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Ci siamo, oggi Trump inizia. E tutto lascia indicare che sarà una giornata di guerriglia, senza precedenti. organizzata dall’estrema sinistra per tentare di condizionare dall’inizio la sua presidenza. Considerata l’indole del personaggio, non basterà a scoraggiarlo.

Sarà un presidente memorabile o disastroso? Nessuno oggi può dirlo con sicurezza. Mettiamolo alla prova e vediamo cosa combina. Di certo un merito può vantarlo: non appartiene all’establishment. Erano decenni che alla Casa Bianca non veniva eletto un candidato estraneo agli interessi e alle strategie di quella ristretta élite che ha governato davvero l’America e che accomuna repubblicani e democratici.

Paradossalmente solo un personaggio fuori dagli schemi, improbabile come presidente e in una certa misura “folle” poteva provarci e riuscirci. Grazie a lui viene garantita una vera alternanza democratica e si provano nuove priorità politiche e geostratigiche, che ci riguardano. Un freno alla globalizzazione, difesa della sovranità dei singoli Paesi, maggior interesse e considerazione per l’economia reale, più crescita e meno austerity, più occupazione.

Sono intenzioni, per ora. Ma vi sembra poco? A me no.

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