Ci sono i complottisti, che vedono congiure dappertutto fino a credere che “tutto quello a cui crediamo è falso”. E ci sono gli anticomplottisti o se preferite gli ipergarantisti, per i quali le congiure sono impossibili e il mondo, anche ai massimi livelli, è animato da gentiluomini. Poi ci sono gli esperti di comunicazione, di strategia o gli storici più avveduti che hanno una visione più articolata e al contempo più realistica della realtà, che li induce a distanziarsi sia dai complottisti sia dai loro antagonisti; oppure, se preferite, a dare a entrambi parzialmente ragione.

Dipende, come sempre, dal punto di partenza. Se si ha consapevolezza della sofisticata complessità del mondo moderno e dei nessi invisibili che regolano le relazioni internazionali e d’affari, occorre iniziare da un testo di strategia cinese, sconosciuto ai giornalisti e alle masse, eppur fondamentale: “Guerra senza limiti” di Qiao Liang e Wang Xiangsui. Lo hanno scritto nel 1999 ed è stato tradotto in italiano nel 2001 per felicissima iniziativa del Generale italiano Fabio Mini. La tesi è semplice e illuminante: nell’eradella globalizzazione le guerre non si combattono più tanto con la forza militare, quanto soprattutto con le cosiddette armi asimmetriche, con effetti simili a quelli di un conflitto classico, in termini di conquista, destabilizzazione, controllo delle masse o delle risorse strategiche.

Le armi asimmetriche sono rappresentate dal terrorismo sia tradizionale che informativo, dagli allarmi socio-sanitari, dal condizionamento delle masse attraverso internet e le comunicazioni digitali, dalla manipolazione dei media e dell’opinione pubblica, dalla turbativa dei mercati economici, infine dall’introduzione di norme e regole internazionali capaci di influenzare dall’alto e in modo invisibile il corso di interi settori economici o addirittura di nazioni.

Le tecniche asimmetriche possono essere usate dagli Stati, da organismi sovranazionali ma anche da piccoli gruppi sovversivi o lobbies in grado, se bene organizzati, di infliggere danni immensi. Pensate all’11 settembre: è bastato un attentato spettacolare, di fronte alle telecamere del mondo, per cambiare l’anima, i valori e le priorità strategiche di una grande democrazia americana. Vi ricordate l’Y2K? I calendari a sei cifre dei sistemi informatici avrebbe dovuto provocare il 31 gennaio 1999 il blocco dei sistemi informatici con conseguenze devastanti in tutto il mondo. Angosciarono l’opinione pubblica affermando che “le centrali nucleari rischiavano di bloccarsi”, “i treni, come gli aerei, di impazzire e di schiantarsi”, che “ gli archivi elettronici delle banche e delle Casse pensioni avrebbero potuto cancellarsi”. Le fonti? Governi e organizzazioni internazionali. L’allarme, come ormai ampiamente provato, era infondato, perché riguardava una piccola percentuale di Personal Computer ma non i sistemi che non sono mai stato a rischio. E infatti nei Paesi del Terzo Mondo, che non avevano i mezzi per aggiornare le proprie reti informatiche, non è successo assolutamente nulla allo scoccare dell’ora X. Insomma, era una truffa, costata miliardi ai contribuenti. E non si è mai saputo da chi è stata orchestrata.

Così come incredibilmente esagerato è stato l’impatto di alcuni delle epidemie che angosciato la nostra vita nell’ultimo ventennio. “Mucca Pazza”, “Sars”, influenza aviaria e, naturalmente, suina sono accomunate da una caratteristica: l’allarme è stato volutamente esagerato e amplificato, come provato da numerose inchieste (vedi riguardo all’H1N1 quella del Consiglio d’Europa). Allarme, anche in questo caso, propagato da governi e istituzioni internazionali prestigiose come l’Organizzazione mondiale della Sanità, secondo logiche e finalità ancora oggi inspiegate.

Le rivelazioni di Snowden, l’ex agente della Cia oggi ospitato in Cina, hanno svelato la spaventosa rete di controllo operata dalla Nsa, la superagenzia di sicurezza, su tutti i nostri computer, su tutte le nostre caselle di posta elettronica, su tutti i nostri smartphone, secondo modalità che annichiliscono lo stato di diritto, la privacy, i diritti individuali.

Sono trascorsi 14 anni dalla pubblicazione di quel profetico libro e gli episodi che possono essere considerati di guerra asimmetrica, anche in ambito finanziario, sono diversi e inquietanti, con modalità imperscrutabili. Le guerre asimmetriche non si dichiarano. Si fanno. Chi attacca non si scopre e non rivendica, ma è implacabile nel suo agire. Chi subisce sovente non capisce e dunque non sa difendersi, accelerando così i tempi della sconfitta, mentre il pubblico assiste interdetto.

Complottisti e anticomplottisti si accapigliano su singoli episodi ad elevata visibilità mediatica, mentre la realtà è molto più semplice (gli uomini sbagliano! E il caso esiste…) eppure al contempo più sofisticata, come intuito con straordinaria sagacia dai due generali cinesi. Analizzare la complessità, individuare i nessi invisibili . Questo conta. Tutto il resto è show

(articolo pubblicato sul Corriere del Ticino)