Provate a paragonare l’Egitto alla Siria. Fu l’esercito egiziano a determinare l’esito della cosiddetta “Primavera araba”, schierandosi dalla parte dei manifestanti e provocando così la caduta di Mubarak, che si trovò improvvisamente senza difese. A mio giudizio in realtà quella, più che una vera rivolta popolare, fu un colpo di stato mascherato.
Poi ci sono state le elezioni e l’esercito, controvoglia, cedendo alle pressioni di Washington, ha passato il controllo del Paese a Morsi. Nel frattempo l’Egitto è precipitato in una crisi economica paurosa e i Fratelli Musulmani hanno tentato di imporre la Shaaria, suscitando una protesta questa sì davvero di massa. E l’esercito è tornato ad essere determinante. Se si fosse schierato con Morsi, la protesta sarebbe stata repressa in poche ore; se si fosse astenuto dall’intervenire il Paese sarebbe precipitato in un periodo di forte instabilità sociale con violenze disorganizzate ma diffuse; invece si è schierato con i manifestanti e in 48 ore Morsi è stato destituito.

La Siria cosa c’entra? C’entra, c’entra… perché a Damasco l’esercito non ha mai abbandonato Assad e per questo la “primavera araba” non ha avuto successo. E la rivolta popolare si è trasformata in una sporchissima guerra civile, combattuta dall’esercito contro milizie paramilitari in cui militano molti mercenari venuti dall’estero, ispirati e probabilmente finanziati da servizi segreti occidentali e arabi sunniti. Assad resiste da molti mesi e può resistere ancora a lungo. grazie all’esercito che è e gli rimarrà fedele.

In Tunisia andò come in Egitto: l’esercito si schierò con i rivoltosi. In Libia Gheddafi ha pagato il prezzo supremo per non avere costruito attorno a sé un esercito agguerrito, folto e fedelissimo; si illudeva il Rais che poche milizie e i mercenari potessero proteggerlo; ma quando l’alleanza occidentale è intervenuta con l’aviazione e armando i ribelli, Gheddafi non è riuscito a resistere.

La morale è sempre la stessa: in Nord Africa e in Medio Oriente a decidere non sono i religiosi, nè le folle, nè le milizie private a essere determinanti, ma sempre e solo l’esercito. Osservate da che parte si schierano i militari, valutate la loro forza intrinseca e potrete prevedere l’esito delle rivolte popolare, autentiche o costruite che siano. Sono gli uomini in divisa il vero fattore X di questa stranissima, interminabile, pericolosa “primavera”.

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