Ieri è andata in scena l’ennesima operazione di manipolazione mediatica. E ancora una volta i media hanno abboccato. Obama, come noto a tutti, ha spiegato agli americani e al mondo la posizione del governo Usa.

Un bel discorso, costruito con sapienza. Gli ingredienti: un pizzico di rammarico (“io non ho mai creduto a questi metodi”), la promessa di una riforma (“limiteremo le intercettazioni”), l’assoluzione dei piccoli errori commessi finora (“grazie allo spionaggio digitale bloccati molti terroristi”), la rassicurazione che il presidente non mente, è un vero americano (“sono uno di voi”), la democrazia è salda.

Risultato: valanga di titoli rassicuranti su tutti i media da twitter, ai siti internet, passando per radio e tv, finendo con i giornali.

Ma è davvero così? Ovviamente no. Il Datagate non può essere liquidato come un peccatuccio veniale, ma rappresenta una colossale, sistematica, pervasiva violazione dei diritti costituzionali e delle libertà personali. Il buffetto non basta, richiederebbe un’indagine approfondita su chi lo ha voluto, chi lo ha autorizzato e chi lo ha gestito. Indagine che Obama, ovviamente, non contempla nemmeno.

Anzi, leggendo bene il suo discorso la sostanza appare molto diversa da quella annunciata: le raccomandazioni degli esperti non sono state recepite e le intercettazioni continueranno come prima (vedi al riguardo questo post di Carola Frediani).E c’è una novità straordinaria, che pochi media hanno rilevato: le agenzie di intelligence adesso dovranno ottenere una autorizzazione da un tribunale segreto prima di poter “pescare” e utilizzare le informazioni contenute nei megacomputer.

Capito? Un tribunale segreto autorizzerà le agenzie di intelligence! Non c’è che dire: mi sento sollevato…
Come nel 2002, quando Bush annunciò la chiusura dell'”Office of strategic influence”, un programma di spionaggio precursore di quello che oggi chiamiamo Datagate. La stampa l
elogiò la Casa Bianca che anche allora rassicurò i cittadini: “Noi non facciamo queste cose”. In realtà il programma non fu smantellato, gli fu semplicemente cambiato nome (vedi al riguardo il mio Gli stregoni della notizia).
Quante volte la Casa Bianca ha annunciato il ritiro dall’Irak, dall’Afganistan, la chiusura di Guantanamo? Tutto in realtà è rimasto come prima.

E tutto rimarrà come prima anche adesso. Tranquilli, Obama continuerà a spiare i vostri computer, le vostre telefonate, i vostri sms. E a condizionare le vostre vite.

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