Nelle prossime sapremo chi sarà il presidente della Repubblica. E la cosa migliore che potrebbe capitare all’Italia e che dal Conclave parlamentare un Presidente diverso, sorprendente, capace di scuotere il Paese dal torpore, dalla paura, dall’insoddisfazione, dal quel clima di negatività che sembra permeare tutto.

La Chiesa sembrava sull’orlo del baratro ma è riuscita a eleggere un Papa, Francesco, di cui sarebbe sin d’ora sbagliato prevedere la grandezza, ma che ha avuto un merito enorme: ha ridato fiducia e lustro all’istituzione, grazie alla sua spontaneità e a una credibilità personale indiscutibile.

Io non sono mai stato un fan di Obama (anzi), però nel 2008, in un’America sconvolta dalla violenza della crisi finanziaria generata dai subprime, riuscì a risollevare il morale, a ridare speranza, fiducia, una prospettiva.

E mai come ora l’Italia ha bisogno di un simbolo, di un volto nuovo, pulito, autorevole. Come la Chiesa. Come l’America del 2008.

 Ne saranno capaci i politici in un sussulto di dignità? Ma, soprattutto, esiste un Francesco tra i papabili italiani?

Lo spero, ma ne dubito.

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