbero comunque il sopravvento sul popolo bue, per me senza una vera evoluzione del’uomo in senso pacifico e sopratutto meno avido, si và poco lontano, e cose del genere non sono certo all’orizzonte, ne ora ne per molti secoli a venire.
Mariolino, fin dalla notte dei tempi qualsiasi moneta “buona” è scaturita dal mercato, mano a mano che si affermava, il tiranno o stato di turno se ne impadroniva.
Vuoi continuare così? Io no.
Banche e stato hanno un rapporto di reciprocità: gli stati autorizzano le banche a gestire la moneta che loro stessi OBBLIGANO ai cittadini di usare, e le banche prestano i soldi agli stati. Nella sostanza sono la stessa cosa, la differenza è solo formale.
I privilegi che gli stati concedono alle banche infatti li concedono solo a loro.
Tu sei autorizzato a battere moneta? Io no.
Le banche godono di un aiuto da parte degli stati, come pure gli operai o le aziende, giusto?
Credo che siamo entrambi d’accordo sul fatto che non ci sia equilibrio tra i vari tipi di vantaggi offerti, giusto?
Qui però le nostre strade si dividono: tu vorresti che lo stato riportasse equilibrio, io invece essendo convinto che lo stato non sia in grado di farlo, e che soprattutto non sia giusto, vorrei che quell’equilibrio lo si lasciasse fare al libero mercato.
Il libero mercato è molto più bravo e giusto di uno stato, non fa torti a nessuno. Tutti giocano con le stesse regole e le regole del libero mercato sono naturalmente uguali per tutti. Nessuno ti obbliga ad essere ricco e nessuno ti obbliga ad essere povero.
Ognuno sceglie in base alla sua voglia e capacità e valutazione.
Una persona che preferisce oziare passando il tempo a pescare al laghetto, lavorerà il minimo indispensabile per sostentarsi, un’altra che invece preferirà lavorare e produrre per avere un surplus di ricchezza da spendere lo farà, e non invidierà il pigro al laghetto, come il pigro non invidierà il ricco, perché entrambi sono consapevoli che le loro rispettive condizioni derivano ESCLUSIVAMENTE dalle loro scelte personali e dalle loro azioni.
Un saluto .
http://phastidio.net/2013/02/06/obama-contro-sp/
Il Re è nudo….
Palese dimostrazione di chi veramente sia Barack Obama e chi ne muova le azioni. Oltre 15 anni fa, a Chicago ho avuto modo di leggere alcune sue interviste. E vari articoli a queste correlati.
Era chiaro tutto nero (ops parola pericolosa, sarò tacciato di “razzismo”…)su bianco…
Tra pochissimi mi ero distinto in fortissime critiche contro una sua certa elezione alla Casa Bianca nel 2008.
Ma come successo non più di un anno fa in Italia con Monti (ci sarebbe da ridere se non fosse causa di tante lacrime vere) era l’uomo del destino, il nuovo “Messia” o perlomeno tale veniva dipinto dalla stragrande maggioranza dei Media Internazionali. Ed ovviamente da quelli italiani così ben “appoggiati” sul lato “sinistro”…..
depaoli.fabrizio@libero.it il 7 febbraio 2013 alle 07:56:
Vedo che mi chiami e arrivo, io ti ho chiesto di dirmi un periodo storico nel quale le monete non avevano l’effige del “Principe”, ovvero emesse dallo stato comunque si chiamasse, se me lo trovi ti posso anche dare ragione, se poi come moneta intendi solo l’oro è un altro discorso, dici anche che la colpa è del sistema statale, ma perchè le cosidette banche internazionali, agenzie di rating e mestatori di ogni genere sono statali, mi sembra il contrario, sono gli stati al servizio di costoro, lasciati davvero troppo liberi di fare il porco comodo, vorresti togliere anche la parvenza di controllicchi che ci sono, e credi che andrebbe meglio, per me sarebbe come liberare i piragna nella vasca dei pesci rossi, a queste carogne gli andrebbe messa la musina come ai cani mordaci, altro che le briglie sciolte.
Anche in ipotesi impossibile rifondando la civiltà da zero, quanto credi che ci metterebbero i soliti furbacchioni a fare manone di nuovo, specialmente senza regole di nessun tipo, lo squalo bianco non ha paura di nessuno, solo dell’arpione.
I Derivati sono la vera questione che non e vogliono affrontare…..
Ci sono al mondo 647 trilioni di dollari in derivati. Contribuenti? Preparatevi a pagarli.
Ovvio che tutto questo non va bene. I derivati sono tutti scambiati over-the-counter, cioè fuori da qualsiasi Borsa regolamentata. Sguazzano nell’opacità più totale: solo le grandi banche americane, che controllano circa la metà dell’intero mercato, sanno veramente cosa ci sta dietro. Loro da questa opacità guadagnano (anche se a volte cascano come JP Morgan). Per questo si sono sempre opposte a vere regole stringenti, facendo leva sulle debolezze del mondo politico più attento agli interessi delle lobby che a quelli dei cittadini. E così siamo arrivati al 2012, con l’ennesimo scandalo. Con gli ennesimi scandalizzati e con le ennesime richieste di regole. Il deja vu continua…
http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/ci-sono-al-mondo-647-trilioni-di-dollari-in-derivati-contribuenti-preparatevi-a-pagarli.html
tempo….
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@Francesco P mi sa che abbiamo toppato
Kerry: “Non ci ritireremo dalla scena mondiale”
“Gli Stati Uniti non si ritireranno dalla scena mondiale a causa di vincoli di bilancio o a causa della complessità delle sfide globali”. Lo ha detto mercoledì John Kerry, il neo segretario di Stato americano, durante il giuramento celebrato dal vicepresidente Joe Biden. L’ex senatore Democratico del Massachusetts, che prima di questo incarico aveva guidato la commissione Esteri del Senato, ha poi aggiunto, tra gli applausi: “Mi impegno a lavorare per la pace, cercando di difendere l’America, i suoi valori o ideali se venissero minacciati dall’estremismo, dal terrorismo, dal caos e dal male”
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Obama in primavera visiterà Israele
Prima volta in veste di presidente, andrà anche in Giordania e West Bank
Alberto Trinchetta
Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama visiterà Israele in primavera. La Casa Bianca non ha ancora reso noto quando ma secondo l’emittente israeliana Canale 10, il viaggio potrebbe iniziare il 20 marzo e durare tre giorni. Tappe del viaggio saranno anche la Giordania e West Bank.
salutini
Fausto
probabilmente S&P è (era) in procinto di abbassare il rating americano ed Obama ha preferito ‘attaccare’ anziché ‘difendersi’.
Marcello Foa, concordo al 100%, la sua ipotesi mi sembra più che verosimile.
S&P è parte integrante di un sistema malato, ma al suo interno ha cercato comunque di fare il suo lavoro (forse).
Non sappiamo per certo cosa sia successo, magari il downgrading del debito era a sua volta già una vendetta di S&P, ma al di là delle motivazioni, resta il fatto che ha detto la verità, ed è subito stata riportata nel recinto.
Questo non è mercato e questa non è l’America. In America la gente per bene come Ron Paul ha gli stessi problemi della gente per bene di tutto il pianeta, e sapere che moltissimi americani sono con lui ci fa sentire un po’ meno soli.
Le agenzie di rating hanno, su di un fronte diverso, lo stesso potere dei media e si cerca di inglobarle nello stesso sistema di controllo.
Questa è un’ulteriore conferma, per chi ancora avesse dei dubbi, che lo stato non deve intervenire nel mercato e la intromissione più devastante è il monopolio della moneta fiat. È talmente eclatante, sfacciata e scontata da farcela sembrare una cosa normale (vero Mariolino?..), poi però ci stupiamo di come l’economia mondiale stia andando a rotoli e cerchiamo di volta in volta i colpevoli tra gli attori anziché accorgersi che il primo imputato è il sistema monetario e statale.
Un saluto .
L’America é un grandissimo paese con un piccolo, piccolo, piccolo presidente. Un presidente simbolo della brutta, superficiale, ideologica e interessate classe dirigente occidentale di oggi. La prima classe dirigente fatta da persone che non hanno mai conosciuto la II guerra mondiale e che é cresciuta nel benessere. E’ questo il dramma. Che pagheremo sulla nostra pelle.
@Marcello Foa Concordo Marcello… Al processo della gallina, la volpe non dovrebbe far parte della giuria.La giustizia senza forza è impotente; la forza senza la giustizia è tirannica.Si possiamo insegnare ad una talpa a volare ,ma ci resta un problema ,essa é CIECA
Salutini
Fausto