Una capacità era da sempre riconosciuta al Cavaliere, anche dai suoi più accesi critici: quella di saper comunicare e di riuscire, guidato spesso solo dall’istinto, a restare in contatto con gli italiani, a capirli e a farsi capire, anche quando la stampa lo massacrava di critiche. Io non so che cosa abbia indotto Berlusconi ad assumere nell’arco di poche ore posizione radicali e contraddittorie, però per la prima volta la gente comune – ovvero chi non vive nel Palazzo o nelle redazioni e pertanto non coglie sottigliezze politiche o calcoli machiavellici (ammesso che ce ne siano) – non segue, è disorientata. Anzi, non lo capisce.

Quel filo magico che lo ha sempre unito a buona parte degli italiani, anche nei momenti più bui o disorientanti, ieri si è spezzato. E per la prima volta l’Italia ha scoperto un Berlusconi “normale”; un Berlusconi che non riesce più a comunicare; un Berlusconi chiaramente afflitto e di cui si intuisce l’angoscia, l’ insolita intima fragilità; come sarebbe chiunque al suo posto nella prospettiva dei domiciliari o dei servizi sociali. Un Berlusconi mai come ora “umano”.