La governabilità, la riforma elettorale. Ma non solo. Renzi sta perseguendo un disegno più ampio. Accettando di incontrare Berlusconi, anzi riportandolo al centro del dibattito, compie un gesto non solo tatticamente indispensabile – considerata l’impossibilità di dialogare con Grillo, le riforme possono essere fatte solo con il consenso di Forza Italia – ma strategicamente audace e rivoluzionario, rivolto sia alla destra che alla sinistra.

Renzi sa che il suo vero nemico è dentro al Pd – non fuori – ed è rappresentato dalla corrente, finora onnipotente – dei post comunisti. E sa anche che le elezioni le può vincere solo se riesce a conquistare la fiducia di almeno una parte dell’elettorato di centrodestra, che può contare su uno zoccolo duro di almeno un terzo dell’elettorato.

Dichiarando pubblicamente “Sono d’accordo con Berlusconi” e imponendo una tabella di marcia rapidissima alla direzione del proprio partito – che si ritrova già lunedì pomeriggio – Renzi mira a scavalcare e a mettere con le spalle al muro la minoranza dissidente; nel senso che la rende responsabile dell’eventuale fallimento di un accordo invocato a gran code del Paese. E’ consapevole però di dover agire in fretta per impedire agli altri di organizzare il boicottaggio indiretto e invisibile in Parlamento, che comunque verrà tentato. Le congiure, le manovre di Palazzo volte alla gestione del potere personale e di gruppo rientra nei cromosomi di una classe dirigente cresciuta alla scuola gramsciana e togliattiana delle Botteghe Oscure (ex sede del Pci); non si arrenderanno facilmente. Quando dice “Mi sto giocando tutto” non mente. E rischia tantissimo.

Parallelamente, infatti, si riposiziona nei confronti dell’elettorato moderato. Ha ignorato le proteste degli oltranzisti di sinistra e ha incontrato Berlusconi, considerandolo non un impresentabile condannato ma il leader del legittimo del centrodestra. Berlusconi ovviamente ha apprezzato, il suo elettorato anche. E Renzi ha verosimilmente ottenuto il suo scopo: quello di venir considerato dal popolo di centrodestra non come l’ennesimo trinariciuto di sinistra, ma come un leader moderato e davvero democratico, dunque accettabile.

Da oggi Renzi può pescare anche nell’elettorato di centrodestra con la speranza – è questo uno dei suoi obiettivi principali – di costruire una maggioranza “progressista” ma imperniata su un elettorato moderato e borghese, in cui le fazioni e i partiti estremisti di sinistra (Vendola, dipietristi, ala sinistra del Pd), grazie anche alla nuova legge elettorale, abbiano un ruolo minoritario, anzi marginale.

Che ci riesca è tutto da vedere; politicamente, però, l’uomo ha dimostrato di essere abile, veloce di pensiero e spregiudicato. O, per dirla con il sul linguaggio, di essere ancora una volta, un gran dritto…

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