Il presidente italiano Giorgio Napolitano è arrivato in Svizzera. E subito si è fatto notare. Ha affermato, riferendosi alla ben nota votazione popolare del 9 febbraio scorso contro l’immigrazione di massa: “Siamo troppo amici per nascondervi lo sconcerto provato nell’apprendere un risultato che si pone in controtendenza rispetto alla consolidata politica europea della Confederazione“. E l’ha definita “una battuta d’arresto nel percorso europeo della Svizzera“, auspicando, naturalmente che “il modesto margine di vantaggio dei ‘sì’lasci ampio spazio al confronto sui possibili scenari di collaborazione su questo spinoso terreno tra Svizzera e Unione Europea“.

Se ne deduce che:

1) per il presidente italiano l’Europa è un dogma che non ammette eresie

2) la Svizzera, pur non essendo membro della Ue, deve per forza, comunque obbedire a una politica europea.

3) il presidente della Repubblica italiana si ostina a ignorare che più volte il popolo svizzero si è opposto fermamente sia all’adesione alla Ue sia allo spazio economico e che l’elogiata “politica europea” è frutto non di una libera scelta popolare ma dalle pressioni e talvolta anche dai ricatti di Bruxelles.

4) per il presidente italiano un voto popolare non va rispettato integralmente come capita in tutte le vere democrazie (eh si, in Svizzera funziona così e senza eccezioni…), ma può essere inteprepretato, plasmato in quanto un “modesto vantaggio” (a proposito, qualcuno gli spieghi che la maggioranza dei Cantoni ha votato a favore e dunque, in un sistema federale, significa che c’è una doppia solidissima e pertanto tutt’altro che modesta maggioranza) può lasciar spazio a nuove, indefinite forme di collaborazione.

A cosa possa alludere Napolitano non è difficile immaginarlo. Il no di francesi e olandesi alla Costituzione europea è stato aggirato dall’establishment europeo, varando un trattato, quello di Lisbona, che di fatto impone le norme che erano stato rifiutate dagli elettori di quei Paesi. Gli irlandesi sono stati costretti a ripetere i referendum quando non hanno dato il risultato voluto da Bruxelles. Insomma, le élites europee, a cui lo stesso Napolitano appartiene, non amano consultare il popolo e quando questo accade trovano sempre il modo per bypassarne la volontà se contraria ai loro desideri.

Non è questa la democrazia che gli svizzeri onorano da sempre. Qualcuno lo dica a a Napolitano. E gli faccia presente che certe “amichevoli” lezioncine sono inopportune, perlomeno in uno dei pochi Paesi europei dove il popolo è ancora davvero sovrano.