Campagna chiusa. E’ tempo di bilanci, non sui risultati ma sugli ultimi giorni di propaganda. Questo il responso:

1) Grillo: assoluto vincitore. Le ragioni che ho illustrato nel mio post (il vincitore è Grillo ) hanno trovato conferma. Grillo non ha sbagliato un colpo mediaticamente e capitalizza il clima di disgusto che i magistrati, gli scandali e i colpi bassi tra gli altri candidati hanno creato nel Paese. La gente è stufa, nauseata e vota per l’unico che non è invischiato nella politica. Tuttavia che sia un voto saggio è tutto dav vedere…Non si è mai visto un movimento che va alle elezioni senza un candidato premier e in cui Grillo (vedi intervista al Corriere del Ticino) afferma che il suo è un movimento senza leader… Il che significa prendere per il naso la gente perché il movimento è Grillo, è all’interno è assolutismo, intolleranza al dissenso, prevaricazione, rifiuto i rispondere a domande di giornalisti avvers (com’è facile sembrare infallibili senza contraddittorio!). Ma la gente, come capita in questi frangenti, non vede l’assurdità della situazione. E’ in preda a un’esaltazione collettiva. Sembra di vedere su larga scala il film “L’onda”. Attenti!

2)Berlusconi: non può che rimproverare se stesso. Aveva fatto tutto giusto, poi lo disgraziatissimo siparietto con la giovane presentatrice – viene, quante volte, si giri – ha provocato un moto di stizza in molti elettori, che lo avevano abbandonato per questioni morali e avevano una gran voglia di perdonarlo. Ma quella scena li ha riallontanati. Inoltre,  il Cav è stato bravo nelle prime uscite televisive, poi è apparso meno convincente. La sua bomba atomica è l’Imu con  il relativo potere di persuasione sull’Italia piccolo borghese, dei pensionati: ma basta per agguantare Bersani?

3) Bersani: impalpabile, smorto, incapace di un’uscita convincente. Ma può contare su uno zoccolo duro del 30% degli elettori. E nell’Italia di oggi bastano queste percentuali per vincere. Favorito, nonostante tutto.

4) Monti: il bluff è scoperto. Gli italiani lo vedono e cambiano canale. da quando è assistito da spin doctor americani ha cambiato posizione quasi ogni giorno, disorientando il pubblico. Disastroso. Dimenticavo: Casini, Fini: non pervenuti.

5)  Ingroia: ridimensionato da Grillo. Chi vuol protestare sceglie l’ex comico.

6) Maroni e la Lega: invisibili a livello nazionale, si giocano tutto in Lombardia in una regione che, però, non ha sentito il duello per l’elezione a governatore. Basterà lo zoccolo duro della base per vincere?

E ora, se potete, buon voto a tutti.E ricordate: l’elezione che conta è al Senato. Lì si decide tutto.

Ps: qui trovate l’intervista integrale rilasciata da Beppe Grillo al Corriere del Ticino, il giornale svizzero di cui sono Amministratore Delegato