Ho sempre saputo che dirigere un governo è un’impresa titanica, per quanto affascinante. Titanica soprattutto per chi non è mai stato non solo ministro ma neppure parlamentare, come Matteo Renzi, e dunque non ha familiarità con la macchina amministrativa. Logica vorrebbe che dedicasse molte ore allo studio dei dossier e a confrontarsi con i suoi più stretti collaboratori, limitando allo stretto indispensabile tutto il resto.

Da circa tre anni dirigo un gruppo editoriale e vivo costantemente sotto pressione, al punto che persino i miei familiari si lamentano perché durante il giorno non riescono a raggiungermi (telefono sempre sul silenziatore). Mi confronto con amici che lavorano in campi diversi, in posizioni analoghe, e tutti condividono gli stessi problemi.

Il capo di un governo alle prime armi dovrebbe avere ancora meno tempo di un direttore generale. E invece Matteuccio nostro sembra aver cambiato mestiere. Di certo in ufficio c’è pochissimo. E’ sempre in giro: un giorno in Calabria, quello successivo a Milano per l’expo, quello dopo ancora a Napoli. E sempre impegnato in opere altamente meritorie: ormai conosce tutti gli asili d’Italia ed è adorato dai bambini per le sue indubbie capacità oratorie. Come baby sitter è imbattibile. E quando un giornalista gli chiede un’intervista Renzi non riesce proprio a dir di no. Che ci volete fare: è fatto così, non gli piace deludere la gente. E allora via su Rai 1, Rai 2, Rai 3, Mediaset, Sky… almeno una volta al giorno, possibilmente anche due. E per non far mancar niente a nessuno partecipa ai forum nelle redazioni dei grandi giornali. E si concede alle radio.

Una decina di giorni fa, era domenica mattina, mi è capitato di ascoltare in auto RadioMontecarlo, mentre conduceva Alfonso Signorini. Non avevo mai ascoltato la sua trasmissione, dai toni chiaramente scherzosi. A un cert punto annuncia il collegamento con il premier Renzi. Ho pensato: sarà una parodia, come capita spesso in radio. E dopo aver ascoltato le prime battute me ne sono convinto: sì è un imitatore. E invece mi sbagliavo: era proprio lui, il premier. Talmente caricaturale in tutto qule che fa da non permettere più all’ascoltatore di distinguere il vero Renzi dal falso Renzi.

Per carità, altri premier e non solo italiani hanno dimostrato una certa sensibilità al fascino mediatico. La gestione dell’immagine rientra fra le tecniche dello spin. Blair era uno specialista, Berlusconi pure. Ma Renzi in queste prime settimane di governo sta battendo ogni record. Anche di buon senso.

Già perché a furia di vederlo in tv, uno finisce per chiedersi: ma quando lavora Matteuccio nostro? Fa il premier o l’intrattenitore?

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