Chi segue questo blog sa che, non da ieri ma da sempre, ho parlato di Grillo con molta apertura, senza preconcetti e in certi frangenti anche con una certa simpatia per il coraggio di alcune denunce. Devo dire che da alcune settimane non riesco più a capirlo. E’ come se il successo gli avesse dato alla testa, proprio lui che è abituato al palcoscenico. I suoi interventi non sono più ironici, bensì grevi; le sue denunce non sono più precise ma affannose; non analizza più, strepita. L’uomo che riusciva a intuire i sentime ti, le idee, le pulsioni di una parte importante del Paese ora appare completamente sfasato e non riesce a essere più in sintonia non solo con gli elettori potenziali, bensì con la base del suo movimento e con i suoi eletti.

Dovrebbe abbassare i toni e li alza; dovrebbe darsi un profilo più istituzionale e invece manda a quel paese, con offese gratuite, tutti coloro che osano contraddirlo anche quelli che lo fanno con argomentazioni ragionevoli e pacate.

L’uomo che sapeva parlare alle folle, ora assume atteggiamenti da caudillo. Siamo tutti uguali, ma io sono più uguale di te. Sembra di vivere la trasposizione de “La fattoria degli animali” di Orwell con Grillo nei panni di Napoleon il Maiale o un’edizione aggiornata di un film bellissimo, “L’Onda“,nel quale il protagonista per dimostrare l’assurdità della dittattura e del conformismo delle masse finisce per crearne una.

Il Grillo che ci piaceva, quello con cui non sempre si poteva andare d’accordo, ma che portava una salutare ventata di libertà e di anticonformismo, non esiste più. Ora c’è un altro Grillo, in preda a un’evidente crisi di nervi o forse di identità. Che stia davvero impazzendo?