Ho appena assistito a una bella conferenza di Luciano Canfora alla Biblioteca cantonale di Lugano. Eloquio brillante, grande cultura, Canfora è un pensatore libero che non lascia mai indifferenti. Ha criticato i media per il modo unilaterale, anzi “ridicolo” in cui stanno coprendo la crisi ucraina e poi si è permesso una puntata su Renzi e i suoi famosissimi 80 euro in busta paga, che vanno a tutti tranne a pensionati, partite Iva (non e’ una novità) e, parola magica, agli “incapienti”.

Suona così bene… profuma di cultura, gran parolaio Matteo, già; ma si è chiesto Canfora, quanti sanno cosa vuol dire incapienti? Risposta scontata, ben pochi. E allora ecco la definizione tratta dalla Garzantina:

si dice di contribuente che ha un reddito così basso da non dover essere dichiarato o che deve pagare un’imposta così bassa da non poter sfruttare tutte le possibili detrazioni

E siccome, parola dello stessi Renzi “il bonus — “soldi che erano degli ita­liani, e che noi stiamo resti­tuendo” — si con­cen­trerà per i lavo­ra­tori inclusi tra “8000 e 26 mila euro di red­dito annuale”, incapienti significa che chi guadagna meno di 8’000 euro non riceverà nemmeno un centesimo.

Dunque Renzi darà il bonus a tutti ma non a chi ne ha piu’ bisogno ovvero i piu’ poveri.

Niente male per uno di sinistra. Splendida giustizia sociale, la sua. Fa inorridire persino un liberale come me. Ma nessuno se n’è accorto, perche’ se i poveri vengono ribattezzati incapienti e la stampa rilancia acriticamente qualunque slogan governativo, un premier come Renzi puo’ permettersi di tutto. Anche di prendere in giro il Paese. E di passare per un moderno Robin Hood.

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