Schermata 2017-03-01 alle 21.45.13Metti una sera di pioggia battente, alla fine del martedì grasso e in concomitanza con una partita del calibro di Juventus-Napoli. C’erano tutte le premesse per una conferenza tra pochi intimi e invece…

E invece ieri a Trento un pubblico numeroso è affluito nella sala dove l’associazione Civica Trentina mi aveva invitato per una conferenza sulla manipolazione dell’informazione. Un pubblico talmente numeroso che molti si sono seduti per terra, sui gradini del palco o sono rimasti in piedi, chi in fondo alla sala e chi addirittura in corridoio.

E’ stata una serata straordinaria che mi ha colpito per la grande passione civica dei presenti, dal loro desiderio di capire come funziona davvero l’informazione e di non accontentarsi di interpretazioni superficiali o di comodo. Dalla voglia di individuare le vere insidie, che non sono quelle, oggi molto di moda, sulle fake news, ma quelle che inducono le istituzioni a veicolare, attraverso i media, informazioni non attendibili o palesemente false per perseguire scopi che non vengono mai dichiarati apertamente.

La sfiducia nelle istituzioni non è provocata dai social media o da blog o da siti alternativi, bensì dalla proliferazione delle tecniche di spin e dalla mancanza di coraggio dei media mainstream, che sono troppo autoreferenziali e troppo sensibili alle logiche e agli interessi del Palazzo e che pertanto annacquano la loro funzione di voce critica dell’opinione pubblica, spalancando le porte del successo a singoli blogger e ai siti di informazione alternativa.

Di tutto questo ho parlato per oltre due ore in una serata davvero intesa, introdotta dall’ottimo Francesco Agnoli e corredata da tante domande di lettori di qualunque orientamento politico. Parlando con loro alla fine della conferenza li ho scoperti del movimento Pro Vita, di sinistra (c’era anche un ex sindacalista comunista), di destra, ammiratori di Salvini, simpatizzanti del Movimento 5 Stelle, delusi di destra e di sinistra. Tante le loro origini politiche ma comune il desiderio di difendere la libertà d’opinione e il miglior giornalismo. In un’epoca di tentazioni censorie mascherate da intenzioni buoniste (vedi lo scandaloso Ddl Gambaro) non è poco. Anzi, è tantissimo.

Grazie al magnifico pubblico di Trento.

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